Le tartarughe


Le Tartarughe su MondoDiscus
di Michele Mosca
Le tartarughe sono tra i più antichi vertebrati esistenti sulla faccia della terra, sono sopravvissute a tutto nel corso dei secoli, hanno visto estinguersi anche i dinosauri… proprio per questa ragione credo sia un obbligo morale informarsi molto bene prima di decidere di acquistarne una. Fino agli Anni ’70 questi rettili sono stati oggetto di un commercio scriteriato, mi riferisco in particolare alle testuggini di terra.


Nel 1973, a Washington, è stata finalmente firmata una convenzione per proteggere le specie maggiormente a rischio estinzione e regolamentarne lo sfruttamento commerciale. In questo elenco rientrano anche le testuggini europee che sono poi le protagoniste di questo breve articolo. In Italia sono presenti allo stato autoctono Testudo Hermanni, la più diffusa, Testudo Graeca e Testudo Marginata. La legge non tutela solo a livello numerico le tartarughe ma cerca di preservarne anche la purezza, purtroppo sappiamo tutti quante persone ogni anno abbandonano animali di ogni genere nei luoghi più disparati e questo porta spesso danni inimmaginabili all’ecosistema.
Al contrario di quanto alcuni immaginano le tartarughe terrestri sono molto attive; perciò, se allevate in cattività, devono avere a disposizione un ambiente spazioso e vario, dove poter “correre”, nutrirsi, nascondersi, scavare, bere e crogiolarsi al sole, il più delle volte è impensabile allevare questi animali in terrari chiusi.
Un piccolo giardino rappresenta una soluzione ottimale per allevare testuggini, salvo assicurarsi che non ci siano animali pericolosi (cani, grossi uccelli, ratti ecc…) per loro o veicoli di passaggio. Per una maggiore sicurezza si può costruire un recinto in muratura alto non meno di 60-70 cm o anche in rete metallica ben fissata nel terreno tenendo conto che le tartarughe sono abili scavatrici. Un po’ come per i discus la cui regola prevede 50 litri d’acqua a testa anche per le testuggini si calcola generalmente una decina di metri quadrati per esemplare. Lo spazio a loro dedicato dovrà comprendere necessariamente una zona ben esposta al sole ma anche una parte d’ombra dove rifugiarsi nelle ore più calde della giornata. Un riparo costituito da una casetta di legno o similare sarà molto gradito dalle tartarughe così come una piccola pozza d’acqua non troppo alta per evitare spiacevoli incidenti.
Le testuggini sono animali eterotermi, cioè la loro temperatura corporea dipende dalla temperatura ambiente, questo ci fa capire l’importanza di avere sia il sole che l’ombra all’interno dei recinti o spazi vitali a loro dedicati. Quando le temperature sono più elevate si potranno osservare le tartarughe cercare l’acqua per farsi un bel bagno rinfrescante.
Il sole (in modo particolare la radiazione UVB) è fondamentale per la sintesi della vitamina D e per il corretto metabolismo del calcio di questi rettili (N.B.: il vetro filtra la radiazione UVB).




Per aumentare l’apporto di calcio molti allevatori sono soliti lasciare a disposizione degli animali alcuni ossi di seppia che potrete facilmente reperire dal pescivendolo, l’osso si potrà lasciare intero o sbriciolare sulle verdure. Le tartarughe che non ricevono una giusta alimentazione magari perché troppo ricca di proteine, svilupperanno un carapace definito a “piramide”, in sostanza avranno un guscio poco liscio e alla lunga subiranno danni agli organi interni. Sono anche sconsigliati come unico alimento i prodotti specifici secchi per tartarughe perché spesso sbilanciati come rapporto calcio/fosforo. Se il vostro giardino è ricco di trifoglio, tarassaco o di altre piante erbacee sopra elencate, le testuggini provvederanno da sole alla loro alimentazione.
Non dimentichiamo che anche le tartarughe hanno necessità di bere per cui è sempre necessario lasciare a disposizione dell’acqua specie d’estate e nel periodo prima e dopo il letargo. Quando alla fine dell’estate le giornate si accorciano e la temperatura comincia ad abbassarsi, le testuggini iniziano a rallentare il loro metabolismo e si preparano per il letargo. Prima di del “lungo sonno” sarà opportuno controllare bene l’animale per vedere che sia in buona salute, che non abbia ferite che possano aggravarsi durante il periodo di riposo. Alcuni giorni prima di entrare in letargo il metabolismo delle testuggini rallenta, smettono praticamente di alimentarsi per evitare che il cibo fermenti nello stomaco durante il loro sonno e portandole alla morte. Le tartarughe sceglieranno un posto per il loro letargo, si infosseranno nel terreno per diversi centimetri… si potrà provvedere a posizionare delle foglie secche sopra la loro tana in modo da assicurare magari qualche grado in più. Durante questo periodo le tartarughe non devono essere destate ma possono essere raramente controllate e pesate per verificare che non vi sia una eccessiva perdita di peso
Gli esemplari che per qualche motivo appaiono debilitati o sotto peso non va fatti andare in letargo, si possono fare svernare in un terrario. Normalmente in Italia (se non si abita in montagna) il clima invernale è sopportato dalle tartarughe, nel caso ci si trovi in una zona molto fredda si potrà tenere le tartarughe in letargo all’interno di un garage in modo che le temperature non scendano in modo pericoloso.
Le testuggini, come abbiamo già avuto modo di imparare, sono animali molto attivi. Di norma sono molto attive al mattino e nel tardo pomeriggio, preferendo invece riposarsi nelle ore più torride del giorno. Nel periodo degli amori le tartarughe, in particolare il maschio diventa “aggressivo”, e può essere molto insistente con le femmine, l’accoppiamento è accompagnato anche da forti versi che sono normalmente molto insoliti per questo genere di rettile, molti infatti sono convinti che le tartarughe non abbinao “voce”. In questo periodo è necessario monitorare le femmina per verificare che non siano state ferite durante l’accoppiamento.
In natura le tartarughe raggiungono la maturità sessuale a 10-15 anni mentre in cattività, complice l’alimentazione sempre abbodante, l’età fertile può essere raggiunta già a 4-5 anni per i maschi e 5-6 per le femmine. Le testuggini terrestri a seconda della specie pedongono da 3-4 uova (anche più deposizioni all’anno) fino a una decina. Le uova vengono deposte in una buca profonda una decina di centimetri è in quel posto rimarranno per 9-12 settimane a seconda anche della temperatura (che determina il sesso dei nascituri). I piccoli vengono alla luce faticosamente facendosi largo tra la terra, misurano circa 4 cm e sono del tutto formati, autonomi e, nell’aspetto, uguali ai genitori. La temperatura di incubazione delle uova è molto importante così come l’umidità del terreno. In linea di massima con temperature basse (fino ai 28°C) si avranno maschi, mentre con un calore maggiore (sopra ai 32°C) si otterranno femmine. Temperature medie daranno nascite miste.


Sarò molto felice se qualcuno vorrà correggere e integrare questo breve articolo che senza ombra di dubbio fornisce solo una infarinata più o meno corretta di come si dovrebbero allevare questi rettili preistorici.

