Mondo Caridine: Cristian Ghia su MondoDiscus

9 gennaio 2012

Cristian Ghia su MondoDiscus

fotografie di Sebastian Prati

 


Chi è Cristian Ghia?

 

Nato nel 1974, ho sempre amato l’ambiente in cui ho vissuto, l’Oltrepò Pavese. Luogo, che mi ha permesso di apprezzare in ogni sua forma la Natura. Proprio la grande attrazione verso la natura ed in particolare gli ambienti acquatici ha fatto si che mi trovassi sempre a contatto con l’acqua.

 

Quando sei approdato al mondo acquatico?

 

 

 

Come precedentemente accennato, sono sempre stato attratto da tutto ciò che rappresentava un ambiente acquatico, da piccino i pesci e gli esseri maggiori erano ciò che ricercavo, ammiravo ,studiavo e amavo. Pian piano crescendo la mia passione si è spostata anche su tutto ciò che viveva in acqua dai “scrolacu”, così si chiamano nel nostro dialetto le larve di zanzara, ai girini, alle varie larve di insetti e tutto ciò che era anche piccolo e spesso poco conosciuto. Poi ammetto che ho avuto l’immensa fortuna di dare seguito a questa mia passione, avendo l’opportunità di studiare e conoscere molte creature che popolano i nostri acquari, documentandomi con esperti e “aiutando” grossisti e allevatori nel loro lavoro, dallo specialista in pesci rarissimi, rigorosamente d’acqua dolce e SELVATICI all’impianto Ittico, dove tra trote, storioni, carpe e persici reali potevo addentrarmi sempre di più in questo meraviglioso mondo.

 

Cosa colpisce di più delle caridine?

 

Le caridine, ma non solo, mi hanno colpito perché ho trovato in loro un alleato per salvare dei poveri pesciolini rossi dalla deprimente vita in vaschette di 10lt o poco più. Ho conosciuto per caso questi esserini colorati parecchi anni fa, durante una visita ad Interzoo, dopo di che ho iniziato a vederle nei primi negozi specializzati e Garden. Nel 2006 ho quindi iniziato ad interessarmi alle condizioni di vita di questi esserini studiando la loro adattabilità alle variazioni dei parametri chimico-fisici dell’acqua. La mia, specifico, è una esperienza totalmente personale e trae sempre spunto dagli ambienti naturali da cui essi provengono, motivo per il quale ho iniziato a studiare e continuo tutt’ora proprio partendo dai biotopi d’origine.

 

Ci racconti brevemente un po’ di storia sulle Caridine?

 

La storia sulle Caridine non si può raccontare in breve, ne tanto meno penso di essere la persona giusta per raccontarla, visto che non sono ne un dottore ne un reale ricercatore, ma un semplice appassionato a cui piace apprende quanto più possibile del biotopo da cui provengono i propri amati esserini prima di cimentarsi in qualsiasi forma di allevamento e riproduzione. Le Caridina multidentata furono presentate al pubblico da T. Amano, mentre le crystal red sono il risultato di una fortuita mutazione ottenuta nel 1996 presso l’allevamento di Mr. Suzuki, un uomo che ha poi continuato a selezionarle, nell’ottica della ricerca della perfezione che contraddistingue i giapponesi. L’avvento delle crystal red ha poi contribuito in modo sostanziale alla diffusione di queste bellissime bestioline.

 


 

 

Il tuo impianto di quante vasche è composto?

 

L’impianto è composta da sole 40 vasche site nella stanzetta che gli amici visitano e da un’ulteriore ventina nel mio piccolo mondo, che per svariati motivi è riservato e molto personale.

 

Che tipo di attrezzatura utilizzi?

 

Nella stanzetta, che è la parte visibile della mia passione, per questioni pratiche, uso esclusivamente acquarietti TETRA da 20 e 60lt. Essendo abituato a sfruttare ciò che ho nelle mani cercando di sfruttarne al massimo le potenzialità, uso i filtri in dotazione ossia l’easy crystal nei 60lt e il filtro ad aria in quelli da 20lt.

 

Qual’è l’investimento mensile che comporta un impianto come quello tuo?

 

L’investimento mensile principale riguarda soprattutto il tempo impiegato nella ricerca e nello studio dei biotopi, e l’applicazione di quanto appreso riportato alla realtà dell’allevamento.  La stanzetta in cui allevo è ben areata e luminosa, sfruttando l’illuminazione indiretta naturale riduco al minimo l’utilizzo della luce artificiale, inoltre il locale è riscaldato solo il necessario. L’investimento principale è stato l’acquisto di un impianto ad osmosi e microfiltrazione professionale da 350l/h della culligan, ossia quello che viene utilizzato nei laboratori di analisi. Un altro investimento è quello derivato dalla costante ricerca di esemplari nuovi e di qualità sempre più elevata.

 


 

 

 

Ci descrivi come gestisci le vasche, l’acqua, i valori ideali, il mangime etc.

 

L’acqua è per me la parte essenziale, per questo motivo presto particolare attenzione alla qualità della stessa. Utilizzo esclusivamente acqua d’osmosi addizionata di sali se necessario, secondo le necessità delle specie allevate. Nella stanzetta allevo  Caridina cf. cantonensis, Neocaridina denticulata sinensis, Neocaridina cf. heteropoda , Neocaridina cf. zanjiajiensis e Paracaridina sp. La gestione delle vasche è minimalista, in tutte le vasche sono presenti piante a crescita rapida (Ceratophyllum) non mancano materiali porosi, foglie e corteccia di catappa o altre piante, rifugi e lumachine. Utilizzo e sperimento svariati fondi e mangimi. Attualmente con Sebastian Prati, mente e parte razionale di shrimpsandmosses.com , dopo aver testato ogni sorta di mangime commerciale o meno, sono in procinto di affinare una serie di mangimi vegetali in grado di garantire una continua variazione del menù e l’apporto delle giuste sostanze nutrizionali necessarie alla crescita, riproduzione e rafforzamento del sistema immunitario.

 

 

Esistono malattie che colpiscono questi minuscoli invertebrati?

 

Esistono, personalmente all’inizio della mia avventura  mi sono ritrovato a combattere contro la “ruggine” e attualmente riceviamo per studio differenti gamberetti affetti da altrettante patologie per testare eventuali rimedi naturali. Dato che ricerchiamo metodi naturali non distruttivi per l’ecosistema creatosi negli acquari, utilizziamo rimedi naturali come per esempio Terminalia catappa, aglio, alge, ecc. Rammendiamo però che se le vasche sono gestite in modo ottimale e se si rispettano alcune regole basilari, i nostri gamberetti difficilmente verranno a contatto con patologie e vivranno più a lungo.

 

 

Se si, esistono anche terapie adeguate per curarle?

 

Non esistono vere e proprie terapie comprovate scientificamente, ma cure empiriche nate da sperimentazioni ed osservazioni in vasca.

 

Qual’è l’aspetto più importante nell’allevare le Caridine?

 

Innanzitutto studiare ciò che si vuole allevare, non avere assolutamente fretta di inserire i gamberetti , avere vasche che rispettino le loro esigenze, farsi aiutare dalla natura stessa a gestire le vasche, quindi piante a crescita rapida ed un ottima flora batterica. Chi inizia bene una vasca dovrà tribulare molto meno a gestirla e questo non solo comporta un notevole risparmio in termini di tempo ma anche minor stress per i gamberetti .

 

Esistono varianti più pregiate sul mercato. A cosa è dovuto questo pregio?

 

Come in tutti i settori e gli hobby vi è anche qui la novità , la selezione o l’esemplare ”perfetto” e questo dona valore e pregio. Esistono gamberetti selvatici con colorazioni poco appariscenti ma che valgono moltissimi soldi per la loro difficoltà di reperimento, come pure gamberetti che hanno una genetica e una selezione alla base tale, da farli valere moltissimo. Le selezioni più recenti fintanto che sono presenti in quantità infinitesimali sul mercato hanno un grande valore, che va a decrescere man mano che vengono riprodotte e diffuse.

 

Tu fai selezione? Hai avuto modo di selezionare nuovi ceppi?

 

Allevo oltre 30 varietà/specie differenti di gamberetti, tra cui alcune selezioni particolari ed alcune red bee pure line (Hakata ebi, e presto altre) ; nel mio piccolo faccio della selezione, ma non sono un vero e proprio selezionatore… Solo di recente sto sperimentando il piacere di selezionare alcune varietà di gamberetti, per fissare alcune loro caratteristiche  in modo da creare delle linee riconoscibili come produzione shrimpsandmosses 🙂

 

Ti sei ispirato a qualche allevatore famoso?

 

La natura in primis, poi seguo molto i lavori dei maestri asiatici e dei maestri tedeschi, ammiro il lavoro di molti e forse meglio dire di tutti coloro che ci mettono cuore e passione anche se il loro metodo di allevamento è agli antipodi, personalmente sono per il risultato. Se un allevatore indipendentemente dalle proprie conoscenze riesce ad ottenere attraverso una riproduzione mirata, condizioni ottimali e tanta pazienza, delle nuove selezioni, non posso che inchinarmi al suo cospetto…

 

Chi sono per te gli allevatori più importanti nel settore?

 

Io, tu e tutti coloro che amano il lavoro (nel mio caso) o la passione che stanno inseguendo  🙂

 

 

Hai qualche foto delle selezioni di questi allevatori?

 

Non sono un grande fotografo e poi non amo divulgare le foto di altri senza il loro permesso e la loro autorizzazione, ma di foto meravigliose vi è pieno il web. Io posso darvi qualche foto dei miei gamberetti, alcuni di essi veramente unici

 

 

 

Com’è la situazione italiana sul versante shrimps?

 

Non posso pronunciarmi in tal proposito dato che vendo poco in Italia poiché il grosso del business lo faccio all’estero, inoltre, purtroppo, prima di essere un commerciante sono un vero appassionato ed ecco perchè Sebastian è la mente e la parte razionale: io sono uno che parte per gli acquisti assurdi, come il ceppo migliore dell’allevatore nr1 al Mondo per genetica e spendo facilmente diverse centinaia di euro per singolo esemplare, oppure quando vedo una nuova selezione  su qualche rivista o sul web devo averla a tutti i costi e quindi spesso spendo più di quanto guadagno. Amo fornire il meglio alle persone che credono in me, per la mia passione mi sono sempre fatto in quattro sostenendo non pochi sacrifici, dedicando tanto amore e rispetto a questi piccoli esserini acquatici. Essi però ci possono dare veramente tantissime soddisfazioni come per esempio le prime taiwan bee pinto  italiane, nate da incroci mirati nella nostra vaschetta delle meraviglie 🙂

 

Anche se attinente ma la domanda che segue è d’obbligo: cosa pensi di MondoDiscus?

 

Io non conosco e non giro molto per i forum, a dire il vero è solo da un paio di anni che ho iniziato a bazzicarci. MondoDiscus posso solo ringraziarlo, nella persona di Rosario per l’opportunità che ci ha fornito di presentare a un numero maggiore di persone questa piccola e straordinaria nicchia dell’acquariofilia dedicato ai crostacei d’acqua dolce. GRAZIE

 

Se ti chiedessi di dare un solo consiglio a chi volesse cimentarsi con le caridine, quale gli daresti?

 

Quello che ho urlato e cercato di divulgare, prima studiate bene cosa volete allevare, capite bene le vostre possibilità e dove volete arrivare e poi BUON DIVERTIMENTO. Altra cosa per chi si avvicina a questo mondo PER FAVORE fate vaschette monospecifiche.

 

 



 


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Comments to “Mondo Caridine: Cristian Ghia su MondoDiscus”


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