A pesca di Geophagus. Parte seconda.
A pesca di Geophagus. Parte seconda
La fotografia presentata in home è quella di un Geophagus sp. orange head tapajós, molto simile nella colorazione e nella forma a quelli catturati a Bahia. Per motivi di tempistica e di irrequietezza degli esemplari catturati, non è stato possibile fotografare lateralmente i soggetti.






Precedentemente si è già aperta la rete a maglia fine (zanzariera) e i due pescatori portano la rete sul fondo facendola strisciare da una parte, e chiudendo un lato verso la riva. Il pesce per istinto si sente intrappolato e scappa dalla parte dove la rete è ancora aperta, ma proprio in quel momento, quando il branco è tutto compatto, anche l’altro capo della rete si chiude. Adesso non rimane che far passare la rete sotto il branco, alzarla e il giuoco è fatto. Vi assicuro che vederlo fare da persone capaci è uno scherzo, ho assistito a catture di centinaia di esemplari in pochissimo tempo. Ben altra cosa è provarci. Dopo la pesca di ogni branco vengono liberati (nello stesso punto) alcuni adulti, una percentuale del 15% per il ripopolamento. Nello stesso sito si ritornerà dopo circa tre mesi, qui i pesci crescono in una maniera incredibile, non come nei nostri acquari.




| A pesca di rarità. Parte prima. | Fotografare in acquario. |
| A pesca di rarità. Parte prima. | |
| Fotografare in acquario. |

