Alimentazione Discus: le Drosofile

29 Agosto 2007

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Primo piano di una drosofila: moscerino della frutta

Obiettivo alimentazione Discus: le Drosofile

di Michele Mosca

 

 

Le drosofile, detti comunemente moscerini dell’aceto o della frutta, sono impiegate in campo scientifico dai genetisti ma anche per la nutrizione di piccoli animali.
In Europa ne sono state individuate più di 20 specie tutte accomunate da caratteristiche comportamentali e morfologiche simili. Nello specifico in commercio presso negozianti specializzati nella vendita di rettili e presso alcuni allevamenti di insetti si possono comunemente reperire due specie, la melanogaster, che misura circa 2 mm e ha un ciclo vitale di 15 giorni, e la hydei, più dimensioni maggiori (3,5mm), con ciclo vitale di 25 giorni. La prima si presenta marroncino mentre la seconda è nera e con gli occhi rossi.
Le colonie che si reperiscono in commercio sono geneticamente modificate in modo che i moscerini non possano volare (per un più semplice gestione), solo dopo alcune generazioni questi insetti riacquistano la capacità di spiccare il volo. 

Le Drosofile sono ovipare, cioè depongono le uova, dalle quali, se sono state fecondate, nascono tante piccole larvette che potremo utilizzare per alimentare discus di ogni taglia.
Le larve sono voracissime e crescono rapidamente a temperatura ambiente. Dopo qualche giorno diventano pupe (bozzoli rossastri) così inizia la loro metamorfosi. Gli individui appena nati sono già completamente formati e già dopo poco tempo sono in grado di riprodursi. E’ facile capire che bastano poche culture per avere larve e drosofile in quantità.
L’allevamento delle drosofile è molto semplice, esistono svariate ricette per preparare il “supporto nutritivo” per il loro allevamento, qui di seguito riporterò tutto il necessario per iniziare a “produrre” moscerini dell’aceto.

Contenitore: Un barattolo trasparente di plastica andrà benissimo, alcuni usano le bottiglie dell’acqua minerale tagliate a metà.

 

 

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bottiglia di plastica con paglia e nutrimento in basso

 

Substrato: Avremo una parte di substrato che servirà da appoggio per le drosofile, va bene anche un piccolo pezzo di lana di perlon, della rafia o della paglia. Un secondo substrato sarà invece costituito dal nutrimento per le future larve e sarà composto da una miscela di svariati alimenti ben amalgamati.

 

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Bicchiere di plastica trasparente con paglia e substrato

 

 

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bicchiere visto dall’alto

 

Questi sono solo alcuni degli ingredienti che possono rientrare nella composizione del “pastone”:

 

lievito di birra

zucchero

farina di grano

Banana e in genere frutta frullata

Nipagina (metile para-idrossi-benzoato) si tratta di una sorta di conservante che evita la formazione di muffa ed è solubile in acqua o in alcol a seconda del prodotto che si trova in farmacia.

Purea in polvere

aceto

calcio carbonato

calcio gluconato

vitamina d3

vitamine varie

Come vedete per realizzare la nostra personale ricetta c’è l’imbarazzo della scelta, un esempio pratico di composizione potrebbe essere il seguente:

80 grammi purea in fiocchi

10 grammi lievito in polvere

1 cucchiaino di calcio carbonato

20 grammi fruttosio

0,8 grammi Nipagina

acqua in quantità tale che il pastone risulti abbastanza denso

Una volta preparato il tutto si procederà a inserire uno “starter” di drosofile e così via… tenete però conto che i primi moscerini a sfarfallare sono quasi sempre maschi quindi aspettate che siano nati un buon numero di soggetti prima di recuperare i riproduttori per le nuove colture.

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moscerino all’interno del bicchiere

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larve di Drosofila viste dall’alto

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primo piano delle larve cosparse dal substrato

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larve

In particolare per i nostri pesci ho provato per il momento a somministrare le larve dei moscerini che sono state accettate da subito di buon grado. Un vantaggio di questa alimentazione è che le larve sono molto avide di cibo e accettano praticamente tutto, sarà quindi facile veicolare tramite esse vitamine, calcio, spirulina ecc… semplicemente mescolando tali sostanze nel substrato di coltura.


Premetto che la mia è una prova e la “sperimentazione” è troppo giovane per affermare con certezza che si tratti di una buona alimentazione, anche se i presupposti in teoria ci sono tutti, credo si tratti pur sempre di un alimento molto vicino a quello che i discus potrebbero trovare in natura.

 

 

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La grandezza della larva in rapporto al dito

 
Se qualcuno decide di “avventurarsi”… fatemi sapere come ve la siete cavata o se avete domande non esitate a farle, risponderò a tutti compatibilmente alle mie possibilità e capacità.
Grazie e alla prossima.

 

 

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