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Variante di Heckel 2
La storia di una variante
cromatica del Discus di Heckel.
di Heiko Bleher
Il nome Nhamundá è di origine indios e dietro ad esso c’è l’interessante storia della scoperta... seconda parte
Interview: Stefan Adamek on Mondo Discus
Interview: Stefan Adamek on MondoDiscus
herausgegeben von Alfredo Scarano und Francesco Barba
Mein Name ist Stefan Adamek. Ich bin 43 Jahre alt,bin verheiratet und
habe eine 21 jährige Tochter. Ich wohne in Rödental im schönen Bayern.
Diskusfische pflege ich seit gut 25 Jahren, seid 20 Jahre züchte ich
sie auch sehr erfolgreich.
Acquari italiani: i Royal Blue in acquario
La vasca dei Royal Blue Discus di Marco Bossola DESCRIZIONE VASCA: l’acquario qui fotografato è della AKVASTABIL, ditta danese, misura cm. 130x50x50 (325 litri). ILLUMINAZIONE: Nel coperchio sono installati tre neon T5 x54 watt, temperatura di colore 7500 gradi Kelvin, lunghezza 1149mm, controllati da due dimmer per creare l’effetto alba e tramonto. Il fotoperiodo è di 8 ore. FILTRAGGIO: Due filtri esterni (2028) della ditta EHEIM ,sono indipendenti e ad uno è stata abbinata una lampada UVA calibrata per 400 litri (ditta Ruwal). Il totale filtrato è di oltre 900 litri.Come materiale filtrante uso quello dato in dotazione dalla casa costruttrice.La manutenzione è mensile. ALLESTIMENTO: la vasca è priva di sfondo in quanto posizionata in modo perpendicolare alla parete, quindi osservabile su tre lati. FONDO: Sabbia finissima 1mm, 8 sacchetti da 5Kg di cui 5 tinta crema, 3 tinta bianco, miscelati molto bene al momento del lavaggio. PIANTE: Echinodorus bleheri, Vallismeria gigantea, Vallismeria spiralis, Crinum thaianum, Hydrocotyle leucocephala. FERTILIZZAZIONE: considero sufficiente la fertilizzazione derivante dal cibo sprecato dai pesci e dei loro prodotti fecali, talvolta integro con A1 della Dennerle anche se andrebbe usato quotidianamente. Ho notato che le piante sopravvivono ugualmente mantenendo la presenza delle alghe a livelli pressapoco inesistenti. ACQUA: uso esclusivamente acqua di osmosi integrando con un mix sali per discus. Cambio 80/100 litri alla settimana e l’acqua che adopero viene preparata e stabulata 7/8 giorni prima ed ha una conducibilità di 150 microsiemens. TECNICA & VALORI DELL’ ACQUA IN ACQUARIO: utilizzo una centralina compiuterizzata Aquatronica per il controllo costante per mezzo di sonde dei seguenti parametri: Ph 6,2 –Temperatura 29 ° (due riscaldatori JAGER da 400 litri) – Conducibilità 200 microsiemens. Gestione delle luci: prima un neon e poi dopo 10 minuti gli altri due,in questo modo i pesci non subiscono stress da luce improvvisa.Lo schema si ripete al contrario allo spegnimento. Gli altri valori sono: Kh 2 - Gh 4 – NO2 assenti - NO3 10 - PO4 non misurabili. Sono presenti e sempre accesi 2 areatori. POPOLAZIONE: 30 caridine japonica – 12 Corydoras Julii – 1 Royal Blu Rio Nhamundá – 1 Blu Pintado Rio Nhamundá e 6 figli loro. ALIMENTAZIONE: Somministro 3 pasti a base di granulato (Tetra- Shg), 1 pasto di cibo congelato alternando: Pastone SV nei diversi gusti, chironomus rosso, artemia. Una tantum Tubifex Shg, artemia liofilizzata arricchita, sempre Shg e fiocchi di Spirulina. GESTIONE VASCA: La mia interpretazione della gestione della vasca deriva da una costante ed attenta osservazione dei comportamenti dei wild,ossia, li disturbo il meno possibile.Tradotto e semplificato vuol dire che i pesci non amano intrusioni nel loro mondo. Pertanto se una pianta ingiallisce e si decompone non ci metto le mani, ma lascio fare ai processi biologici naturali, come del resto suggerisce Diana L. Walstad nel suo preziosissimo libro. Le sostanze umiche che derivano da tale decomposizione neutralizzano eventuali metalli pesanti presenti. In questi due anni ho sifonato il fondo solo due volte, la squadra di Corydoras compie un ottimo lavoro pertanto è inutile disturbare. Come si evince da queste poche righe, il messaggio che cerco di esprimere è sempre e solo lo stesso, li lascio in pace. Il wild vive in vasca rispettando i propri ritmi naturali, quindi mai intervenire al mattino. A mano sonnecchiare sotto le radici e difendono il loro piccolo spazio vitale. Quella che vedete nelle fotografie è una famiglia, in cui ognuno occupa un posto nella gerarchia dettata dai genitori. Come descrivo nella scheda tecnica, le alghe in questa vasca sono pressoché inesistenti,pertanto la pulizia dei vetri si riduce ad un passaggio di apposite calamite per acquari una volta al mese,sempre e solo la sera momento in cui i discus sono più attivi e meno suscettibili. Forse i più attenti avranno notato che convivono pacificamente anche un nutrito numero di chioccioline, hanno anch’esse una funzione importante, puliscono in continuazione anche gli anfratti più impossibili. Direi che è tutto, lascio spazio alle fotografie che per l’occasione sono state scattate alzando moltissimo l’intensità luminosa; solitamente li lascio nella penombra come piace a loro. TORNA IN HOME PAGE I VOSTRI ACQUARI
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Le Caridine in acquario: i gamberetti dell'acquario tropicale dolce
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La mia esperienza, nata alcuni anni fa con caridina multidentata (ex japonica) mi ha portato ad allevare alcuni di questi simpatici amici, come caridina babaulti razza green, neocaridina heteropoda...
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Interview: Frank Joseph & Cengiz Karabeyaz on MondoDiscus
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herausgegeben von Francesco Barba
Cengiz beschäftigt sich seit 7 Jahren mit Diskus davor mit
allgemeiner Aquaristik. Frank beschäftigt sich seit 3 Jahren mit Diskus.
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