Sabbia silicea

5 Aprile 2009
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La sabbia è un materiale inerte. Quella che è venduta nei negozi può essere corallina o silicea. Negli acquari di piante va utilizzata la seconda. Essendo molto fine (i suoi granelli hanno generalmente un diametro di 1 mm) tende facilmente a compattarsi bloccando in pratica qualsiasi corrente d’acqua, causando scarsità d’ossigeno e condizioni stagnanti d’anaerobiosi.



Quando ciò avviene le zone colpite possono diventare nere e iniziare a rilasciare sostanze tossiche (acido solfidrico), che può essere pericoloso per i pesci. Questo gas provoca marcescenza delle radici delle piante favorendo la crescita delle alghe. Per prevenire la stagnazione e favorire l’ossigenazione del substrato dovrete smuovere delicatamente spesso la sabbia in profondità. Un substrato di sabbia poco profondo (>5 cm) si compatta più difficilmente.



Proprio per la sua tendenza a compattarsi la sabbia non è il terreno ideale per la radicazione delle piante anche se Vallisnerie, Sagittaria ed Eleocharis vivono bene anche in uno spessore poco profondo (3 cm), La sabbia, in particolare quella bianca o comunque  molto chiara ha un effetto scenico senza eguali.

 

Con una scelta ottima delle piante si possono evitare i problemi sopra esposti. Evitate gli Echinodorus più grandi che richiedono di un grande spessore per rimanere ancorate nel fondo, evitate lunghe piante a stelo per lo stesso motivo, ma prediligete piante come piccole e medie Echinodorus e Criptocoryne che non di grande spessore e allo stesso tempo sviluppano un intricato apparato radicale che aiuta l’ossigenazione del fondo in modo sufficiente da evitare problemi di decomposizione e anossia.


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La sabbia essendo un materiale costituito prevalentemente da biossido di silicio non ha di per sé proprietà nutritive. Ha una bassissima CEC e le sue caratteristiche fisiche meccaniche non lo rendono un fondo particolarmente utile in una vasca di piante.
Personalmente non mi sento di consigliare la sabbia per ricoprire un fondo fertilizzato. Vero che la sua compattezza terrebbe gli elementi nutritivi concentrati nel fondo ma se uno spessore alto di sabbia di fatto blocca l’ossigenazione e il drenaggio del fondo, per la sua finissima granulometria  uno strato sottile finirebbe senz’altro a mescolarsi al fondo sottostante.



Quindi a mio avviso la sabbia dà il meglio di sé come substrato utilizzata come strato unico e magari è bene utilizzarla per un migliore effetto scenico solo nelle zone che non di grandi supporti nutritivi  che possono comunque essere aggiunti localmente.

 

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Un’ultima considerazione sulla sabbia e la difficoltà per la sua pulizia: questa è a mio avviso è più facile che non per un fondo di ghiaino, in quanto è sufficiente aspirare con un sifone o un piccolo tubo tenendosi leggermente sollevati dal fondo senza mescolarlo. Una delle migliori peculiarità della sabbia come substrato è proprio il fatto che lo sporco rimane in superficie senza infilarsi sotto e quindi una superficiale aspirazione, un bel gruppetto di corydoras sarà più che sufficienti per tenerla perfettamente pulita.


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