ACQUARI MONDODISCUS

Pterophyllum altum: un’avventura inaspettata

Pterophyllum altum: un'avventura inaspettata di Luigi Fiordalisi A un circa 11 mesi dalla loro immissione in vasca, eccomi qui a raccontarvi della mia esperienza con questi magnifici pesci. Li avevo ammirati solamente nelle foto e in qualche video online. Ciò nonostante, già sentivo per loro una grande attrazione. Non avevo alcuna esperienza di allevamento e il fatto di possederne non mi passava certamente per la testa. Le mie esperienze arrivavano essenzialmente da quei pochi plantacquari ai quali mi ero dedicato per anni a periodi alterni, dato che il mio lavoro non mi aveva mai concesso molto tempo. Ma poi le cose cambiano, arriva il momento in cui anche nel lavoro devi prendere delle decisioni importanti, come quella di fermarsi, di smettere di girovagare per il mondo e di pensare alla tua famiglia e anche un pochino a te stesso e ai sogni che avresti da sempre voluto realizzare. Einstein al riguardo diceva che “un uomo invecchia quando i suoi sogni diventano ricordi” …. e io non mi sentivo affatto vecchio! Avendo più tempo a disposizione avevo deciso di ricominciare. Qualche mese dopo, per caso, acquistai i miei primi discus, degli ibridi scelti senza alcuna conoscenza al riguardo che, forse per fortuna, riuscii ad accrescere degnamente e con mia grande soddisfazione. Ciò che però attirava la mia attenzione erano i discus wild che ammiravo continuamente tra le tante immagini e i video presenti in rete, quindi vorrei premettere che mai e poi mai avrei pensato di allevare degli Altum che peraltro sapevo essere impossibili da reperire e difficili da allevare. Poi per caso è arrivato MD, questa grande famiglia che mi ha permesso di crescere, ed è stata la svolta: ricordo ancora con piacere le passeggiate con Livia tra le vasche dei discus wild in concorso a NAQ2011, dove cercavamo di capire quali potessero essere i possibili vincitori. La mia mente, però, si era ormai persa nell’acqua ambrata della vasca di quei meravigliosi Altum che il nostro Christian Pedone aveva portato in esposizione e che ripose nella vasca in cui, proprio Livia, con il pochissimo materiale avuto a disposizione aveva fantasiosamente e abilmente allestito, creando un tipico ambiente a loro ideale. Certo i discus wild erano maggiormente disponibili in commercio e a NAQ2011 qualche bell’esemplare per iniziare nel migliore dei modi c’era, ma quegli Altum mi avevano incantato, avevano qualcosa di particolare che riaccendeva in me un profondo interesse. E proprio in occasione di NAQ2011 che, parlandone con Livia, decisi di fare il grande passo. Fu lei, successivamente, che mi avvisò della disponibilità degli Altum e che dovevo affrettarmi se non volevo rimandare il tutto all’anno successivo. Così iniziai questa avventura. Mentre mi affrettavo nei lavori mi documentavo leggendo tutto ciò che al riguardo potevo trovare, confrontando le informazioni che mi venivano fornite da parte di chi aveva già avuto a che fare con questi ciclidi, al fine di realizzare un habitat del tutto simile a quello di provenienza. Sapevo che l’habitat di questi pesci è tipicamente costituito da uno strato di foglie morte poste sopra una base di argilla o di sabbia fine (dove gli acidi umici rilasciati dalla vegetazione in decomposizione rendono l'acqua particolarmente scura), e che le acque subiscono scarse trasformazioni chimiche perché essendo prive di sedimenti rendono estremamente difficoltosa l’opera di biodegradazione delle stesse da parte di batteri o funghi. In questi luoghi le acque hanno durezza quasi non misurabile e un pH molto acido, caratteristiche chimico-fisiche “piuttosto pericolose” da ricreare in un acquario per la mancanza di tampone e per l’inibizione del processo di nitrificazione. Considerando che un habitat originale non potrà mai essere ricreato in un acquario, ho quindi lavorato sull'aspetto estetico e sull'immaginazione per potermi avvicinare quanto più possibile al loro mondo naturale. Un aspetto forse controverso di questo acquario è stata quindi la parte riguardante l'illuminazione, indirizzata sull’utilizzo di spot led. L’idea era quella di dare la sensazione di una luce solare che oltrepassa le fronde degli alberi che sovrastano la superficie dell’acqua fornendo una penombra del tutto naturale. L’acqua, poi, non era un problema; disponevo di una sorgente naturale favolosa a poca distanza da casa, di bassissima durezza e priva di nitrato. Praticamente perfetta! Ma poi iniziarono i dubbi: avevo costruito un filtro sump di cui conoscevo solo le grandi proprietà ossigenanti, per cui restava il problema del pH. Avevo letto molti articoli sulla nitrificazione a basso pH ma con il filtro sump non sapevo assolutamente come fare. Non volevo utilizzare la torba, quindi decisi di utilizzare un mio vecchio sistema, i rami di quercia, che scelsi tra i più coreografici che potevo trovare. In passato avevo già utilizzato la quercia e conoscevo perfettamente quello che sarebbe stato il suo contributo, seppur in maniera marginale per la riduzione del pH, come conoscevo altrettanto bene il futuro “iniziale” colore dell’acqua che avrei ottenuto, un nero talmente intenso da non riuscire a vedere la parte posteriore della vasca. A vantaggio di ciò, invece, mi erano altrettanto note le importanti proprietà toniche, astringenti ed anti infiammatorie rilasciate dal tannino e dalla mannite (quest’ultima dovrebbe anche aiutare la regolarità intestinale). Insomma, se da un lato mi sentivo pronto al grande passo, dall’altro cercavo di nascondere tutte le mie preoccupazioni al riguardo che svanirono in parte dopo un colloquio amichevole con Christian Pedone. 31 marzo 2012. Per realizzare il layout utilizzai sabbia finissima miscelata nelle colorazioni beige e bianca per uno spessore non superiore ai 2,5cm nei punti più alti. Alcune piccoli ciottoli di fiume di colorazione variabile dal grigio/nero al rosa/verde con dimensioni comprese tra 1,5cm e 7cm di diametro li collocai a ridosso della base del legno più grande. Successivamente tolsi tutti quelli sul lato sinistro lasciando solamente quelli sotto il primo terzo destro del ramo. Il Problema del pH lo risolsi al termine della maturazione, riducendo la durezza e portando le tubazioni di scarico sotto il livello dell’acqua nel vano di caduta, oltre ad un altro piccolo espediente per ridurre la formazione di aria all’interno dell’overflow. Questo accorgimento portò alla inaspettata riduzione del pH che scese inizialmente da 7,3 a 6,7 e, nel tempo, grazie alla nitrificazione, al valore attuale. Nel frattempo la vasca era stata popolata da una quindicina di Corydoras Sterbay e da due Sturisoma Panamensis. 26 giugno 2012: arrivarono i veri protagonisti: gli Altum. Sulla vasca avevo riposto abbondante Ceratophyllum per fornire loro una adeguata protezione dall’alto. Purtroppo è vissuto ben poco: poco alla volta lo divorarono! 27 ottobre 2012. I piccoli crescono. Notate l’acqua che nel tempo era diventata particolarmente scura. In questo periodo alimentavo i pesci anche quattro volte al giorno, in piccole dosi, con granulato, artemia congelata e pochissimo chironomus, sia congelato che liofilizzato reidratato. I pesci erano tranquillissimi e questo mi rincuorava. Non ho mai verificato la concentrazione di O2 perché mi sono sempre basato sulla mera osservazione dei Corydoras e anche dopo l’inserimento degli Altum non ho mai osservato in questi comportamenti tali da far presupporre una carenza di ossigeno. I Corydoras, peraltro, stimolati dalla grande presenza di acidi umici e dai cambi si sono più volte riprodotti aumentando notevolmente la loro popolazione. Molti sono stati i piccoli di Corydoras di appena 1cm che costantemente recuperavo nel vano di caduta del filtro sump. 19 gennaio 2013 – I cambi hanno oramai alleggerito il colore piuttosto scuro dell’acqua e tutto sembra molto più naturale. E’ la condizione ottimale per fare un primo leggero restyling che avviene con l’inserimento (tra i ciottoli) di piante poco esigenti quali Microsorum narrow e M.pteropus oltre al leggero rialzo del fondo nei punti in cui vengono collocati alcuni filamenti di Vallisneria spiralis. I pesci sembrano gradire e nuotano rincorrendosi tra gli alti steli della Vallisneria. Ma torniamo ai protagonisti di questa avventura. 10 maggio 2013: sono trascorsi poco meno di 14 mesi dall’avvio della vasca e circa 11 dall’immissione dei pesci: in questo lungo periodo ho dedicato molto tempo all’osservazione. Stavo compiendo i miei primi passi con dei selvatici e l’attenzione era diventata quasi maniacale…. respirazione, movimenti e/o comportamenti strani, ecc.. erano i principali aspetti che controllavo quotidianamente. Mi nascondevo per poterli osservare cercando di cogliere quanto più possibile dal loro comportamento. Ciò che mi rassicurava era il fatto che mangiassero con avidità e si presentassero sempre eccitatissimi davanti al vetro frontale ogni volta che passavo davanti la vasca o facevo solo il cenno di alimentarli. Sapevo anche che erano e sono pesci di branco e che l’unione fa la forza. 12 Altum erano il numero corretto e la vasca spaziosa, studiata appositamente per loro, era il loro habitat perfetto. C’è voluto comunque un mese perché si adattassero e potessero prendere la piena confidenza con il nuovo ambiente, anche se avevano accettato il cibo sin nella prima ora dalla loro immissione in vasca. Nel frattempo osservavo un lentissimo costante calo del pH, segno che il filtro stava funzionando correttamente. Anche i cambi, effettuati per diluizione, non apportavano alcuna variazione significativa di pH che rimaneva sempre stabilissimo su un valore piuttosto acido (5,5): i pesci erano tranquilli e fortemente incuriositi da questa “fontanella” che facevo cadere lentamente da pochi centimetri sopra il livello dell’acqua e che riempiva di bollicine la zona circostante. Nella realtà erano li, attenti, perché aspettavano che qualcosa da mangiare cadesse in vasca. Sono pesci molto intelligenti, e sono certo che sono capaci di riconoscere chi, di fatto, si prende cura di loro. Trovo la ragione di ciò nel fatto che li alimento versando il cibo in vasca con un bicchiere di plastica nel quale ho riposto il cibo scongelato: nel momento in cui vedono il bicchiere è per loro una festa, cosa che non fanno se mi trovo a passare senza nulla in mano. Devo dire che non ho mai osservato segni di disagio o di malessere, anzi con il tempo si sono completamente impossessati del loro nuovo ambiente e sono iniziate le prime lotte gerarchiche per contendersi le zone migliori che offriva la vasca. Oggi il loro ambiente è diviso a metà, da un lato il dominante e dall’altra gli altri 11. Quando si mangia, però, sempre sono pronti a riunirsi in un unico branco. Una particolarità del loro comportamento viene appunto dalla fase di alimentazione. Ho osservato più volte che mentre si alimentano due o più soggetti sono sempre attenti a controllare la situazione circostante, scambiandosi costantemente di ruolo. E’ vero che sono considerati predatori, ma conservano comunque l’essere consapevoli che potrebbero essere a loro volta predati. Credo che questo comportamento nasca proprio da loro naturale istinto alla sopravvivenza. Altro particolare: allo spegnimento della prima coppia di luci iniziano gli scontri (che vanno poi lentamente affievolendosi) in cui si mostrano in la loro forza con le pinne completamente aperte e distese. Anche questo particolare comportamento ritengo sia legato al fatto di essere dei wild e quindi alla necessità di “assicurarsi” il posto migliore per la notte, sempre per non essere predati. Ovviamente non entrano mai nello spazio controllato dal dominante ad eccezione di quel soggetto che sembra invece averne il pieno accesso, collocandosi di fatto a poche decine di centimetri da lui. Dopo questo breve racconto, dove ritengo di aver messo a nudo tutta la mia esperienza con questi meravigliosi pesci, posso affermare con assoluta certezza che non sono affatto pesci difficili e particolarmente esigenti. Certamente hanno necessità di attenzione, ma questo vale per tutti i pesci. L’igiene in vasca, poi, l’ho sempre considerata un master. L’età non dovrebbe essere superiore ai 18 mesi, considerando il tempo in vasca e l’età stimata all’arrivo. Ciò si può dedurre dal fatto che non hanno ancora completamente evidenziato quella particolare “virgoletta rossa” che si manifesta nella parte posteriore dell’occhio intorno ai 20 mesi di età. I classici puntini rosso/blu che si manifestano sulla dorsale hanno invece iniziato a mostrarsi nella loro più evidente tonalità. Le dimensioni al momento raggiunte sono sui 27/28cm, sorprendentemente molto lunghi, con una circonferenza corporea sui 7cm, caudale esclusa. Ed infine le informazioni che tutti si aspettano: Vasca: commerciale 200x50x60 con mobile di supporto artigianale (al suo interno sono contenuti il filtro sump e la vasca di stabulazione). Filtraggio: filtro sump 70x40x50 realizzato rilavorando una vasca commerciale. Il comparto meccanico è costituito da una spugna media alta 10cm sulla quale è posto un triplo strato di lana di perlon, mentre il comparto biologico è costituito da 2 vani in cui sono inseriti 10 litri di siporax da 25mm. Lo scarico in sump avviene tramite overflow. Il filtro è inoltre dotato di troppo pieno e coperchio per limitare l’evaporazione ed è completamente coibentato con pannelli di polistirolo, dei quali quello frontale è rimovibile. Vasca di stabulazione: vasca commerciale 120x40x50. La vasca è coibentata con pannelli di polistirolo ed è dotata di coperchio rimovibile. Al suo interno sono collocati un riscaldatore e una piccola pompa di risalita. Illuminazione: è affidata ad un plafoniera dalla quale sono stati rimossi i neon e sostituiti con 4 spot led 6W 2x2700W e 2x6500W. Il fotoperiodo è di 10 ore. Gli spot led si accendono e si spengono a coppia con accensione/spegnimento di una coppia sull’altra di 1 ora. Allestimento: un grosso ramo di quercia che corre in parte rialzato dal fondo lungo tutta la vasca. Ulteriori rami di quercia appoggiati al precedente Alcuni ciottoli di fiume posti a ridosso del ramo principale. Sono presenti Microsorum narrow e M.pteropus, Vallisneria spiralis, Juncus repens. Fondo: circa 30kg di sabbia fine beige/bianca miscelata al 50%. Riscaldamento: 2x300W Jager Popolazione: 12 Pterophyllum Altum, Rio Atabapo, 20 Corydoras Sterbay, 2 Sturisoma Panamensis, 1 Hyphessobrycon Herbertaxelrodi (Black Neon ….. è stato un azzardo, è l’unico superstite di uno spietato banchetto). Alimentazione: utilizzo esclusivamente un mix di cibo surgelato come artemia, mysis, daphnia, cyclops, moscerini e chironomus, sciolto in acqua di rubinetto e lavato in un colino sotto acqua corrente. Utilizzo anche chironomus liofilizzato. Integro saltuariamente l’alimentazione con daphnia viva e, in estate, quando è possibile, con larve di zanzara che recupero abbondanti in un contenitore dove a volte raccolgo anche del chironomus e altri piccoli insetti acquatici. Non hanno mai completamente apprezzato il granulato ma, forse, questa è una mia colpa. Ne somministro comunque qualche granello che è raggiunto e mangiato solamente da un paio di Altum. Il resto finisce in pasto ai Corydoras. Normalmente sono alimentati “abbondantemente” una volta al giorno. Il venerdì, il sabato e la domenica, se posso, li alimento due volte al giorno in quantità più ridotta. La quantità di cibo che somministro è quella che riescono a mangiare in meno di 2 minuti. Sono pesci molto voraci e riescono in pochissimo tempo ad eliminare dall’acqua anche i pezzetti di cibo più piccoli continuando poi a rovistare sul fondo tra i Corydoras e gli Sturisoma. Conduzione: effettuo cambi solo per diluizione quando la conducibilità e/o il livello di NO3 raggiunge il limite di da me imposto. Attraverso una pompa di risalita l’acqua dalla vasca di stabulazione giunge direttamente in vasca con una portata iniziale di 80 l/h. Per un cambio si impiegano circa 3,5 ore. L’acqua in eccesso, così diluita, fuoriesce da un troppo pieno collocato nel vano pompa del filtro sump. L’acqua dei cambi la preparo 1 settimana prima ed è costituita al 40% RO e al 60% di sorgente. In quest’ultima percentuale aggiungo un minimo di biocondizionatore. I valori di KH/GH, per quanto possano essere utili, ottenuti dalla miscelazione RO/sorgente sono rispettivamente 1,2 e 2,4. Manutenzione: rimuovo e sostituisco la sola lana di perlon arrotolandola su se stessa senza spegnere la pompa di risalita quando noto differenza di livello tra il comparto meccanico e il successivo vano biologico. Pulisco la spugna solo se lo ritengo necessario. Sifono il fondo quando è strettamente necessario. I 20 Corydoras e i 2 Sturisoma che non alimento assolutamente con cibi specifici, sono sempre alla ricerca degli avanzi mantenendo pulito il fondo e gli arredi della vasca. Valori dell’acqua : pH 4.3, µs 180, NO3 10, T 28,5°C. Questo articolo è dedicato a Livia, per avermi spronato in questa meravigliosa avventura, a Christian, per avermi aperto un mondo del tutto sconosciuto, a Stefano Toncelli e a Fabio Scarpa, per avermi lungamente sopportato al telefono. Spero che questa mia esperienza possa essere di aiuto a tutti coloro che vorranno dedicarsi a una nuova avventura, ovviamente wild !


Gli Acquari di MondoDiscus

Siamo lieti di presentare  la nostra sezione dedicata ai vostri acquari per Discus, ma non solo. Chi fosse interessato alla pubblicazione sul nostro portale può contattare la nostra redazione oppure è sufficiente spedire la scheda tecnica con allegate le fotografie a: info@mondodiscus.com La scheda tecnica dovrà contenere tutte le informazioni dettagliate sull'acquario (vasca, accessori e allestimento) e sui pesci presenti (discus e ospiti). Inoltre è opportuno accompagnare la scheda con informazioni generali inerenti la gestione di tutto l'ecosistema acquatico: trattamento dell'acqua, uso di biocondizionatori, fertilizzanti, cambiamento dell'acqua e cura delle piante, eventuali trattamenti medicali per i pesci e soprattutto l'alimentazione dei nostri beniamini. L'idea è quella di creare un diario di bordo "personale" dove ognuno di voi annota i vari cambiamenti aggiornabili direttamente sul sito. Pertanto dar vita ad una sezione viva. Aggiornabile nel tempo con ulteriori fotografie e implementazioni di testo.


Acquari italiani: la vasca di Luca Spaltro

  GLI ACQUARI ITALIANI LUCA SPALTRO   Vasca: Ferplast Dubai 240 litri,  misure 120x41x56. Filtraggio: due filtri esterni. Un pratiko 300 caricato con wave glax ring  ed un jbl e901 caricato con wave glax ring e glax stone. Torba granulare in ambedue i filtri. Pulisco il reparto meccanico dei due filtri una volta alla settimana. Fondo: sabbia di granulometria fine della wave color ambra. Piante: Limnobium laevigatum e lemna minor. Valori acqua in vasca: Kh 0, ph 5,5, no2 0, no3 25, po4 1, T. 28, conducibilità 180. Gestione: allo stato non faccio cambi acqua, ma solo due reintegri di 10 litri ciascuno a settimana. L’acqua per i reintegri è composta da 19 litri di acqua di osmosi e 1 litro di acqua di rete. Illuminazione: un neon posteriore da 39w/830 e l’altro anteriore da 39w/865 (utilizzo quelli della philips o della osram). Fotoperiodo di  11 ore (dalle ore 13,00 alle ore 24,00). Popolazione: 7 discus blue nhamunda, 16 cory sterbay, 3 otocinclus, 3 badis badis e 10 cardinali.                 Un grazie di cuore allo staff  e agli utenti di mondodiscus.    


Acquari italiani: la vasca di Michele Barbieri

BIOTOPO DI COMUNITA’ PER DISCUS Michele Barbieri     VASCA: Vasca in cristallo progettata e auto costruita, con filtro interno. Questa vasca è stata concepita per un acquario marino nel 1998, compito che ha assolto sino il 2003. Quando è stata dismessa. La vasca ha le seguenti dimensioni 140 x 50 x 60h cm. Vetro cristallo spessore 1,5cm. Per un totale di 330 l. Lo scomparto filtrante è ottenuto con un vetro opaline da 0,5cm e la portata effettiva del filtro è di 35 l netti. La parte superiore è chiusa, alloggia le mensole per l’illuminazione. E barre in vetro di rinforzo lungo i lati maggiori che svolgono la funzione di reggere i coperchi, anch’essi in vetro, e limitare al massimo l’evaporazione. ILLUMINAZIONE: La vasca è collocata in una spaziosa sala, dove tramite un’ ampia vetrata riceve luce indiretta. All’interno sono collocati quattro neon T8 da 38 W due Hi-lite e due Silvana Acquastar, a coppie collegati a due timer, così programmati: 12- 20 e 13 -19, per un totale di luce artificiale di otto ore. FILTRAGGIO: Come esposto in precedenza, la vasca è dotata di un filtro interno che è suddiviso in quattro stadi, così predisposto. 1)   Ingresso acqua di decantazione dove è alloggiato un termostato da 300 W. 2)   Lana di perlon e canolicchi ceramici  per ½ colonna d’ acqua 3)   Canolicchi ceramici e roccia di lava in pezzi. All’occorrenza carbone attivo, o torba, per il totale della colonna d’acqua. 4)   Ghiaietto di quarzo ¼ colonna d’acqua e un pezzo di spugna sintetica grossa porosità su cui è posta una pompa centrifuga Sacem da 1000 l/h. Tutti i materiali citati sono collocati in appositi sacchetti contenitivi. In vasca collocata tramite supporto a calamita al vetro opaline vi è una pompa Whave  da 1600 l/h per movimento superficiale dell’acqua ed evitare pericolosi ristagni. I due flussi delle pompe sono opposti ed assicurano un forte movimento d’acqua senza tuttavia creare fastidiose turbolenze. ALLESTIMENTO: Esternamente alla parete posteriore ho applicato un foglio di carta adesiva di colore marrone Beige, con la crescita della vegetazione sarà coperta pressoché interamente. Bozzetto di allestimento. Per il fondo ho usato del ghiaietto di due granulometrie, una fine ed una più grossa (30kg in totale) circa da 1 a 3 mm. Ponendo quello fine davanti e quello grosso verso gli angoli sul retro dove ho creato due terrazze, progettate per ospitare le piante, utilizzando due tegole in cotto poste in diagonale (come si vede in figura) appoggiate sul fondo, queste fungono molto bene da supporto per le radici e da nascondigli per vari pesci (tipo Botia) . La ghiaia è di colore bruno, e varia di spessore dai 2 cm in primo piano sino i 5-6 nelle terrazze. Sotto le zone dove previste le piante ho inserito del fertilizzante Tetra Plant (5,8kg). Ho inserito poi dei sassi per dare continuità tra fondale e “primo piano” e creare altri piccoli terrazzamenti.  Ovviamente prima di tutto ho posizionato tre grosse radici di Giava più altri vari pezzi sopra ed intorno alle tegole . Torba, Old Black, Mopani. L’allestimento è stato creato in modo di dare naturalezza. L’installazione non sono mai parallele ai vetri (come si può vedere dal bozzetto) creando profondità, evitando così quel senso di appiattimento che spesso si vede in certe vasche, tutto in base ad un ipotetico punto di vista e un punto di fuga. Ho lasciato poi sul fondo pezzetti di legno e inserito foglie di Catappa , che re integro all’ occorrenza. Ho completato con un paio di radici appese dall’alto davanti al vetro posteriore . ACQUA: L’acqua proviene da un impianto osmotico che alimenta una vasca di deposito da 120 litri. La vasca è stata divisa in modo da creare un filtro interno caricato a spugna sintetica molto grossa. Internamente è collocata una pompa da 600 l/h che mantiene l’acqua in costante movimento e ha la doppia funzione di far circolare l’acqua e tramite un rubinetto poter attingere. La vasca è collocata in esterno, su un terrazzo chiuso, e molto ben schermata alla luce.  Per i cambi d’acqua che faccio settimanalmente 30 l, utilizzo una tanica a botte in PVC con ruote, al cui interno ho collocato un termostato, un termometro e una pompa da 400 l/h che mi occorre per i vari passaggi d’acqua nel cambio. L’acqua di cambio è preparata un giorno prima e aggiungo, non sempre, sali minerali della SERA. Prevedo anche periodici rabbocchi settimanali con solo acqua di osmosi di circa 4 l. Questi, soprattutto in estate per fare fronte all’evaporazione . VALORI ACQUA. T 28° Ph 7 No2 assenti Kh 4 Gh 4 Cond 129 GESTIONE: Oltre i periodici cambi d’acqua, come sopra descritto, provvedo in concomitanza al cambio della lana di perlon. Aggiungo giornalmente della Seachem linea Flourish , Potassium e Excel carbone organico. Ovviamente piccole e varie manutenzioni alle piante Ecc. TRATTAMENTI MEDICINALI: Purtroppo ho dovuto fare fronte a un’infestazione di Ichtyophthirius a un Botia. Ho utilizzato (come indicato dal buggiardino) del Fauna Mur della AQ. Ho alzato la temperatura sino 30 ° e sospeso i cambi di acqua il tutto per venti giorni. L’esito è stato positivo. Di seguito ho provveduto a ripristinare la normale routine e ad un abbondante filtraggio a carbone attivo. PIANTE: Valisneria Anubias barteri nana Echinodorus bleheri Lilaeopisis nuovea-zeelandiae Griptocoryne wendtii. Muschio di jiava Nymphaea zenkeri OSPITI: 6 Discus 2 Botia Macracantha 2 Pleocostomus 20 Paracheriodon Innesi (neon) 6 Corydoras Aeneus 3 Corydoras Schwartzi 5 Corydoras Panda 4 lumache ALIMENTAZIONE: L’alimentazione principale è costituita da secco. Tetra Discus; Sera Flora che contiene 5,3% di spirulina e Nuovo Tab della JBL.  I primi due li somministro in piccole dosi 4/5 volte nel periodo di accensione massima delle lampade. Una volta a settimana somministro larve di chyronomus con aggiunto un pizzico di sale, poi zucchetti, carote, piselli. Se e quando capita si prepari pesce in casa somministro gamberetti, o altro , come chicca, ma anche pezzetti di carne rossa. COMMENTO: Ho cercato con questo rientro a un grande amore che è l’acquariofilia e a una nuova avventura che sono i Discus, come sempre, di dare ai miei ospiti un pezzetto del loro Habitat più naturale e vicino possibile alla realtà e ricreare quell’equilibrio di cui madre natura è maestra. Ritengo che l’acquario stesso, sia, come i suoi ospiti, un sistema vivente in continua evoluzione e cambiamento. Questo è il mio pensiero quando allestisco una vasca, come è e come diventerà. Questa vasca che non ha ancora quattro mesi è in pieno evolversi e divenire, e due giorni fa e stata testimone del primo tentativo di riproduzione e di deposizione da parte di due miei ospiti.


Acquari italiani: la vasca di Michele Gagliardi

La vasca di Michele Gagliardi VASCA: Vasca artigianale 150x60x65, vetro extrachiaro senza tiranti superiori. Vasca aperta, chiusa successivamente con pannelli di plexiglass trasparente. FILTRAGGIO: sump ricavata da un acquario da 120 litri, caricata come filtro d'Amburgo con 2 grosse spugne blu, e 2 insufflatori per ognuna che rimandano aria/acqua contro corrente rispetto al normale passaggio dell'acqua nel filtro. In più, collegato in sump, lavora un Eheim 2080 caricato parzialmente come da libretto con maggior quantità di lana, collegato con lampada UV ILLUMINAZIONE: Plafoniera creata da me, montata a soffitto con 7 faretti da 10 w l'uno, 2 ibridi attinici (uno alba e uno tramonto) 3 bianco 6000 K e 2 bianco 3500 K, gestiti da una ciabatta programmabile via USB. Fotoperiodo compresa alba e tramonto di circa 11,30 ore. ALLESTIMENTO: Protagonista dell'allestimento è una grossa radice lunga tutta la vasca appesa con due ganci a dei profilati appoggiati sul bordo della vasca, tocca leggermente sul fondo. Gruppo di radici appese anch'esse a dei profilati di alluminio appoggiati sulla vasca. Qualche ciottolo di fiume ammucchiato sulla destra, in fondo dove appoggiano altri piccole radici, e tane dei loricaridi. FONDO: Sabbia fine bianco. PIANTE: Vallisneria, dove riesce ad attecchire, dove non viene sradicata dai pesci. Galleggianti: pistia strationes e Limnobium Laevigatum Ho inserito una serie di piante fuori la vasca, come pathos, spatifillium e altre di cui purtroppo ho scordato il nome, alloggiate sul bordo vasca in vecchie nursery riempite di argilla espansa o agganciate alle radici appese. Da poco ho inserito anche qualche piantina di mangrovia che sembra attecchire molto bene. ACQUA: acqua prodotta da un impianto che mi miscela osmosi e acqua prefiltrata, collegato a timer per irrigazione da giardino, l'acqua prodotta finisce in vasca ed il cambio avviene per troppo pieno. Una volta la settimana o quando ne vedo la necessità faccio un cambio aggiuntivo aspirando la sporcizia dal fondo. PESCI: 13 discus wild, di cui 3 green, 4 browm e 6 blu (alcuni probabilmente Heckel Cross) del Nahamunda 6 Altum F3 del Rio Inirida 4 L14, 6 L134, 2 Peckoltie Vittata, Un panaque Papa, un panaque simil nigroleatus e altri svariati loricaridi. ALIMENTAZIONE: La più varia possibile, granulato, chironomus congelati, artemia sia congelata che liofilizzata e pastone congelato.                              


Acquari italiani: La vasca di Ale Vitale

La vasca di Ale Vitale di Alevitale     VASCA L'acquario delle foto è una wave classic, le cui misure sono 150 x 50 x 65h (430 lt.) FILTRAGGIO Al momento sono attivi tre filtri esterni della ditta Eheim, due 2026 - di cui uno con lampada UV - ed un 2028. ILLUMINAZIONE Quattro neon t8 x 36w, due plant power e due tropical river in dotazione con la vasca. Il fotoperiodo è di nove ore per un gruppo luci e sette per l'altro; il secondo gruppo di luci si accende un'ora dopo e si spegne un'ora prima. ALLESTIMENTO Tre grosse radici old black wood formano una composizione ad arco a centro vasca. Lo sfondo fotografico esterno rappresenta radici e rocce ed è posizionato su un lato lungo ed uno corto. Sono installati due riscaldatori ed un areatore con pietra porosa. FONDO Ghiaietto multicolor la cui granulometria è di  2/3 mm. E' necessario un totale di 30 kg. per ottenere uno strato uniforme di circa 5 cm. Non ho usato substrato prefertilizzato. PIANTE Vallisneria gigantea, Hygrophila siamensis, Sagittaria pusilla, Cryptocoryne Nevillii. FERTILIZZAZIONE Sotto i gruppi di piante ho inserito Fluorish tabs e non ho usato ulteriori prodotti.   GESTIONE pianto, acqua osmotica che stabulo per una settimana in  un  fusto da 150 lt., con l'aggiunta di un mix di sali. Il fusto contiene una piccola pompa di movimento, un riscaldatore ed unli. ACQUA In vasca mantengo costanti i seguenti parametri: - PH                        5,3 / 5,8 - EC                        0,1 - GH                        3 - KH                        1 - NO2                      assenti - NO3                      max 10 mg./l - TEMPERATURA    29°   POPOLAZIONE 15 Callistus 20 Corydoras di vario tipo 20 Neritine 1 Pekoltia 6 Discus F1 Royal Blue X Semi-Royal Rio Nhamundà di circa due anni di età     RITORNA IN HOME PAGE I VOSTRI ACQUARI    


Acquari italiani: La vasca di Roberto Fornaciari

La vasca di Roberto Fornaciari di Roberto Fornaciari     VASCA L'acquario in foto è una vasca artigianale con le misure di 160 x 55 x 75h- colonna d'acqua di 65 cm (600 lt circa.) FILTRAGGIO E RISCALDAMENTO Due filtri esterni: un Askoll pratiko 400 e un Eheim prof3- 2075. Lampada UV-C accesa 24h. 2 termoriscaldatori da 300 watt Jager. Areatore acceso  24h. ILLUMINAZIONE Due neon da 38 watt Arcadia Original tropic . Ho scelto di avere poca luce visto che non ho piante sul fondo ma solo galleggianti. ALLESTIMENTO Come sfondo un semplice cartoncino nero.. Il fondo dell'acquario è di ghiaino 1-2 mm  di due differenti colori (bianco e rosella) mescolati tra di loro.   PIANTE Solo galleggianti: Limnobium laevigatum, Pistia stratiotes e Lemna minor (nessuno l'ha invitata ma è arrivata lo stesso...). FERTILIZZAZIONE PMMD di Fabio Scarpa  per nutrire le galleggianti.. quando mi ricordo   GESTIONE Utilizzo solo acqua d'osmosi arricchita con i sali Preiss,questa viene stabulata in un contenitore di 120 litri e tenuta in movimento da una pompa. L'acqua per i cambi ha una conducibilità di 100 microsiemens. Cambio in media 150 litri ogni 10-15 gg. Ho notato che i miei discus stanno meglio con acqua vecchia, aspiro i residui dal fondo e integro  l'acqua con del biocondizionatore e una fiala di Biodigest. ACQUA In vasca mantengo costanti i seguenti parametri: - PH                        6,3 - KH                        2 - NO2                      assenti - NO3                      20 mg./l - Po4                      0,6 mg/l - TEMPERATURA       28° CONDUCIBILITA'       160-180 microsiemens POPOLAZIONE 12Corydoras aneus che si riproducono ciclicamente 2 Rineloricarie di cui 1 Red. 3 sturisoma panamensis 6 DiscusGreen Tefè. L'alimentazione dei pesci è data da granulati diversi, spirulina,artemia tubifex liofilizzati e talvolta  chironomi congelati, il tutto alternato 2-3 volte al giorno     RITORNA IN HOME PAGE I VOSTRI ACQUARI  


Acquari italiani: La vasca di Andrea Scarenzi

La vasca di Andrea Scarenzi   di Andrea Scarenzi (Fashion)     VASCA :   la vasca è una w400 l netti. FILTRAGGIO: Due filtri esterni: eheim 2028 e un eheim Ecco. ILLUMINAZIONE:4 neon t5 da 54 watt. ALLESTIMENTO:  le piante sono 2 echinodorus bleherii, 3 nymphaea lotus red,1anubias nana ,1 echinodorus supp.. e due cryptocoryne.L' arredamento della vasca viene completato da tre radici due grosse e una più piccola , alcuni sassi pagoda e come fondo del ghiaino di spessore fine blek e white per uno spessore di circa 4 centimetri.L' areatore è acceso 24 ore al giorno. VALORI DELL'ACQUA: Ph  6,5 KH 2 GH 5 NO2   0 NO3  35 MANUTENZIONE:faccio un cambio a settimana con acqua di rubinetto stabulata aggiungendo comunque del biocondizionatore e del phrain- della wave per portare il ph al grado desiderato, cambio 100 l a settimana         POPOLAZIONE:  9 discus di cui 2 brown,1 blu ,1rossoturchese,1turcheserosso,2 leopard e due pidgeon.in oltre cihe 3 ancistebra e  untry. ALIMENTAZIONE: l' alimentazione consiste in 3 pasti al giorno ruotando con granuli tetra prima , shg hired e quelli di marco per il mantenimento .scaglie d50 tropical ,spirulina,krill . e per finire chironomus ,artemie e tubifex liofilizzati un paio di volte a settimana .     RITORNA IN HOME PAGE I VOSTRI ACQUARI  


Acquari italiani: la vasca di Diego Marinelli


Acquari italiani: La vasca di Bartolomeo Catalano

 


Mondo Discus
© 2013