Farmacologia acquatica: S.O.S. Medicina per Discus
Quando leggevo di discus continuando ad allevare altri pesci una cosa che mi colpiva era la grande varietà di sostanze anche potenzialmente dannose che gli appassionati e gli allevatori usavano per debellare i propri beniamini da parassiti. L’incontro con gli articoli del Dott.Untergasser confermarono la mia idea e l’utilizzo di sostanze velenose era consigliata senza dar conto delle informazioni riguardo alla loro pericolosità.
Vuoi la formalina vuoi il permanganato di potassio vuoi il solfato di rame vuoi il Triclorfon o metrifonato,tutte sostanze altamente tossiche sia per l’uomo che per gli animali che ci circondano.
Col tempo ho imparato che in particolare alcune di suddette sostanze erano necessariamente impiegate per curare pesci d’acquario ed in particolare il discus.
Particolare attenzione vorrei porre sul Metrifonato o triclorfon (Neguvon,Bayer) un antiparassitario che è stretto parente dei famosi veleni nervini tanto amati da guerriglieri e terroristi.
Desidero che queste poche riga diano una idea consapevole di cosa si utilizza ;infatti non starò ad elencarvi dosaggi curativi per debellare i discus da parassiti, ma bensì elencherò le caratteristiche chimiche, farmacologiche e tossicologiche del Metrifonato compito che mi spetta poiché investo un ruolo di interesse pubblico sanitario ed è un mio dovere mettervi al corrente di questo.
Viene così definito un organismo, vegetale o animale, che vive in un altro organismo di una specie diversa dalla sua.
Viene definito “parassita” un organismo, vegetale o animale, che vive in un altro organismo di una specie diversa dalla sua. Si tratta di un ospite dannoso perché vive alle spese dell’organismo ospitante e generalmente gli reca dei danni. Vi sono dei parassiti che riescono a vivere indipendentemente dall’organismo ospitante (detti facoltativi) e altri che, invece, dipendono interamente dall’organismo che li ospita per la loro sopravvivenza. Si distinguono in ectoparassiti, che vivono a contatto della pelle (pulci, pidocchi, zecche, acari, ecc.) e endoparassiti, che vivono all’interno dell’organismo (protozi, vermi, ecc.).
Solitamente i parassiti sono considerati patogeni (portatori di malattia), talvolta fanno il danno appena si sono introdotti nell’ospite, ma vi sono dei casi in cui possono restare senza far danni, pur essendo comunque un potenziale nemico.
Ricordiamo che i parassiti vivono alle spese dell’organismo occupato e competono con esso per accaparrarsi il nutrimento
La maggior parte dei parassiti che mettono a duro pericolo i discus sono organismi molto evoluti filogeneticamente con apparati nervosi ben sviluppati quindi una sostanza in grado di ledere in modo irreversibile il sistema nervoso fa al caso nostro: Metrifonato.
Sono composti in forma liquida studiati originariamente per usi bellici. Sono costituiti da esteri degli acidi ortofosforico, pirofosforico, tiofosforico e ditiofosforico. I più importanti sono il tetraetilpirofosfato (TEPP, la cui dose letale media è di 50 ug/kg), il malathion (un alchilpirofosfato la cui dose letale è di 1400 ug/kg) ed il parathion attenzione parliamo di microgrammi quindi un uomo adulto di 70 Kg non sopporterebbe dosi di meno di un 1milligrammo.
Gli esteri fosforici possono essere assunti per via gastroenterica, respiratoria e transcutanea; sono rapidamente metabolizzati per cui danno fenomeni di tossicità acuta a meno che non vi siano esposizioni ripetute e ravvicinate nel tempo.
Gli esteri fosforici sono inibitori della acetilcolinesterasi, essendo in grado di legarsi con il sito attivo dell’enzima come substrati competitivi con la acetilcolina. Nell’organismo sono presenti due tipi di colinesterasi:
a) acetilcolinesterasi (o vera o del globulo rosso) specifica per l’acetilcolina situata nel sistema nervoso, nelle giunzioni mioneurali (muscolari),nei surreni oltre che nelle emazie, b) la pseudocolinesterasi (o colinesterasi plasmatica) meno specifica per la acetilcolina e capace di idrolizzare anche altri substrati. Oltre che nel plasma si trova localizzata nel miocardio, muscolo liscio, mucosa intestinale e cute. Gli effetti degli esteri fosforici dal punto di vista farmacologico si possono distinguere in:a) muscarinici, indotti dalla stimolazione parasimpatica,
b) nicotinosimili, da stimolazione delle sinapsi gangliari simpatiche e delle placche motrici
c) sul sistema nervoso centrale.
Le sedi su cui agiscono gli esteri fosforici sono il sistema parasimpatico, il simpatico (in minore entità), le giunzioni neuromuscolari, il sistema nervoso centrale ed i vasi Le sedi su cui agiscono gli esteri fosforici sono il sistema parasimpatico, il simpatico (in minore entità), le giunzioni neuromuscolari, il sistema nervoso centrale ed i vasi
Effetti degli organi fosforici sul sistema parasimpatico, ortosimpatico e sulla
giunzione neuromuscolare (nei quali l’acetilcolina agisce come mediatore).
parasimpatico:
occhio = miosi;
ghiandole esocrine= ( ipersecrezione salivari,lacrimali,bronchiali,sudoripare)
cuore = bradicardia;
bronchi = costrizione , aumento secrezione.
ortosimpatico: si rendono evidenti solo dopo paralisi para-simpatica, sono rappresentate
in particolare da stimolazione surrenalica aumento fattori chimici di stress.
giunzione neuromuscolare: fascicolazione, blocco neuromuscolare.
s.n.c.: eccitazione seguita da depressione e da coma.
vasi: vasodilatazione.
E in più Diarrea ,miosi ,Collasso,Espettorazione mucosa,DispneaEccitazione muscolare. Nella grande maggioranza dei casi di intossicazione acuta la morte interviene per asfissia dovuta sia alla paralisi dei muscoli respiratori sia alle alterazioni broncopolmonari Per contatti limitati possono prodursi nel luogo di esposizione effetti locali: es. miosi nel caso di esposizione degli occhi ed aumento della secrezione bronchiale e broncocostrizione nel caso di inalazione.
La esposizione ad esteri fosforici può provocare polinevriti con interessamento motorio e sensitivo insorgenti sia in modo isolato senza compromissione degli altri organi, sia a distanza di qualche settimana dall’avvenuta intossicazione. Le polinevriti non sono causate da inibizione dell’attività acetilcolinesterasica ma da una azione su una “esterasi neurotossica” situata sulle membrane assonali cui si legano molti composti fosforati modificandone la attività.
Poichè l’intossicazione acuta da organofosforici è dovuta all’inibizione dell’acetilcolinesterasi, la determinazione di questo enzima è importante. La inibizione della acetilcolinesterasieritrocitaria dura di meno di quella plasmatica (rispettivamente circa un mese e tre mesi). Tale conoscenza può essere utile per stabilire quando è avvenuta la pregressa esposizione.
I segni clinici compaiono di solito quando l’attività della colinesterasi ematica è ridotta al di sotto del 25 %.
Terapia In caso di intossicazione grave, dopo aver decontaminato la cute, gli occhi e lo stomaco a seconda della via di introduzione del tossico, va attuata:
a) la respirazione artificiale,
b) somministrazione endovenosa di solfato di atropina in dosi di 2 o 4 mg ripetute ogni 5-10
minuti a seconda delle condizioni del paziente finchè non compaia atropinizzazione,
c) somministrazione endovena a goccia lenta di 1 g di 2-PAM (N-metilpiridilio-
2,aldossimaioduro, riattivatore delle colinesterasi), dose che può essere ripetuta dopo 3-4 ore.
Il 2-PAM va utilizzato solo nelle intossicazioni gravi.
Norme del codice penale che considerano l’uso di veleni.
Art. 439 – Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari.- Chiunque avvelena acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto deriva la morte di qualcuno, si applica l’ergastolo.
Art. 577 – Altre circostanze aggravanti (ergastolo).- Si applica la pena dell’ergastolo se il fatto preveduto dall’art. 575 (omicidio) è commesso…col mezzo di sostanze venefiche, ovvero con un altro mezzo insidioso.
Art. 585 – Circostanze aggravanti.- Nei casi preveduti dagli articoli 582, 583 e 584 (lesione personale, l. p. aggravata ed omicidio preterintenzionale), la pena è aumentata da un terzo alla metà, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’art. 576; ed aumentata fino ad un terzo se concorre alcuna delle aggravanti prevedute dall’art. 577, ovvero se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive.
Agli effetti della legge penale per armi s’intendono:
1) quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona [c.p. 704];
2) tutti gli strumenti atti ad offendere, dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo.
Sono assimilate alle armi le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.
Come è mia abitudine metto le informazioni di un prodotto a base di organo fosforici prodotto da una nota azienda di prodotti per l’agricoltura ed in questo caso e solo in questo caso (visto che il prodotto è usato per trattare prodotti per l’alimentazione) vengono elencate tutte le caratteristiche del prodotto. Occhio utenti che dello stesso prodotto a seconda del target di utilizzo le aziende sono più permissive così come la legge, per esempio vedi i prodotti veterinari per animali da compagnia.
TOREX 23
Data di compilazione 16/03/2005 Aggiornato 25/07/2005 Pag.1/5
Sariaf S.p.A.
Scheda di sicurezza
(Dir. CEE 2001/58/CE recepita con D. 07.09.2002)
1- Identificazione del prodotto e della società
1.1- Denominazione commerciale: TOREX 23
1.2- Descrizione: polvere solubile
1.3- Utilizzo: prodotto fitosanitario insetticida
1.4- Fornitore: Sariaf S.p.a.
Via Morgagni, 68
48018 Faenza (RA)
Tel.0546-629911 – Fax.0546-623943
e-mail: sariaf@sariaf.it
2- Composizione/informazioni sugli ingredienti
2.1- Descrizione: miscela delle seguenti sostanze pericolose con additivi non pericolosi
2.2- Sostanze pericolose:
No. CAS No. CEE Denominazione Pericolosità Frasi di
rischio
Percentuali
%
52-68-6 200-149-3
Triclorfon (ISO)
Sinonimi:
2,2,2,-TRICLORO-1-IDROSSIETILFOSFONATO
DI DIMETILE;
METRIFONATO;
DIMETIL 2,2,2-TRICLORO-1-IDROSSI-ETILFOSFONATO
Nocivo (Xn) R 22 – R43 23,28
Coformulanti ed inerti q.b. a 100
3- Identificazione dei pericoli
3.1- Classificazione di pericolosità: Xi (Irritante), N (Pericoloso per l’ambinete)
3.2- Indicazioni di pericolosità specifiche per l’uomo: il prodotto può provocare sensibilizzazione per contatto
con la pelle.
3.3- Indicazioni di pericolosità specifiche per l’ambiente: il prodotto è altamente tossico per gli organismi
acquatici; può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico.
3.4- Sistema di classificazione: La classificazione corrisponde alle attuali liste della CEE, è tuttavia integrata da
dati raccolti da bibliografia specifica e da dati forniti dall’impresa.
4- Misure di pronto soccorso
4.1- Inalazione: allontanare la persona dalla zona inquinata tenendola a riposo in ambiente aerato. Contattare un
medico.
4.2- Contatto cutaneo: lavare abbondantemente, la parte contaminata, con acqua e sapone neutro.
4.3- Contatto con gli occhi: lavare immediatamente e abbondantemente con acqua corrente, tenendo le palpebre
aperte per almeno 10 minuti (rimuovere eventuali lenti a contatto). Se l’irritazione persiste contattare un
medico.
Ingestione: non somministrare nulle e non indurre il vomito e persone in stato di incoscienza. Ricorrere
immediatamente ad un medico mostrando il contenitore o l’etichetta.
4.5- Informazioni per il medico: colpisce il SNC e le terminazioni parasimpatiche, le sinapsi pregangliari, le
placche muscolari. Sintomi muscarinici (di prima comparsa): nausea, vomito, crampi addominale, diarrea.
Broncospasmo, ipersecrezione bronchiale, EDEMA POLMONARE. Visione offuscata, MIOSI. Salivazione
e sudorazione. Bradicardia (incostante). Sintomi nicotici (di seconda comparsa): asternia e paralisi
muscolare. Tachicardia, ipertensione arteriosa, fibrillazione. Sintomi centrali confusione, atassia, convulsioni
coma. Cause di morte: generalmente insufficienza respiratoria. Alcuni esteri fosforici a distanza di 7 – 15
giorni dall’episodio acuto, possono provocare un effetto neurotossico ritardato (paralisi flaccida, in seguito
spastica, delle estremità).
4.6- Terapia: atropina ad alte dosi fino a comparsa dei segni di atropizzazione. Somministrare subito la
pralidossima.
4.7- AVVERTENZA: consultare un centro antiveleni
13- Considerazioni sullo smaltimento
13.1- Sicurezza/Manipolazione dei residui: il prodotto deve essere sottoposto a trattamento speciale in osservanza alle disposizioni vigenti. (Riferimento al DPR 915/1982, D.L. 22/1997 e successive modifiche)
13.2-Metodi di smaltimento residui: rispettando la normativa locale, deve essere sottoposto ad un trattamento
speciale (es. termodistruzione)
Per ulteriori chiarimenti contattare: Sariaf S.p.a.
Via Morgagni, 68
48018 Faenza (RA)
Tel.0546-629911 – Fax.0546-623943
L’uso di determinate sostanze tossiche anche se facilmente acquistabili deve essere controllato sia da chi le vende che da chi le compra. Un uso consapevole e responsabile di tossici è il primo passo verso una scientificità dell’acquariofilia tutta. Non va consigliato l’utilizzo di una determinata sostanza se non si è in grado di dire e spiegare cosa comporta un maldestro utilizzo della stessa al di là delle sue lodevoli doti terapeutiche.
Per concludere metto una lista di numeri di telefono da annotare da chi utilizzerà(non solo in campo acquariofilo) prodotti del genere, annotate il numero del centro più vicino a casa vostra.
Centri Antiveleni in Italia:
Città Ospedale TEL
ANCONA ISTITUTO MEDICINA SPERIMENTALE 071/2204636
BOLOGNA OSPEDALE MAGGIORE 051/333333
CATANIA OSPEDALE GARIBALDI CENTRO RIANIMAZIONE 095/7594120
CESENA OSPEDALE MAURIZIO BUFFALINI 0547/352612
CHIETI OSPEDALE SANT.MA ANNUNZIATA 0871/345362
FIRENZE USL 10/UNIVERSITA’DEGLI STUDI 055/4277238
GENOVA IST. SCIENTIFICO G.GASLINI 010/3760603
GENOVA OSPEDALE SAN MARTINO 010/352808
LA SPEZIA OSPEDALE CIVILE S. ANDREA 0187/533296
LECCE OSPEDALE VITO FAZZI 0832/665374
MESSINA UNITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA 090/2212451
MILANO OSPEDALE NIGUARDA 02/66101029
NAPOLI OSPEDALI RIUNITI CARDARELLI 081/7472870
PADOVA DIP. FARMACOLOGIA E ANESTESIOLOGIA 049/8275078
PAVIA FOND. S. MAUGERI 0382/24444
PORDENONE OSPEDALE CIVILE 0434/399698
REGGIO CALABRIA OSPEDALI RIUNITI 0965/811624
ROMA IST. DI ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE 06/3054343
ROMA POLICLINICO UMBERTO I° 06/490663
TORINO UNIVERSITA’ DI TORINO 011/6637637
TRIESTE OSPEDALE INFANTILE 040/3785373
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