Quanto costa un Discus in Italia?

7 Novembre 2012

 

 

LOW DISCOST O DISCRIMINADISCUS?

Ovvero i perché del prezzo di un Discus

di Luigi Del Favero

Al solito, solo opinioni personali e esperienze che condivido. Per dare una risposta alla domanda che fin dagli albori della mia malattia pinnuta mi ha assillato.

Sembra ieri, ma in realtà sono passati più di dieci anni, che compravo i miei primi discus in modo, credevo, consapevole. Prima mi è andata solo bene. Con il senno di poi posso dire mi è andata bene per il prodotto che ho acquistato. Una linea demodè ma  un grande classico, due illustri sconosciuti RossoTurchesi dal mio negoziante di sempre.

 

 

Allora vado! Mi prendo 3 e dico tre discus con i contropinnoni!

Allevavo già da ben e, dico ben, un anno ed ero convinto di essere quasi figo perché avevo portato a termine, non senza grosso aiuto virtuale e non, la mia prima ripro di RtxRt.In realtà solo fortunatissimo! I due miei primi normalodiscus erano pure maschio e femmina e si piacevano! Il top direi no?? Avevo fatto esperienza con questi pesci per un quinquennio ed in più la mia prima parola all’età della ragione era stata “acquario” per cui ormai sapevo tutto.

Vado con i miei risparmiucci di studente in un negozio e…mi faccio consigliare. Arrivo a casa dopo essermi alleggerito di 600 euri (letteralmente gran parte del sangue che allora mi scorreva nelle vene!) apro le buste e via in acqua! Sono bellissimi! Oh, sì questi si che sono DISCUS… Sono bellissimi o no? Il dubbio mi assale (in ritardo….però) due info in più un po’ di ricerche che avrei dovuto fare prima e lo sgomento gela il poco di sangue che mi era rimasto nelle vene….Uno con una malformazione, due minestradiscus con ritardo di crescita… Morale della favola na zozzeria!

Vado su tutte le furie, mi hanno fregato!

Mi dispiace ma non riesco a recuperare i vecchissimi primi messaggi da utente che scrissi su Md, ma da allora ho scritto più di un post chiedendo lumi e confrontandomi sulla universale domanda che affligge l’amatore del rotondo pinnuto :” Qual è il prezzo giusto di un Discus?”

Ore e ore di conversazioni pagine e pagine di liti, confronti e di sostegno delle mie ragioni senza mai raggiungere una dannatissima soluzione al problema. Faccio un mestiere che non c’entra nulla con i discus ma mi obbliga ad un approccio razionale e sistematico alle problematiche, sicchè inizio la mia personale campagna e ricerca dell’eterno quesito su specificato. Inizio con la mappatura dei prezzi medi di mercato praticati in Italia dal nord al sud da grossisti ai dettaglianti e ne ottengo ancora più confusione. Una variabilità estrema. Allora non ci si può capire veramente nulla! Contemporaneamente analizzo le mie motivazioni di base e inizio a dover fare i conti con la prima lezione del rotondo pinnuto:

 

 

” Non ti hanno fregato ma ti sei messo nella condizione di farti fregare”

Poche chiacchiere.

Se vai a comprare un usato e non hai cognizioni di meccanica di base è probabile che ti porti a casa un catorcio. Se vai a comprare un diamante ma non sai distinguere un pezzo di sale da un diamante purissimo è probabile che torni a casa con il sale. Se vai dal fruttivendolo non sapendo distinguere la frutta fresca dalla vecchia è probabile che torni a casa con la frutta di due settimane fa. È probabile. Ma la colpa non è del fruttivendolo, del gioielliere o del rivenditore d’auto, e tua che ti sei messo nella condizione di doverti fidare. Oddio ma allora sono tutti disonesti???

È probabile o quantomeno possibile.

 

 

Questione di probabilità insomma.

Non mi rassegno, ci dovrà pur essere un modo. Nonostante abbia colpevolmente preso una fregatura. Con il discus non se ne viene a capo. Proviamo con i pesci ornamentali in generale. Più sono “comuni” o meglio divenuti tali nella nostra realtà più il prezzo si stabilizza e per di più verso il basso. No, non ho riscoperto l’acqua calda, sono le normali regole della domanda e dell’offerta. Allora provo a rivolgermi verso il mercato che va sotto il generico nome di “animali da compagnia”; si replica la stessa “regola” del discus. Cani, gatti, cavalli, topi uccelli e chi più ne ha più ne metta. Più diffusi sono meno costano e comunque con una variabilità di prezzo spaventosa.

Conclusione? Un discus o un cane o un animale qualsiasi costa da zero a 100.000 euro. O anche di più.

Ah, bè adesso mi sento meno fregato!!! Io ne ho spesi solo 200 a pesce. E non crediate! Delle ciofeche di cavalli, ratti, uccelli eccetera vendute per cifre astronomiche e dei cugini onestissimi che non trovano casa nemmeno se regalati.

Ma diamine perché??

Torno con la mente al fruttarolo…Nessuno si sognerebbe mai di andare a comprare un frutto se prima non sa distinguere un frutto acerbo da uno buono, uno vecchio da uno appena colto. Ciò obbliga il fruttarolo di cui sopra a dover essere onesto anche se con motivazioni più o meno lecite deve quadrare i costi a fine mese. Ora perché con gli animali questa elementare regola viene violata dalla maggior parte dei consumatori?? Perché sono inutili! Nessuno compra più un cavallo per andarci in giro o un discus per mangiarselo o un uccellino o un topo o simili…Ebbene si sono dannatamente inutili!!!!

Se non servono a nulla allora perché esistono sul mercato? Per rispondere alla necessità che tutti abbiamo ma che nessuno confessa apertamente di avere. Soddisfazione, orgoglio, sentirsi fichi, fare cose che gli altri non sanno fare, autostima insomma. Certo, la personale autostima non dipende solo da un pesce ma può essere d’aiuto.

Cosa spinge il collezionista? La vanità e l’orgoglio di avere una cosa che nessuno ha. Che gli altri collezionisti che condividono la passione invidiano e non avranno mai o molto difficilmente.

Parliamoci chiaro. Heiko Bleher per me, prima di ammalarmi di discus, poteva essere una marca di detersivi! Come me, il 95% della popolazione mondiale non esiterebbe a mettere Heiko in lavatrice che più pulito non si può! Inizio allora a vedere la cosa sotto un altro profilo e altra luce. Approcciandosi sistematicamente al problema passo in rassegna le affermazioni che sulla scia della rabbia ho pronunciato e ho fatto mie sentendole in giro o sui forum.

I negozianti sono disonesti

Falso. Falsissimo. I negozianti seguono i propri interessi in maniera più o meno etica. Non ci si stupisce che chi ci governa ed eleggiamo sia stato poco etico e ci si indigna per quest’altra scoperta dell’acqua calda??? Facciamo un po’ di gioco delle parti…Se fossi un negoziante e dovessi pagare l’affitto a fine mese non cercherei di vendere al meglio tutto ciò che stà nel mio negozio??? Non cercherei di avere un prodotto che mi consenta un guadagno superiore?? Non facciamo i falsi profeti per tutti la risposta è SI’!!!! Il limite è l’etica, l’onestà, la passione con cui facciamo quel mestiere. Ma è lecito anche non averne!!!!

I clienti non hanno voglia di imparare.

Falso falsissimo allo stesso modo. Il punto è che non si impara dal negoziante (andate da un rivenditore di qualsiasi cosa, cacca per fertilizzare compresa, e chiedete:” E’ di qualità??? Nemmeno il più onesto e sprovveduto vi direbbe di no.. Anche perché non esisterebbe più sul mercato da tempo). Imparare però vuol dire faticare. Avere pazienza. Investire. Solo i dementi investono su una cosa inutile. I dementi o gli appassionati. Esistono e sono più di quanto si creda. Magari non sanno la storia del discus dalla scoperta ad oggi, ma esistono. Hanno magari una cultura funzionale ma ce l’hanno. Quelli sono i clienti con cui il negoziante dovrà essere per forza onesto. E ripeto ciò non vuol dire che di proprio non lo sia.

 

In Italia non esiste la cultura dell’Acquariologia.

Anche questo è falsissimo. Comodo da dire ma falsissimo. Oramai il reale ed il virtuale è strapieno di cultura o di suggerimenti per poterla reperire. Non solo italiana, ma anche teutonica, asiatica e per dirla in modo fico Worldwide. Se si hanno erudimenti di inglese (se no tocca investire anche in questa di cultura!) si arriva dovunque! All’allevatore simpatico e disponibile(e forse anche un po’ interessato …ma chi se ne frega!) che svela un segreto o ad altri appassionati con cui disquisire sul sesso degli angeli per il puro gusto di farlo.

Solo che ci vuole tempo e fatica…Investimenti ancora una volta. Ma i discus sono inutili!!!!

Quindi ci vuole sincerità con se stessi.

Mi piacciono ma non ho voglia di sbattermi.

Mi piacciono e mi sbatto quanto basta.

Mi piacciono, sono malato voglio scoprire tutto lo scopribile.

Tre clienti “tipo” inversamente proporzionali alla possibilità di essere presi per il… ehm… per la coda…

Detto tra noi poi, per stanare il rivenditore farlocco o l’allevatore dell’ultimo minuto ci vogliono 10 secondi…o meglio due domande….idiotissime che non hanno bisogno di gran cultura! Per sapere se un pesce sta bene o male pure…Per vedere se è tondo o quadrato…pure….

 

 

Ammetto: E’stata solo colpa mia se mi sono fatto fregare!!!!!!

Esistono ed esisteranno sempre discus da capogiro e discus low cost sono due tipologie di “prodotto”(virgolettato…sono e restano inanzitutto incolpevoli animali VIVI….) totalmente differenti. Basta essere certi di sapere perché e cosa si stà comprando. Non ho le tasche gonfie? Esistono i discus anche per me! Non cessi, storti o inguardabili ma belli e sani. Basta saperli cercare. Si sa poi, che si vuole sempre la moglie piena e la botte ubriaca! Voglio un discus supermodaiolo per tiramela e spendere poco.. Chi è poco onesto intellettualmente ora??? Il mercato produce ciò che chiediamo!!!!

Di converso, esiste la possibilità di produrre dei pesci bellissimi ad un prezzo più che ragionevole. Più di un esempio nel mondo ma anche qui in Italia. Il punto è avere le idee chiare.

Sono un allevatore/produttore rivenditore e voglio avere a che fare solo con i clienti del terzo tipo(non alieni anche se sembra ricordare il titolo del famoso film, ma gente normale…solo la nicchia della nicchia…) devo per forza investire a mia volta. Sapere che se mai inizierà l’area di profitto sarà in là nel tempo e non lasciare che tutti coloro che vengono da me comprino per forza dei discus.

Parlo bene io che non ci vivo con i discus. Lo so benissimo!

Ma è una questione di scelte e di possibilità. Esistono delle alternative ma che poco si sposano con lo spirito Italico, molto poco incline a condividere. Realtà estere lo hanno fatto e con successo. E per molti fattori tra cui quello della condivisione,  riescono a produrre dei pesci assolutamente spendibili sul mercato. Per spendibile intendo in relazione al rapporto qualità/prezzo.

Sono un cliente. Non voglio farmi fregare? Devo avere idea di quello che vorrei comprare e soprattutto perché. Spesso per non dire sempre, chi scrive compreso, non si fa la fatica di fare questo ragionamento. Più comodo trovare qualcuno che ci consigli ma onesto, se non esiste colpa sua, il negoziante deve essere una onlus e pensare solo al mio benessere. Certo.Come no. Più comodo farsi spiegare che andare a cercare. Più comodi si stà più facile sarà farsi fregare. Ma la colpa è solo del cliente.

Sono un negoziante e non ho voglia di avere a che fare con ignoranti o persone che entrano in un negozio di animali convinti di comprare un paio di mutande(in molti casi usa e getta…) ?. Non fa per me. Voglio fare soldi facili e a palate? Sono in ritardo di 60 anni più o meno…Meglio cercare altri eldorado…Lo faccio con passione? Strade dolorose e irte ma nel lungo periodo sono convinto che pagheranno. Dove vivo io ci sono almeno due negozi che mi vengono in mente che esistono dal 1950. Non di soli discus ma dove ho trovato gente che vive della propria passione. Nessun macchinone o redditi da urlo ma ci vive degnamente. In molti casi da più di una generazione.

In fin dei conti però non è giusto riversare sul povero pinnuto le responsabilità di ciascuno.

Il discus è ormai un pesce accessibile economicamente a tutti. Non lo è in termini di necessaria conoscenza per mantenerlo al meglio. Se volete proprio dagli dello snob allora sì in questo senso è classista, d’elite e un po’ con la puzza sotto il naso! Non è per tutti. O meglio non è per tutti i tipi di acquariofili. Ma in fondo non è forse questo che lo rende tanto speciale?????

Dopo tutto stò papiro e le elucubrazioni sopra riportate ecco le mie conclusioni riguardo al discus e alla realtà del momento.

  1. Il Discus è un pesce per tutti i pochi che hanno voglia di scoprire qualcosa. Non è un pesce da guardare e basta come molti cugini più o meno prossimi ornamentali. E’ per tutte le tasche e per tutte le necessità.
  2. Esistono ed esisteranno sempre allevatori, moltiplicatori, rivenditori importatori più o meno furbi. Se riescono a piazzare sul mercato pesci da 500-1.000 Euro sono bravi. Poco da dire. Magari bravi a prendere per la coda. Ma la mia nonnina diceva sempre che le bugie hanno le gambe, nel caso di specie pinne, corte…
  3. Esistono, ebbene sì, anche qui nel paese degli ignoranti e dei furbi delle fantastiche eccezioni di gente che fa il proprio lavoro con passione e la necessità di far quadrare i conti e di clienti istruiti o istruibili che cercano il meglio per le loro esigenze e tasche senza dover rinunciare quasi a nulla se non magari ad un concorso. Conosco tanti appassionati ma pochissimi che abbiano questa ambizione. Direi che sull’altare dell’economicità di una passione  inutilmente utilissima, si può anche rinunciare alla fama di un concorso di bellezza no?
  4. Tutti i discus vengono venduti al giusto prezzo. Perché trovano l’acquirente Giusto. Con o senza sale sulla coda, con o senza cultura.

A Duisburg 2008 chi c’era con me ricorderà, dopo infinite incertezze decido di comprare un pesce di un famosissimo allevatore teutonico per cui impazzivo ed impazzisco tutt’ora. Aspetto paziente il mio turno guardando quei super pesci e non a buon mercato, per scegliermi quello che era più giusto per le mie tasche e per i miei propositi. Davanti a me un Giapponese gesticola in un inglese stentato. Non capisco cosa dice. Viene il mio turno e l’allevatore allarga le braccia sorridendo.

“Sorry but all the fishes and pairs are sold”.

Avevo capito benissimo ma non ci credevo. Coppie da 1.500 Euro esemplari che partivano da minimo 350. Ne contavo almeno una ventina tra tutto. Come tutti venduti?

“Li ha comprati il signore Giapponese prima di te”.

 

L’aneddoto per me illuminante risolve definitivamente la questione.

 

Il prezzo giusto di un discus è quello per il giusto acquirente secondo le rispettive qualità. Intrinseche, estrinseche di linea, cultura, genetica e cervello.

 


Filosofia dell’acquario secondo MD Acquari italiani: la vasca di Michele Gagliardi
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