AQUASCAPING

L’acquario in contemplazione – di Diego Marinelli


L’Aquascaping contest di NapoliAquatica 2013

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Aquascaping: il nuovo sentiero verde nell’acquariofilia

  In tutto il mondo, negli ultimi quindici anni, sono nati decine di concorsi legati al mondo dell’acquariofilia dolce. Il palcoscenico mondiale dei concorsi, oggi propone quelli dei Betta e Guppy Show, prestigiosi ed articolati Discus championship ai quali si sono aggiunti, in questi ultimi anni, i Caridina Championship. Aziende, allevatori e appassionati di tutto il mondo si mettono in gioco durante questi concorsi mostrando, tramite i loro esemplari migliori, il frutto del loro lavoro e competenza o, semplicemente, vivendo i contests come un momento di pura condivisione e divertimento. Nel web e nelle riviste di acquariofilia è dato sempre molto risalto a questi concorsi, perché possono anche rappresentare una buona vetrina per allevatori professionisti e amatoriali. Allettanti occasioni per presentare nuove varietà delle diverse specie di pesci e invertebrati. Dal contesto si distaccano decisamente i concorsi di Aquascaping (Aquascaping Contest) che invece esaltano, ai massimi livelli, un particolare ramo dell’acquariofilia: l’Aquagardening. Per raggiungere risultati apprezzabili in questo specifico ramo, è fondamentale possedere, oltre all’ottima conoscenza dell’ambiente acquatico e delle piante acquatiche, una spiccata capacità artistica – filosofica – architettonica. A questo, bisogna aggiungere delle importanti doti nell’arte della fotografia. Insomma, una serie di caratteristiche che è possibile affinare nel tempo, ma che fanno parte di un patrimonio genetico che potrebbe non appartenere a tutti. L’Aquascape, acronimo di Aquatic – Landscape, in italiano: paesaggi acquatici, è una filosofia che in acquariofila si traduce nell’arte della creazione all’interno dei cinque vetri dell’acquario, di un paesaggio in grado di suscitare emozioni in chi lo osserva. L’obiettivo è di rievocare in chi osserva, l’emozione che può scaturire  un’ansa di un grande fiume amazzonico, il picco di una montagna altissima, un piccolo ruscello vicino casa, un grande prato illuminato dal sole o, addirittura, le grandi opere dell’uomo… come Stonehenge o il Partenone. E’ la voglia di generare queste sensazioni che spingono i migliori aquascapers in tutto il mondo a creare acquari ispirati a paesaggi suggestivi. Scenari che prendono spunto dalla natura sia acquatica che terrestre, come insegna la filosofia dell’Acquario Naturale del Maestro Giapponese Takashi Amano. Il concetto di “Acquario Naturale”, sviluppato negli anni ’90 dal grande fotografo e naturalista Mr. Takashi Amano, è di “imparare dalla Natura per creare la Natura”. Un principio più che mai attuale e necessario: l’uomo del resto non è padrone della Natura, ma parte di essa… una piccola parte di essa. L’idea di acquario naturale pertanto, può considerarsi anche un’occasione per ricostruire un nuovo rapporto tra la natura e l’uomo.   Acquario Naturale ADA Nel nostro paese l’arte dell’Aquascape ha cominciato a interessare gli acquariofili italiani una dozzina di anni fa. Negli anni precedenti gli appassionati di piante d’acquario e di aquagardening non avevano occasioni per condividere le proprie esperienze. Le informazioni provenivano solamente da pubblicazioni editoriali come 'Aquarium', che ha comunque dato un grande apporto alla divulgazione e cultura sull’acquario di piante negli anni ’70 e ’80. Questo grazie ai preziosissimi articoli di Arend van den Nieuwenhuizen, un famoso fotografo naturalista, nonché affermato acquariofilo olandese. Mr. Arend sarà anche il mentore di tanti appassionati acquariofili degli anni a venire, grazie alla sua lunga collaborazione con la rivista, scrivendo una serie di articoli aventi per oggetto “l’acquario in soggiorno» . In quegli anni si parlava di acquario olandese. Diverse aziende come, ad esempio, le tedesche Dupla e Dennerle, proponevano acquari dove il risultato scenico era dato da una moltitudine di piante acquatiche rigogliose. Splendide vasche ricche di piante nelle loro più accese colorazioni e dall’aspetto talvolta poco naturale, ma che hanno sicuramente attirato l’attenzione di moltissimi appassionati che, fino ad allora, consideravano l’acquario nulla di più di un contenitore di pesci e mai un affascinante giardino acquatico. Acquari che potevano risultare eccellenti e suggestivi oggetti d’arredo in grado di illuminare e valorizzare le abitazioni Acquario Olandese tedesco   L’arrivo di Internet nelle case degli italiani ha reso finalmente possibile la condivisione immediata di tutte le esperienze legate a questo tipo di acquariofilia.Nel 2000 nasce in Italia il primo forum dedicato al plantacquario: Aquaplanta. Questo primo portale diventerà, qualche anno dopo, Aquagarden (www.aquagarden.it) il portale di riferimento dell’aquagardening in Italia. Metaforicamente parlando Aquagarden è stata terra fertile dalla quale sono germogliati, crescendo poi rigogliosamente, tutti i più importanti aquascapers italiani. Grazie ad Aquagarden, gli appassionati dell’acquario di piante italiani poterono confrontarsi quotidianamente sul web, condividendo tecniche ed esperienze. Questo diede un’importante spinta alla diffusione e alla cultura dell’aquagardening e all’aquascape nel nostro paese. Nello stesso periodo, sempre tramite il web, nascevano i primi Aquascape Contest. Concorsi fotografici che premiano la fotografia del miglior Aquascape. Grazie alla facilità di condivisione del materiale, questi concorsi hanno avuto, di anno in anno, un successo crescente. Ai più famosi contest, come l’AGA (Aquatic Gardeners Association) Internatonal Contest americano e IAPLC (International Aquatic Plants Layout Contest) giapponese organizzato dalla Ada di Takashi Amano, nel giro di una decina d’anni, se ne sono aggiunti ogni anno di nuovi. In questi concorsi, gli aquascaper hanno la possibilità di programmare e progettare il loro layout, fotografandolo nel momento del suo massimo splendore. L’immagine scattata, costituirà l’oggetto del concorso e della valutazione. Questo è il motivo per cui, il possedere una buona tecnica fotografica atta a valorizzare l’acquario, è un elemento fondamentale per la partecipazione a queste tipologie di concorsi. I nostri aquascaper iniziano così a partecipare a concorsi internazionali. Nonostante i favoriti siano i partecipanti asiatici e, in particolar modo, i Giapponesi (aree geografiche dove la cultura “zen” è più radicata che in Europa) i concorrenti italiani, già nei primi anni, sono riusciti a imporsi come aquascapers di qualità e fantasia, migliorando progressivamente i risultati finali.   Giuseppe Landieri "Il tocco del Drago" -IAPLC 2001 6°classificato   Giuseppe Landieri "Passione Mediterranea"-IAPLC  2003 2°classificato   Mirko Agasi "Clouds in the lake" Menzione speciale AGA 2008   Massimo Faberi "Green Cloud"-AAC 2009 1° classificato   Pasquale Buonpane "Oriente ed Occidente" AAC 2009 2° classificato     Andrea Ongaro "Sunrise on the river" AAC2009  7° classificato acquari medi   Diego Marinelli "Shelter from the storm" AAC 2009 8°classificato     Negli anni recenti in Italia l' Aquascaping sta vivendo un momento di grande fermento, grazie ai diversi portali web che diffondono cultura e informazione sull’aquagardening e aquascaping. Le aziende Italiane più attente alla richiesta di mercato, guardano con interesse questo crescente interesse per l’Aquascape: L’azienda Elos, ad esempio, ha puntato la loro immagine di alto profilo su prodotti per il Reef e per l’Aquascape, proponendo prodotti la cui qualità è indiscussa.       Elos- Systemmini Un altro esempio è il percorso dell’azienda botanica Anubias che, da qualche anno, ha iniziato a selezionare delle specie di piante rare e di complessa coltivazione “in vitro”. Le piante così coltivate garantiscono un semplificato e veloce start up della pianta in acquario. Questo è un dettaglio significativo e prezioso per gli aquagardeners più esigenti. Inoltre, in collaborazione con Oliver Knott (noto aquascaper tedesco) ha messo a punto una linea completa di substrati e fertilizzanti specifici per l’aquagardening. Piante Anubias:linee Cup, Tube e Carpet Di fatto tutta l’immagine dell’acquariofilia dolce si sta evolvendo verso prodotti più raffinati, visivamente meno ingombranti, ma qualitativamente ottimi e performanti. Non solo il contenuto dei cinque vetri diventa il protagonista, ma tutto l’acquario. Un complesso che ritrae uno scorcio di natura che vi si crea all’interno. Per realizzarlo nella sua complessità è necessario che tutto il materiale sia di altissima qualità: la qualità degli acquari e i prodotti come quelli Aquaristica e Vitrea sposano in pieno questo nuovo orientamento. Le stesse aziende italiane (come Aquaristica, e Cia ad esempio) distribuiscono nel nostro mercato marchi stranieri di alto profilo legati all’aquascape, come ad esempio Dupla, Seachem, Blau.. che offrono dei prodotti molto appetibili a questi aquariofili esigenti, come vasche, luci, substrati e fertilizzanti ma anche raffinatissimi accessori specifici per l’aquascaping. Acquario Vitrea, piante Anubias, layout  by Fabio Lorusso   Acquario Aquaristica 'Aqualand' In Italia classici Aquascape Contest non sono organizzati. In Italia è di grande interesse il “NaQ Live Aquascape Contest”, legato alla manifestazione internazionale Napoli Aquatica. Già nel 2011 la manifestazione ha promosso delle attività dal vivo, dove sono stati svolti dei workshop di Aquascaping, esposizione di layout personali ma soprattutto un importante e ampio Live Aquascape Contest. Nell’edizione 2013, prevista nelle date 27, 28 e 29 settembre 2013, avranno nuovamente luogo le medesime attività, ma sviluppate su superfici maggiori, con coinvolgimenti più ampi e articolati. Per fisionomia e regolamento, nel concorso live di Napoli Aquatica, la bravura dell’aquascaper è messa alla prova pubblicamente, senza la possibilità di “fermare” il tempo nella perfezione di un’immagine fotografica, ma realizzando davanti al pubblico il suo layout progettato... e immediatamente dopo votato dalla giuria. Nell’edizione 2011, gli aquascapers non avevano la possibilità nemmeno di progettare a priori il proprio layout, mettendosi in gioco confrontandosi sia nell’arte dell’allestimento che nella capacità d’improvvisazione. Pasquale Buonpane-Napoliaquatica 2011-Live Aquascaping contest Queste occasioni hanno generato una grandissima voglia di partecipazione e condivisione tra appassionati. Momenti di aggregazione che portano a una comunicazione e collaborazione reale tra di loro, non legata indispensabilmente al mondo virtuale. Queste attività tendono a generare coinvolgimento e, si spera, un numero sempre maggiore di appassionati. Sono già molte le nuove leve nell’aquascaping che siamo sicuri ci daranno moltissime soddisfazioni nelle manifestazioni internazionali. Il team dell'Aquascape project NaQ2011   Siamo orgogliosi di sapere che nel nostro paese, oltre allo sport, alla cultura e all’arte, abbiamo altre occasioni e nomi che daranno lustro al nostro paese... Andrea Ongaro "il rifugio"-TBNAD 2011 2° classificato e menzione speciale AGA 2011 Pasquale Buonpane-"I pilastri della terra" -AGA 2011 2*classificato-IAPLC 2011 22° class.     Pasquale Buonpane "Dove soffia il vento" Menzione speciale AGA 2012- IAPLC 2012 31° class.   Diego Marinelli "One too many morning"-IAPLC 2012  9°Classificato-     Livia Giovannoli Ringrazio per le foto:Diego Marinelli, Pasquale Buonpane, Andrea Ongaro, Mirko Agasi,GiuseppeLandieri, ADA,Aquaristica,Anubias,Aquagarden, Blu Aquarium,Elos, Napoliaquatica,


Acquari italiani: la vasca di Diego Marinelli


NAQ2011: Aquascaping Contest


Mondo Acquario: le rocce in acquario

  La scelta del tipo di roccia da mettere in acquario dovrebbe dipendere dal tipo di acquario che andiamo ad allestire. Sassi e rocce di vari materiali rocciosi e minerali possono apparire statici e privi  di interesse, ma se utilizzati con attenzione nei nostri layout possono creare effetti sbalorditivi.   RITORNA IN HOME PAGE ALLESTIMENTI ACQUARI TROPICALI       ©MondoDiscus.com. È assolutamente vietata la riproduzione, anche solo parziale, delle illustrazioni, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore.  


Mondo Acquario: come scegliere le piante per l’acquario

  Siamo pronti ad allestire un bell’acquario con piante; abbiamo deciso il fondo, gli arredi, ma non sappiamo come orientarci nella scelta delle piante. Scegliere le piante adatte per un acquario non è per niente facile e deve necessariamente prevedere un minimo di progettazione. Nei cataloghi delle ditte specializzate in piante acquatiche che sono distribuite nei negozi, ci sono di volta in volta centinaia di diverse specie a disposizione e, scorgendo un listino, un catalogo o anche un buon libro sulle piante, alla fine si può essere disorientati dalla enorme quantità di specie e varietà. Nella realtà dei fatti se andiamo a mettere un filtro sui fattori di scelta che ognuno applica per le esigenze del proprio acquario ci accorgeremo che questa lista si riduce drasticamente e di solito le piante possibili in un acquario non superano come quantità una decina di specie diverse. Vediamo innanzi tutto quali fattori sono importanti per la scelta delle piante. Una bella sfida per l’acquariofilo è rappresentata dall’acquario biotopo, dove pesci e piante riproducono fedelmente un ambiente naturale di un determinato luogo e quindi la scelta delle piante va fatta in base alla loro origine geografica.   Vediamo a grandi linee quali sono le principali regioni di provenienza delle piante:       Ci sono molte piante che sono a disposizione nei negozi che sono delle ‘cultivar’ vale a dire delle ibridazioni ottenute incrociando piante di diverse varietà all’interno di una stessa specie, ma che non sono più riconducibili ad alcun biotopo originale. Es: Anubias nana ‘bonsai’, Echinodorus ‘ozelot’, Echinodorus ‘ red flamè’, Higrophyla polisperma ‘red sunset’, Pogostemon helferi, Hemiantus challitricoides.Ci sono inoltre delle piante cosiddette ‘cosmopolite’ che si trovano in diverse regioni del globo, anche antipodi oppure in tutte le regioni tropicali:Egeria densa, Eleocharis sp,Eichornia sp,  Fontinalis antipyretica, Riccia fluitans , Vallisneria sp, , Ceratopteris sp, Pistia stratiotes.Logicamente le piante di un determinato habitat naturale condividono le medesime condizioni climatiche di luce, acqua, nutrimenti, nonostante l’imprevedibilità e la variabilità che è insita nella Natura stessa. Quando  si scelgono delle piante per un acquario, che siano tutte di un determinato biotopo o meno, dobbiamo farlo tenendo conto delle loro esigenze di mantenimento di: - Valori chimici e T° - Nutrimenti - Luce   È senz’altro il fattore più importante nella scelta delle piante è quella che determinerà, al di là del vostro gusto estetico, un buon risultato di crescita e mantenimento di queste piante in acquario.   Fortunatamente le piante hanno una grande adattabilità agli aspetti che abbiamo sopra elencato tuttavia è importante scegliere delle piante che siano abbastanza vicine come esigenze, soprattutto per quanto riguarda i valori chimici e la temperatura. Ovviamente si dovrà prestare attenzione ad avere una quantità di luce sufficiente se so sceglie una pianta eliofila mentre se si sceglie una pianta che ama la penombra sarà sufficiente metterla al riparo di una radice o di un’altra pianta .   Per quanto riguarda le diverse esigenze di nutrienti delle piante, non è necessariamente un fattore discriminante se si è disposti a prevedere un piano di fertilizzazione ben attento e bilanciato. Un altro aspetto importante per la scelta delle piante per l’acquario è la velocità di crescita.   Quando si allestisce un acquario è sempre bene prevedere alcune piante a crescita veloce; questo perché una pianta che cresce velocemente ha la prerogativa di consumare altrettanto velocemente i nutrimenti sciolti in acqua. Dato che nelle fasi iniziali di un allestimento delle vasche l’accumulo di nutrienti provenienti dal fondo è alto (soprattutto, quando si allestiscono vasche seguendo certi metodi) è utile abbinare a frequenti cambi d’acqua una discreta quantità di piante a rapida crescita.   Ovviamente piante rapide significano anche potature frequenti, ma questo è lo scotto da pagare per avere vasche in salute e che non abbiano troppi problemi di alghe o di malattie. Alcune piante a crescita veloce sono:   Ceratopteris cornuta, Ceratopteris thalictroides, Hygrophila sp, Rotala sp, Hydrocotyle leucocephala, Ludwigia sp, Cabomba sp, Limnophila sp, Lysimachia sp, Egeria densa, Eustralis stellata, Myriophyllum sp.   Naturalmente in un acquario a meno che non  s’intenda passare le giornate con le forbici in mano, non bisogna prevedere solo piante a rapida crescita: si dovrà prevedere anche piante che crescono in modo meno esuberante ma che creino un bel cespuglio o anche piante singole:consiglio quindi tutti gli Echinodorus sp , le Criptocoryne sp, la Alternanthera sp, la Hetheranthera zosterifolia, il Crinum,il  Micrantemum umbrosus, le Nimphaee, la Lobelia cardinalis e qualche specie di muschio.   Piante che crescono invece lentamente sono le Anubias sp, il Microsorium, la Bolbitis heutelodii e i muschi.   Scegliendo le piante in base alla loro velocità di crescita si potrà organizzare la manutenzione e  potatura delle piante che, nel caso delle piante a crescita veloce dovrà essere a scadenza quasi settimanale, mentre con piante più tranquille può tranquillamente  avvenire ogni 2-3 mesi.   Le piante vanno scelte anche in base alla posizione che avranno nell’acquario per creare una giusta prospettiva e un gradevole layout. E’ importante anche valutare l’altezza e la larghezza che occuperanno le piante una volta sviluppate nella vostra vasca, in modo da prevedere il giusto spazio che permetta loro di ricevere abbastanza luce e di svilupparsi pienamente. Ci sono piante che crescono molto in altezza che sono adatte a fare da sfondo o cornice in un acquario. Attenzione però: quando si sceglie una pianta che si sa diventare molto alta, va tenuta in considerazione l’altezza del vostro acquario.   Se l’acquario ha un’altezza inferiore ai 50/55 cm sconsiglio piante come Vallisneria gigantea o asiatica o Echinodorus grandiflorus o Echinodorus rubin, oppure il Crinum thaianum: frequenti potature non  giovano a questo tipo di piante; meglio optare per piante che possono svilupparsi pienamente entro l’altezza del vostro acquario.   Ecco qualche indicazione sulla posizione ideale d’alcune piante:     PIANTE PER LO SFONDO       PIANTE PER IL CENTRO       PIANTE PER IL PRIMO PIANO       PIANTE GALLEGGIANTI       MUSCHI e piante da legare     A meno che il vostro non sia un acquario ‘olandese’, è meglio non prevedere troppe specie diverse nell’acquario :solo poche specie ma  molto contrastanti nel colore e/o forma delle foglie. Ad esempio una pianta rossa dalle piccole foglie va messa davanti ad una con foglie grandi verdi oppure rompete un muro di nastri verdi  di Vallisneria con qualche gruppetto di Rotala rotundifolia che ha foglie arrotondate e rosate.   Le forme delle foglie e i colori indicano le esigenze di luce delle piante: Le piante a foglia rossa devono essere disposte in zone con massima illuminazione, mentre quelle con foglie soffici e fini (la Cabomba, le Limnophila, i Myriophyllum) preferiscono punti con correnti moderate, non energiche per non intrappolare troppi detriti. Le piante con foglie verde scuro sono solitamente piante che necessitano di poca luce, mentre le piante con foglie verde chiaro di solito gradiscono una piena esposizione alla luce.   Dopo aver studiato e selezionato le piante che fanno al caso vostro, avrete senz’altro fatto una lista Spesso però la lista non combacia con la reale disponibilità delle piante nei negozi.   Il consiglio che posso darvi in questo caso, è: 1) stilate la vostra lista in base alla effettiva disponibilità delle piante del vostro negoziante di fiducia ( richiedete prima il listino delle piante disponibili in quel periodo) 2) Oppure stilate la vostra lista e poi vi rivolgete ai siti che spediscono le piante in tutto il mondo, accontentandovi, però della qualità che non viene però valutata in prima persona al momento della scelta. Solitamente le piante arrivano tutte in ottime condizioni da qualunque parte del mondo, perchè le aziende sono tutte attrezzate l’imballo e il mantenimento delle piante in salute per tutto il viaggio. E’ meglio evitare di fare degli ordini di piante on line nei mesi di gelo intenso perché un ritardo del corriere nella consegna comprometterebbe irrimediabilmente la salute delle piante.Se invece si ha la possibilità di scegliere personalmente le piante, vanno escluse dalla scelta quelle che presentano foglie ingiallite e marcescenti. (sono di solito quelle che sono in negozio da più tempo). Le piante devono avere un aspetto solido e compatto e quando arrivano ai negozi sono così quindiÈ opportuno  accordarsi con il proprio negoziante di fiducia per prendere le piante nel giorno stesso dell’arrivo in negozio così da poterle prenderle ancora ‘fresche’ di serra.   Buon allestimento Livia Giovannoli   RITORNA IN HOME PAGE ALLESTIMENTI ACQUARI TROPICALI   ©MondoDiscus.com. 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Quale substrato in Acquario?



Mondo Acquario: I muschi in acquario

di Livia Giovannoli

Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio boom della coltivazione dei muschi in acquario. I motivi sono molteplici: i grandi maestri dell'Acquascaping (Aquatic landscape = paesaggio acquatico) li utilizzano di frequente nei loro layout in modo molto creativo e...


Le rocce e i sassi nell’allestimento di un acquario

    Come per il substrato e i legni esistono molti tipi di rocce che possono essere inserite nel nostro acquario. La scelta dovrebbe riflettere il tipo d’acquario che sarà allestito perché con i sassi non è sempre facile ottenere un aspetto naturale in acquario, anche se abbiamo a disposizione una gran varietà di sassi e rocce ognuna di queste dovrebbe essere inserita in modo tale da sembrare ‘nata’ per quella vasca. Ad esempio, pezzi d’ardesia grossi e dentellati saranno fuori luogo in una palude o un fiume amazzonico, ma sono l’ideale nella riproduzione di un torrente di montagna o di un lago roccioso.Oltre alle rocce comuni, sono facilmente disponibili per gli acquari rocce insolite con interessanti motivi e segni dovuti all’attività geologica e vulcanica. Alcune sono ideali per allestire uno scenario caratteristico, mentre altre, come alcune rocce colorate o trasparenti, appaiono sicuramente innaturali. Non tutte le rocce sono adatte per tutti gli ambienti; alcune rilasciano composti calcarei che modificano i valori del pH e aumentano la durezza dell’acqua. Le comuni rocce calcaree includono il gesso il calcare, marmo e tufo. Ci si può imbattere in rocce con nomi utilizzati solo nel commercio dell’acquario, come roccia d’oceano, o roccia spaghetti, anch’esse calcaree. Rocce con molti buchi o dall’aspetto a ‘gruviera’ sono spesso calcaree. I buchi si formano normalmente per l’erosione delle sostanze calcaree poste all’interno. Le rocce calcaree sono sicure in acquari con acqua dure o salmastre e possono essere utili a mantenere un pH e durezza elevati. Si può anche utilizzare della roccia calcarea nella vasca di discus per impedire il crollo del KH che può provocare pericolose oscillazioni del pH, con un metodo simile al reattore di calcio. Le rocce inerti, sicure in qualsiasi acquario includono arenaria, basalto, ardesia, carbone,porfido,  quarzo, roccia lavica. Da sole le rocce possono apparire statiche e prove d’interesse, ma se utilizzate con attenzione possono dare effetti sbalorditivi. Collocando alcune grosse pietre circondate da pezzi più piccoli o schegge dello stesso tipo si può ottenere l’aspetto di una frana, Si utilizzano le rocce per spezzare le zone dello scenario, per esempio per separare spazi con vegetazione da parti spoglie o per formare grotte in cui i pesci possono nascondersi e anche riprodursi. Le rocce si possono utilizzare anche in modo ‘invisibile’ per rialzare e sostenere i legni, per creare dei dislivelli del fondo o delle terrazze naturali. Se un acquario presenta solo poche rocce grosse o una combinazione di piccole si sistemano semplicemente sul fondo o si affondano nel substrato. Se invece si utilizzano dei macigni o molte rocce grandi queste devono essere ben fissate sul post quindi, vanno siliconate l’un l’altra per evitare un collasso che possa rompere il vetro della vasca. Vediamo innanzi tutte le varie tipologie di rocce che si possono utilizzare in acquario. La roccia di lava è molto utilizzata negli arredi degli acquari per la versatilità del suo utilizzo. E’ una roccia vulcanica molto porosa e leggera; spesso galleggia appena inserita in acquario. E’ ideale per creare dei paesaggi rocciosi. Il legno fossile (o silicizzato) è un materiale roccioso che s’integra perfettamente nell’acquario. Come fa intuire il nome è una roccia d’origine vegetale, un legno preistorico fossilizzato. Si armonizza bene con dei substrati sabbiosi o chiari ed è molto naturale anche in paesaggi con moltissima vegetazione. La roccia d’ardesia è uno dei materiali più utilizzati negli acquari. In sottili lastre trova sia grigia sia rossa. Le lastre possono essere utilizzate per creare degli sfondi, per fare dei terrazzamenti per creare un dislivello del fondo. E’ ideale per ricreare un biotopo di fiume roccioso. Le rocce arcobaleno sono molto utilizzate in acquariologia anche se personalmente le trovo, seppur decorative, molto innaturali. Esistono in varie forme e dimensioni, dai ciottoli a grandi rocce bucate.   Le rocce in porfido sono delle rocce dall’aspetto sabbioso piuttosto naturale con interessanti sfumature brune. Stanno bene abbinate a legni chiari e fondi sabbiosi, per creare layout di paludi, ma anche coloratissimi plantacquari perchè il colore naturale si armonizza bene con tutte le piante.   Le rocce zebra sono delle rocce granitiche  australiane bicolore con fondo scuro e striature bianche. Fanno un bellissimo contrasto con il verde intenso delle piante.   Ciottoli arrotondati si trovano nei torrenti di montagna, nei garden e nei negozi d’acquariologia: Ce ne sono di ruvidi, di origine granitica,, bianchi, sale -pepe e grigi scuri   e ciottoli lisci con colori bronzei. Sono l’ideale per ricreare corsi di fiume abbinati anche a grossi macigni. Macigni lisci : Sono grosse pietre granitiche che si possono utilizzare in vasche molto grandi (<500lt). Vanno poggiati sul fondo della vasca protetto da uno strato di polistirolo e fissati tra di loro con del silicone. Bellissimi per creare naturalissimi biotopi amazzonici.   Rocce di granito hanno delle forme diverse, mai troppo spigolose e s’integrano molto bene in diversi layout. Il granito è inerte in acqua e si presenta in diversi colori. Il quarzo si vede spesso proposto per gli arredi nei negozi d’acquariologia. Anche se un minerale inerte, nell’acquario ha sempre un aspetto artificiale e poco naturale. Le rocce pagoda si chiamano così per i loro aspetto  a strati degradanti che ricordano  una pagoda. E’ una roccia che è ultimamente molto utilizzata nei layout. S’integra benissimo nei biotopi amazzonici, accostata ai legni di torbiera nonostante l’aspetto artificioso, s’integra benissimo nelle vasche assumendo un aspetto molto naturale. Non possiamo omettere di citare le rocce Ada Dragon Stone, Seyriu stone, Mountain Stone; sono sassi e rocce di colore scuro d’origine vulcanica qualche volta  risultano calcaree. Molto utilizzate come protagoniste nei layout di Takashi Amano per Ada, ispirati alla filosofia Zen dell’Iwagumi. L’Iwagumi nell’acquario naturale si crea ispirandosi alle immagini ottenute osservando i paesaggi naturali con rocce. Un allestimento Iwagumi è apparentemente semplice: ma per apparire semplice e naturale vanno considerati seriamente l’equilibrio tra dimensioni, posizione, angolatura e orientamento delle rocce. Per creare una composizione Iwagumi innanzi tutto bisogna scegliere una sola tipologia di roccia, roccia di fiume, di montagna o lavica, ma non vanno mai mescolate. Bisogna scegliere delle rocce simili di colore e struttura ma di diverse dimensioni: meglio avere a disposizione un numero di rocce maggiore di quello necessario e decidere quali utilizzare facendo delle prove. In un allestimento Iwagumi le rocce vanno disposte seguendo il flusso dell’acqua, immaginando la forza dell’acqua che determina la posizione delle rocce con la propria spinta. Provando a guardare le foto degli allestimenti Iwagumi si può intuire da dove arriva il flusso dell’acqua.Le rocce vanno disposte lungo le diagonali della vasca cercando di creare sempre un punto di fuga, verso il vetro posteriore che crei profondità e interesse. Per dare un aspetto naturale il numero delle rocce (come delle piante) secondo la filosofia Zen deve essere sempre dispari (3/5/7). Spargendo del substrato intorno alle rocce si uniscono volutamente tutte le rocce dando un senso di continuità e la composizione sembra fatta di un’unica roccia. Per finire qualche consiglio pratico prima di mettere le rocce in acquario: 1)    Per verificare se una roccia è calcarea basta versarci sopra del ‘viakal’ o acido muriatico: se la roccia ‘frigge’ allora è calcarea… potete usarla solo per biotopi tropicali dove il valore di KH e GH sono alti.   2)    Lavare accuratamente e meglio ancora bollire le rocce prima di metterle in vasca. 3)    Prima di mettere le rocce in vasca in fase di progettazione, provate a disporre le rocce su un piano, su un foglio con le misure della vostra vasca, come per i mobili della vostra casa, considerate lo spazio che occupano le rocce, l’armoniosità della composizione e mantenete lo spazio necessario alle eventuali piante ma soprattutto lo spazio per il nuoto dei pesci.   Buon allestimento! Livia Giovannoli   TORNA ALL'INDICE DELLE ROCCE ©MondoDiscus.com. 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