Bonsai: la natura in una mano
BONSAI
IL FASCINO DELLA NATURA IN UNA MANO
di Luigi Del Favero
Allora mettetevi comodi ed iniziamo!

UN PO’ DI STORIA
COME SI MISURA E SI OSSERVA UN BONSAI
A riprova di quanto dicevamo sulle dimensioni la misurazione dei bonsai non avviene in base all’altezza ma al numero di mani od individui che occorrono per trasportarli; così abbiamo:
I Mame: sono bonsai piccolissimi (fino a 6 cm) e cinque o sei esemplari possono stare sul palmo della mano come i piselli o i fagiolini a cui devono il nome.
Gli Shoin: solo uno Shoin può stare sul palmo di una mano(fino a 15 cm.). Le taglie successive passano da una mano a due mani per passare poi ai bonsai da un uomo, due uomini ecc.
La semplice definizione di bonsai come pianta in vaso è alquanto riduttiva, in realtà il fascino che esprime un alberello ben proporzionato in un vaso adatto è sicuramente diverso da una pianta dalle proporzioni errate o da una, seppur bellissima, semplice pianta. Vediamo allora come va osservato un bonsai per poterne cogliere i pregi ed i difetti. Partiamo con il dire che tutti i bonsai hanno un davanti ed un dietro e che il punto di osservazione ideale da cui osservare un bonsai è con la pianta all’altezza degli occhi, in modo tale che lo sguardo cada circa a metà dell’esemplare che stiamo osservando. A questo punto abbassiamo lo sguardo e lentamente lo faremo scorrere lungo tutta la pianta a scoprire:
Le radici: Devono essere ben disposte, uniformemente distribuite attorno a tutto il perimetro di base dell’albero, appena affioranti dal terreno (a meno che non stiate osservando un esemplare a radici esposte!) che affondano gradatamente in esso al progressivo allontanarsi dalla pianta.
Tronco: Deve essere conico a partire dalla base(nebari) per stringersi progressivamente fino all’apice della pianta. Una corteccia rugosa conferisce all’albero un aspetto vetusto e imprime all’esemplare una forte personalità, viceversa una corteccia liscia è sinonimo di un esemplare giovane.
Rami: Devono essere ben disposti e sul primo terzo della parte frontale di un bonsai(a partire dalla base) non devono essere mai presenti frontalmente, da evitare rami che crescono verso il tronco e che presentano pieghe innaturali o disposizioni troppo simmetriche in quanto renderebbero il soggetto poco naturale.
Disegno generale della pianta: la chioma deve presentarsi, salvo eccezioni di particolari stili, a forma triangolare digradante verso l’apice e i differenti palchi devono essere separati uno dall’altro e formare nell’insieme un disegno che sia più naturale possibile, evitate( a meno che non incontri il vostro personale gusto) gli esemplari con la chioma a palla difficili da correggere. L’abbinamento con il vaso, oltre che incontrare i vostri gusti, dovrebbe rispettare delle regole minime; per i sempreverdi si utilizzano vasi di colore marrone per esempio, mentre per le piante a fioritura o che fruttificano si sceglie un colore del vaso che metta in risalto questi particolari.Le dimensioni ideali sono quelle di un vaso che contenga l’ampiezza della chioma del bonsai.
GLI STILI
Ai Giapponesi si deve la codificazione in stili che di fatto riproducono il portamento naturale riscontrabile in natura dei fratelli maggiori dei nostri piccoli amici. Qui di seguito vi mostro i principali:




BONSAI DA INTERNO O BONSAI DA ESTERNO?
Ecco Alcuni esempi di varietà da interno:

Carmona Microphilla:
nota anche come pianta del tè per la somiglianza con la vera pianta del te:
Età 12 anni produce piccoli fiori bianchi

Pianta del pepe: Età 8 anni
produce piccolissimi fiori bianchi

Zelkova nire: Età 14 anni.
Essenza sempreverde molto robusta

Ficus Retusa: Età 9 anni. Esistono moltissime varietà di ficus.
Il nostro ficus Carica è un lontano partente di questa varietà. anche questa essenza
è molto robusta ed indicata per chi inizia


Rododendrum Indicum: Età 33 anni
nella veste primaverile e durante l’estate

Acer Palmatum: Età 29 anni
in veste primaverile ed autunnale i germogli appena nati sono di colore rosso intenso.

Pinus Pentaphilia: Età 24 anni.
Tra le piante più apprezzate per la lavorazione a bonsai.

Malus Pumila: Età 27 anni con i fiori ed i frutti.
Questa particolare varietà di melo ha la peculiarità di produrre frutti molto piccoli e quindi adatti ad un bonsai


Prunus Mume: Albicocco Giapponese. Età 75 anni.
Nella sua veste estiva ed un dettaglio di suoi profumatissimi fiori.
Pianta che ha la particolarità di fiorire in gennaio.
In Giappone fiorisce sotto la neve ed è per questo che simboleggia la rinascita della vita.
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