Corydoras paleatus: allevare con dedizione

28 febbraio 2011

Corydoras Paleatus: allevare con dedizione

di Alessandro Perrelli


Mi ritengo fortunato di aver potuto osservare la vita schiudersi da ogni piccolo uovo di Corydoras, ed il mio intento è quello di condividere questa esperienza attraverso la sequenza di fasi documentate che raccontino i primi 60 giorni dei Corydoras Paleatus. Fu dopo una serie di interminabili giorni piovosi che un sabato mattina di dicembre mi accorsi che in uno dei miei acquari c’era qualcosa di diverso. Constatai infatti che la vasca era popolata da diverse decine di uova distribuite tra vetri, legni rossastri di mangrovia e foglie (pagina inferiore) di anubias. Erano uova di Corydoras Paleatus come sembrava volesse suggerirmi una coppia di romantici esemplari fermi vicino al vetro laterale dell’acquario cosparso di uova.

 

Eccitato da un lato e un pò impaurito dall’altro mi feci in silenzio una domanda “ORA COSA DEVO FARE?”.
Nel frattempo, un maestoso PLECOSTOMUS che ospitava l’acquario, mi suggerì una prima risposta… “TOGLIERE IMMEDIATAMENTE LE UOVA DALL’ACQUARIO!!”

 

 

Prelevai con estrema accortezza le uova da ogni parte dell’acquario, usando UNICAMENTE i polpastrelli; è sorprendente accorgersi di come le estremità delle dita bagnate rendano agevole l’ancoraggio delle uova che vengono letteralmente calamitate dai polpastrelli. Contai circa 65 uova, che misi subito in una bacinella contenente acqua dello stesso acquario (T-22°C, conducibilità 440ms, PH-7, KH-7, GH-9) con pietra porosa attivata 24 ore su 24, un piccolo termoriscaldatore ed una lampada accesa 7 ore al giorno. Nella bacinella aggiunsi anche una goccia di blu di metilene.

 

 

Ero solo all’inizio di una incredibile avventura, ma ancora non mi rendevo conto… per diversi giorni non feci altro che guardare le uova osservandole di continuo, percependo subito una netta differenza tra due evidenti categorie… le uova lucide (trasparenti) … e le uova opache (bianche).

 

È proprio dalla prima serie di uova, quelle trasparenti, che le prime codine di Corydoras fecero la loro sorprendente comparsa dopo circa 7 giorni.

 

Le altre invece, quelle opache, svilupparono una aureola di muffa e non si schiusero mai. Mi affrettai a rimuoverne i resti dalla vaschetta con una pipetta aspiratrice.

 

 

Dalla completa schiusa delle uova trascorsero altri 7 giorni durante i quali i primi avannotti di Cory cominciarono a nutrirsi del loro sacco vitellino; in questo periodo non ho mai dato loro del cibo per evitare di inquinare inutilmente la piccola vaschetta. Nel frattempo cominciai a documentarmi su come poter somministrare artemia viva, e costruii due piccoli schiuditoi di artemia salina che mi sarebbero stati utili successivamente.

 

Una volta che i piccolissimi Corydoras cominciarono a nuotare liberamente in vasca, iniziai a somministrare  spirulina in polvere (3 volte al giorno) e a effettuare 2 cambi giornalieri di acqua. In questa operazione l’unica cosa che contò veramente fu la “GRADUALITA’” nell’immissione di acqua nuova per evitare bruschi sbalzi chimici che avrebbero compromesso la vita di questi piccolissimi pesci. Dopo 2 settimane dalla schiusa, i piccoli Cory presero una discreta forma allungata, marcatamente assottigliata verso la parte finale della coda, e man mano che i giorni passavano si cominciarono a intravedere anche le pinne laterali.


Per i cambi d’acqua usai un tubicino per aspirare l’acqua sporca ed i resti di cibo sul fondo  e purtroppo, involontariamente, ho più volte risucchiato dei Corydoras  uccidendoli sul colpo; si deve fare molta attenzione in questa fase e conviene allontanare i Corydoras dall’estremità del tubicino durante i cambi d’acqua! Trascorso un mese, il numero dei Corydoras era di circa 30 esemplari, tutti molto vivaci e sempre più somiglianti alla forma adulta dei Paleatus, ai quali si aggiunse un’altra 20-ina di Cory di una successiva fortunata covata.

 

Alla quinta settimana, spostai i Corydoras in un cubo-acquario da 20 litri dotato di filtro interno, che mi permise di ridurre i cambi d’acqua ad una volta al giorno.

 

Dopo 2 mesi i Corydoras erano 34, tutti molto definiti sia nei colori che nei disegni evidenziati dalle diverse sfumature lungo tutto il corpo.

 

 

Sulla base dei dati che ho potuto raccogliere con questo metodo di allevamento,  è emerso che le prime 5 settimane di vita sono state sicuramente le più delicate; dalla sesta settimana in poi la mortalità si è abbassata decisamente (dal 47% al 32%).

 

 

Quando i Corydoras avranno compiuto  4 mesi, li inserirò nel l’acquario di provenienza insieme agli adulti per un breve periodo prima di regalarli ad altri appassionati come me. È stato faticoso ma emozionante aver passato questi mesi dedicando un costante FOCUS giornaliero sui tanti parametri vitali per la sopravvivenza degli avannotti. Per il futuro vorrei cimentarmi ancora con la riproduzione dei simpatici Corydoras Panda. Non ho fretta… ho solo tanta passione.

 

Alessandro Perrelli

 

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