PIANTE E LAYOUT ACQUARIO

I ciottoli arrotondati

@page Section1 {size: 612.0pt 792.0pt; margin: 70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin: 36.0pt; mso-footer-margin: 36.0pt; mso-paper-source: 0; } P.MsoNormal { FONT-SIZE: 12pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman"; mso-style-parent: ""; mso-pagination: widow-orphan; mso-fareast-font-family: "Times New Roman" } LI.MsoNormal { FONT-SIZE: 12pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman"; mso-style-parent: ""; mso-pagination: widow-orphan; mso-fareast-font-family: "Times New Roman" } DIV.MsoNormal { FONT-SIZE: 12pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman"; mso-style-parent: ""; mso-pagination: widow-orphan; mso-fareast-font-family: "Times New Roman" } DIV.Section1 { page: Section1 } I ciottoli arrotondati si trovano nei torrenti di montagna, nei garden e nei negozi d’acquariologia. Ce ne sono di varie tipologie dimensioni e colore: vanno dal bianco al grigio, al sale e pepe al grigio fumo. Questi di solito sono di granito e basalto e ardesia; quelli bianchi sono spesso calcarei, per cui vanno sempre prima testati. S’intonano perfettamente ad un fondo bianco o grigio. Questi ciottoli, della grandezza di un circa un pugno sono molto decorativi e si possono impiegare negli acquari per creare piccole zone rocciose, verso il vetro posteriore o a ridosso di qualche legno. Fanno un bellissimo effetto se inframmezzati con qualche ciuffetto d’erba (Echinodorus tennellus, Eleocharis acicularis). Altri ciottoli lisci e di colore bronzeo, sono ciottoli di fiume, e sono l’ideale per ricreare il letto di un fiume, uniti magari a della sabbia naturale o ad un ghiaino policromo o ambrato fine.. Questi ciottoli lisci sono chimicamente neutri. TORNA ALL'INDICE DELLE ROCCE   ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.    


Le lastre di ardesia

@page Section1 {size: 612.0pt 792.0pt; margin: 70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin: 36.0pt; mso-footer-margin: 36.0pt; mso-paper-source: 0; } P.MsoNormal { FONT-SIZE: 12pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman"; mso-style-parent: ""; mso-pagination: widow-orphan; mso-fareast-font-family: "Times New Roman" } LI.MsoNormal { FONT-SIZE: 12pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman"; mso-style-parent: ""; mso-pagination: widow-orphan; mso-fareast-font-family: "Times New Roman" } DIV.MsoNormal { FONT-SIZE: 12pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; FONT-FAMILY: "Times New Roman"; mso-style-parent: ""; mso-pagination: widow-orphan; mso-fareast-font-family: "Times New Roman" } DIV.Section1 { page: Section1 }   La roccia d’ardesia è uno dei materiali rocciosi più utilizzati nei nostri acquari. Si trova sia grigia sia rossa e si utilizza soprattutto nella sua forma sottile a lastra. L’aspetto spigoloso delle lastre d’ardesia la rende adatta a ricreare paesaggi di torrenti di montagna e fiumi, usando la lastra di varie dimensioni e schegge di lastra più piccole. Si trova facilmente nei torrenti di montagna in pezzi di varie dimensioni e anche in ciottoli meno spigolosi. Lastre sottili d’ardesia possono anche essere siliconate al vetro posteriore dell’acquario per creare un piacevolissimo sfondo naturale. Grandi pezzi d’ardesia possono essere utili a nascondere tubi e raccordi dell’acquario. Lastre sottili possono essere disposte nel substrato per creare dei terrazzamenti e delimitare delle aree piantumate con diverso substrato. Posizionando le lastre d’ardesia tra due diversi sfondi si limita il mescolamento dei due diversi substrati. Spesso negli acquari tropicali le lastre d’ardesia diventano un ottimo substrato di deposizione per i pesci. TORNA ALL'INDICE DELLE ROCCE   ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.


Le rocce e i sassi nell’allestimento di un acquario

    Come per il substrato e i legni esistono molti tipi di rocce che possono essere inserite nel nostro acquario. La scelta dovrebbe riflettere il tipo d’acquario che sarà allestito perché con i sassi non è sempre facile ottenere un aspetto naturale in acquario, anche se abbiamo a disposizione una gran varietà di sassi e rocce ognuna di queste dovrebbe essere inserita in modo tale da sembrare ‘nata’ per quella vasca. Ad esempio, pezzi d’ardesia grossi e dentellati saranno fuori luogo in una palude o un fiume amazzonico, ma sono l’ideale nella riproduzione di un torrente di montagna o di un lago roccioso.Oltre alle rocce comuni, sono facilmente disponibili per gli acquari rocce insolite con interessanti motivi e segni dovuti all’attività geologica e vulcanica. Alcune sono ideali per allestire uno scenario caratteristico, mentre altre, come alcune rocce colorate o trasparenti, appaiono sicuramente innaturali. Non tutte le rocce sono adatte per tutti gli ambienti; alcune rilasciano composti calcarei che modificano i valori del pH e aumentano la durezza dell’acqua. Le comuni rocce calcaree includono il gesso il calcare, marmo e tufo. Ci si può imbattere in rocce con nomi utilizzati solo nel commercio dell’acquario, come roccia d’oceano, o roccia spaghetti, anch’esse calcaree. Rocce con molti buchi o dall’aspetto a ‘gruviera’ sono spesso calcaree. I buchi si formano normalmente per l’erosione delle sostanze calcaree poste all’interno. Le rocce calcaree sono sicure in acquari con acqua dure o salmastre e possono essere utili a mantenere un pH e durezza elevati. Si può anche utilizzare della roccia calcarea nella vasca di discus per impedire il crollo del KH che può provocare pericolose oscillazioni del pH, con un metodo simile al reattore di calcio. Le rocce inerti, sicure in qualsiasi acquario includono arenaria, basalto, ardesia, carbone,porfido,  quarzo, roccia lavica. Da sole le rocce possono apparire statiche e prove d’interesse, ma se utilizzate con attenzione possono dare effetti sbalorditivi. Collocando alcune grosse pietre circondate da pezzi più piccoli o schegge dello stesso tipo si può ottenere l’aspetto di una frana, Si utilizzano le rocce per spezzare le zone dello scenario, per esempio per separare spazi con vegetazione da parti spoglie o per formare grotte in cui i pesci possono nascondersi e anche riprodursi. Le rocce si possono utilizzare anche in modo ‘invisibile’ per rialzare e sostenere i legni, per creare dei dislivelli del fondo o delle terrazze naturali. Se un acquario presenta solo poche rocce grosse o una combinazione di piccole si sistemano semplicemente sul fondo o si affondano nel substrato. Se invece si utilizzano dei macigni o molte rocce grandi queste devono essere ben fissate sul post quindi, vanno siliconate l’un l’altra per evitare un collasso che possa rompere il vetro della vasca. Vediamo innanzi tutte le varie tipologie di rocce che si possono utilizzare in acquario. La roccia di lava è molto utilizzata negli arredi degli acquari per la versatilità del suo utilizzo. E’ una roccia vulcanica molto porosa e leggera; spesso galleggia appena inserita in acquario. E’ ideale per creare dei paesaggi rocciosi. Il legno fossile (o silicizzato) è un materiale roccioso che s’integra perfettamente nell’acquario. Come fa intuire il nome è una roccia d’origine vegetale, un legno preistorico fossilizzato. Si armonizza bene con dei substrati sabbiosi o chiari ed è molto naturale anche in paesaggi con moltissima vegetazione. La roccia d’ardesia è uno dei materiali più utilizzati negli acquari. In sottili lastre trova sia grigia sia rossa. Le lastre possono essere utilizzate per creare degli sfondi, per fare dei terrazzamenti per creare un dislivello del fondo. E’ ideale per ricreare un biotopo di fiume roccioso. Le rocce arcobaleno sono molto utilizzate in acquariologia anche se personalmente le trovo, seppur decorative, molto innaturali. Esistono in varie forme e dimensioni, dai ciottoli a grandi rocce bucate.   Le rocce in porfido sono delle rocce dall’aspetto sabbioso piuttosto naturale con interessanti sfumature brune. Stanno bene abbinate a legni chiari e fondi sabbiosi, per creare layout di paludi, ma anche coloratissimi plantacquari perchè il colore naturale si armonizza bene con tutte le piante.   Le rocce zebra sono delle rocce granitiche  australiane bicolore con fondo scuro e striature bianche. Fanno un bellissimo contrasto con il verde intenso delle piante.   Ciottoli arrotondati si trovano nei torrenti di montagna, nei garden e nei negozi d’acquariologia: Ce ne sono di ruvidi, di origine granitica,, bianchi, sale -pepe e grigi scuri   e ciottoli lisci con colori bronzei. Sono l’ideale per ricreare corsi di fiume abbinati anche a grossi macigni. Macigni lisci : Sono grosse pietre granitiche che si possono utilizzare in vasche molto grandi (<500lt). Vanno poggiati sul fondo della vasca protetto da uno strato di polistirolo e fissati tra di loro con del silicone. Bellissimi per creare naturalissimi biotopi amazzonici.   Rocce di granito hanno delle forme diverse, mai troppo spigolose e s’integrano molto bene in diversi layout. Il granito è inerte in acqua e si presenta in diversi colori. Il quarzo si vede spesso proposto per gli arredi nei negozi d’acquariologia. Anche se un minerale inerte, nell’acquario ha sempre un aspetto artificiale e poco naturale. Le rocce pagoda si chiamano così per i loro aspetto  a strati degradanti che ricordano  una pagoda. E’ una roccia che è ultimamente molto utilizzata nei layout. S’integra benissimo nei biotopi amazzonici, accostata ai legni di torbiera nonostante l’aspetto artificioso, s’integra benissimo nelle vasche assumendo un aspetto molto naturale. Non possiamo omettere di citare le rocce Ada Dragon Stone, Seyriu stone, Mountain Stone; sono sassi e rocce di colore scuro d’origine vulcanica qualche volta  risultano calcaree. Molto utilizzate come protagoniste nei layout di Takashi Amano per Ada, ispirati alla filosofia Zen dell’Iwagumi. L’Iwagumi nell’acquario naturale si crea ispirandosi alle immagini ottenute osservando i paesaggi naturali con rocce. Un allestimento Iwagumi è apparentemente semplice: ma per apparire semplice e naturale vanno considerati seriamente l’equilibrio tra dimensioni, posizione, angolatura e orientamento delle rocce. Per creare una composizione Iwagumi innanzi tutto bisogna scegliere una sola tipologia di roccia, roccia di fiume, di montagna o lavica, ma non vanno mai mescolate. Bisogna scegliere delle rocce simili di colore e struttura ma di diverse dimensioni: meglio avere a disposizione un numero di rocce maggiore di quello necessario e decidere quali utilizzare facendo delle prove. In un allestimento Iwagumi le rocce vanno disposte seguendo il flusso dell’acqua, immaginando la forza dell’acqua che determina la posizione delle rocce con la propria spinta. Provando a guardare le foto degli allestimenti Iwagumi si può intuire da dove arriva il flusso dell’acqua.Le rocce vanno disposte lungo le diagonali della vasca cercando di creare sempre un punto di fuga, verso il vetro posteriore che crei profondità e interesse. Per dare un aspetto naturale il numero delle rocce (come delle piante) secondo la filosofia Zen deve essere sempre dispari (3/5/7). Spargendo del substrato intorno alle rocce si uniscono volutamente tutte le rocce dando un senso di continuità e la composizione sembra fatta di un’unica roccia. Per finire qualche consiglio pratico prima di mettere le rocce in acquario: 1)    Per verificare se una roccia è calcarea basta versarci sopra del ‘viakal’ o acido muriatico: se la roccia ‘frigge’ allora è calcarea… potete usarla solo per biotopi tropicali dove il valore di KH e GH sono alti.   2)    Lavare accuratamente e meglio ancora bollire le rocce prima di metterle in vasca. 3)    Prima di mettere le rocce in vasca in fase di progettazione, provate a disporre le rocce su un piano, su un foglio con le misure della vostra vasca, come per i mobili della vostra casa, considerate lo spazio che occupano le rocce, l’armoniosità della composizione e mantenete lo spazio necessario alle eventuali piante ma soprattutto lo spazio per il nuoto dei pesci.   Buon allestimento! Livia Giovannoli   TORNA ALL'INDICE DELLE ROCCE ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.


I legni e le radici nell’allestimento di un Acquario

    Insieme al fondo, lo sfondo e le rocce, i legni e le radici sono fondamentali nella ‘struttura’ dell’arredamento di un acquario. Non è obbligatorio inserirli in un layout, ma quando si vuole provare a ricreare un angolo di natura, difficile immaginarlo senza la presenza di un legno, una radice che, più delle piante, sono presenti nel fondo di un fiume di qualsiasi biotopo. L’arredamento di un acquario non ha solo un valore puramente estetico; gioca un ruolo importante nella riproduzione di un ambiente idoneo agli abitanti dell’acquario. I legni in acquario rilasciano tannini e acidi umici: questi contribuiscono al benessere dei pesci perché hanno un’azione antimicotica e batteriostatica e, colorando l’acqua, hanno un effetto calmante sui pesci più timidi. I legni offrono anfratti e ripari ai pesci più piccoli e a quelli che hanno abitudini d’attività notturne e delimitano gli spazi nei pesci territoriali. Insieme alle rocce, i legni e le radici delimitano e contengono le aree piantumate dell’acquario, creando un bellissimo contrasto con il verde e il rosso delle foglie. Tra i comuni tipi di legni in genere usati negli acquari, il più utilizzato è la radice di torbiera, raccolta in zone paludose come gli acquitrini di torba, dove è rimasta a bagno in modo naturale e conservata per molti anni. Questo processo produce un legno che non marcisce velocemente e non causa diffusione di funghi e batteri quando è immerso in acqua. La radice di torbiera si presenta di diversi tipi: i più comuni sono il legno Jaty, il legno Manila , la radice di Mangrovia e il Mopani. Spesso non vi è differenza tra un tipo di legno e un altro, sono diversi i luoghi di raccolta e così ogni legno prende un nome commerciale. Il Mopani è stato ripulito da un processo di ‘sabbiatura’ che produce un legno di due tonalità: un lato è scuro, mentre l’altro si presenta liscio e con un colore più pallido.   Il legno Mopani presenta spesso forme molto attorcigliate e nodose, con insenature e buchi che rendono agevole la messa a dimora di piante come Anubias e Microsorium. Il legno Jaty, come il legno di Manila, ha un aspetto meno nodoso, più poroso e disteso. È perfetto per ricreare i biotopi amazzonici.     Come tutti i legni di torbiera tendono a colorare molto l’acqua. La sua colorazione scura fa un sorprendente contrasto con ogni tipo di pianta o roccia che vi si accosta. Il Legno di Mangrovia ha anch’esso un aspetto compatto e pesante.Rispetto al legno Manila e Jaty ha una colorazione più rossastra. Presenta moltissime fessure, nicchie e insenature che permettono di fissare tra queste le piante(Micrantemum umbrosum, Pogostemon helferi, ma soprattutto diventano tane per il loricaridi.     Un altro tipo di legno utilizzato negli acquari sono le radici attorcigliate chiamate ‘Radici di Giava’ o ‘ legni di Sumatra’. Queste radici si adattano quasi a tutti gli acquari, ma sono particolarmente indicate per quelle che riproducono rive di fiume, paludi, mangrovie o foreste inondate. E’ un tipo di legno più chiaro e più leggero e non colora quasi l’acqua.     Molto in voga nei layout di questi anni (grazie ai contest di Takashi Amano) i rami secchi o cespugli secchi chiamati Ada Reedmoor Root Wood. Questi legni sono molto più adatti a mio avviso negli allestimenti di plantacquari, sono spesso utilizzati per ricreare una vegetazione sospesa, per imitare le radici di mangrovia che scendono dall’alto.   L’ Old BlackWood è invece un legno fossile che si adatta benissimo ai biotipi amazzonici. E’ un legno raccolto nel Rio Negro, e si adatta perfettamente a ricrearne il biotopo. È a mio avviso anche il legno che meglio si presta all’utilizzo del muschio di Giava (Vesicularia dubyana).   Il Bambù è un altro legno che si può utilizzare per realizzare soprattutto dei paludari. L’ideale è inserirlo in folte vegetazioni per ottenere un effetto gradevole. E’ un legno che marcisce molto velocemente e per questo bisogna assicurarsi che sia ben asciutto e sarebbe molto consigliata la verniciatura dentro e fuori con del Plastivel. La Corteccia di Sughero è un altro legno che è spesso proposto negli allestimenti.Il problema della corteccia di sughero è che galleggia inesorabilmente e se non fissata o siliconata schizza in superficie come appunto… un tappo di sughero. Può essere utilizzata per nascondere tubi e riscaldatori o per creare grotte e ripari per i pesci, ma è un legno che si può decidere di integrare al nostro acquario in fase di progettazione, perché va siliconato al vetro o appesantito prima di proseguire con il resto del layout.   Andando a passeggio per boschi, torrenti e fiumi vi potrebbe capitare di trovare e raccogliere rami e legni dalla forma accattivante e immediatamente ci salta in mente l’idea di metterli nel nostro acquario….Alt! Fermiamoci e pensiamo: che legno è? Marcirà? Rilascerà qualche sostanza tossica ai pesci? Meglio se ve lo domandate prima di mettere il legno in vasca… non tutti i legni sono adatti ai nostri acquari ed è molto importante prima di utilizzarli di verificare che siano ben secchi e che non rilascino aromi e resine che possono nuocere i nostri pesci. Io, che non so distinguere dei legni in natura, non mi cimenterai mai in un’avventura come questa, ma se voi li sapete riconoscere ecco alcune importanti informazioni: I legni che si possono mettere nei nostri acquari, una volta trattati sono quelli di Cipresso e di Faggio: sono legni molto duri e resistenti e non colorano troppo l’acqua. Sono anche adatti i legni di Castagno, Ontano e Quercia, ma questi rilasciano molti tannini di conseguenza colorano moltissimo l’acqua. Non è consigliato l’Ulivo che marcisce velocemente e sono sconsigliati il Cedro e il Sandalo perché rilasciano aromi e resine (non illudetevi di avere l’acquario profumato, più facile che intossicate i vostri pesci!).   acquario di Luca bosetti con radici di faggio Per quanto i legni che avete deciso di utilizzare provengono da un negozio specializzato, ma soprattutto se sono stati presi in natura, è necessario ‘trattarli’ preventivamente per pulirli, disinfettarli e se non gradite la colorazione ambrata che il legno dà all’acqua, far rilasciare il più possibile  i tannini fuori dell’acquario. Questo richiede di un po’ di pazienza e tempo. Innanzi tutto in base alle dimensioni dei legni potete immergerli in una bacinella o in vasca da bagno e con un getto d’acqua molto forte e ben calda vanno ripuliti e spazzolati energicamente con una spazzola di saggina per rimuovere incrostazioni e detriti. Dopo aver fatto questo lasciate la radice in ammollo per 24-48 ore in acqua e un disinfettante. Come disinfettante io utilizzo di solito dell’Amuchina, o del disinfettante per poppatoi (trovate tutto al market), oppure potete disinfettare con dell’Allume di Rocca (50gr ogni 50 litri). E’ importante poi risciacquare molto bene. Se le dimensioni del legno lo consentono fatelo bollire per un paio d’ore in una grossa pentola. Attenzione se comprate dei legni Ada, questa sconsiglia la bollitura perché sono già trattati preventivamente). Dopo aver bollito i legni teneteli in acqua per qualche giorno, finche l’acqua che cambiate ogni giorno smette di essere colorata e soprattutto finche il legno rimane sul fondo e non galleggia; è importante sapere che legni particolarmente grandi possono aver bisogno di settimane di ammollo e ripetuti cambi d’acqua prima che questi siano impregnati d’acqua e non galleggino né rilascino tannini. Non abbiate fretta. A quel punto il legno è pronto per l’acquario. Vediamo ora come utilizzare i legni nelle nostre composizioni creative. Non è facile spiegare come creare una composizione armoniosa di legni in un acquario, poiché questo dipende anche da come si è arrivati alla scelta di quel determinato ‘pezzo di legno’ che ci troviamo tra le mani.   Io di solito ci arrivo da due differenti approcci: Progettazione a tavolino: Parto dalla progettazione di un acquario cercando di immaginare il’quadro’ da ricreare, scegliendo già a priori la tipologia di legno che mi serve, le dimensioni e le quantità (es: un grande legno di torbiera, o un bel cespuglio di rami appesi, o una serie da comporre di legni Jaty o di radici di Giava). Quando vado in avanscoperta nei miei negozi di fiducia per cercare i legni stabiliti, devo essere pronta a modificare un schema troppo rigido, questo perché i legni non sono pezzi fatti con lo stampo, ma non e’ difficile quando si parte da un’idea, realizzarla abbastanza fedelmente a quella che si ha in testa. Colpo di fulmine: Nel mio caso il più frequente: Io progetto un intero allestimento in funzione di un legno che mi piace in modo particolare. Di solito un legno importante, come un grande legno di torbiera o un grande cespuglio di rami, ma che diventa il fulcro intorno al quale ruota l’intero allestimento dell’acquario.  In quel caso, inutile fare programmi preventivi: portatelo in casa che poi pensiamo a che fare! Quale dei due approcci sia la partenza. siamo arrivati allo stesso punto: abbiamo davanti a noi questi legni e dobbiamo pensare a come posizionarli in vasca e fare in modo da integrarli armoniosamente al nostro acquario. Di solito mi disegno su un foglio in scala le dimensioni della vasca e dei legni e guardo le proporzioni, ma poi ho affinato una tecnica personale che ho soprannominato “il Kamasutra dei legni” e consiste nel provare diverse posizioni dei legni dentro la vasca vuota ( magari qualche prova preventiva sul pavimento), di fotografare da più prospettive e provare dalle foto a progettare a tavolino  vari layout e combinazioni con legni, rocce e piante per  poi scegliere quale combinazione mi convince di più. A quel punto dispongo i legni nel modo da me stabilito e poi procedo al fissaggio, alla stesura del fondo, delle rocce. Ci vuole un po’ di fantasia e d’esperienza per immaginare verosimilmente quale sarà il risultato finale, sistemati i legni sul vetro. Spesso ci si trova in difficoltà riscontrando problemi di spazio, d’equilibrio.( Legno che tocca il vetro, batte sul coperchio). Aiutiamoci con i sassi per alzare di diversi gradi i legni, proviamo ad utilizzare la congiunzione immaginaria di vari legni usando il fondo per creare un falso prolungamento di un ramo; utilizzando ad esempio delle ventose fissate alle radici, potete creare l’effetto delle radici appese che scendono in acqua... insomma, volete che quel legno stia in una determinata posizione? Beh, usate pure tutto il posticcio che volete, purché sia stabile e sicuro,  poi con il fondo, le rocce e le piante si rende tutto uniforme, naturale e.. apparentemente casuale…         Quando i legni sono posizionati nel modo che più vi aggrada stendete il fondo e fate lo stesso per nascondere varie giunzioni tra due legni vicini, oppure giocate sullo spessore del fondo per dare l’impressione che il legno esca dal fondo. Mettete le rocce se le avete previste. Prima di mettere le piante (se previste) cominciate lentamente a  riempire d’acqua la vasca. Spesso in questa fase si hanno delle sorprese che mettono a dura prova la nostra pazienza… nonostante giorni e giorni d’ammollo… a volte le radici galleggiano ugualmente. Prima di far crollare tutta la composizione faticosamente realizzata, tenete pronte delle rocce da porre sopra i legni e rassegnatevi a tenerle lì per qualche giorno, fino a che sarà la radice a rassegnarsi che deve rimanere sul fondo, dove avete deciso voi.     Più il livello dell’acqua si alza, più la spinta del legno verso la superficie dell’acqua sarà forte, quindi prima di mettervi all’opera con le piante consiglio di verificare la tenuta della composizione dei legni per qualche ora (meglio 24ore)  con l’acquario completamente riempito d’acqua. Tutto a posto? Nessun crollo? Allora si può procedere… È un lavoraccio lo so, ma vi assicuro che correre ai ripari quando avete messo legni, fondo rocce piante, fatto partire il filtro e vedi schizzare tutto a galla,  diventa difficile  risistemare tutto  e di solito non tutto riesce bene. In questa fase d’allestimento è necessario fare tutto con molta calma. Una volta terminato il nostro layout, fatta partire la vasca ci godiamo il nostro lavoro entusiasti… e solitamente dopo qualche giorno potreste avere qualche sorpresuccia: L’acqua diventa giallognola; i legni continuano a rilasciare tannino e voi avete due soluzioni: o vi mettete l’animo in pace e vi rassegnate a vedere diminuire quest’effetto di volta in volta nei prossimi cambi d’acqua, oppure mettete nel filtro un sacchetto di carbone iperattivo per qualche giorno. Potrebbe svilupparsi sui legni una muffa gelatinosa biancastra: nulla di che preoccuparsi, sono batteri che stanno colonizzando l’acquario e così la radice, ma sono gradito antipasto ai corydoras e ancistrus e a molti altri piccoli pesciolini che potete mettere in vasca. Per concludere questa ‘legnosa filippica’ volevo farvi un’appunto sui legni come substrato di deposizione. Vedo spesso acquari riccamente allestiti nei quali al centro fa sfoggio un enorme cono per “indurre in tentazione” le coppie presenti in acquario.Togliete quel coso! Se i vostri pesci vorranno lasciarsi tentare, lo faranno comunque quando c’è la passione, sui vetri, sul filtro, sulle foglie e molto spesso sui legni. È noto anche che le uova deposte su substrato ‘acido’ come i legni di torbiera, difficilmente sono attaccate da muffe, funghi e batteri. I coni lasciamoli nei cubi di riproduzione.. non c’e’ nulla di più bello  di vedere i nostri pesci che hanno gradito la nostra scelta dei legni.         Livia Giovannoli TORNA ALL'INDICE DEI LEGNI ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.  


Il legno di Bambu

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Il legno di torbiera Jaty e legno Manila

Il legno Jaty e il legno Manila rappresentano la tipica ‘radice di torbiera’ raccolta in zone paludose come gli acquitrini di torba dove è rimasta bagno in modo naturale per molti anni. Questi legni sono molto duri, hanno un aspetto grezzo e ruvido, non attorcigliati e sono adatti a riprodurre rami spezzati e detriti d’albero. In acqua assumono un colore molto scuro che fanno un bellissimo contrasto con il fondo e le foglie.   Le radici di torbiera dalle forme insolite aiutano a riprodurre grotte e rifugi per i piccoli pesci dell’acquario. Il legno Jaty e il Manila si adattano a creare scenari dove sembrano esserci pezzi d’albero caduti in acqua intorno al quale si ricrea un micromondo.  pieno di nicchie e nascondigli. Per chi ama i loricaridi il legno di torbiera, è il preferito per assumere lignite indispensabile al loro organismo. Pezzi medi piccoli di legno di torbiera nella composizione aiutano a formare un divisorio tra le piante in primo piano e quello dello sfondo e si può utilizzare anche per nascondere i fusti delle grandi Echinodorus. Il legno di torbiera è l’ideale per riprodurre biotopi amazzonici. Dove la caratteristica principale è l’acqua color the. Questo legno infatti rilascia grandi quantità di tannini e acidi umici. L’effetto con sabbia fine e grandi Echinodorus è molto affascinante.  alcuni esempi di allestimenti:                 TORNA ALL'INDICE DEI LEGNI     ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.    


Old Black Wood

    L'Old Black Wood è un legno fossile raccolto principalmente in Amazzonia, soprattutto nel Rio Negro. Si presenta in pezzi allungati di colore molto scuro; è un legno denso e molto liscio. E’ diventato molto popolare e ambìto da molti, soprattutto grazie agli allestimenti e ai layout contest di Takashi Amano per ADA; infatti questi legni di solito sono piuttosto costosi e non sono di facile reperibilità. Sono l’ideale per gli acquari con loricaridi (che di questo legno sono ghiotti e lo mantengono lucidissimo), sono molto indicati per ricostruire un biotopo amazzonico del Rio Negro appunto (bastano la sola sabbia e qualche legno). Questo legno si sposa con il muschio di Giava come ‘il burro con la marmellata’. I rami allungati e scuri permettono un’elegante distensione della Versicularia dybiana, e il colore bronzo del legno esalta il verde smeraldo di questo muschio.   Qualche immagine dei layout ADA, e di biotopi amazzonici                 TORNA ALL'INDICE DEI LEGNI     ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.    


Corteccia di Sughero

  La corteccia di sughero è un legno che talvolta è proposto negli allestimenti degli acquari. Può essere utilizzato sia in pannelli da siliconare al vetro posteriore dell’acquario per creare uno sfondo, sia nella sua forma naturale cava per creare grotte e simulare formazioni rocciose. Il problema della corteccia di sughero è che galleggia inesorabilmente e se non  vien opportunamente siliconata e ancorata ai vetri in maniera decisa, si stacca e galleggia in superficie come un tappo di sughero.... appunto. Nella sua forma naturale può essere utilizzata per nascondere tubi e riscaldatori o per creare grotte e ripari per i pesci ma ogni tipo d’impiego di questo legno deve essere preventivato già in fase di progettazione di un acquario, perchè la siliconatura va fatta a vasca vuota e asciutta. Utilizzando una base di vetro o materiale plastico rigido (es Plexiglas) posato sul vetro di fondo, si possono siliconare delle corteccie di sughero per simulare una composizione di rocce. Una volta posizionata la base, si può stendere sopra il substrato e aggiungere le piante eventualmente previste nell’acquario. I pannelli di sughero utilizzati come sfondo dell’acquario aiutano a mantenere una temperatura costante a tutta la vasca. La corteccia di sughero trova molto impiego nei paludari ,nei terrari e rettilari proprio per la sua proprietà di trattenere il calore e diventa una tana ideale per rettili ed anfibi.     alcuni esempi di allestimenti:             TORNA ALL'INDICE DEI LEGNI     ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.    


Radici di Giava e Sumatra

  Le radici di Giava e di Sumatra sono prelevate direttamente dalla foresta tropicale delle Isole della Sonda (Arcipelago Malese).   Sono legni lisci chiari e non troppo contorti che si adattano a ricreare piacevoli allestimenti che riproducono rive di fiumi, paludi, mangrovie o foreste inondate.   E’ usato spesso anche nei terrari. Questo legno è leggero e negli acquari non impiega molto tempo ad affondare ne’ colora in modo particolare l’acqua.   alcuni esempi di allestimenti:                 TORNA ALL'INDICE DEI LEGNI     ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.    


Legno e Radici di Mangrovia

    Il legno e le radici di Mangrovia sono parte di arbusti che crescono lungo i litorali o gli estuari dei fiumi su fondali bassi e melmosi in acque parzialmente o totalmente salmastre. Il legno e le radici di Mangrovia si presentano in forme diversissime e molto attorcigliate perchè sono presi da intricati ammassi di radici molto arcuate, che, quando il livello dell’acqua scende per effetto della bassa marea rimangono esposte all’aria  e permettono alla pianta di respirare. Ci sono sostanzialmente tre tipi di legno di Mangrovia, ma il più utilizzato in acquario ha un legno rossastro (Rhizophora mangle) e si presenta con pezzi di legno molto attorcigliati e contorti che in acquario sono molto decorativi. In acquario questo legno si adatta  bene ad essere accostato ad una folta vegetazione, ed è adatto per far crescere a ridosso degli incavi naturali piante come pogostemon helferi, micrantemum umbrosus. Per chi ama i loricaridi, questo legno fornisce loro una infinita possibilità di tane e nascondigli, in compenso lo manterranno perfettamente pulito senza l’ombra di un’alga. alcuni esempi di allestimenti:   TORNA ALL'INDICE DEI LEGNI     ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.    


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