Una storia di Discus Azzurri

18 Giugno 2013

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Una storia di discus azzurri:

Dalla quasi nascita alla riproduzione  accanto ai fornelli della cucina.
di Anna Crippa e Enzo Ferrari

Il 1/10/1992  il proprietario del negozio nostro fornitore e amico ci pregava di portare a casa dei piccoli discus ,nati in una sua vasca da una coppia di pesci interamente azzurri che però in 5 giornate si erano sparsi e non avevano più mangiato. Occorreva fare un tentativo di alimentazione artificiale di cui non si aveva conoscenza. Erano in tutto 54. Approntavamo immediatamente un acquario da 10l con l’acqua della vasca dei discus , usando come filtro un filtrino ad aria che tenevamo sempre nei filtri degli acquari principali per avere a disposizione un filtro maturo in casi di emergenza. I piccoli non mangiavano dal giorno precedente ed era imperativo farli mangiare. Nessun cibo veniva accettato dagli avannotti, fino quando richiamati da me al vetro, abbiamo scoperto tramite lente di ingrandimento, che i piccoli discus presentano una boccuccia tonda che non si chiude, come fosse una ventosa che non permette loro di masticare, ma è adatta solo per succhiare il muco prodotto dai genitori. La difficoltà quindi di allevare i discus appena nati dipende dal fatto che essi non sono in grado di masticare ma nemmeno inghiottire il cibo sospeso nell’acqua. Abbiamo notato che la bocca subisce poi una modificazione diventando “ normale “(cioè simile a tutti gli altri pesci e ai discus adulti)dopo circa 7/10gg. dalla nascita. Da questo momento in poi si possono alimentare con infusori e naupli di artemia senza praticamente subire perdite. Occorreva allattarli come con un biberon.

Mi inventavo una ricetta con 2 dita di acqua 2 gocce di liquifry un pizzico di mangime in granuli per pesci rossi tritato col macinacaffè. Munita di un contagocce con questo liquido cercavo di centrare la bocca dei piccoli che salivano in superfice accanto al vetro. Dopo svariati tentativi andati a vuoto, finalmente qualche pescetto veniva da me “centrato” e grazie alla loro intelligenza capivano che sotto al contagocce c’era la pappa. Dopo i primi, timidamente arrivarono anche gli altri piccolini,ed alla fine per mangiare cercavano perfino di risalire il contagocce. Ho passato la notte intera ad alimentarli, ma sono riuscita a salvarli. Le perdite durante questa fase si sono potute limitare a 4 casi.

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Poi tutto andò bene per circa un mese durante il quale alimentavo i piccoli con artemie appena schiuse. Poi ne morirono altri 6 per cause imprecisate, senza una ragione apparente o che comunque noi non simo riusciti a spiegare. Erano oltretutto i più grossi della covata, mangiavano regolarmente e poi tutto ad un tratto incominciavano a nuotare a scatti, andavano poi in vite e il giorno dopo li trovavamo morti. Abbiamo pensato che forse poteva dipendere dalla eccessiva quantità di artemie ingerite e per qualche giorno li alimentammo con il mangime dei pesci rossi finemente tritato. Da qui in poi nessun altro problema.

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Alla fine trasferimmo 10 esemplari e li suddividemmo in due acquari gemelli da 200 l.,i rimanenti li rendemmo a Giulio che gentilmente ci aveva regalata la cucciolata iniziale. A distanza di più di un anno (novembre 93)i 10 discus sono ormai adulti e sembra, ma non è ancora confermato, poiché non hanno ancora deposto, che si siano formate due coppie. A dicembre si formano inequivocabilmente due coppie che teniamo nello stesso acquario separate da un divisorio di vetro. Iniziano contemporaneamente i giochi amorosi che diventano sempre più intensi col passare del tempo.

I 24/1 /94 ci accorgiamo alla sera che tutte e due le coppie hanno deposto le uova. Una sul termostato che viene immediatamente staccato e che fortunatamente non si era scaldato nel frattempo, l’altra sul tubo della pompa. Naturalmente sostituiamo il termostato ponendolo altrove. La quantità di uova è circa uguale per tutte e due le coppie . I genitori iniziano subito la cura delle uova con molto impegno. Già il giorno dopo notiamo che le uova deposte sul tubicino della pompa cominciano a divenire bianche ,mentre le altre procedono regolarmente verso la schiusa.
Il 26/1 le uova della prima coppia sono tutte ammuffite e pensiamo che non siano state fecondate in quanto ,essendo state deposte proprio sopra la bocchetta di presa per la pompa, probabilmente il movimento dell’acqua non ha permesso una regolare fecondazione. Il 27/1 le uova della seconda coppia si schiudono regolarmente e i piccoli vengono spostati sul tubo del filtro sotto sabbia. I primi piccoli cominciano a nuotare il 30 /1 ma non si attaccano ai genitori che sono visibilmente senza muco a causa della durezza troppo alta dell’acqua. Il giorno dopo non c’è più in giro nessun piccolo. Ci serve l’acquario d’angolo, un atollo 100l, ancora occupato dalla coppia gialla che Giulio ci aveva affidato per rimetterla in sesto, poverina. Ora sta bene pertanto la riportiamo al negozio, con un sospiro di sollievo visto il suo valore .

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Spostiamo la prima coppia nell’atollo e lasciamo quella a cui sono nati i piccoli, sola in acquario. Nel frattempo anche nel secondo 200 l. sembra si siano formate altre due coppie che però non hanno ancora deposto. Sarà comunque necessario riportarli tutti per avere a disposizione l’acquario libero. Quindi coppia n.1 in atollo 100l. coppia nr.2 in 200l .
Il 4/2 sera verso le 19, cominciano contemporaneamente a deporre entrambe le coppie. Per non affaticarci nel demineralizzare,decidiamo di andare a prendere l’acqua al negozio che ha GH 0 che sostituiremo nei due acquari non appena si schiuderanno le uova. Dopo i cambi d’acqua ci troviamo con il 100l.Gh7 e il 200l. Gh10.

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Il7/2 schiudono le uova nell’atollo 100 e vengono spostate più in basso sempre sulla canna del filtro sotto sabbia ,le uova dell’ altra coppia sono tutte ammuffite. Il 10/2 i piccoli nuotano liberamente e si attaccano ai genitori che evidentemente sono ricoperti di muco. I genitori vanno d’accordissimo solo che la femmina ha meno muco del maschio, per cui i piccoli sono quasi sempre addosso a quest’ultimo che quasi non riesce a mangiare. Alimentiamo abbondantemente i genitori 3 volte al giorno, che mangiano in modo esagerato. La scarsità di muco della femmina fa si che quando questa si avvicina al filtro sotto sabbia perde tutti i piccoli e quindi siamo costretti a fermare le bolle per permettere loro di recuperare la cucciolata.

12/2 Dopo 3 gg i genitori hanno ancora addosso un centinaio di piccoli e sembrano intenzionati a continuare nella crescita della prole. 15/2 i piccoli anche se sono diminuiti di numero(ne rimangono circa 60), continuano a nuotare coi genitori e ad alimentarsi col muco. Adesso anche la femmina ha il muco in quantità sufficiente per cui spesso si vedono i due genitori che alimentano un po’ di piccoli ciascuno. Questa coppia ha uno strano modo di alimentare gli avannotti. infatti, soprattutto i primissimi giorni, quando i piccoli erano molto numerosi e c’era solo il maschio con sufficiente quantità di muco, una parte stava sui genitori e si nutriva ,mentre una parte veniva fatta nuotare su fondo in un angolo dell’acquario. Utilizzavano in pratica i “turni mensa.” Cominciamo a preparare le artemie che daremo loro dal 7° giorno di nuoto.
7/2 togliamo i piccoli perché tentano di mangiarli. Non ce la fanno più.
21/2 scopriamo che i piccoli che abbiamo messo nel cubino hanno l’hictyo per cui li curiamo con faunamoor.
Nello stesso acquario avevamo perso un’intera covata di piccoli scalari senza capire il perché e probabilmente anch’essi sono stati colpiti da hictyo senza che ce ne accorgessimo. I piccoli discus visti con la lente di ingrandimento presentano le code sfrangiate e, sui più grossi ,si notano i tipici puntini bianchi: situazione risolta senza perdite.

Dall’Atollo 100l a un25lt .a fianco dei fornelli.
Dopo parecchie deposizioni e tante difficoltà a produrre muco, pensando che ciò sia dovuto essenzialmente alla preponderanza di acqua completamente demineralizzata, utilizzata nella preparazione dell’acquario, decidiamo di spostare i pesci per poter procedere alla sostituzione dell’acqua con quella demineralizzata con Resy -k. Per non lasciare i pesci in un secchio per un periodo abbastanza lungo, decidiamo di parcheggiarli in un acquario di 25lt.che contiene la stessa acqua prelevata dal loro acquario. In mancanza di altri appoggi, posizioniamo l’acquario in cucina proprio accanto ai fornelli. Subito dopo il trasferimento i pesci si dimostrano molto tranquilli e non danno nessun segno di sentirsi allo stretto. Quando dopo due ore torniamo in cucina per il trasferimento nell’acquario da 100l.preparato appositamente per loro, ci accorgiamo che hanno deposto un discreto numero di uova sulla canna del filtro a spugna che serve al filtraggio di questo piccolo acquario.E’ il 10/4 /94. Decidiamo di lasciarli in questo acquario e vedere come si svolge la situazione anche perché io devo comunque cucinare. Tengo la temperatura un po’ più bassa per compensare il riscaldamento dei fornelli. A distanza di tre gg. la maggior parte di uova è ancora buona . C’è da notare che dal momento della deposizione, i genitori non mangiano i chironomus che diamo loro come cibo e sono quindi costretta a continue sifonature per impedire di inquinare la poca acqua in cui vivono i due pesci. Il 14/4 si schiudono le uova e sono abbastanza numerose. Il giorno dopo vengono spostate ed appese nell’angolo dell’acquario. Intanto i genitori hanno ripreso a mangiare anche se molto poco. Dopo un ulteriore spostamento dei piccoli ,sulla canna del filtro, dopo 4gg, a causa della temperatura bassa, i piccoli iniziano a nuotare. Sono circa una quarantina e il giorno dopo sono ancora attaccati ai genitori e non sembrano diminuiti di numero.. Intanto i genitori mostrano, dal momento della schiusa, un forte appetito . Il pH misurato dopo piccoli ma frequenti cambi d’acqua con acqua demineralizzata con Resy-k è di circa 6,5. il GH circa 4. KH0 A distanza di 3gg. i piccoli sono ancora vivi ed anzi sono cresciuti bene, segno che i genitori hanno muco a sufficienza per alimentarli. Siamo ormai al 5°giorno di nuoto e la coppia, non ostante i fornelli spesso in funzione ,sta ancora tenendo i piccoli che continuano a crescere regolarmente. A differenza di quando curavano le uova e non mangiavano, adesso i genitori hanno bisogno di mangiare molte volte al giorno per produrre muco. Quando hanno bisogno di cibo si fanno capire, ed infatti noto che qualche piccolo, in questi momenti, tende a staccarsi dai genitori e a vagare per l’acquario. Ovviamente in 25lt. non è facile perdersi e quindi viene recuperato facilmente da mamma o papà. 26/4 I piccoli hanno ormai 9 gg .di nuoto e sono cresciuti molto. Restano sempre attaccati ai genitori che solo al mattino li lasciano nuotare sul fondo. Da due gg. accettano anche le artemie appena schiuse. Finalmente dopo qualche gg. ancora riesco a tornare in possesso della mia cucina. Trasferita la coppia di pescetti ne contiamo 50.Dopo la inaspettata deposizione in cucina , proseguimmo con il cambio dell’acqua utilizzando le resine parziali, che permettevano un muco molto più abbondante e cucciolate decisamente più numerose, e vista la solita mancanza di spazio cedemmo le due coppie trattenendo con noi la coppia che si era riprodotta in cucina e con la quale avevo un feeling particolare.

Questa coppia continuò a riprodursi con cicli di stasi e rimase nella nostra vasca fino alla fine, avvenuta dopo  6 anni. La crescita dei piccoli non è mai stata una difficoltà particolare salvo trovare lo spazio dove infilarli. Devo dire che riguardo a quanto sento succede oggi ,le difficoltà erano minori ,forse perché non ci si preoccupava di raggiungere misure particolari rimpinzando i piccoli come tanti porcellini. I pasti erano tantissimi all’inizio e andavano scemando con la crescita per arrivare a due al giorno. Forse erano più sostanziosi uno di surgelato e uno di fiocchi per ciclidi al giorno, o fiocchi di vegetali.

                                                                        Anna & Enzo

 

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