Caridine di Andrea Sassi


Le Caridine di Andrea Sassi
a cura di MondoDiscus
La passione delle Caridina nasce in me dalla curiosità di allevare dei crostacei che richiedano poco spazio e che non presentino nessun tipo di aggressività. Qualche tempo fa mi avvicinai al mondo di questi esseri corazzati dedicandomi alla riproduzione dei cosiddetti Chelati superiori (gamberi e affini) ma la necessità dei giovani di avere ampi spazi per evitare forme di cannibalismo mi bloccò la passione. Con la maggior parte delle Caridina ciò non accade cosicchè nelle mie vasche da 30 litri non è difficile trovare anche più di 400 esemplari. La prima specie che decisi di allevare furono quelle appartenenti al gruppo delle Caridina cantonensis essenzialmente per due motivi: l’acqua di allevamento, molto simile a quella dell’acquedotto di casa, e il range di temperatura in cui vivono 17-28°C, nessuna esigenza di riscaldare eventualmente di raffreddare d’estate. Fortunatamente la stanza dove ho posizionato le vasche è molto fresca, non ricevendo mai il sole, e ciò garantisce che anche nei periodi più caldi riesca a mantenere la temperatura al di sotto dei 28° C.
Ho iniziato con delle Red Crystal attratto dalla loro livrea e dalla possibilità di dedicarmi anche alla selezione delle varietà più pregiate. Accanto a queste ho poi inserito nell’allevamento delle Black Crystal e successivamente delle Blue Tiger Blond Eyes. Un po’ attratto dalla novità ho anche allestito una vasca per delle Caridine Cardinal provenienti dal Sulawesi. Queste ovviamente mi hanno impegnato moltissimo poiché amano una chimica dell’acqua completamente opposta alle C. cantonensis: acqua tenera e molto basica e calda (28-29° C). In ultimo ho avuto la rara occasione di trovare delle Halocaridina rubra, una specie endemica delle Hawai che vive in acqua salmastra, con una biologia abbastanza curiosa ma di facilissimo allevamento: purtroppo, per il momento, queste non si sono ancora riprodotte. Al momento a casa ho 16 vaschette allestite che questi crostacei… quasi un secondo lavoro che però aiuta a disintossicarsi dai Discus!!!
Il gruppo delle Caridina cantonensis va allevato in vasche con un substrato molto poroso. Particolarmente adatto è l’akadama poiché la sua porosità da la possibilità alle patine batteriche, di cui piccoli e adulti si nutrono, di svilupparsi e al contempo aiuta a mantenere basso il pH trattenendo la durezza carbonatica. Come impianto di filtrazione un piccolo filtro a spugna. Arredi: muschi e dei legnetti. Compagni di vasca solo delle piccole Planorbarius: indicate sia perché mantengono pulita la vasca dalle alghe e da eventuali avanzi di cibo sia perché sono indispensabili nell’accrescimento dei piccoli. Alimentazione: zucchine, spinaci, germogli di soia tutti preventivamente scottati, alimenti composti specifici per gamberetti.
Evitare l’eccessiva somministrazione di alimenti iperproteici, soprattutto in fase invernale quando la temperatura si abbassa; altrimenti i gamberi crescono troppo velocemente e andranno in muta prima del dovuto, cioè quando il nuovo esoscheletro non è ancora maturo portando alla morte certa i soggetti. Valori dell’acqua: pH 6-7; GH 3-6° dH; KH 2-3° dH: microsiemens 100-250(µS/cm); T. 17-28° C. La temperatura ideale è di 23-24° C; al di sopra dei 28° C areare molto bene la vasca. La riproduzione è alquanto semplice le femmine liberano dai 20 ai 30 piccoli ogni 3 settimane nel periodo riproduttivo. I piccoli sono già completamente autonomi, non hanno forme planctoniche e si alimentano prevalentemente di patine batteriche. Se notate un certo fermento in vasca con i gamberetti tutti i movimento, non vi preoccupate, qualche femmina, pronta per l’accoppiamento, ha liberato dei feromoni stimolando i maschi alla “caccia della compagna”.
Le Cardinal sono per allevamento e necessità completamente opposte alle C. cantonensis. Queste si sono sviluppate filogeneticamente nel Malili Lake System: un ambiente alquanto particolare e stabile. La vasca deve essere il più possibile spoglia, sabbia fine leggermente calcarea e come arredamento delle rocce sovrapposte a creare molti anfratti, eventualmente qualche tronco. Non consiglio vegetazione. Come sistema filtrante un piccolo filtro a spugna e in questo caso un termo- riscaldatore. Come compagni di vasca delle lumache del genere Tylomelania sp. che presenti nel loro habitat naturale di origine. Alimentazione: zucchine, spinaci, germogli di soia tutti preventivamente scottati, alimenti composti specifici per gamberetti. In questo caso una somministrazione di alimenti proteici è abbastanza gradita, magari una volta alla settimana. Valori dell’acqua: pH 8.3; microsiemens 200-250(µS/cm): T. 27-28° C.
Avere un pH così alto con una conducibilità così bassa richiede una scarsissima presenza di CO2 (questo è uno dei motivi per cui sconsiglio la presenza di piante), una assenza di acidi organici, e una durezza totale completamente sbilanciata verso la carbonatica. Per ottenere questi valori sono necessari frequenti cambi dell’acqua, arredi leggermente calcarei e la presenza di vasca di una piccola dose di carbone iperattivo che andrà sostituito frequentemente. Per la mia esperienza temperatura e pH sono valori indispensabili per allevare e riprodurre questi gamberi. In più come tutti i crostacei sono sensibilissimi all’ammoniaca: per questo motivo e anche a causa delle esigenze legate al pH e alla temperatura sono soggetti particolarmente sensibili al trasporto soprattutto nei periodi freddi. Se le condizioni ambientali vengono rispettate la riproduzione è alquanto semplice e simile a quella delle C. cantonensis
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