Allestire un acquario

di Piero Laudicina.
L’allestimento di un acquario – biotopo è un lavoro irmpegnativo e complesso, e che richiede una conoscenza dei fattori ambientali che si vogliono ricreare in maniera più possibile fedele alla realtà. La scelta dell’ambiente da ricreare in casa o ufficio che sia, è inevitabilmente condizionata dal tipo di pesce che più ci affascina. E poiché noi siamo chi più chi meno tutti affascinati, attratti, per non dire innamorati del Discus, cerchiamo di studiare come si possa cercare di allestire un acquario che rappresenti un “tratto” di qualche affluente del Rio delle Amazzoni. Per fare questo è indispensabile tenere conto dei fattori che caratterizzano questo gigantesco sistema fluviale ovvero valori fisico – chimici dell’acqua, esigenze e compatibilità del Discus, e non ultimo, esigenze delle nostre….tasche nonché dello spazio di cui disponiamo. Sicuramente la situazione ideale consiste in quella di poter metter su un acquario di 600-700 litri arredato e soprattutto popolato in una certa maniera come più avanti vedremo, e soprattutto potersi organizzare per gestire i cambi d’acqua nella maniera più precisa e pratica possibile.
Ma raramente ciò si verifica; questo non significa che non si possa ottenere buoni risultati anche su un acquario di 250 litri e preparando l’acqua con la classica “tanica”. La cosa più importante è non lasciarsi prendere la mano dalla fretta e dall’entusiasmo, soprattutto nella fase più delicata che è quella relativa alla scelta e inserimento dei pesci. Dobbiamo programmare un po’ tutta la vasca nei minimi particolari cercando di porci un obiettivo in termini di scelta della varietà che preferiamo allevare, evitando quindi di “sovrappopolare” l’acquario acquistando esemplari non previsti all’origine. Per questa ragione è indispensabile ponderare attentamente le nostre scelte: oltretutto il Discus, se in condizioni ottimali, è in grado di vivere diversi anni, anche più di dieci! Sicuramente per ottenere una rappresentazione assolutamente corrispondente al biotopo naturale, dobbiamo orientare la nostra scelta dei pesci sulle varietà selvatiche
I prezzi variano inevitabilmente in relazione alla provenienza e anche, perché no, all’onestà di chi ce li vende. Questo non vuol dire che non si possa scegliere di allevare esemplari “ibridi” in vasche simili quali Turchesi, Pigeon, Blue Diamond e tante altre , ma non ha molto senso improntare un ambiente così particolare e se vogliamo estremo e poi scegliere dei Discus che possono stare tranquillamente in acquari arredati a piacere e in condizioni ambientali sicuramente più “caserecce”.

L’ACQUA
Data l’estensione dell’intero sistema fluviale Amazzonico, risulta evidente che, a seconda della zona nella quale ci spostiamo, troviamo dei valori ben differenti da quelli in altri punti. Possiamo dire comunque che il Discus vive in un’acqua più o meno acida che varia da un PH 5 ad un PH 6,7 con le relative eccezioni dove viene raggiunto anche un PH di 4,5 ad esempio in alcuni tratti e affluenti del Rio Negro. Rio Negro, una delle principali zone da cui provengono gli splendidi Heckel. Qui durante l’anno la temperatura oscilla tra i 25 e i 27 gradi, la vegetazione è scarsa. L’acqua è piuttosto scura per la presenza abbondante di acidi umici. Pertanto se decidiamo di dedicarci a questa varietà dobbiamo assolutamente tenerne conto progettando un sistema di filtraggio piuttosto grande, come del resto in qualsiasi vasca dedicata al Discus, che preveda appunto la possibilità di disporre di uno spazio atto a contenere un sacchetto di torba per lo meno durante la prima e lunga fase di ambientamento e acclimatazione degli Heckel. Dicevamo che la vegetazione è scarsa.
La cosa migliore da fare è piazzare dei legni di torba a seconda delle dimensioni della vasca di cui disponiamo e progettare un impianto luci sottodimensionato rispetto al litraggio della vasca. Il Discus, comunque, non ama particolarmente una forte illuminazione e questo condiziona anche la scelta delle eventuali e poche piante che decideremo di mettere. La scelta delle piante è piuttosto ampia: Echinodorus, Anubias, Cryptocorine, Microsorium, Vallisneria, Crinum Thaianum. Una ottima scelta può consistere nel fissare ai legni delle piante di Anubias e Microsorium, in modo da lasciare il fondo libero per poter sifonare agevolmente gli avanzi di cibo e le feci periodicamente. Oppure piantare una Echinodorus piuttosto alta in modo da fornire ai nostri amici un piacevole punto “ombreggiato” abbinandola magari a qualche Vallisneria sul retro dell’acquario che in poco tempo creerà uno sfondo piacevole. Sfondo che dovremo sfoltire man mano che aumenta. Ripeto, la scelta è soggettiva e dipende dalle dimensioni dell’acquario.
SECONDA PARTE
E’ consigliabile comunque non esagerare nel riempire troppo l’acquario con legni e piante, in quanto il Discus si troverebbe in spazi ridotti e approfitterebbe per rimanere spesso nascosto, cosa che gli viene istintiva essendo tendenzialmente un animale timido. Soprattutto in caso di esemplari selvatici. Inoltre una vasca arredata con tante piante e decorazioni è poco pratica da pulire e sifonare con una certa frequenza. Compito al quale è indispensabile dedicarsi visti i quantitativi di cibo che somministriamo e le conseguenti feci che ne derivano. E’ comunque possibile realizzare vasche molto suggestive studiando bene la disposizione di pochi legni e piante. Inoltre se si dovesse verificare che una coppia si riproduca in acquario, basterà spostare i coinquilini lasciando così campo libero ai due “genitori” che riusciranno a controllare agevolmente i piccoli senza perderseli in mezzo ad una vegetazione troppo folta. Per quanto riguarda la scelta del tipo di sabbia da utilizzare, il gusto personale gioca un ruolo determinante.
Ci sono biotopi in cui è presente un fondo chiaro e costituito da una sabbia finissima quasi come la polvere. Altri in cui è presente un fondale più scuro. Diciamo che essendo il Discus un pesce che non ama una illuminazione troppo forte, un fondale chiaro rifletterebbe la luce. Pertanto se la nostra vasca non è dotata di una illuminazione particolarmente intensa ci si può orientare tranquillamente su un fondale chiaro, anche perché con uno scuro l’ambiente risulterebbe poi troppo cupo e buio. Non che al Discus dispiaccia, ma a noi piace anche vederli, i nostri pesci! Viceversa in caso di illuminazione più debole possiamo tranquillamente utilizzare un fondo sabbioso più chiaro.Un altro passo delicatissimo e importante da fare è la scelta dei “coinquilini” per i nostri Discus , dal momento che dobbiamo tener conto sia delle nostre esigenze che del nostro gusto,e purtroppo non sempre le due cose coincidono. Infatti è molto utile inserire dei pulitori per il fondo ma anche dei Loricaridi che provvedano sia alla pulizia di legni e vetri,che delle foglie stesse delle piante. E per ciascuno di questi “compiti” abbiamo una vastissima scelta a seconda appunto del nostro gusto personale e delle nostre….tasche. Per esempio sono disponibili tantissime varietà di Corydoras comprese alcune selvatiche una più bella dell’altra. Per la scelta dei Loricaridi, invece, è assolutamente necessario prevedere che potrebbero raggiungere, anche se non tutte le specie, dimensioni notevoli, anche 40 cm.

Di conseguenza è bene identificare con certezza l’esemplare che ci piace. Molto belli e longevi sono Hypancystrus Zebra, che mantengono una dimensione sui 7-8 cm. e si ambientano facilmente con il “biotopo Amazzone”, vivendo anche parecchi anni. Un altro loricaride molto bello e utile è il Panaque. Passa intere giornate (e nottate) a rosicchiare tutti i legni dell’acquario che con il tempo diventano lisci e levigati.Anche il Panaque è molto tranquillo verso il Discus, si abitua al loro cibo ed è abbastanza facile da trovare in commercio.
Dotato di una testa sempre più “larga” man mano che passano gli anni,è anche esso molto longevo e solo in vasche molto grandi raggiunge raramente i 30 cm. Per rendere il Panaque particolarmente felice è possibile integrare la sua dieta fornendo di tanto in tanto verdure quali zucchine e spinaci appena sbollentate nell’acqua. La pulizia delle foglie delle piante presenti può essere ben gestita invece dal piccolo Otocinclus Affinis, instancabile divoratore di microalghe anche sui vetri. Si consiglia di metterne un branco numeroso, calcolabile in linea di massima nei termini di un esemplare ogni 5 litri. Essendo molto piccolo, nonsupera i 4 cm. è opportuno accertarsi che non venga divorato dai pesci più grandi che potrebbero banchettare con questo se non abituati. Stesso discorso per Caridinia Nipponica, simpatico gamberetto pulitore,troppo “simile” al Krill, di cui i Discus si nutrono molto volentieri.

Caridinia Nipponica
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