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Le piante carnivore, meraviglie della Naturadi Massimiliano Della Corte
Trappola a tagliola:
Dionaea muscipula:
Unica pianta che presenta questo genere di trappola. Proveniente dalla Carolina, e’ in assoluto la pianta più famosa tra quelle carnivore, colei che fa avvicinare tutti a questo fantastico mondo. Nella foglia ha dei peli sensore (che potete notare nella foto) i quali scattano dopo la seconda sollecitazione fatta dall’ insetto intrappolandolo e soffocandolo. Nei giorni successivi alla cattura, la preda viene digerita; una volta terminato il pasto, la trappola si riapre lasciando alla pioggia il compito di portare via l’insetto consumato. E’ una pianta che adora il sole, in estate va coltivata tenendo il sottovaso sempre pieno d’ acqua (distillata o ancora meglio prodotta da osmosi inversa); in inverno come la maggior parte delle piante carnivore va in letargo. In questo caso va tenuta ad una temperatura inferiore ai 10° C, e con annaffiature sporadiche effettuate dall’ alto, utili solo a non far seccare il terreno. Può essere riprodotta da seme, facendo sempre attenzione a tenerli sempre umidi una volta cosparsi sulla superficie del mix di terreno; può essere riprodotta anche per talea o per apomissi da stelo floreale.
Trappole a colla:In questo caso vanno distinte le piante con trappole a ghiandole invisibili e a ghiandole visibili.
Trappole a colla con ghiandole invisibili:
Pinguicula moranensis
Pinguicula moranensis in fiore
Pinguicola esseriana
Trappole a colla con ghiandole visibili:Le foglie presentano una copertura di peli che all’estremità hanno delle goccioline composte da una sostanza in grado di invischiare e uccidere le prede.
Drosera binata
Drosera capensis
Byblis: Chiamata anche “Pianta arcobaleno”, visto il bel mix di colori che riflettono le migliaia di gocce di liquido che ricoprono il fusto e le foglie. Non ho avuto nessuna esperienza diretta con questo genere di pianta.
Trappole ad ascidio:Eccoci a parlare di un genere di trappole fantastico. In pratica, le foglie si sono modificate formando una sorta di bicchieri all’interno dei quali attirano le prede mediante varie tecniche (profumi, colori, nettare).
Sarracenia: Splendido genere composto da 8 specie (più una notevole varietà di ibridi, dato che si incrociano benissimo tra loro) di piante con trappole ad ascidio a forma conica. La forma conica non permette il volo nel suo interno, e dei peli ricurvi verso il basso rendono impossibile la risalita della preda condannandola e digerendola lentamente mediante l’ impiego di enzimi digestivi. Le Sarracenie presentano trappole a cono allungate verticalmente e trappole dilatate verso il basso a forma tipo “corno”. Sono piante che hanno bisogno di tantissimo sole e un mix di terreno sempre bagnato in estate; è opportuno tenere nei sottovasi una buona quantità di acqua demineralizzata. In inverno, per poter andare in letargo vanno tenute ad una temperatura di 5-10° C, con un terreno umido. La riproduzione può essere effettuata da seme ma risulta essere un operazione lunga e laboriosa in quanto i semi necessitano di un periodo di stratificazione e la crescita della pianta è molto lenta; più semplice è la riproduzione per divisione del rizoma. Si tratta di piante tutte native dell’ America settentrionale.
Sarraceniai ibirida
Sarracenia purpurea(trappola a “corno”)
una cattura effettuata da Sarracenia purpurea
zoom sulla cattura rappresentata in alto
Sarracenia leucophylla red tube
fiore di Sarracenia
Darlingtonia californica
Nepenthes x ventrata
Heliamphora heterodoxa
Heliamphora minor
Cephalotus follicularis: Pianta australiana, unica specie del suo genere, davvero magnifica. Presenta trappole carnivore e foglie utili solo alla fotosintesi. E’ una pianta rara, di difficile coltivazione. I suoi ascidi poggiano sul terreno, e sono ripieni di liquido digestivo, protetto dalla pioggia da un “cappello”. Tanta luce, ma non diretta; è opportuno coltivare questa pianta in una posizione semi-ombreggiata. Mix di terreno sempre bagnato in estate con acqua distillata. Nella stagione invernale evitare climi troppo freddi, non far scendere mai la temperatura al di sotto dei 5° C; tenere umido il substrato innaffiando dall’ alto con la dovuta parsimonia. Può essere riprodotta da seme, ma risulta essere estremamente lento; facile è più veloce la riproduzione per talea.
Cephalotus follicularis
particolare di una trappola di Cephalotus follicularis
riproduzione di Cephalotus follicularis per talea effettuata dal sottoscritto.
Utricularia: Si dividono in terrestri, epifite e acquatiche. Interessante è la specie acquatica, in quanto presenta delle trappole (grandi circa 2 mm) subacquee a forma di “sacchetto” sottovuoto; quando un animaletto passa nelle sue vicinanze, viene inesorabilmente risucchiato e successivamente assimilato. Non ho avuto nessuna esperienza diretta con questo genere di pianta.
Informazioni utili:
Semi: Spargere i semi sulla superficie del mix di terreno precedentemente preparato senza infossarli, in condizioni di alta umidità. Molti semi per poter germinare, necessitano di un periodo di stratificazione. La stratificazione, prevede un periodo di tempo in cui i semi devono essere tenuti a circa 4° C (esistono anche alcune tecniche di congelamento) in condizioni di elevata umidità. Quando i semi si apriranno, andranno deposti sul mix di terreno precedentemente preparato senza infossarli, in condizioni di elevata umidità.
Terreno
Il terreno che viene impiegato per la coltivazione delle piante carnivore è quasi sempre composto da un mix di:
- Un’ ottima capacità antifungina e antimicotica. - Accumula l’ acqua in eccesso e la rilascia lentamente quando manca, mantenendo sempre umido il substrato.
AcquaL’ acqua da utilizzare, deve essere sempre demineralizzata. Innaffiare sempre dal sottovaso (per simulare le condizioni paludose in cui queste piante vivono). Le piante carnivore traggono nutrimento dagli insetti, i sali minerali devono quindi essere tenuti alla larga!!!
Raccomandazioni:
- Evitate assolutamente di fertilizzare queste piante. - Evitare di giocare con le trappole di Dionaea, in quanto la pianta impiega molti sforzi per far chiudere le sue trappole. - Evitare di dare nutrimento alle piante, devono cavarsela da sole!!! - Non fate mai seccare il mix di terreno, le vostre piante morirebbero in poco tempo. - Quando sarà il momento di rinvasare le piante, cercate di farlo nel loro stato di dormienza. Le piante carnivore non tollerano bene i rinvasi, ponete la massima attenzione al sistema radicale!!! - Una volta trovata la giusta posizione della pianta, evitate di spostarla. Le piante carnivore hanno una “memoria”, presto risentiranno dello spostamento!!!
Conclusioni
Massimiliano della Corte
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