Variante di Heckel 3

4 Maggio 2007
Image

La storia di una variante cromatica del Discus di Heckel.

di Heiko Bleher

 

—— TERZA E ULTIMA PARTE ——

Ritorno con i pensieri al nostro fiume e mentre ho ancora brividi di freddo vedo un bellissimo airone che esce elegantemente al di sopra della coltre di nebbia, proprio vicino alla nostra imbarcazione. Alle 7.30 la luce del sole finalmente illumina la bellezza di questo fiume che comincia a svegliarsi, mostrando tutti i colori dei suoi fiori più belli, le buriti, bianche orchidee allineate sugli argini e le rosse Heliconia nella vegetazione meno fitta. Guardando tutto questo comincio a sentirmi meglio.
Image
Altre – come questa nella foto – hanno il capo turchese e parte di questo colore
si estende anche sul corpo, ma possono essere sempre notate le tipiche strie del discus di Heckel.

La natura mi dà quasi tutto ciò di cui ho bisogno. Molte volte sono riuscito a sopravvivere nella fitta giungla, cibandomi di ciò che mi offriva senza nessun aiuto dal mondo esterno. La pace che trovo qui è molto più intensa che in qualsiasi altro posto, anche di villeggiatura. Le cose che ho imparato stando a contatto con gli abitanti di questa natura, animali, piante e naturalmente gli indios, non avrei potuto apprenderle in nessuna scuola o università del mondo. Ho potuto osservare la foresta pluviale in ogni suo dettaglio: da come un caimano scivola lentamente nell’acqua a come una tartaruga si sposta da un posto assolato ad un tronco semisommerso sul fiume o ancora all’iguana che si tuffa nelle acque nere per nuotare sulla riva opposta. E poi i cormorani, che ogni mattina si tuffano nei fiumi alla ricerca di pesci, e i martin pescatori, appollaiati su tronchi d’albero in attesa dell’avvicinarsi di qualche caracide…e ancora i colibrì che distribuiscono il polline da un fiore all’altro e le scimmie lanose che compiono i loro giochi mattutini sull’alta volta della foresta. Il Rio Nhamundá è ancora un luogo incontaminato – e mentre penso a questo ecco che noto la presenza di un biotopo tipico per il discus proprio lungo la sponda del fiume. Alberi caduti, radici morte trascinate dalla corrente e tronchi accumulati in un’area dove il flusso è più lento rappresentano un luogo ideale per andare a cercare i discus – ammesso che ce ne siano. Se l’acqua è sufficientemente profonda se ne potrebbero trovare anche a gruppi di 500 esemplari.

Image
 Abbiamo messo i discus Heckel raccolti nei loro contenitori. E abbiamo cambiato l’acqua.
Urlai a João “para aí” e indicai il sito. Egli girò la voadeira per andarsi a fermare lungo la sponda. Sebbene mi rendevo conto della difficoltà di pescare discus in una zona così fitta di tronchi semisommersi, volevo comunque tentare. Gettare le reti per oltre 60 m di riva e rimuovere tutti i pezzi di legno rimasti intrappolati fu uno sforzo oltre ogni immaginazione che ci impegnò tutto il giorno. E alla fine il risultato fu solo quello di aver catturato esemplari poco interessanti, seppur belli, di ciclidi e caracidi (Crenicichla sp., dai colori viola brillante, caracidi del genere Leporinus del gruppo fasciatus, Cichla temensis o Tucunaré e Pterophyllum scalare o pesci angelo) – senza che un singolo discus fosse rimasto nella rete.
Per questo motivo e per il fatto che i discus – se presenti – hanno spesso tutto il tempo per sfuggire prima che le reti siano tirate a riva, mi sono accorto, fin dal 1964-65, insieme ad Hans-Willy Schwartz, che il solo modo per sorprendere i discus in natura era quello di pescarli di notte! Soprattutto dopo mezzanotte – meglio se in notti senza luna – quando hanno l’abitudine di venire presso la superficie per sostare tra gli alberi morti e le piante acquatiche. Ho verificato di persona questo comportamento in molti anni di ricerche, ma ho anche scoperto molte altre cose sui discus. Già all’età di quattro anni in Africa centrale e poi in Sudamerica raccoglievo, di notte, pesci di ogni tipo insieme a mia madre. Era molto più facile che di giorno, tranne per quelle specie che sono attive durante il buio, come molti predatori – ma non è il caso dei discus…
Eravamo un po’ delusi, distesi al buio sulle amache tra gli alberi, presso la riva. Pedro aveva acceso il fuoco e aveva preparato una grigliata di pesci del giorno… Un acquariofilo sarebbe inorridito al vedere quali stupendi esemplari erano finiti in padella…
Image
 Gli animali alfa – di cui se ne vede uno, il discus di Heckel blu – sono messi in scatole separate.
Non c’erano zanzare. L’acqua del Nhamundá, come anche quella del Rio Negro, è troppo acida per le loro larve. Questo fiume è davvero un gioiello in tutti gli aspetti – finché l’uomo bianco lo lascerà così come è stato per milioni di anni. Pedro, mentre sedeva presso il fuoco e si arrotolava la sua sigaretta artigianale, ci confidò il suo desiderio di diventare un raccoglitore di discus come Manuel. I caboclos sognano tutti di poter fare un po’ di soldi. Tentai di spiegare a Pedro come il mercato dei discus fosse diventato difficile e che molti discus vengano oggi prodotti nei vivai di varie parti del mondo (la sola Cina ne produce oltre 500.000 al mese). I gusti sono diventati più raffinati e c’è molta più domanda che offerta. La gente vuole solo discus perfettamente tondi (come non si trovano abitualmente in natura) con ogni macchia al posto giusto e ogni pinna con la sua serie perfetta di raggi. Spesso si richiedono solo esemplari di rara bellezza, come se ne trovano uno su mille in natura – animali alfa. Pertanto la richiesta di discus selvatici è caduta bruscamente ed è difficile che ci sia una ripresa. Basta ricordare che nel 1970 si esportavano annualmente circa 200.000 discus, mentre ora dall’intera Amazzonia ne vengono spediti meno di 30.000. Manuel e Asher, che hanno un’esperienza più che decennale nella raccolta dei discus, affermano che i guadagni si stanno riducendo di anno in anno. Ma avevo l’impressione che Pedro non avesse nessuna voglia di sentire le mie ragioni…oppure non aveva ancora intenzione di terminare il suo sogno…
Anche la mia caccia notturna, illuminata da un potente faro, si dimostrò vana. Forse avevamo spaventato l’intero gruppo durante il giorno e ormai si era spostato altrove – oppure non c’era nessun discus fin dall’inizio né qui né altrove lungo il corso del Nhamundá.Il mattino successivo penetrammo più profondamente nella natura selvaggia del Nhamundá, ma sebbene catturammo numerose specie di caracidi (le specie più rappresentate erano i dollari d’argento, i Metynnis e i piranha) e interessanti pesci gatto, razze, clupeidi e sogliole, nessun discus finì nella rete.
Il terzo giorno giungemmo presso un insediamento di indios Wai-Wai, un popolo ancora presente dalla Guyana al Mapueira superiore in Brasile. Si dimostrarono molto socievoli e ci offrirono manioca e banane – contrariamente a quelli che incontrammo qualche giorno dopo – gli indios che rubarono l’intera attrezzatura fotografica di Axel dal valore complessivo di oltre 50.000 dollari e che ancora si trova nelle loro mani, abbandonata in qualche luogo sconosciuto. Il capo del villaggio parlava alcune parole di portoghese e naturalmente conosceva il pesce della fertilità (il discus) (l’intera storia che sta dietro a questo nome può essere vista nel video da me realizzato “Il mondo dei discus” parte I “Il re dell’Amazzonia”). Mi mostrò un posto dove avrei potuto essere fortunato.
Image
A Manaus – di ritorno dal lungo viaggio – mentre scarico il mio prezioso bagaglio.

La notte seguente arrivai con una canoa all’area indicata. Nascosi la barca tra la vegetazione e cominciai a cercare tra i rami sommersi ciò che di notte poteva apparire come una tonda foglia morta, presso la superficie, penzoloni da rami e tronchi caduti. Per l’occasione mi ero munito di un retino dal manico piuttosto lungo. Finalmente ne vidi uno, esattamente come me l’aspettavo di trovare – non più sotto di 10-15 cm dalla superficie e vicino ad un tronco, appeso come una foglia morta. Qui il pesce riesce a ricevere acqua più ossigenata e più calda. Infatti come l’aria anche il fiume si raffredda durante la notte e le zone più tiepide sono quelle vicino alla superficie. Con un preciso, ma non particolarmente veloce, colpo di retino fui in grado di catturare il pesce, ma visto da vicino non potei credere ai miei occhi: “Un discus di Heckel quasi completamente blu!” Chiamai Axel, che era seduto sulla riva e gli dissi “Non ho mai incontrato una variante simile!”
Ero al settimo cielo. La notte seguente ne raccolsi altri otto esemplari: alcuni erano completamente blu, altri blu lucente ma con un colore di base rosso sangue, altri ancora avevano la testa blu ma il ventre rosso. Combinazioni di colori fantastiche, mai viste prima. Era il primo Symphysodon discus di questo tipo e anche quello a distribuzione più orientale, essendo normalmente diffuso nel bacino del Rio Negro.

Image
Questi sono Symphysodon discus da me raccolti ed ora nell’allevamento in Germania,
sotto la cura di H.-G. Petersmann, che anche l’autore di queste tre fotografie

Gli otto pesci che avevo raccolto erano probabilmente animali alfa. Questi individui, come già detto in precedenti articoli, hanno il compito di proteggere e guidare gruppi di 100-500 congeneri. L’alfa è l’esemplare più forte, più resistente e più colorato del gruppo. Lo stesso comportamento si osserva anche in altre specie di ciclidi, ma anche nei mammiferi (ad esempio tra gli elefanti). L’alfa è colui che si preoccupa del gruppo. Ecco perchè nella maggior parte dei casi il discus più spettacolare non è mai completamente privo di difetti: parte delle pinne può essere danneggiata, la coda ha una ferita, un occhio o talora un pezzo del corpo possono mancare. Infatti, tra quelli che avevo appena catturato più di uno aveva qualche malformazione o ferita.
Ero così felice che non potei dormire per l’intera notte e mi misi ad ascoltare i suoni provenienti dalla giungla. Sentivo il rumore di tutti gli animali notturni, di cavallette e cicale, di rane e rospi e dei bellissimi uccelli canori notturni. In lontananza sentii anche il ruggito di un giaguaro…

 

Image
 Uno degli esemplari più uniformi di discus di Heckel blu – un vero animale alfa.
Un pesce fantastico.

Più a nord non trovammo altri discus. Avevamo probabilmente raggiunto il limite settentrionale della specie. Oggi so certamente definire più esattamente la distribuzione complessiva del discus: i biotopi che va ad occupare sono sempre gli stessi in tutta l’Amazzonia. L’acqua gioca un ruolo fondamentale. I discus si trovano solo in acque nere – MAI in acque bianche (semplicemente perché non vedono nulla e difficilmente sopravvivono più di un’ora in questi habitat). Questo fatto da solo la dice lunga su molte pubblicazioni scritte sui discus nel loro ambiente naturale da molti cosiddetti “esperti”! Per esempio ci sono libri che descrivono ben 38 varietà di Symphysodon haraldi acque del Rio Madeira, un fiume di acque bianche dove è difficile vedere qualcosa oltre i 5 cm sotto la superficie. Non si è mai visto nessun discus in simili acque, né vivo né morto.

Ora gli amanti dei discus potranno ammirare una nuova varietà – sebbene solo alcuni esemplari siano stati raccolti. Ottimi esperti di acquacultura tedeschi sono al lavoro e sono quasi certo che i risultati non si faranno attendere – anche perché il discus di Heckel si è sempre dimostrata una specie piuttosto resistente…

SECONDA PARTE
_____________________________________________________________
Copyright © Aquapress
  È assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti
in questo articolo di proprietà MD, senza il consenso dell’autore.

Variante di Heckel 2 Singapore Breeders: Brandon Wu
Variante di Heckel 2
Singapore Breeders: Brandon Wu
Mondo Discus
© 2013