Le Mauritius: l’isola del Dodo

13 dicembre 2010

 

L’isola del Dodo

di Fabio Scarpa

Certo che se volevo vedere il Dodo ho decisamente sbagliato periodo, dato che è stato estinto in soli 30 anni dai conquistadores portoghesi per scopi alimentari, l’ultimo esemplare fu avvistato nel 1660. Questo grosso tacchino con le zampe corte e il becco grosso andava incontro ai suoi carnefici per pura curiosità, che invece lo facevano arrosto e lo davano in pasto perfino ai loro animali, poi lo hanno chiamato doudo, poi trasformato dodo in creolo, che nel loro linguaggio corrente significava “stupido”, è proprio vero che ad essere troppo buoni a volte, solo a volte per fortuna, si passa da stupidi.
Quello che rimane è un solo scheletro trovato per caso nel 1865 da Gorge Clark in una palude, e nonostante l’estinzione sia stata relativamente recente, non si ha idea nemmeno di quale fosse il suo colore originale, povero Dodo, che nell’isola comunque rimane un mito e lo si ritrova ovunque sotto forma di immagini, gadget, souvenir, fotomontaggi, ecc, l’isola di cui sto parlando è Mauritius.

Lo stesso pericolo di estinzione per scopi alimentari lo sta correndo attualmente il tonno, non certo a causa di questa pesca intensiva

ma di quelli che lo pescano industrialmente a Mauritius e nelle Seychelles, lo inscatolano per conto delle industrie alimentari di tutto il mondo e ce lo ritroviamo nei nostri supermercati come quello del tonno con le pinne colorate, quello più morbido che non serve il coltello, quello in vetro così si vede, quello in pezzi interi, quello del capitano, quello solo dalle zone migliori, ecc, miracoli della pubblicità, è sempre lo stesso e proviene sempre dalla stessa zona. Ed eccolo qua il povero tonno al mercato del pesce, e non ditemi che è normale vedere tanti tonni interi, tra l’altro in condizioni igieniche precarie, in un posto dove nessun locale lo compra

Al mercato poi, sempre in vendita, ci sono anche questi, li riconoscete?

E non si può certo rimproverarli, questi pescano e questi mangiano, costano 2 euri al kg, che è un po’, ma solo un pochino di meno di quanto li pagano gli acquariofili del marino, ma è come per le scarpe sportive fatte in estremo oriente, è il trasporto che incide così pesantemente, che diamine.
Nell’isola comunque sembra che altri animali siano decisamente confidenti con gli umani, non solo il povero dodo, guardate questa lucertolona che fa i bagni di sole imperterrita e ci passeggia in fianco spavalda e tranquilla

o il geko sopra la testiera del letto, abbiamo lasciato un biglietto ai camerieri che non gli facessero del male, in fin dei conti ci toglieva le poche zanzare presenti

Questi pennuti coloratissimi invece sono più timidi, si è reso necessario un avvicinamento tattico per fotografarlo data la modesta fotocamera compatta a disposizione

e guardate quest’albero già addobbato per Natale con i nidi dei pendolini

ma il massimo è questa, in stile allieva di San Francesco che parla agli animali, ecco il capo che dà da mangiare a questo pennuto che vola come un colibrì pur non essendolo e mangia la banana dalle sue mani (evitate i commenti riguardo uccelli e banane)

non potevo certo dimostrarmi meno confidente con gli animali, eccomi mentre do una certa confidenza ai pesci, e non è da tutti i giorni poterlo fare, e trovare pesci di piccola taglia così poco impauriti e disinvolti

stesso dicasi per questa cerniona appoggiata sul ponte di un relitto che si è lasciata immortalare senza problemi, forse conscia della dentatura in suo possesso che le infonde una certa sicurezza

questa enorme murena invece si è rintanata immediatamente all’interno del relitto che è la sua tana, e sfido chiunque ad andare a disturbarla dentro casa sua, avrà avuto un diametro di 30 cm, e dicono che sia lunga 2 metri

mentre questa murena che faceva capolino in mezzo ai coralli, incuteva decisamente meno paura, ed era decisamente molto più bella

e già che siamo in tema di murene, questa ha un aspetto oserei dire simpatico

Passando ai coralli e simili, guardate che belli anche questi rami di raro corallo nero

e questa colorata gorgonia sistemata in un posto assurdo, sotto un portello all’interno del relitto

dato che si parla di coralli, guardate questi coralli molli che belli

questi invece sono decisamente strani

e sempre in tema di coralli, anche questo è molto bello ed “elegante”.

Passando ai pesci, uno Zanclus cornutus

e questo bellissimo Pterois radiata

poi non avevo mai visto uno Pterois volitans così grande, sarà stato circa 40 cm, un bestione e nemmeno troppo socievole, mi inseguiva dato che avevo invaso il suo territorio per cui ho levato le ancore e mi sono allontanato

mi piace molto anche questa foto di un Pomacantus imperator con due labridi che lo puliscono.

Un pesce molto curioso è il pesce pipistrello, durante la risalita ci facevano compagnia, senza mai avvicinarsi troppo però

Passiamo poi a questa coloratissima e particolare stella marina

poi a queste che avrei tanto voluto avere sul piatto a cena, tre aragoste in un anfratto

e a questi splendidi quanto piccoli nudibranchi, chiamati così dato che hanno le branchie esterne, sono quei ciuffetti nella parte posteriore del corpo, e come difesa molti di loro hanno sviluppato una certa tossicità

Questi invece erano vicino a riva e sono in possesso di carattere decisamente battagliero tanto da ricordarmi, anche nella forma, i Ciclidi del Malawi, questi pescetti blu ci attaccavano ogni volta che invadevamo il loro territorio tanto da indurci a fare il bagno altrove

Sempre da riva poi, guardando il mare un giorno vediamo degli schizzi oltre la barriera corallina, prendo il binocolo e vedo un branco di delfini, l’unico mezzo di trasporto disponibile era un pescatore che si è improvvisato taxista e ci ha portato da loro, esperienza decisamente interessante

si sono messi a saltare come si vede nei film, vedere i delfini è sempre un’esperienza mozzafiato, non so perché ma mi affascinano sempre, sarà perché sono mammiferi, sarà perché sembrano sempre sorridenti, sarà per l’innata simpatia che sprigionano, sarà per tutto assieme ma mi ha dato una soddisfazione enorme vederli saltare davanti a noi nel loro ambiente naturale, sembrava che capissero che eravamo la per loro, bastava battere la mano sull’acqua perché mettessero il muso fuori dall’acqua, potevano andarsene in ogni momento, ma rimanevano sempre la, a nuotare e saltare davanti a noi

Cambiando totalmente argomento, decenni fa per risolvere il problema della malaria l’homo sapiens ha fatto questo ragionamento: dato che la zanzare si trovano bene nelle acque stagnanti, e che le mangrovie fanno ristagnare l’acqua, se uno più uno fa due, eliminiamo le mangrovie ed eliminiamo le zanzare, quindi l’uomo ha perpetrato uno dei tanti scempi che lo hanno contraddistinto, ha eliminato veramente le mangrovie dalle coste di Mauritius. Morale, è come eliminare un brufolo con l’acido solforico, adesso le stanno impiantando nuovamente perché le mareggiate dell’oceano Indiano stanno sgretolando le coste, guardate che bello dove ancora ci sono

con alcuni abitanti tipici

La giornata volge al termine, così come questa discussione fotografica in tema naturalistico sull’isola del dodo.

di Fabio Scarpa


Aquafair Malaysian International Ornamental Aquatic Heimtiermesse Shrimps Championchip – Hannover 2011
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