Acquari italiani: la vasca di Diego Marinelli

18 aprile 2012

 

 


LA VASCA DI DIEGO MARINELLI

 


Note sulla gestione:

Spesso si sente parlare di acquari «Hight Tech» e di gestioni «spinte» con elevata intensità luminosa  e massiccia somministrazione di anidride carbonica e di fertilizzanti:

posso sicuramente affermare che quest’acquario ne rappresenti un ottimo esempio.

Si parla di gestione spinta quando, attraverso l’aumento proporzionale dei suddetti fattori, si porta il metabolismo delle piante a livelli molto alti, allo scopo di ottenere una crescita molto veloce delle specie vegetali e quindi una rapida evoluzione del layout; o per assistere a spettacolari fenomeni come il perlage della Riccia Fluitans. Bisogna considerare poi che molte specie esigenti e difficili da coltivare danno il meglio di sè solo con gestioni di questo genere.

Nell’acquario in esempio i 4 neon t5 da 39watt per 9 ore al giorno e le 3 o più bolle al secondo di CO2 su 160 litri netti, spingevano le piante a consumare quantità incredibili di macro e micro elementi: somministravo ogni tre giorni Nitrati e Fosfati nel rapporto di 10:1, che venivano regolarmante tutti consumati ; in aggiunta a Potassio, Ferro e Microelementi.

 

 

C’è da sottolineare che le piante coltivate erano per il 70% specie a crescita veloce e che la loro massa vegetale era davvero enorme , così come la crescita di molte specie che mi imponevano potature quindicinali. In quest’allestimento ho potuto coltivare piante esigenti come la Rotala wallichii, Ludwigia inclinata var. verticillata ‘Cuba’, Blixia japonica; piante a crescita veloce come Rotala Rotundifolia, Riccia Fluitans, Heteranthera zosterifolia e  micranthemum micranthemoides.
I cambi d’acqua erano settimanali del 30% circa.

I vantaggi che si ottengono con una conduzione del genere sono principalmente di natura estetica: infatti era mio interesse ottenere in breve un layuot con i caratteristici «cespugli» di Rotala e di Micranthemum a rappresentare le chiome di alberi, così come osservare la crescita di specie difficili come la  Ludwigia inclinata var. verticillata «Cuba» o lasciarmi affascinare dal perlage prodotto dalla fotosintesi clorofilliana.

Non nascondo che tale gestione comporti anche alcuni svantaggi come una faticosa manutenzione con elevate esigenze di potatura e rischi di esplosioni algali in caso di errori nelle fertilizzazione.

 

Diego Marinelli www.aquaproject.it

 




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