Reportage:Visita alle serre Anubias

12 maggio 2009

Visita alle serre Anubias

Reportage di Livia Giovannoli

Approfittando della mia presenza per motivi di lavoro in quel di Bologna, ho colto l’occasione per contattare un gruppo di amici che chiamo affettuosamente ‘vegetariani’, perché condividiamo la stessa passione per i plantacquari e facciamo parte del gruppo acquariofilo Aquagarden. (www.aquagarden.it). Ci si trova ogni qualvolta mi trovo da quelle parti per mangiare insieme,fare quattro chiacchiere e magari scambiarci qualche potatura o gamberetto.In questa occasione avevamo qualche ora in più da trascorrere e volevamo fare qualche cosa di ‘costruttivo’ oltre che a mangiare e bere.

Mentre per gli acquariofili uno dei sogni da realizzare è quello di visitare delle serre di pesci tropicali (sogno che ho fortunatamente potuto più volte realizzare), per i plantaquariofili uno dei desideri più sentiti è quello di visitare una Serra di piante per l’acquariologia.

A dire il vero io ho molti altri sogni nel cassetto: uno è quello di visitare lo Show room di Takashi Amano, difficilissimo da realizzare visto che è in Giappone, ma citando una frase di un celebre film”La vita è come una scatola di cioccolatini…non sai mai quello che ti capita….”, sono fiduciosa e continuo a riempire il mio cassetto di sogni da realizzare.

A volte però non è cosi’ difficile tirare fuori i desideri dal cassetto e provare a realizzarli perché con i miei amici abbiamo semplicemente chiesto alla ditta Anubias di aprirci il cancello…. e questi lo hanno fatto senza alcun problema dimostrando una grandissima cordialità e disponibilità, dedicandoci in una giornata lavorativa ben 3 ore per una accurata, esauriente, interessantissima visita guidata.

L’azienda agricola “Anubias” nasce a Villanova di Castenaso (Bo) nel 1990 grazie al coraggio imprenditoriale di Maurizio Castaldini che cominciò a produrre le piante di Anubias in poche centinaia di metri quadrati.

Grazie a nuove tecnologie, strutture, conoscenze e soprattutto passione, Anubias è cresciuta rapidamente ed è in continua espansione ed evoluzione.
Conta al momento 8000 mq di serre dislocate a Villanova e in Sardegna, dove vengono coltivate oltre 150 specie di piante acquatiche in condizioni climatiche ottimali, tramite sistemi di controllo completamente computerizzati.

Al momento della nostra visita infatti Maurizio Castaldini ci mostrava con comprensibile orgoglio le nuove strutture che andranno ad ospitare le serre e i laboratori, portando a raggiungere per il solo impianto di Villanova 10.000mq di serre.

Nelle serre dislocate in Sardegna vicino a Cagliari invece è dedicata l’intera produzione delle piante del genere Anubias ( il più venduto al mondo). Questa scelta imprenditoriale è stata fatta per motivi prettamente climatici, in quanto il genere Anubias, originario dell’Africa, risulta difficoltoso da coltivare negli impianti di Villanova per la qualità e quantità di luce disponibile durante le stagioni dell’anno. Le piante coltivate in Sardegna vengono poi spedite settimanalmente agli impianti emiliani e poi distribuite .

piante del genere Anubias

Grazie alla squisita disponibilità di Domenico Losciale e Sivia Castaldini, abbiamo potuto visitare ogni settore della serra a partire da quello del packaging delle piante:

Nella serra dedicata alle Cryptocoryne, un genere che annovera moltissime specie, Domenico ci spiegava la difficoltà di mantenere una produzione costante anche nei periodi in cui le piante crescono un po’ più faticosamente: nonostante le condizioni climatiche in serra siano costanti, queste risentono della stagionalità (pressione atmosferica, intensità luminosa)

In questo periodo infatti le piante di Cryptocoryne (e non solo) presentano un aspetto un po’ tarchiato e poco rigoglioso, così come per altre specie di piante. Questo è dovuto anche dal fatto che la luce che ricevono le piante è quella naturale del sole e solo nei nuovi impianti è prevista una illuminazione forzata con neon T5, fornita da un impianto fotovoltaico.

Ci veniva spiegato che anche in natura ovviamente le piante hanno un diverso aspetto in base alla stagione e talune piante in diversi mesi dell’anno e in base alla posizione in cui si trovano assumono un aspetto molto differente. Le Cryptocoryne in particolare sono particolarmente polimorfe e non sempre risulta facile per un produttore coltivare in grande quantità piante che presentino la stessa forma fogliare per tutto l’arco dell’anno.

Criptocoryne wendtii tropica

Criptocoryne

Criptocoryne

In un altro settore della serra invece erano presenti le coltivazione delle composizioni di Briophyte e piante sciafile (muschi, anubias, felci).

Le piante vengono coltivate già ancorate ad un substrato di rocce di lava o legni e non hanno bisogno di essere piantate, ma semplicemente posizionate in acquario così come sono.

In tutte le serre un computer regola dei nebulizzatori che mantengono le piante sempre umidificate.Grandi ventole permettono un corretto ricircolo dell’aria.

La maggior parte delle piante acquatiche viene coltivata in idrocoltura.

Per coltivazione idroponica o idrocoltura s’intende una delle tecniche di coltivazione fuori suolo ( quindi non sommersa): le plantule provenienti dalle coltivazioni meristematiche sono messe a dimora in un vasetto di plastica traforato (pot) contenente substrato inerte (grodan). I singoli vasetti vengono disposti in appositi vani bucati di speciali vassoi di plastica bianchi o neri: in quelli neri sono coltivate le piante che non hanno bisogno di molta luce, mentre in quelli bianchi le piante più esigenti di luce, che viene riflessa dal contenitore stesso. Questi vassoi sono posti a loro volta su grandi banchi parzialmente allagati. I vasetti con le piante pescano quindi direttamente nell’acqua, che in realtà è una soluzione nutritiva in cui sono disciolti i vari composti (principalmente potassio, azoto e fosforo) necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla nutrizione minerale delle nostre piante. La coltura idroponica consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia igienico-sanitario durante tutto l’anno.

Echinodorus el Diablo

Per gli acquariofili un aspetto che va tenuto in considerazione quando si acquistano piante di coltivazione idroponica è che le foglie che ha la pianta che si acquista possono essere sensibilmente diverse morfologicamente rispetto a quelle che cresceranno poi sommerse-

Parlando con Sivia Castaldini, che ha curato personalmente il Catalogo Anubias, le facevo notare che spesso l’aspetto della pianta che andiamo ad acquistare è ben diverso da quello che vediamo fotografato.

Silvia mi ha fatto presente che dove è stato possibile la foto riportata nel catalogo è riferita alla pianta con fogliame cresciuto sommerso. Ma non va neanche sottovalutato il fatto che moltissime piante acquatiche sono polimorfe e che il loro aspetto può cambiare sensibilmente in base alle condizioni di coltivazione in acquario.

Potete vedere ad esempio questa Ludwigia glandulosa in coltivazione emersa mentre nella successiva foto in coltivazione sommersa.

Come ho accennato prima, la propagazione delle piante acquatiche che ottiene Anubias è fatta tramite coltura meristematica.

Attualmente, nel mondo della coltivazione commerciale, si ricorre più frequentemente alla tecnica di riproduzione per meristema rispetto a quella mediante semina. Le piante ottenute mediante la coltivazione per meristema vengono prodotte estraendo, con l’ausilio di un microscopio, un piccolo grappolo di cellule dal cuore di un germoglio in fase di crescita. Il tessuto prelevato, il “meristema” appunto, viene quindi impiantato in un substrato composto da agar-agar e agitato continuamente per favorire la divisione cellulare. Ciò dà origine a un aggregato di tessuto di dimensioni sempre più grandi che viene successivamente suddiviso in un numero sufficiente di porzioni più piccole. Quando queste neo-plantule sono adeguatamente differenziate e sviluppate, vengono trapiantate nei vasetti di grodan.

Per qualche settimana le piantine ottenute vengono tenute in una serra a parte (la cosiddetta “nursery”) in condizioni climatiche controllate, e solo in un secondo tempo vengono messe nelle altre serre per il completamento dello sviluppo fino alla taglia di vendita.

Quando si è parlato delle centinaia di diverse specie di piante che vengono coltivate contemporaneamente, si sono evidenziate le difficoltà di far crescere piante con diverse esigenze utilizzando medesime condizioni di coltivazione.

Questo ha spinto l’azienda ad investire in nuovi spazi di coltivazione, per potere differenziare e migliorare le condizioni di coltivazione di più generi di piante, cercando di ottimizzarne lo sviluppo ricreando condizioni più idonee ad un rapido e migliore accrescimento di ogni singolo gruppo di piante.

In natura ci sono piante acquatiche che crescono solo sommerse: le Vallisneria, le Hygrophila, le Cabomba e i Myriophyllum ad esempio.

Per la coltivazione di queste specie Anubias si è attrezzata di grandi vasche, dove vengono stabulate per un paio di settimane le piante che arrivano dall’Asia. Le vasche sono dotate tutte di un impianto di filtraggio e di erogazione di CO2. Naturalmente anche qui l’acqua ed i nutrienti in essa disciolti sono continuamente monitorati.

Un reparto della serra che ha destato molta curiosità e moltissime domande è quello dove vengono preparate le piantine della linea Cup.

Molte specie di piante da primo piano e muschi vengono infatti distribuiti ai negozi in queste pratiche tazzine: le piante vengono riposte in un substrato diverso solo nella consistenza in base alle esigenze della specie.. È composto da un mix di potassio azoto e fosforo, in un substrato composto da agar-agar che può essere liquido, o gelatinoso .

Secondo Anubias questo tipo di preparazione consente un più facile attecchimento di queste specie di piante al substrato dell’acquario rispetto alle stesse piante vendute nel substrato di grodan..(lana di vetro).

Infatti l’ambiente sigillato delle cup, , oltre a preservare le piantine da attacchi fungini o parassitari, le mantiene in un microclima umido, quindi le stesse sono già più facilmente acclimatabili nelle nostre vasche.

Domenico ci spiegava anche che è molto importante lavare delicatamente le piantine prima di metterle in acquario per eliminare le tracce del gel o liquido, che possono dare problemi nei piccoli ambienti  soprattutto ai delicati invertebrati come caridine e neocaridine.

Durante la visita ogni curiosità sollevata dagli amici acquariofili veniva soddisfatta con risposte dettate da una grande competenza unita ad una grande passione: era un vero piacere fare delle domande.

Prima di concludere la visita ho voluto chiedere a Domenico (che è anche un grande acquariofilo come potete immaginare), quale è il segreto per avere successo della coltivazione delle piante in acquario.

La sua risposta può sembrare scontata, ma è di fatto il nocciolo della questione che ruota intorno a tutta l’acquariologia:

Il successo nella coltivazione delle piante acquatiche dipende dalla capacità dell’acquariofilo di sviluppare una buona capacità di osservazione del proprio acquario e di apportare delle modifiche mirate in base a tali osservazione e soprattutto di dare il tempo alla pianta di adattarsi alla nuova condizione.

Una informazione che ho trovato fondamentale per la mia esperienza acquariofila è quella che

ogni variazione che apportiamo al nostro acquario in termini di luce, acqua, temperatura e nutrimenti produce effetti visibile sulle piante acquatiche solo dopo 2 settimane.

Pazienza e osservazione sono quindi aspetti fondamentali per avere successo in questo meraviglioso hobby.


Un sentito grazie a Maurizio e Silvia Castaldini a Domenico Losciale per il tempo dedicatoci e la promessa di ritornare a trovarli quando le nuove serre saranno pronte.

Un grazie calorosissimo al nostro amico Fabio Lorusso che ha fatto in modo che io e gli amici di Aguadgarden potessimo realizzare uno dei nostri sogni nel cassetto…

Livia Giovannoli


Aquaristica


Zoomark Bologna Italy 2009 Vitor Hugo Quaresma su MondoDiscus
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