Come sfogliare l’Amazzonia

13 Novembre 2006
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PREFAZIONE
di Heiko Bleher

Questo libro fu concepito e progettato all’inizio, l’intenzione era quella di produrre un unico volume che trattasse tutti gli aspetti del discus: storia, tassonomia, biologia e bio¬geografia, alimentazione, cura dell’acquario e allevamento. Al fine di valutarne la reazione, la pubblicazione venne an¬nunciata agli aficionados del discus durante vari eventi e l’idea fu accolta con grande entusiasmo. Tutti mi chiedevano: “Heiko, quando sarà pronto?”.

Tuttavia, per completare un’opera di questo tipo ci vuole davvero molto tempo: si tratta prima di tutto di scrivere un libro, poi di far tradurre il testo originale tedesco in varie lingue per una pubblicazione simultanea, in modo che chiunque possa beneficiarne invece di aspettare mesi o anni per leggerlo nella propria lingua, di controllare e redigere tutte queste diverse versioni, di reperire e selezionare le fotografie e scrivere le didascalie (anche queste vanno tradotte) e infine di mettere insieme le varie “tessere” di questo “puzzle”, inserire tutti i testi nella varie lingue nello stesso layout della versione originale e delle illustrazioni (ovvero tutte le varie lingue devono avere la stessa lunghezza per ogni pagina). Vanno poi aggiunti altri impegni, ricerche in corso e viaggi sul campo, conferenze, altre pubblicazioni e il fatto di guadagnarsi semplicemente da vivere: per fare tutto questo sono volati in pratica quasi tre anni. “Heiko, quando viene pubblicato il tuo libro sui discus?”: questa domanda era ormai sulla bocca di tutti.
Per tale motivo, e anche perché nell’autunno del 2005 il libro aveva ormai raggiunto due volte la dimensione originariamente prevista, si decise che la strada migliore era quella di pubblicare il lavoro in due volumi invece di uno, a differenza di quanto era stato pensato all’inizio. Ed ecco qui il primo volume. Ora probabilmente vi chiederete: “Heiko, quando vedremo il secondo volume?”. Beh, sarebbe assurdo cercare di dare una data precisa, comunque ci stiamo già lavorando. Nel frattempo, spero che le 670 pagine che seguono questa prefazione vi tengano molto occupati!

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In questo primo volume racconterò prima di tutto la vera storia del discus, sulla quale ho condotto delle ricerche molto esaustive, proprio come si sono svolti i fatti, né più né meno. Se questi vanno contro ciò che è comunemente dato per certo, il motivo è che alcune persone, nel raccontare, ripetono semplicemente ciò che hanno sentito o letto da qualche parte e che non sempre corrisponde ai fatti reali. Come apparirà chiaro dal testo, ho lavorato molto per riunire tutti i fatti al fine di produrre un’opera esauriente. Mi sono preso il disturbo di “esplorare” a fondo tutta la storia (mondiale), nei musei di tre continenti, per darvi la vera storia del discus con una precisione nei dettagli mai vista prima. Spero che tutto questo possa fornire una base solida che le generazioni presenti e future, sia i profani sia gli scienziati, utilizzeranno per ottenere informazioni dettagliate sulla storia del pesce d’acquario probabilmente più affascinante di tutti.  
Inoltre questo volume include le forme naturali, la loro tassonomia, la distribuzione e la relativa biologia nei più minimi dettagli (informazioni dettagliate sulle forme coltivate, cura e manutenzione, i primi allevatori, l’allevamento odierno, i campionati, i metodi di classificazione mondiali e molto altro seguiranno nel secondo volume).

Con l’aiuto di eminenti scienziati e tassonomisti, in stretta collaborazione con biologi molecolari e allevatori di tutto il mondo, sono riuscito a produrre una revisione completa delle specie di discus, presentata per la prima volta nel presente volume. La nuova tassonomia è logica e rappresenta lo stato attuale dell’evoluzione. Al fine di raggiungere tale risultato, si lavorò molto per eseguire i necessari studi sul DNA. Insieme a Natasha Khardina catturai esemplari provenienti da numerosi biotopi di discus, i quali furono valutati presso l’Università di Costanza, sotto la supervisione del Professor Axel Meyer. Pertanto, la divisione in due specie e tre sottospecie degli anni ’60, nonché la sottospecie di S. discus successivamente descritta dalla sinonimia di Burgess (1981) e Kullander (1986), risultano ormai obsolete. Il genere Symphysodon è ora diviso in tre specie:

S. discus Heckel, 1840 – Heckel-discus,
S. aequifasciatus Pellegrin, 1904 – discus verde
S. haraldi Schultz, 1960 – discus blu o marrone.


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Immagini di discus e non solamente di discus


Al momento è in stampa uno studio scientifico a tal riguardo, in parallelo a questo libro. Tuttavia, in questo testo non viene presentata per la prima volta solo la nuova sistemazione tassonomica. La “storia della scoperta” nel Capitolo 1 offre un’interessante storia del discus mai pubblicata prima. Le dettagliate mappe di distribuzione nel terzo capitolo dimostrano per la prima volta come quest’elemento supporta ulteriormente la divisione della specie, mostrando la presenza precisa e limitata delle tre specie (e delle loro varianti) fino nel più piccolo igarapé e lago, oltre ai tipi di acque in cui le specie sono “a casa” (tema trattato in dettaglio anche nel Capitolo 5, nella sezione Habitat). Anche i parametri dell’acqua registrati rappresentano delle informazioni completamente nuove. Per la prima volta si può dimostrare che ognuna delle tre specie si trova solo dove ci sono parametri simili a quest’ultimi. Tale scoperta rivoluzionaria porta alla conclusione che le specie del genere Symphysodon non solo si sono adattate ai loro specifici tipi d’acqua nel corso dell’evoluzione, ma anche che altre specie ittiche ora possono sopravvivere e crescere solo dove i parametri dell’acqua risultano appropriati. Parimenti, anche altre specie di pesci possono essere differenziate (ovvero classificate a livello di specie) sulla base dei parametri dell’acqua. Un aspetto della tassonomia totalmente nuovo.

Anche la seconda parte del Capitolo 5, riguardante l’alimentazione dei discus in natura, fornisce delle informazioni completamente nuove: è presente un’approfondita discussione su quasi tutte le componenti che finora ho potuto registrare poiché mangiate dai discus. Tali informazioni aprono nuove prospettive riguardo gli alimenti per i pesci, non solo per i ricercatori nel settore dell’alimentazione dei pesci (amazzonici), allevatori e amanti dell’hobby, ma anche per tutta l’industria commerciale degli alimenti per pesci. (Inoltre, insieme ai parametri dell’acqua, indica dove ogni specie di discus si sente “a casa”.)
Tuttavia, non c’è da preoccuparsi: in questo libro ce n’é per tutti, a partire dal principiante, l’entusiasta dei discus (ed esperto), fino al semplice profano. Il presente libro certamente contiene più informazioni sulla storia dell’Amazzonia e di altre parti del Sud America, sulle esplorazioni e spedizioni di ricerca sul campo rispetto a qualsiasi altra pubblicazione. Potrete leggere in dettaglio delle tribù indigene (principalmente amazzoniche), viventi e scomparse da tempo, nonché notizie sulle loro tradizioni, culture e sulla vita dei caboclos ribeirinhos.

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un compagno di viaggio


Ma in questa sede non voglio anticiparvi nulla! Al contrario, lascerò lo spazio ad un amico (dei discus) di lunga data, il più famoso autore di libri sui discus di tutti i tempi: Hans J. Mayland. Con grande rammarico Hans scomparve in modo abbastanza inaspettato il 27 ottobre 2004 a Rothenburg an der Fulda e il mondo dei pesci e dei discus sta ancora piangendo l’autore tedesco che scrisse il maggior numero di libri sui discus e altri pesci di qualsiasi altro scrittore dell’hobby dell’acquario al mondo.

Hans credette sempre nel fatto “che si tratta di una prerogativa dell’autore” e che “non è oro tutto ciò che luccica”, ma non c’è dubbio che la sua figura splendette enormemente nella scena letteraria dei discus (principalmente tedesca), pubblicando più fatti e dati concreti di qualsiasi altro autore sui discus. Posso affermarlo non solo perché mi accompagnò durante varie spedizioni e io stesso conosco molto bene i suoi oltre 50 libri sui pesci, ma anche perché la nostra amicizia è durata per oltre 35 anni e fummo in sostanza “vicini di casa” per circa 3 decenni (Hans ad Oberursel vicino Francoforte sul Meno ed io nella vicina Zeppelinheim).

Quando, poco prima della sua morte, chiesi ad Hans di scrivere una prefazione per me, lui mi disse: “Heiko, sei sicuro? Chi sono io per scrivere una prefazione alla tua opera? Non sono poi tanto famoso.” Era un uomo modesto e un compagno di viaggio che non causò mai dei problemi, a differenza di quasi tutti gli altri che portai con me. Hans scrisse la prefazione a tergo poco prima di morire ed io sono fiero di poterla pubblicare. È davvero un peccato che non sia ancora qui a vedere le sue parole che viaggiano in oltre otto lingue per il mondo (dei discus), una realtà che amò così tanto.

Non c’è dubbio che Hans J. Mayland vivrà nei ricordi degli amanti dei discus di tutto il mondo e che i suoi libri specialistici sui pesci d’acquario, suffragati da ottime ricerche, allieteranno innumerevoli generazioni di futuri acquaristi, così come è accaduto per i suoi contemporanei e per me, lo spero con tutto il cuore!  

Heiko Bleher
Italia, aprile 2006


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non solo discus, ma piante, frutti, insetti e… praticamente l'amazzonia tutta.



BLEHER DISCUS: LA MONOGRAFIA

 

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