Allevamento amatoriale di Rosario Curcio

10 Aprile 2006
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Al principio sono solo dei bei pesci. Maestosi, affascinanti, belli. Anzi, bellissimi. Poi, man mano che il tempo scorre, ti accorgi che la bellezza esteriore è solo la caratteristica più evidente. Quello che si apprezza con l’esperienza è che il Discus ha sviluppato una straodinaria personalità, che passa dall’eccessiva timidezza nella fase di ambientamento, alla forte aggressività nel periodo dell’accoppiamento e dell’accrescimento degli avannotti. Il tubo di aspirazione dello sporco lo spaventa durante la normale fase dell’allevamento, ma quando ha i piccoli addosso diventa un nemico da scacciare. Non solo: con i Discus puoi relazionare fino al contatto fisico. Infatti, sono gli unici pesci che riesco ad accarezzare. L’inscurimento, lo stazionamento in un angolo buio, le bande verticali più marcate e molti altri segnali ancora, sono “parole” precise per un allevatore attento.

La passione inizia per caso, siamo dall’acquarista, io e mio figlio Tommaso (assistente a 360°), a scegliere i soliti pesci per principianti, quando ci accorgiamo che nella vasca accanto due occhioni enormi ci stanno fissando. Incuriositi chiediamo che pesci siano, come si allevano e quanto costano. Le risposte, almeno le ultime due, ci dissuadono dall’andare oltre. Usciamo dal negozio comunque contenti, con i sacchetti dove nuotano coloratissimi Neon, Cardinali, Guppy. Ma durante la strada, il pensiero ritorna a quegli enormi occhi, rosso fuoco. Sono passati dieci anni da quel primo incontro. Dalla nostra prima vaschetta di 45 litri siamo passati a 20 vasche, per un totale di 2000 litri. Abbiamo continuato ad allevare e riprodurre diverse specie di pesci, in particolare Ciclidi del Malawi, Guppy, Corydoras paleatus (www.paleatus.com), Corydoras sterbai e, solo dagli ultimi due anni, Discus.

L’IMPIANTO


Abbiamo la fortuna di avere una stanza interamente dedicata agli acquari. Inizialmente non pensavo che la passione potesse prendere il sopravvento, per cui le nostre prime vasche sono di tipo commerciale (coperte e automatizzate). A un certo punto abbiamo iniziato a costruire direttamente le altre vasche, cercando innanzitutto di razionalizzare la gestione generale della stanza, collocando le vasche vicino al lavandino di scarico. La scaffalatura di sostegno è di tipo industriale, robusta e facilmente smontabile, i vetri sono comuni cristalli molto trasparenti. Lo spessore dei vetri varia da 8mm per il cubo da riproduzione fino ai 12mm per le vasche più grandi.

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Tutte le vasche sono esternamente rivestite di carta adesiva; bianca in quelle da riproduzione e azzurra per quelle di allevamento. Attualmente l’impianto è composto da:

1) N°1 cubo da riproduzione di 50x60x60 con un filtro interno incorporato (sempre in vetro a cinque scomparti) di 10cm di profondità. Lo spazio libero è di 50x50x60 per una capacità di 125/140 litri d’acqua.

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2) N°2 vasche di riproduzione/accrescimento di 100x50x50 con filtro interno a tre scomparti di 10cm di profondità, per un totale di litri 200 ognuna.

3) N°3 vasche per l’accrescimento di 70x60x50.Per un totale di 150litri di acqua per il nuoto, il filtro sempre di 10cm di profondità è collocato nella parte posteriore lunga (70x10x50 per un capacità di 35litri). Ognuna delle 3 vasche è divisa in due parti separate fra loro, con il filtro in comune. Praticamente l’acqua in entrata nel filtro viene aspirata, passando da tre fori posti alle due estremità e rientra (a cascata) in acquario dalla parte centrale. In sintesi, da 3 vasche di 150 litri ho ricavato 6 vasche da 70litri cadauna. Questa soluzione è molto utile per separare i piccoli in base alla taglia. Differenze di crescita, all’interno della stessa covata, sono molto comuni.

4) N°2 vasche di allevamento di 100x55x70 della capacità totale di 350litri cadauna, poste sotto le tre vasche di accrescimento. Anche qui il filtro biologico laterale occupa 10cm di profondità, per cui lo spazio per il nuoto è di 300 litri.

5) N°1 vasca di allevamento di 120x50x70 per un totale di 400 litri d’acqua di nuoto libero. In questa vasca il filtro biologico (sempre in vetro) non è incorporato ma applicato successivamente. E’ una vasca coperta da un coperchio con portalampada standard incorporato e diversi vani porta accessori posti sul lato lungo posteriore e sui due laterali.

 

 

 

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E’ la vasca più grande dove mettiamo, a seconda dei periodi, i piccoli o i riproduttori a riposo con gli adulti più interessanti. Massimo 8/9 adulti. 6) sono presenti altre vasche: 2 di 25 litri (usate per lo svezzamento dei piccoli) una di 50 litri usata per curare eventuali malattie (in questa vasca si cura un esemplare alla volta, quando non è possibile la cura viene affettuata direttamente nella vasca dove si è manifestata la malattia) e 3 vasche commerciali chiuse di 70, 100 e 130 litri di nuoto libero.


ATTREZZATURE TECNICHE E ACQUA

Non esiste un filtraggio centralizzato, ogni vasca ha un filtro biologico interno. Il vantaggio è che si possono controllare eventuali insorgenze di malattie e gestire la temperatura secondo le varie esigenze. Tutti sappiamo che per stimolare il metabolismo dei pesci o intensificare l’azione curativa di alcuni medicinali è necessario aumentare la temperatura di qualche grado, o abbassarla con altri medicinali.Ovviamente tutte le vasche sono dotate di termoriscaldatori da 150, 200 e 300 watt. Tutti i filtri sono caricati con siporax, graniglia lavica e bioball nella parte bassa (dove si accumulano i fanghi) per migliorare la circolazione dell’acqua. Spugne e lana di perlon in entrata garantiscono il filtraggio meccanico. Un aspetto importante per la salute generale dei pesci, non è solo determinato dalla qualità dell’acqua (garantita dagli impianti di trattamento) ma soprattutto dell’ossigenazione della stessa. Infatti, oltre agli Oxidator (ottimi per le vasche sovrappopolate), sono sempre accese pompe collegate a pietre porose. Per movimentare l’acqua in superficie utilizziamo dei tubi di plastica rigida in uscita, dove abbiamo praticato dei piccoli fori dai quali esce l’acqua (a getti di potenza maggiore), con il risultato di muovere moltissimo la superfice favorendo lo scambio gassoso aria/acqua. Sono presenti due grossi contenitori di PVC per lo stoccaggio dell’acqua di 250 litri ognuno, posizionati sopra lo scaffale più alto.

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Per il trattamento dell’acqua, utilizziamo un impianto a osmosi inversa con una produzione di 350/400 litri d’acqua giornaliera a seconda della stagione. L’impianto è collegato a una pompa booster che tiene costante o aumenta la pressione dell’acqua nei casi in cui si verifichino abbassamenti di pressione sulle rete idrica generale. Inoltre un piccolo impianto d’osmosi ritrasformato (usato come prefiltraggio e caricato solo con carbone attivo) porta l’acqua direttamente in uno dei due bidoni. Usiamo sempre i due tipi di acqua, a seconda dell’esigenza. Sola osmosi, solo rubinetto o entrambe contemporaneamente. L’acqua di rubinetto della zona dove viviamo (Firenze) ha un pH di 7/7,5 e una conduttività di 500 microsiemens. A parte la vasca 3, tutte le altre utilizzano il sistema di cambio continuo dell’acqua. Infatti dai due contenitori di stoccaggio, dove l’acqua rimane a decantare almeno 3 giorni, partono le tubature che immettono acqua nuova nelle varie vasche. L’acqua defluisce dalla parte posteriore, attraverso il foro di troppo pieno che scarica in tubi di PVC direttamente nel lavandino. Le caratteristiche dell’acqua nelle varie vasche sono: 1) riproduzione pH 5/6. Conducibilità 70/100 Microsiemens, Temperatura 29°C, Nitrati (NO3)<20mg/l. 2) accrescimento pH 6,5/7. Conducibilità fino a 700 Microsiemens, Temperatura 30°C, Nitrati (NO3) fino <30 mg/l. 3) allevamento pH 6/6,5. Conducibilità 400/500 Microsiemens, Temperatura 30°C, Nitrati (NO3) fino a 80/100 mg/l.

I PESCI

Dal 2000 a oggi nelle nostre vasche hanno nuotato, esclusi gli Heckel, molte varianti di Discus di allevamento come i Golden, Diamond Blue, Red Marlboro, Turchesi Brillanti, Turchesi Rossi, Red Spotted, Leopard, BlueSnake e SnakeSkin e alcune specie di cattura come i Tefè e Royal Blue. Siamo riusciti a riprodurre TurchesiRossi e TurchesiRossi x RoyalBlue.

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Siamo attualmente alle prese con incroci di BluDiamondSnakeSkin x LeopardSkin e viceversa. I colori di base dei BluDiamondSnakeSkin sono molto tenui, per cui l’intenzione è quella di trasferire su questa livrea “pastello” gli spot rossi del Leopard Skin. Mentre stiamo scrivendo entrambe le coppie sono alla loro quarta deposizione. Purtroppo il maschio è ancora troppo giovane: nonostante l’aspetto (17/18cm) ha appena 16 mesi, pensiamo dunque che l’imbiancamento continuo delle uova sia dovuto, più che ai valori dell’acqua (ph 5,5/6 70/80 microsiemens, NO3<20mg/l.), a una sua non conclusa maturazione sessuale/ormonale. In questo momento nelle nostre vasche sono presenti adulti di Leopard Skin, Snake skin e BluDiamondSnakeSkin

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per le riproduzioni, e vecchi esemplari di Discus di varie specie. Il più anziano di tutti è un Blu solido di 7 anni. Il nostro obiettivo è di portare avanti solo linee con forte presenza di spot rossi.

L’ALIMENTAZIONE E LA SALUTE

L’alimentanzione e l’acqua nell’allevamento del Discus devono avere almeno due cose in comune: la qualità e l’abbondanza. L’acqua deve essere abbondante, pulita e con i parametri fisici il più vicino possibile alle esigenze della specie allevata (la temperatura dell’acqua nuova non deve discostarsi troppo da quella dell’acquario). Cambi d’acqua settimanali del 30/40% per gli adulti e il 20% giornaliero in fase di accrescimento sono premesse “essenziali” per il benessere generale dei pesci. Il mangime, secco o fresco, dev‚essere di qualità (attenzione alla data di scadenza e che il congelato non abbia subito problemi di scongelamento nella catena del freddo). L’abbondanza per me non è legata alla quantità ma alla varietà. Proteine animali e vegetali, grassi, fibre nonchè vitamine e arricchimenti come l’aglio e astaxantina, se bilanciati, sono “fondamentali” per il benessere metabolico e psicofisico del pesce. Questi due elementi, se rispettati, fanno sì che il pesce non subisca carenze e stress di nessun tipo. Da un paio d’anni usiamo alimentare i pesci solo con mangime secco, fioccato e liofilizzato. Una volta ogni tanto del chironomus scongelato (più per rinfrescargli il palato che altro). Ottimo il chironomus congelato per invogliarli ad alimentarsi dopo un periodo di inappetenza, dovuto a malessere da vermi, flagellati intestinali o batteriosi, che possono in ogni caso manifestarsi in acquari sovrappopolati. Da quando usiamo il secco e il liofilizzato i pesci sono più attivi e problemi di vermi o altro si presentano con meno frequenza. Un pesce in salute tende ad avere un atteggiamento naturale, sempre. In vasca di comunità si appropria di un suo territorio, lo difende e cerca anche la compagna. Per esperienza personale bisogna un po’ sfatare il luogo comune di “sano come un pesce” per pesci allevati artificialmente. Purtroppo, il fragile ecosistema “acquario” presenta dinamiche e caratteristiche talmente complesse e imprevedibili, che è di conseguenza difficile e impossibile determinarne regole infallibili.

L’unica regola che mi permetto di suggerire e di controllare tutte le mattine e tutte le sere che le pompe del filtro siano attive, che il termoriscaltatore riscaldi correttamente e che i nostri amici mangino.

Dopodichè dategli la buona notte.

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Corydoras sterbai: riproduzione possibile. Classificazione della specie
Corydoras sterbai: riproduzione possibile.
Classificazione della specie
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