Come amare i Wild. Seconda parte

2 Aprile 2010
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COME AMARE I DISCUS WILD

Di Vecchio Lorenzo

 

Riprendiamo il discorso iniziato nella prima parte
 
 

CURA DELL’ ACQUA

 

L’acqua dovrebbe avere questi valori chimici: pH 5,5-6,5, nitrati assenti, nitriti assenti, conduttività (microsimens), consigliata sotto i 100 microsimens/cm (in amazzonia questa è inferiore a 30 microsimens). Le radici di mangrovia, e le foglie morte di ketepang, tendono a dare un colore molto ambrato all’acqua. Io aggiungo anche un sacchetto di torba in granuli, o torba umida, questa apporta una buona dose di acidi umici essenziali per il biotopo. Non uso estratti di quercia in quanto ho notato che spesso i wild ne sono allergici e si bruciano; con la torba bisogna sempre monitorare il valore PH e non farlo scendere troppo. Il filtro,  dovrebbe essere il più ampio possibile, con un volume da un quinto ad un terzo della vasca, con una pompa di ricircolo oraria di portata di due o tre volte la capienza  della vasca, io spesso opto per un secondo filtro a zaino o esterno, nel quale la portata della pompa è ridotta al minimo. I cambi dell’acqua devono essere calibrati secondo le esigenze evidenziate dai valori.

In ogni caso, ritengo sufficiente un cambio del 30% ogni dieci giorni. Sottolineo però che, ogni giorno, bisogna effettuare una sifonatura, per eliminare i residui organici in eccesso e rabboccare di conseguenza. Per l’acqua del cambio –totalmente osmotica con aggiunta di Sali amazzonici e di un buon biocondizionatore- la temperatura non deve mai  ( durante i cambi) abbassarsi  molto  massimo 3/5 gradi, per non creare blocchi intestinali, cambiamenti di umore salti improvvisi paura ecc.

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LUCE

 

La luce, a mio parere, non deve essere forte. Per esempio, per un acquario di 100x50x50 uso due lampade al neon da 25watt cad, una luce bianca a bassissima intensità e una grow lux fitostimolante. Al momento ottengo buoni risultati anche con plafoniere esterne con tubi al neon T8. Ricordiamoci che i nostri Wild sono principalmente animali che amano stare rintanati durate gran parte del giorno, per cui, dobbiamo abituarli a noi ed  alle nostre abitudini., con molta calma. Per gli orari di illuminazione non esistono regole fisse, meglio comunque non tenere acceso l’ acquario nelle ore notturne.

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ALIMENTAZIONE

L’alimentazione dei discus, in generale, ed in particolare per i Discus Wild, deve essere la più varia possibile: granulati , scaglie grosse,(molto gradite quelle integrate con alga spirulina), Krill decongelato, sciacquato ed arricchito con  un buon complesso vitaminico ed amminoacidi. Personalmente a i miei Wild somministro anche delle larva di Chironomus , opportunamente decongelato e, sciacquato con sale e arricchito. A volte lo uso come veicolo per somministrare dei  medicinali. Oggi in commercio esistono dei chironomus congelati “bio” privi di agenti patogeni, e di parassiti: costano leggermente di più, ma si è quasi certi di non veicolare qualche patologia.

Io non uso artemia  decongelata, in quanto, essendo troppo piccola non viene consumata immediatamente e rimane troppo in circolo, compromettendo i valori dell’acqua. In sostituzione uso artemi a liofilizzata arricchita, o scaglie di artemia, Tubifex liofilizzato. Non uso somministrare pastoni, (per ovvie ragioni di inquinamento, ed idee personali), e, ad ogni pasto sospendo il circolo dell’ acqua per qualche minuto, in modo che possano mangiare con tranquillità quasi tutto.

 

Un consiglio spassionato, per anni ha somministrato a tutti i miei discus un pastone a base di cuore di manzo, ma da quello che si sente in giro, anche da fonti molto autorevoli, è meglio non usarlo, in quanto potrebbe provocare (alla lunga) danni irreparabili. Se infatti  si riflette un attimo, quali probabilità avrebbe un discus in Amazzonia di cibarsi di cuore di bue? Un uso continuo di pastone, comporta comunque una pulizia,  dei filtri, e del fondo, quotidiana più accurata, quindi maggiore manodopera, e costi. Al limite se proprio non riuscite a fare a meno del pastone, potete somministrare un pastone fatto esclusivamente a base di pesce, crostacei, molluschi… e le ricette sicuramente non mancano.

 


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UN OCCHIO FUORI DALLA VASCA

 

Creare un biotopo è abbastanza facile: basta mettere in acquario tutto ciò di cui abbiamo già parlato. Ma bisogna cercare di pensare anche cosa c’è al di fuori della vasca  posizione, la luce naturale, i rumori casalinghi, gli odori, i predatori (bambini, gatti cani, amici ignoranti, ecc),. Tutti questi fattori sono le piccole, grandi cose, che spesso fanno la differenza tra la riuscita e il fallimento. Per esempio, non si dovrebbe spruzzare nelle vicinanze di un acquario (figuriamoci poi se aperto), deodorante per ambienti, insetticidi per zanzare, incensi ecc… la luce del sole, comporta una crescita indiscriminata delle alghe. L’impianto stereo, la televisione producono vibrazioni negative e tutto porta a stress; il fumo uccide anche i pesci… insomma, cerchiamo di riflettere bene anche sul luogo in cui posizionare il nostro biotopo Che sempre artificiale è.

 



SCELTA DEI SOGGETTI

 

Se abbiamo fatto tutte le cose nel modo giusto,è venuto il momento di introdurre i nostri amati Discus Wild. Come ben si sa, le varietà sono ancora per il momento quattro: Green, Blue, Brown, Heckel. A queste possiamo aggiungere a mio avviso una serie di ibridi naturali, che hanno dato origine a molteplici variazioni cromatiche, Heckel crossing, Heckel cobalt, Larangia, (solido arancione) ecc. La scelta ve lo posso concedere non è affatto facile! Bisogna  affidarsi del proprio istinto e al colpo d’occhio. L’importante è saper scegliere dei discus sani, cosa che potrebbe sembrare facile, ma che non lo è affatto. Il primo passo per tutelarsi in merito a questo aspetto, è  recarsi personalmente  da un professionista  che si occupa di Wild da tempo; il venditore deve potrvi offrire un’ampia scelta di discus Wild, come minimo qualche decina di esemplari di varietà diverse.

 

In queste condizioni appare quindi più semplice poter valutare i soggetti più interessanti. Tutti i Wild devono essere attivi,non devono portare segni sul corpo e sulle pinne, non devono essere scarni o smagriti sulla testa e nel  ventre.Il professionista vi deve dimostrare che accettano di buon grado il cibo (con il chironomus sarebbe troppo facile!). Dovreste inoltre essere sicuri che i Wild che vi interessano siano stati quarantenati a dovere, e che in vasca non ci siano medicinali. Cercate inoltre di farvi dare i valori dell’acqua in cui il venditore stabula i discus. Prima di acquistare i wWild, bisogna per lo meno conoscere quanti individui possiamo introdurre nel nostro acquario, senza incorrere in problemi di sovraffollamento. Io generalmente consiglio un branco; calcolando circa 30/40 litri a Wild, traete voi le debite  conclusioni in merito a quale sia il numero giusto.

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CRITERI DI SCELTA

 

Si tengano presenti sempre i seguenti criteri di scelta: la forma deve essere sempre la più rotondeggiante possibile. L’anello nero è molto importante : deve essere ben marcato su tutto il perimetro del corpo, di pari dimensione, da sopra la testa fin sotto la pancia. L’occhio è quello che da vivacità al Discus;quindi è sempre preferibile un occhio di un bel colore rosso rubino, fatta eccezione per pochi esemplari particolari. Tutte le pinne devono essere in perfetta forma, la bocca ben chiusa, la respirazione normale. La colorazione deve rispecchiare il più possibile l’ ideale  che determina  una delle quattro varietà descritte  prima; quindi bisogna aver ben presente il soggetto che stiamo analizzando e saperlo collocare correttamente in una delle varietà. La scelta dei soggetti è un momento emozionante e va effettuata con tutta la calma possibile: non abbiate fretta e se siete indecisi, non accelerate i tempi; al limite tornate una seconda volta ad osservare il soggetto (ammesso di ritrovarlo ancora).

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TRASPORTO E ACCLIMATAZIONE

 

Il trasporto e prima ancora l’insacchettamento, sono due cose determinanti. Il trasporto dovrebbe essere fatto nel tempo più breve possibile, tragitto permettendo. Oggi io spedisco in gra parte del mondo e- grazie a sacchetti appositi, ossigeno, scatole di polistirolo, scaldini; posso dire che 48 ore sono un tempo normale e che se si sanno imballare i Discus con perizia, tutto fila liscio.

 

Quando finalmente i nostri beniamini giungono a casa , dobbiamo tener presente che hanno viaggiato al buio, nei casi estremi an. Quindi cerchiamo, che per due giorni, cerchiamo di non spaventarli inutilmente aprendo il box sotto una  luce intensa. Sulla procedura cui attenersi per introdurre i pesci in acquari esistono due teorie: la prima suggerisce di mettere a mollo le buste in acquario per qualche minuto, molto dipende dalla temperatura di arrivo, aprire il sacchetto, introdurre lentamente un terzo dell’acqua dell’ acquario nel sacchetto e toglierne un terzo o più nei minuti successivi e dopo circa 10/15 minuti liberare il pesce. La seconda teoria è quella di aprire il sacchetto in un recipiente( anche box di arrivo), ed attingere molto lentamente, con un tubicino,  l’acqua dell’acquario che ospiterà il pesce.

Dopo circa trenta minuti, quando il livello dell’acqua è alto e il discus nuota liberamente, prenderlo cautamente (con guanti appositi o al lattice), e inserirlo delicatamente nell’acquario. Nel primo caso i discus subiscono meno stress d’impatto, ma e anche vero che introduciamo in vasca anche un po’ di acqua inquinata del viaggio. Nel secondo caso, facendo tutto da manuale il discus si stressa veramente tanto ,e proprio per questo motivo da tantissimi è considerato un metodo superato. A voi la scelta.

 

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Lasciate spente le luci della vasca per due giorni, fino a quando i discus non si sono abituati , osservateli attentamente , ed eventualmente aggiungete del blu di metilene. Nei primi giorni. Tenete sempre sotto controllo tutti i valori dell’acqua (anche ammoniaca). Se necessario potete fare anche dei cambi usando un buon biocondizionatore. Nelle mie vasche io uso sempre un aeratore , per muovere l’acqua e per creare scambi ionici con la superficie. Chi possiede dei discus wild da tempo ,sa perfettamente che questi pesci acquistano il loro vero splendore con il passare di alcuni mesi da quando sono stati introdotti in acquario. Se sono stati alimentati e curati nel modo giusto,questi discus migliorano in bellezza di giorno in giorno , mostrando sfumature nei  colori , e nel comportamento.

Sconsiglio vivamente di mescolrare Wild con Ibridi (esemplari di allevamento), in quanto si tratta di discus completamente diversi. Tempo fa un personaggio molto famoso nel settore mi disse che i pesci parlano tra lora con il linguaggio del corpo e che tra loro si comunicano paure, amore, cibo, rifugio, personalità , gerarchia, malattie, utilizzando anche le barre e i colori accesi o spenti. Tra i wild si instaura un sistema di comunicazione naturale, vivo ed insito in loro da milioni di anni , che non si manifesta per esempio se si introducono discus solidi, giudicati dai Wild discus muti o menomati; anche per questa ragione l’ibridazione risulta molto difficile, al primo passaggio genetico con i solidi. Osservando i nostri Wild  giorno dopo giorno ,con molta attenzione e discrezione , possiamo riuscire a carpire informazioni fino ad oggi ,magari , sconosciute.

 


DISPONIBILITÀ

 

Parlando di Wild, il punto più dolente _per così dire_ è il costo dei soggetti. Fino a qualche anno fa molti ritenevano che i wild, in quanto tali, dovessero per forza costare meno degli ibridi, essendo Discus di cattura, disponibili quindi sempre e in quantità. Premetto che in natura esistono ancora, moltissimi wild, ma è anche altrettanto vero che annualmente gli areali di riproduzione cambiano, a causa delle piene e vedi il lago Tefè chiuso per ripopolamento nel 2008 ad esempio.

A questo si aggiunga che oggi il mercato è cambiato e che costa meno comprare cloni di ibridi dai moltiplicatori di tutto il mondo del colore e della varietà desiderata durante tutto l’anno, cosa impossibile ed impensabile per quanto riguarda i wild; questi si pescano solo nella stagione estiva che può andare da agosto a dicembre /Gennaio, (e anche questo periodo può variare). I pescatori non sono in grado di garantire ne i tempi ne il numero dei soggetti, ne la qualità, che riusciranno a pescare da un anno all’altro. Infine si tenga presente, che pescare nella foresta più grande del mondo non è come andare a trote in cava, ci sono sforzi immani, per trasferire il pescato su barche, stabularli, disinfettarli, trasportarli per migliaia di chilometri su barche (decine di giorni di viaggio ), per raggiungere la destinazione , abituarli all’uomo, alimentarli spesso con cose mai viste prima.

 

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SELEZIONE
 

La selezione incominci anelle reti dove i Wild migliori vengono separati nei viveiros a seconda della bellezza. Non bisogna pensare che i pescatori non sanno riconoscere la bellezza di un Wild  e non lo sanno per questo valutare il giusto prezzo di mercato. A volte i discus vengono acquistati direttamente sul fiume in parte per migliaia , divisi per numero poi nelle “bachetas” e trasferiti in nave fino a Manaus, dove vengono riselezionati, divisi e venduti Appare normale che ad ogni passaggio i discus Wild migliori vengano venduti: Spesso chi compra a Manaus grosse partite di discus si trova senza saperlo ad acquistare gli scarti degli altri, che sono arrivati prima, con mezzi di ogni tipo, anche elicotteri, per poter acquistare direttamente anche pochi individui veramente speciali.

Il mercato dei soggetti selezionati è molto ristretto, in quanto i Wild particolarmente belli, che rispettano appieno tutte le caratteristiche descritte prima, sono pochi o pochissimi, rispetto al pescato e gli acquirenti, soprattutto Asiatici, sono moltissimi e dispongono di mezzi e dollari non indifferenti. Come titolare della BUSINESS FISH ho dovuto capire a mie spese, con viaggi, importazioni, amicizie che vanno al di la del lavoro, come avere la possibilità di recuperare dei soggetti validi degni di essere chiamati Alpha. Occorre inoltre disporre di possibilità economiche che ti permettano di aiutare finanziariamente intere famiglie in periodi dell’anno in cui non si pesca e, quindi non si mangia., se non si fanno altri lavori es canna da zucchero.

 

Ho dovuto abituarmi ai tempi brasiliani, ai loro usi e costumi tutto questo è molto affascinante, ma ha dei costi immani! I risultati per fortuna sono arrivati e stanno aumentando di anno in anno, oggi riesco ad importare Direttamente da Manaus, con una certa facilità, e regolarità esemplari che a detta degli appassionati. Anche non Italiani sono veramente notevoli, e raramente si sono visti in Europa. La Business Fish, visti i successsi e i risultati a livello Mondiale ottenuti in concorsi e gare, ha deciso di investire ancora di più nel settore Wild, aumentando i locali e le vasche della stabulazione, per arrivare ad essere un punto di riferimento non solo Italiano , ma Europeo e chissa…

 

                                                            
Saluti

                                                     
Vecchio Lorenzo

 

 

PER LEGGERE LA PRIMA PARTE

 



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Deposizione, uova e schiusa di Discus dall’Argentina Lucky Tropical on MondoDiscus
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