Come amare e allevare al meglio i Discus Wild. Prima parte


COME AMARE I DISCUS WILD
Di Vecchio Lorenzo
Alla fine degli anni ottanta le varietà ibride non erano così numerose come oggi e i soggetti più belli erano i solid cobalt, Cobalto. Ricordo ancora quando (in un mio viaggio di ricerca discus) a Bangkok vidi per la prima volta i miei primi Pigeon, ricordo ancora il prezzo 1.200.000 lire per una coppia di 14 cm che oggi, vista la livrea ancora sporca e come vengono colorati non varrebbe più di 100,00 euro. Il mercato delle novità a quei tempi era in continua evoluzione: ogni anno venivano selezionate varietà nuove e io insieme ai miei clienti correvamo dietro a questo treno inarrestabile pieno di forme, colori e dimensioni – a suon di dollaroni.


Purtroppo è facile capire perché i WILD, vale a dire discus selvatici, pescati negli ambienti naturali, furono messi in disparte o in secondo piano. Visto che le richieste erano nulle, per qualche anno abbandonai addirittura i miei contatti con i miei fornitori abituali in Brasile. Mi dedicai allora con tutte le mie capacità alla riproduzione di ibridi e raggiunsi ottimi risultati, anche ad alti livelli, attraverso le competizioni. Negli anni strinsi amicizie con persone che hanno fatto la storia del Discus in tutto il mondo. Tra le persone che stimo di più posso citare Heiko Bleher, Manfred Gobel, Bern Degen, JacK Wattely, di italiani Sebastiano Solano e il mio amico (non per questo ultimo) Carmelo Aricò. Tutti questi, personaggi e tantissimi altri (spesso con nomi asiatici a noi impronunciabili), hanno un peso importante nella vera storia del Discus… tutta gente che amava e penso ami ancora i WILD.
Mi resi conto che avrei dovuto incominciare a studiare e così feci, mi creai un bagaglio di conoscenze con tuti i libri a disposizione, partecipai a conferenze, imparai a fare un sacco di domande per arrivare a delle avere delle risposte mirate.

Nel 2000 cominciai ad avere rapporti di lavoro con un allevatore brasiliano che da li a poco, diventò un amico. Egli acquistava da me soggetti selezionati geneticamente (ibridi), per migliorare i discus da lui riprodotti: Leopard Red Spotted, Melon, Pigeon Red, Red e White, Blue Diamond. Dopo qualche tempo, un mio cliente (ora amico carissimo), mi domandò se fossi riuscito a recuperare dei Wild di buona qualità; senza problemi, chiesi al mio amico brasiliano, il quale mi rispose dicendomi, che di wild se ne sarebbero potuti recuperare in abbondanza, ma che per avere una buona qualità bisognava avere dei buoni contatti e conoscere di persona chi trattava, pescava e selezionava questo tipo di Discus.
Fu allora che, dopo tanti anni feci la mia prima importazione da Manaus. Mi resi subito conto che tantissime cose erano cambiate: a partire dall’IBAMA (Istituto Brasilianodo Meio Ambientee dos Recurcos Naturais Renovaveis), i regolamenti, i permessi, le licenze e l’obbligo di prenotare gli aerei molto tempo prima. Insomma, se non fossi uno che non si perde d’animo e se non avessi il prezioso (anche in termini di soldi) aiuto dei miei amici sul posto, penso che avrei rinunciato e lasciato perdere. Finalmente dopo circa due mesi sistemata tutta (e non solo) la burocrazia, il prezioso carico arrivò a destinazione, aeroporto di Malpensa Italia. Portai subito in serra la spedizione e spacchettai con cura, facendo attenzione alle condizioni dell’acqua e alla temperatura.

Nei giorni successivi feci cambi su cambi. Il problema fu l’ammonio: non si riusciva ad abbassare il valore, ma fortunatamente, il pH era basso 5,5 e non ci fu il passaggio ad ammoniaca, che sarebbe stato letale per i miei discus. Quando i WILD furono tutti acclimatati, veramente bene, al punto da incominciare ad accettare come cibo granulati ed artemie e scaglie integrate di spirulina chiamai i miei clienti, che da tempo aspettavano di venire in serra con molta impazienza. Lo stupore fu veramente impressionante: vidi nei loro occhi una certa commozione; uno di loro mi disse in tutta sincerità che da anni non vedeva esemplari di quella caratura in Italia.
Non tutti però i Wild, purtroppo, erano di grado AA anzi tanti erano belli ma, ma non proprio tutti, la maggioranza erano di un grado comune. Riflettei alcuni giorni e presi la decisione che forse un viaggio in Amazzonia Brasile sarebbe stato utile per il mio lavoro. Detto, fatto: mi presi una vacanza e raggiunsi con moglie a carico il mio contatto in Brasiliano. Arrivato a Manaus rimasi quasi deluso: immaginavo di trovare a ogni angolo venditori di Discus. Pronti a venderti il loro pescato e di poter scegliere tra migliaia di discus Wild quelli più belli, selezionando i soggetti Alpha. Tutto questo non accadde. Rimasi quasi due giorni ad aspettare un appuntamento, quando finalmente, il mio contatto mi disse di aver trovato il figlio di un suo ex pescatore Dipendente che aveva una piccola Impresa di pesca.

Andai al tanto sospirato appuntamento e finalmente si parlo dei tanto sospirati discus Wild. Si parlò anche di quello che io avevo in mente di fare: portare in Italia dei Wild di grado AAA. Nessuno si mise a ridere, ma, semplicemente, mi guardarono quasi increduli e mi spiegarono che i discus Wild più belli e di un buon livello andavano tutti in Giappone, gli altri discus già selezionati partivano per il resto del Mondo.
A loro non interessava acquisire nuovi compratori una tantum e rischiare di perdere degli acquirenti già consolidati negli anni. Si parlò a lungo (e bevuto çerveza) anche del più e del meno in quel momento capii che mi stavano studiando. Mi ero fatto un’idea completamente diversa, pensavo, non avessero nemmeno l’idea di quanto fosse ricercato e costoso per me un Discus wild bello, invece questa gente che vive di pesca e ha fatto della pesca dei discus un vero e proprio lavoro, riconoscono subito a uno sguardo quanto possono recuperare e con chi hanno a che fare. Quando poi si entra in confidenza (non con poche difficoltà) e non ti considerano più un marziano (spesso il soprannome è il paese da cui arrivi), ti raccontano tantissimi aneddoti che possono anche andare indietro di tantissimi anni. Tutti i retroscena di una battuta di pesca di una stagione che, fanno la differenza tra il mangiare o l’essere mangiati. Si parlo’ tantissimo e dopo che presero confidenza mi fecero vedere quello che per loro erano discus buoni, vi erano esemplari veramente mozzafiato. Ritornato in Italia, molti clienti mi chiesero dei wild.

Io stesso investii più tempo con le batterie di wild. Mi divertivo a osservarli e ad ammaestrarli…. Proprio così: mi fu detto che, quando hanno paura bisogna fargli capire che nessuno vuole fargli del male. Il metodo più semplice è quello di mettere una mano aperta dentro la vasca, evitando movimenti bruschi e senza cercare di toccare i Discus; i pesci pian piano, perdono la paura e si avvicinano. Io stesso, nella vasca del mio amico in Brasile ho visto un magnifico Royal blu (enorme) avvicinarsi alla sua mano e strofinarsi su di essa. Forse è solo un caso, ma i discus come tutti i pesci percepiscono le vibrazioni nell’acqua e se queste sono positive hanno un effetto tranquillizzante. Io personalmente li addomestico tenendo semplicemente del tubifex in cubetti in mano e vengono a cibarsi senza problemi.
Le differenze tra discus Wild e di allevamento (ibridi), sono considerevoli. Quando si osserva un Wild in acquario, si vede subito che si ha a che fare con un pesce “ VERO”: dai movimenti alle colorazioni del corpo,che cambiano a seconda del suo umore, alla scala gerarchica a cui appartiene ogni singolo soggetto del branco. Infatti, i combattimenti tra rivali sono molto cruenti; in natura non sono mortali (almeno penso), ma in una vasca piccola, se si forma una coppia, il combattimento per il territorio a volte può avere esito letale.
I Discus, Wild quando capiscono che non vuoi far loro del male, ma che li stai trattando per “accudirli”- per esmpio per il cambio dell’acqua, la sifonatura, l’alimentazione-sembra quasi che ti ringrazino: sanno quasi di dipendere da te e te lo dimostrano, con i loro movimenti e con i loro colori unici, naturali, anzi oserei dire della natura. La sfida di riuscire a ricreare le condizioni più consone e giuste alla vita di Discus Wild è speso la scintilla che fa nascere il desiderio di acquistarne uno; un Wild non è un semplice pesce, ma è una perte della foresta Amazzonica, che vive, anzi, nuota in casa tua. Si cerca quindi di ricreare il biotopo di origine nel modo più perfetto possibile. È anche vero però che dopo alcuni mesi, i Wild Discus cominciano ad abituarsi anche a condizioni non del tutto Amazzoniche.

Un biotopo amazzonico in realtà non può essere ricreato in un acquario, pur grande che sia, in quanto le condizioni di un singolo “rio” cambiano di continuo, sia fuori sia dentro l’alveo. Queste trasformazioni sono dovute dalle piogge, che fanno straripare i fiumi, e alla stagione secca (quella in cui si pesca), che abbassa il livello a volte fino a ridurli a semplici pozze. Fatta questa premessa, è ovvio che l’acquariofilo deve cercare di creare un ambiente che possa soddisfare le esigenze di ospiti così speciali. Secondo le mie conoscenze, la vasca giusta per dei Wild Discus va arredata con sabbia bianca, leggermente ambrata, finissima, con uno sfondo il più marrone possibile, anche con rocce, radici di mangrovia, molto contorte, tra la sabbia uso mettere delle foglie secche di Ketapang (si sostituiscono ogni mese).
Meglio inserire poche piante, quali Criptocorine, Anubias, Echinodorus, Personalmente uso mettere sotto le radici di mangrovia delle Vallisneria Gigantea, (che so bene non essere di origine amazzonica ), in quanto crescono rapidamente e vanno a ricoprire parte della superficie, offrendo un buon riparo naturale ai Wild Discus e contribuendo a mantenere un buon pH. Le lunghe estensioni inoltre, in acquari aperti impediscono i salti indesiderati dei nostri ospiti.

ALIMENTAZIONE
UN OCCHIO FUORI DALLA VASCA
SCELTA DEI SOGGETTI.
CRITERI DI SCELTA
TRASPORTO
ACCLIMATAZIONE
SELEZIONE
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