Quale substrato in Acquario?

5 aprile 2009

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Quando si decide di allestire un acquario uno degli aspetti più importanti e determinanti per la buona riuscita di un layout è la scelta del substrato più conveniente per il tipo di acquario che volete realizzare.

La prima grande scelta che si deve fare è quella se in quest’acquario dovranno esserci delle piante, se queste saranno ancorate al fondo o solo galleggianti o piante sciafile ancorate a legni e rocce.
Dobbiamo poi pensare anche a quanta cura, attenzione e manutenzione avremo la possibilità di dare al nostro acquario perché questo sarà determinante per la scelta del substrato più idoneo.

Nel caso optassimo per un allestimento che non preveda piante ancorate sul fondo, al massimo delle piante galleggianti o delle anubias o del microsorium legato a dei legni, la scelta si può fare in modo più leggero perché possiamo permetterci di optare per un materiale inerte quale sabbia (pochi cm) o del sottile ghiaino.
La scelta la possiamo fare in tutta tranquillità in base alle nostre preferenze estetiche, tenendo sempre conto, però delle esigenze dei pesci che metteremo in acquario.

Teniamo presente che pesci timidi come discus o tetra si sentono molto intimiditi dal riverbero dato dai fondi molto chiari come la sabbia bianca e molta luce,quindi se optate per un fondo chiarissimo, schermate il riverbero  diminuendo la luce e offrendo un riparo di piante galleggianti  per dare un senso di protezione e tranquillità ai pesci.
Al contrario un fondo troppo scuro (ad esempio il quarzo nero), fa un bellissimo contrasto con un folto gruppo di piante e dà tranquillità ai pesci, ma se le piante sono poche o non molto sviluppate, incupisce moltissimo l’acquario e anche i colori dei pesci sembreranno spenti.

Scegliere bene il substrato è perciò più importante di quanto può sembrare

a prima vista e richiede un minimo di progettazione.

 

 

Cercate sempre di bilanciare sia i bisogni delle piante sia quelli dei pesci. Nella maggior parte dei casi questi ultimi sono interessati solo dallo strato superiore, mentre le esigenze della vegetazione riguardano gli strati più profondi. Se nel vostro acquario volete mettere delle piante allora la scelta del substrato, dovrà essere senz’altro più oculata. Le piante ottengono una gran quantità del proprio nutrimento dal substrato e nonostante un fondo qualsiasi possa fornire alle piante un ancoraggio su cui crescere è generalmente privo di nutrimenti e perciò poco vantaggioso.
Il fondo in una vasca con piante è il punto più importante fra tutti i possibili: il fondo deve avere i nutrienti che servono alle piante, li deve tenere lontani dalla colonna d’acqua per non darli in pasto alle alghe e li deve rilasciare il più lungo periodo possibile. Purtroppo riuscire a soddisfare tutti questi requisiti contemporaneamente è quasi impossibile.

Miscele di substrati che comprendono materiali specificatamente concepiti per essere ricchi di nutrienti inerti e privi di calce, danno un maggior apporto di sostanze nutritive e sono quindi più vantaggiose. Mischiare i substrati aiuta dunque a ricreare nell’acquario le condizioni delle piante in natura.

Si ottengono dei buoni risultati di crescita e vitalità delle piante utilizzando anche un solo substrato inerte intervenendo però in maniera precisa, costante e mirata con una fertilizzazione locale (pastiglie a lenta cessione) e liquida. In questo caso è molto importante anche imparare ad osservare e riconoscere le carenze nutrizionali delle piante per poter intervenire  quando queste si evidenziano  in modo mirato .

 

La maggior parte dei materiali per il substrato è inerte e quindi non altera la qualità dell’acqua, ma è sempre meglio controllare prima di un acquisto. Alcuni substrati come la sabbia e la ghiaia di corallo sono preparati per acquari marini e sono ricchi di calcio. Alzano velocemente durezza e pH degli acquari d’acqua dolce. Con questi substrati vanno allevati solo specie d’acqua dura, come i Ciclidi del lago Malawi e Tanganika.

Prima di vedere nel dettaglio i materiali e i prodotti a disposizione per il substrato di un acquario cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche e i compiti che un  buon substrato  deve adempiere in acquario .



1)
Il compito primario e scontato di un substrato è quello di fornire uno stabile ancoraggio per le piante introdotte. E’, infatti, molto importante che le piante siano stabilmente tenute sul fondo in modo da ricevere il fototropismo con direzione costante: vale a dire non galleggiando in giro per la vasca possono ricevere la luce sempre dalla stessa direzione dalle lampade in vasca.Questo consente alle piante di crescere in modo corretto dall’alto in basso.

2) Il secondo compito è quello di fornire alle piante tramite le loro radici, una fonte di riserva di nutrienti che possano sostenere la loro crescita, anche se non si deve sottovalutare il ruolo fondamentale giovato da una nutrizione fogliare tramite acqua.In ogni caso un terreno ricco di nutrienti per quanto non indispensabile può aumentare notevolmente lo sviluppo vegetale complementando la nutrizione liquida e semplificando notevolmente il lavoro dell’acquariofilo.Una corretta fertilizzazione del fondo è importante per tamponare eventuali squilibri momentanei tra i nutrienti che possono insorgere in acqua. Le piante acquisiscono i nutrienti da dove sono più presenti senza grandi preferenze tra assorbimento fogliare (acqua) o radicale (substrato). Ecco perché un fondo fertilizzato può rappresentare una riserva di nutrenti da utilizzare all’occorrenza quando la loro mancanza in acqua provocherebbe stasi e problemi di crescita. Questo facilita molto la gestione dell’acquario rendendo meno pressante il controllo dei parametri chimici dell’acqua e il dosaggio dei nutrimenti da aggiungere.

3) Il substrato scelto può avere un ruolo molto importante nella filtrazione biologica dell’acquario. In particolare la parte superiore del substrato può avere una circolazione d’acqua ed ossigeno
sufficiente a permettere lo sviluppo di una flora batterica capace di aiutare il filtro biologico.

4) Il fondo di un acquario deve anche assolvere un’importante finalità estetica per aumentare l’effetto scenico della vasca ma deve essere anche adatto alle esigenze di nuoto, nutrimento e abitudini dei pesci che vivranno nella vasca.Ogni materiale adatto al substrato per l’acquario ha delle diverse caratteristiche fisico-chimiche.  È importante conoscere quali sono i requisiti che più influenzano il comportamento di un substrato e le caratteristiche che deve avere per essere usato con successo in acquario.

1) Granulometria: in pratica il diametro medio del granello;più questo è grande e più spazio rimane tra un granello e l’altro; questo favorisce la circolazione di acqua tra i granelli e quindi la concentrazione di ossigeno. Questo facilita anche l’attività batterica del substrato. Di contro un’elevata granulometria può portare ad una difficoltà d’assorbimento degli elementi nutritivi da parte delle radici ,inoltre una granulometria eccessiva nello strato superiore del fondo può permettere alle sostanze nutritive contenute negli strati interiori di diffondersi in maniera incontrollata nell’acqua della vasca  creando problemi di bilancio nutrizionale e crescita di alghe.
Un buon compromesso sulla granulometria del substrato soprattutto nella parte superiore è di circa 2-4 mm.

2) Capacità di scambio cationico (CEC: Cation Exchange Capacity).
Le particelle che costituiscono il substrato (granelli di sabbia, scaglie d’argilla ecc) per loro natura possiedono una carica elettrica negativa superficiale. Queste cariche elettriche negative un po’ come una calamita attraggono le cariche positive che si trovano nei loro paraggi. Le cariche positive sono generalmente rappresentate da cationi (ioni positivi) di Sali minerali che vengono in contatto con le particelle costituenti il substrato.
La maggior parte dei nutrienti necessari alle piante sono rappresentati in soluzione acquosa proprio da cationi.
Quindi la CEC d’ogni substrato è un parametro importante che quantifica questa capacità molto importante ed è espresso in milliequivalenti  su 100gr. (meq/100gr). Possiamo stabilire una buona CEC nei substrati il cui valore è superiore a 40-50 meq/100gr.
Substrati con alta CEC (es. Torba circa 100meq/100gr) possono riuscire a mantenere al loro interno elettricamente legati cationi importanti per la nutrizione vegetale. Questo legame evita che questi cationi siano dilavati ed asportati dal substrato facendo quindi sì che rimangano a contatto con le radici delle piante.



3)
Densità: è il rapporto superficie/volume del singolo granello e tiene conto della rugosità superficiale dei granelli. Un maggiore rapporto tra superficie e volume del singolo granello si traduce in una maggiore superficie di contatto tra le radici e il substrato ma anche una maggiore superficie a disposizione per la colonizzazione batterica.
Questa caratteristica utile fa sì che il fondo non si compatti e rimanga sciolto facilmente permeabile all’acqua e penetrabile dalle radici.

4)Caratteristiche chimiche: un buon substrato, pur apportando nutrienti alle radici non dovrebbe modificare sensibilmente la chimica dell’acqua. Dovrebbe idealmente contenere una gran quantità di Sali utili alle piante, ma mantenerli bloccati a sé finche le piante non li richiedono ,senza cederli all’acqua della vasca.Vediamo ora quali sono i materiali più utilizzati come substrato nei nostri acquari e le loro peculiarità.

 

 

ghiaino ceramizzato

È forse il fondo più utilizzato in assoluto. In acquario con piante è consigliabile utilizzare quello in quarzo ceramizzato. Questo prodotto dal costo relativamente basso ha molti pregi: Non è calcareo, ma assolutamente inerte in acqua e la sua forma arrotondata non ferisce gli apparati buccali dei pesci che perlustrano il fondo quali Ancistrus e Corydoras.
È venduto in diversi colori dal bianco al nero attraverso tutti i colori dell’iride. E’ disponibile inoltre in diverse granulometrie, il più utilizzato è quello che va dai 2 ai 4 mm. I colori più indicati in acquario sono quelli naturali (marroni dorati) ideali per ricreare biotopi di fiumi. Il ghiaino nero ha un grandissimo effetto scenico in una vasca con  moltissime piante e pesci dai colori accesi.
ghiaino nero
Il quarzo di granulometria 1-2 mm è il substrato ideale per la formazione delle radici per molte piante acquatiche, anche se di per sé il quarzo non ha dei valori chimici-fisici particolarmente idonei. Ha una bassa CEC e pure un basso rapporto superficie/volume (è di solito molto compatto). Non ha quindi utilità rilevanti come fonte di nutrienti per le piante. Possiede in ogni caso le caratteristiche fisiche adeguate (la pesantezza)  per rappresentare un buono strato di copertura del substrato.
Se utilizzato come unico substrato è necessario una fertilizzazione locale intorno alle radici delle piante e/o una precisa integrazione di fertilizzazione liquida. Le ghiaie colorate anche se inerti possono talvolta colorare leggermente l’acqua. E’ meglio lavarle attentamente prima di metterle in acqua. I colori artificiali, infatti, si ottengono ricoprendo la ghiaia con un rivestimento di plastica.La scelta del colore è una questione personale tuttavia arancione, viola verde rossa,colori fluorescenti non conferiscono certo un aspetto naturale all’acquario.  mentre colori scuri, nero, marrone possono essere di grande effetto se collocati nel giusto contesto.
La ghiaia di grossa granulometria (superiore a 5 mm) non si presta ad essere un buon terreno per la radicazione della pianta, ma può essere utilizzato proprio in superficie, qualche manciata mescolata a quella più fine (1-2 mm), per dare un aspetto più naturale, magari usando diverse tonalità dello stesso colore.

sabbia silicea

La sabbia è un materiale inerte. Quella che è venduta nei negozi può essere corallina o silicea. Negli acquari di piante va utilizzata la seconda. Essendo molto fine (i suoi granelli hanno generalmente un diametro di 1 mm) tende facilmente a compattarsi bloccando in pratica qualsiasi corrente d’acqua, causando scarsità d’ossigeno e condizioni stagnanti d’anaerobiosi. Quando ciò avviene le zone colpite possono diventare nere e iniziare a rilasciare sostanze tossiche (acido solfidrico), che può essere pericoloso per i pesci.
Questo gas provoca marcescenza delle radici delle piante favorendo la crescita delle alghe. Per prevenire la stagnazione e favorire l’ossigenazione del substrato dovrete smuovere delicatamente spesso la sabbia in profondità. Un substrato di sabbia poco profondo (>5 cm) si compatta più difficilmente. Proprio per la sua tendenza a compattarsi la sabbia non è il terreno ideale per la radicazione delle piante anche se Vallisnerie, Sagittaria ed Eleocharis vivono bene anche in uno spessore poco profondo (3 cm).
La sabbia, in particolare quella bianca o comunque  molto chiara ha un effetto scenico senza eguali. Con una scelta ottima delle piante si possono evitare i problemi sopra esposti. Evitate gli Echinodorus più grandi che richiedono di un grande spessore per rimanere ancorate nel fondo, evitate lunghe piante a stelo per lo stesso motivo, ma prediligete piante come piccole e medie Echinodorus e Criptocoryne che non di grande spessore e allo stesso tempo sviluppano un intricato apparato radicale che aiuta l’ossigenazione del fondo in modo sufficiente da evitare problemi di decomposizione e anossia.
La sabbia essendo un materiale costituito prevalentemente da biossido di silicio non ha di per sé proprietà nutritive. Ha una bassissima CEC e le sue caratteristiche fisiche meccaniche non lo rendono un fondo particolarmente utile in una vasca di piante.
Personalmente non mi sento di consigliare la sabbia per ricoprire un fondo fertilizzato. Vero che la sua compattezza terrebbe gli elementi nutritivi concentrati nel fondo ma se uno spessore alto di sabbia di fatto blocca l’ossigenazione e il drenaggio del fondo, per la sua finissima granulometria  uno strato sottile finirebbe senz’altro a mescolarsi al fondo sottostante.
Quindi a mio avviso la sabbia dà il meglio di sé come substrato utilizzata come strato unico e magari è bene utilizzarla per un migliore effetto scenico solo nelle zone che non di grandi supporti nutritivi  che possono comunque essere aggiunti localmente. Un’ultima considerazione sulla sabbia e la difficoltà per la sua pulizia: questa è a mio avviso è più facile che non per un fondo di ghiaino, in quanto è sufficiente aspirare con un sifone o un piccolo tubo tenendosi leggermente sollevati dal fondo senza mescolarlo.
Una delle migliori peculiarità della sabbia come substrato è proprio il fatto che lo sporco rimane in superficie senza infilarsi sotto e quindi una superficiale aspirazione, un bel gruppetto di corydoras sarà più che sufficienti per tenerla perfettamente pulita.

 

akadama

Questo substrato è, di fatto, un terriccio per bonsai che proviene dalle pendici del monte Fuji
.Esiste in differenti granulometrie e composizioni che differiscono in base al luogo in cui è estratto.
Il suo colore marrone rende l’acquario molto naturale ed ha una consistenza che è adatta anche al benessere dei pesci da fondo.

Prestate attenzione però: per Akadama si intende il materiale confezionato cosi:

 

akadama

in Italia invece  viene commericalizzato (ad un prezzo superiore!), con questa confezione ma è lo stesso prodotto:

akadama

Ci sono molte copiature di questo substrato che non hanno assolutamente la stessa qualità soprattutto per il fatto che gli altri terricci a differenza dell’Akadama doc, si sfaldano e diventano terricci melmosi. L’akadama è composto di un mix d’argille e terre allofane i cui granuli sono stati soggetti a temperature e pressioni che li hanno compattati e parzialmente solidificati così che non si sfaldano immediatamente in acqua mantenendo allo stesso tempo il granulo abbastanza morbido e friabile da permettere alle radici di penetrarlo.
L’akadama è un materiale ad alta CEC che all’inizio adsorbe molti cationi. Appena inserito in acquario infatti si osserva per un certo periodo di tempo l’abbassarsi della concentrazione  soprattutto di Calcio e Magnesio, osservabile e quantificabile dall’abbassarsi della durezza  totale dell’acqua. Passata questa fase l’akadama si rivela un terriccio con ottime qualità e caratteristiche. In virtù della sua CEC mantiene a contatto delle radici i cationi adsorbiti dall’acqua e pur mantenendosi compatto permette anche discreti scambi idrici e gassosi.
Questo già ottimo substrato può dare il massimo in un plantacquario mescolato ad una certa quantità di substrato più fertile nello strato inferiore del fondo e coperto con un ultimo stato di ghiaietto.

torba bruna

Questo tipo di substrato è formato da residui vegetali che hanno subito appieno il processo di decomposizione- umidificazione (come testimoniato dal colore scuro),
Possiede un’elevata CEC e quindi sarà molto utile per immobilizzare mantenere a contatto delle radici importanti elementi nutritivi.  ma a differenza della torba di sfagno che presenta un pH bassissimo la torba bruna ha un pH solo leggermente acido (pH6,5-7,0).
Può essere tranquillamente utilizzata come substrato in acquario ed è utile e semplice da utilizzare quella in granuli mescolata ad un altro tipo di substrato come l’Akadama, pozzolana o argilla.
Una volta all’interno del substrato la cellulosa e la lignina che costituiscono la torba saranno lentamente decomposte producendo una buona quantità d’anidride carbonica (CO2) che sarà molto utile per sostenere la crescita delle piante per un certo periodo di tempo.
Gli acidi umici e fulvici presenti nella torba apporteranno importanti benefici a tutto l’habitat dell’acquario.

L’ARGILLA

argilla espansa

Quella che chiamiamo comunemente argilla è, di fatto, un mix di particolato di origine minerale (prevalentemente Silicati di alluminio) povero di sostanza organica la cui granulometria è intorno ai 2 micron.
Un terreno è detto argilloso più in funzione di caratteristiche fisiche che chimiche. Infatti, si hanno diversi tipo di argille che differiscono tra loro chimicamente: Vermiculite, Smectite, Illite, Clorite Caolinite. Dal punto di vista acquariofilo solo le prime due (vermiculite e smentite) hanno una CEC che le  rende interessanti e  adatte all’uso in acquario.A tal proposito va detto che l’argilla non va usata come uno strato uniforme sopra ad alti strati ricchi di sostanza organica: Questo perché nonostante l’argilla in acqua non si compatti e rimanga facilmente penetrabile dalle radici può comunque impedire gli scambi idrici e di  ossigeno attraverso di essa. L’argilla inoltre va protetta con strati superiori che impediscono alle minuscole particelle che la compongono di andare in sospensione nell’acqua rendendola torbida-. Va quindi utilizzata in vasche dove gli spostamenti di piante dal substrato sono molto ridotti.

Esistono anche substrati costituiti da argilla granulare espansa. Questi, pur non avendo la CEC della normale argilla in polvere contengono al loro interno una buona quantità di Sali minerali che sono ceduti lentamente e non provocano problemi di cambi d’acqua e ossigeno attraverso di essa.
Queste argille costituiscono ottimi strati inferiori i substrati.
La comune argilla in acquario si utilizza in modo ottimale in due modi:
1) mescolandola uniformemente ad un terreno più sciolto (ad esempio lapillo vulcanico), in quantità tale da non compromettere  il ricircolo dell’acqua attraverso il substrato.
2) ponendo le classiche palline di argilla fertilizzata interrate in piccole quantità in prossimità delle radici delle piante con funzione di deposito di nutrienti.

La laterite è una roccia sedimentaria che si origina per effetto della disgregazione di formazioni rocciose in regioni caratterizzate da clima caldo e frequenti precipitazioni. E’ composta di Silicio Alluminio e Ferro. L’alta percentuale d’ossidi ferrici (ruggine!), conferisce alla laterite il suo tipico colore rossiccio.

La laterite è uno dei substrati più poveri di macro elementi esistente in natura. Infatti il suolo lateritico nelle regioni tropicali non ha moltissima vegetazione e quella che si sviluppa lo fa grazie ai minerali integrati dalle cospicue precipitazioni piovose che non da quelle del sottosuolo.

In acquario tuttavia la laterite può essere utile utilizzata in due diversi modi:

1) Può fornire l’importantissimo elemento ferro alle radici delle piante. In questo caso la laterite è a disposizione in piccole sfere da mettere nel substrato in prossimità delle radici per una lenta cessione.)

laterite

2) La laterite per la sua composizione chimico fisica ha un importante capacità di bloccare e mantenere nel substrato l’anione fosfato, molto importante per la nutrizione delle piante. Questo secondo punto è sicuramente più importante perchè è la peculiarità principale e unica per  questo materiale. Per favorire questi importanti processi bisogna operare in modo da permettere un buon ricircolo d’acqua e nutrienti attraverso il substrato e la laterite.  In modo che questa ultima  possa immobilizzare e trattenere l’anione fosfato presente nell’acqua della vasca.

Per far ciò la laterite va utilizzata in un sottile strato (magari mescolato ad un altro materiale per permettere più permeabilità) nello strato più basso del fondo e va poi ricoperta con uno strato di materiale adeguato a contenere la laterite (es. sottile ghiaino) evitando intorpidimento dell’acqua.

laterite

gravelit

Il gravelit è un substrato molto utilizzato in acquariologia. Si presenta in granuli leggeri molto porosi e chiari. Questa graniglia porosa facilita moltissimo l’attecchimento delle piante in acquario e consente inoltre una notevole ossigenazione di tutto il substrato. Non è consigliato usarlo come unico substrato perchè la sua consistenza grossolana e la sua leggerezza possono rendere difficoltosa la radicazione di piante con un apparato radicale ridotto (Eleocharis, Glossostigma ecc), ed è opportuno quindi ricoprirlo con un ghiaino fine o un altro materiale  che con  il suo peso riesca a mantenerlo più compatto.
Il Gravelit è un materiale inerte non modifica in alcun modo i valori dell’acqua, ma è un substrato povero di sostanze nutritive. L’impiego del gravelit dovrebbe prevedere in ogni caso un sostegno a base di fertilizzanti a lenta cessione da integrare un paio di volte l’anno vicino alle piante più sviluppate o in alternativa una distribuzione a scacchiera in fase d’allestimento su tutta l’area piantumata  dell’acquario. Infine il gravelit per la sua porosità è un ottimo substrato per il filtro biologico.

lapillo vulcanico

Sono dei substrati ghiaiosi d’origine vulcanica. Si presentano in granuli piuttosto leggeri e molto porosi. Sono l’ideale come substrato per un acquario di piante perchè la loro struttura favorisce la cessione dei nutrienti attraverso le radici delle piante e allo stesso tempo permettono una buona ossigenazione e drenaggio di tutto il substrato. Non sono substrati fertili, anche se il lapillo vulcanico presenta preziosi minerali utili alle piante ed è quindi consigliabile utilizzarli prevedendo comunque una fertilizzazione locale e/o  liquida.

La pozzolana, si differisce dalla  pomice per il colore marrone ( la pomice è grigia) e per il fatto che il pomice tende a galleggiare. I substrati fertilizzati normalmente offerti dalle aziende del settore sono solitamente delle miscele di sabbie di varie origini, terricci a base di torba arricchiti con macro e micro elementi fertilizzanti .spesso vi si trovano anche graniglie laviche o materiali lateritici. Questi substrati vanno utilizzati come strato di fondo e vanno ricoperti con un materiale inerte (di solito ghiaino) con lo scopo di contenimento.

Ma da qualche anno sono disponibili due substrati (della giapponese Ada e dell’americana Seachem), che seppur con composizioni differenti e materiali diversi hanno proposto due substrati che possono essere utilizzati come unici costituenti del fondo.

aquasoil

E’ un substrato in granuli in 3 colorazioni marrone costituito da argille, terre allofane e da ossidi di ferro, minerali e sostanze organiche. E’ un materiale morbido ma che non si compatta e permette un buon drenaggio di tutto il fondo. Ha un CEC media, e fornisce alle piante molto elementi nutritivi come ferro, e sostanze azotate. L’Aqua Soil proprio per la sua capacità di adsorbire calcio e magnesio le prime settimane in acqua abbatte velocemente la durezza totale dell’acqua (anche di 1° di GH il giorno).
Inoltre la sostanza organica che contiene rilascia un notevole quantitativo d’ammonio. Consiglio quindi per le prime settimane d’utilizzo di effettuare dei cospicui e frequenti cambi d’acqua per prevenire esplosioni algali e di non inserire alcun pesce fino a che i valori dell’acqua non sono diventati più stabili.

flourite

Questo substrato si presenta non in granuli ma in grosse scaglie indurite. Questo substrato non è adatto ad essere utilizzato in vasca che ospitano pesci che hanno l’abitudine di soffiare sul fondo come i discus, per via di una polvere tipica di questo materiale che è sempre presente e lo sconsiglio anche alla presenza di corydoras e ancistrus che hanno dei barbigli delicati per un tipo di substrato così tagliente.
Le polveri e microparticelle che sono parte di questo substrato richiedono che questo materiale venga inserito in acquario prima dell’inserimento dell’acqua .
Bisognerà inoltre fare molta attenzione a smuovere il fondo il meno possibile per non avere l’acqua torbida per molte ore e avere le piante ricoperte di una sottilissima polverina. A fronte di questi piccoli disagi di pro la Flourite non presenta i problemi iniziali di destabilizzazione dei valori dell’acqua né di sviluppi algali per via dell’inquinamento causato dal rapidissimo rilascio di nutrienti tipici dell’Aqua Soil Ma anzi già dopo pochi giorni si ha un’acqua perfettamente cristallina e pronta a ricevere gli ospiti (ma rispettando il corretto ciclo dell’azoto).La Flourite è un materiale ricco di nutrienti (soprattutto ferro, ma per la sua consistenza questi elementi sono ceduti piuttosto lentamente. Questo fa sì che questo substrato cedendo lentamente le sue proprietà queste durino più a lungo. È un materiale che può durare diversi anni. Questo particolare substrato inoltre ha la capacità di trasformare il fondo in un ottimo filtro biologico.

Per finire qualche consiglio sulla scelta finale del substrato. Senza entrare nelle preferenze estetiche di colore, la scelta sostanziale tra un fondo composto di più stratificazioni di diversi materiali o un unico substrato va ponderata molto bene valutando moltissimi aspetti:

1)Il tipo di piante che vogliamo inserire, la loro quantità e la velocità di crescita che si vuole ottenere tenendo conto degli altri importanti aspetti che concorrono alla crescita ottimale delle  piante (più luce, più fertilizzante ,più CO2= Più velocità di crescita delle piante).

2)Al tipo di manutenzione che vogliamo fare all’acquario:
Qui dipende da che acquariofili si è. Se pensate di essere accorti e precisi nella fertilizzazione liquida se volete invece dovere intervenire il meno possibile con aggiunte di nutrienti e relativi controlli degli elementi nutrizionali mancanti.

Qualunque fosse la vostra scelta sappiate che qualunque fondo andrete ad utilizzare dopo 1-2 anni necessiterà comunque di un importante reintegro di sostanze nutritive  che vi obbligherà a dover inserire apporti nutritivi in prossimità delle piante o alla sostituzione totale del fondo.

Buon allestimento.

 Per quest’articolo è doveroso da parte mia citare e ringraziare per le preziose informazioni fornitemi:

Walter Perris: Come allestire il fondo dell’acquario. (Dal sito web).
Fabrizio Lattuca. Un habitat per le radici: il fondo della vasca di piante. (Hydra n°39-2006)
Dario Schelfi: L’acquario sostenibile: il Substrato: (dal sito web www.aquagarden.it)

Livia Giovannoli


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Mondo Acquario: L’acquario per i Discus -DA SISTEMARE- A domanda rispondi di Carmelo Aricò
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