Una giornata al Parco Gallorose

16 agosto 2010

 

 

Una giornata al Parco Gallo Rose

di Michele Mosca

 

Un saluto a tutti gli amici di MD, la scorsa settimana ho avuto la fortuna di visitare un parco faunistico, una sorta di azienda agricola dove si allevano animali autoctoni ma anche specie esotiche. Ho pensato quindi di rendervi partecipi di questa mia interessante gita fuori porta. Ci troviamo alle porte della Maremma, vicino a Cecina, l’azienda si chiama Parco Gallo Rose, www.parcogallorose.it e si estende per più di 50.000 mq con un percorso guidato di 3 chilometri e mezzo. Devo ammettere che inizialmente ero piuttosto dubbioso in quanto non avevo mai sentito parlare di questo parco faunistico e mi aspettavo di trovare la solita cozzaglia di animali da cortile. Fortunatamente mi sbagliavo e il parco si è rivelato pieno di sorprese, un luogo ideale per grandi e piccini, consiglio sicuramente una visita a chi non lo conosce già e a chi avrà la possibilità di visitare quelle splendide zone d’Italia.

Lascio ora la parola alle immagini intervenendo solo con qualche curiosità circa gli animali che ho immortalato e le loro abitudini in natura.

Partiamo in ordine più o meno alfabetico:

Alpaca, lo conoscete tutti, famosissimo per il suo vello morbido, caldo e anallergico. Appartiene alla famiglia dei Camelidi, l’allevamento risale ai tempi degli Inca. Forse non tutti sanno che intorno al 1500 questo animale era quasi estinto.

Aquila Reale, due metri di apertura alare. Un animale davvero maestoso.

 

Ara

Asino Amiatino, originario appunto dei territori adiacenti al monte Amiata è uno dei tanti animali caratteristici autoctoni presenti nell’azienda agricola.

Avvoltoio di Ruppel, è diffuso principalmente in Africa orientale, la durata del periodo di incubazione delle uova non è ancora ben nota dagli studiosi. La femmina depone solitamente un solo uovo o al massimo due, i piccoli diventano autonomi dopo poco più di 3 mesi.

Binturong, non ne avevo mai visto uno dal vivo, un animale davvero singolare e dall’aspetto molto buffo, il Bear-Cat, orso-gatto vive in India, Cina, Borneo… è lungo poco meno di un metro con una coda di 80 cm circa. Si tratta di un animale pacifico notturno con una dieta prevalentemente vegetariana.

Buceri, la particolarità di questi uccelli è nella riproduzione, la femmina viene letteralmente murata dal maschio nella cavità di un albero usando fango e lasciando solo una fessura attraverso la quale sempre il maschio rifornirà la compagna di cibo per tutta la durata della covata.

Bue dei Watussi, questo immenso bovino africano ha la particolarità di termoregolare la temperatura corporea grazie alle enormi corna all’interno delle quali scorrono vasi sanguigni.

Cammello

Canguro rosso

Capibara, qualcuno avrà riconosciuto uno dei protagonisti del “Fico Secco”. Ottimo anche da mangiare.

Cervo Pomellato, vive in Nepal, India, Sri Lanka… animale con grandi capacità di adattamento.

Fenicotteri

Cigno nero

Civetta delle palme, piccolo predatore notturno asiatico, cugino del Binturong. Ha la caratteristica di spruzzare una sostanza maleodorante se messo alle strette o si sente in pericolo. Raggiunge i 70 cm di lunghezza mentre la coda tocca i 60 centimetri.

Civetta delle nevi, vive in Nord america, ha la capacità di girare la testa di 270° e raggiunge un’apertura alare di 180 cm.

Coati rosso, è il cugino meno noto del procione, si nutre quasi esclusivamente di frutta.

Colombella diamante.

Emù

Fennec, altro protagonista del “Fico secco”, piccola volpe del deserto, non arriva a pesare 2 chili e sfrutta i grandi padiglioni auricolari per disperdere il calore.

Gru Antigone, è una delle gru più grandi del mondo, arriva a un metro e mezzo di altezza.

Gufo Reale, è il più grande degli uccelli rapaci europei, in cattività può vivere fino a 60 anni.

Hocco.

Ibis Rosso.

Iena

Istrice, altro animale che non avevo mai visto dal vivo pur essendo abbastanza comune. Raggiunge gli 80 cm di lunghezza, alla nascita è nudo, gli aculei iniziano a spuntare dopo pochi giorni di vita.

Lemure.

Lince, agilissimo e temibile cacciatore che si trova in particolare nelle foreste siberiane, riesce a compiere salti fino a 3 metri di altezza.

Marà, animale che ho potuto ammirare anche in natura, spesso viene chiamato lepre della Patagonia (pur essendo cugino delle Cavie) ed è originario dell’America del Sud.

Muntjak, piccolo parente del cervo, vive in India e in Cina.

Nandù, è la versione ridotta dello struzzo, avevo già visto questo simpatico animale in natura nelle pampas argentine. Il maschio e non la femmina si prende cura delle uova e dei piccoli.

Oca.

Oca di Barren, il sogno di molte donne… e capirete presto il perché. Volatile originario dell’Australia, la femmina emette un verso molto potente simile al grugnito del maiale, mentre il maschio è muto.

Onagro, simile a un piccolo asino, oggi è diventato abbastanza raro. Lo si trova nelle steppe russe, afgane e in Persia… il manto in inverno si infoltisce fino a diventare una sorta di pelliccia lanosa.

Orsetto lavatore”, non so perché ma erano tutti sistemati in fila in alto a sonnecchiare.

Pappagallo, Cacatua Ciuffogiallo, con questo simpatico ospite del parco ho intrattenuto una piacevole conversazione. In cattività può arrivare a vivere 100 anni.

Pellicano.

Scimmia Cappuccina o Cebo.

Scimmia con piccolo al seguito. Dovrebbero essere dei macachi.

Serval, gattopardo africano, velocissimo predatore abilissimo e a suo agio anche in acqua.

Sitatunga, oggi è diventato un animale raro tanto che in Africa sono state create delle riserve per il ripopolamento di questa piccola Antipole. Vive in prevalenza presso i fiumi o nelle zone paludose nutrendosi di canne, germogli e piante acquatiche. Se si sente minacciato si immerge totalmente in acqua lasciando fuori solamente le narici per respirare.

Struzzo… tutti solitamente si domandano con un uovo di struzzo in quanti si potrebbe mangiare??? Non lo so… mi spiace.

Tucano.

Tucano 2.

Turaco.

Volpe volante, alle Maldive di sera ne ho visti a decine, hanno un’apertura alare di circa 180 cm, si nutrono di frutta, foglie, polline… svolgono nelle zone tropicali il compito che da noi è portato a termine dalle api favorendo quindi la riproduzione di molte piante.

Wallaby, lo conoscete tutti il piccolo cugino australiano del Canguro. In Australia ci fanno addirittura i würstel. Se guardate bene la foto si vede il piccolo sbucare dalla tasca.

Yack, è un bovino che vive in Tibet a più di 6000 metri di altezza, raggiunge i 2 metri di altezza al garrese.

Zebra di Grant, uno degli animali che ho maggiormente apprezzato, un manto veramente impressionante. Questa sottospecie è caratterizzata da bande nere molto larghe e spaziate che le conferiscono un’eleganza particolare.

 


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