Corydoras sterbai

26 marzo 2010
Corydoras sterbai

Corydoras sterbai – un paggio sulla corte del Re

Milos Vojar

 

Corydoras sterbai

La loro patria

 

Il nome Corydoras sterbai si riferisce a una specie del genere Corydoras della famiglia Callichthyidae, che è originario del corso superiore del Rio Guaporé – nei confini tra Brasile e Bolivia, e che viene escritto nel 1962 dall’ittologo Joachim Knaack e viene nominato appunto Corydoras sterbai in memoria del dott. Gunther Sterba.

 

Corydoras Sterbai si distingue dagli altri Corydoras con i puntini che cambiano dal colore giallo sul fondo grigio intorno alla testa al colore nero sul fondo bianco intorno alla coda.

 

Perché Corydoras Sterbai?

 

Esistono intorno a 300 specie dei Corydoras, dei quali molti non sono ancora stati descritti. Dopo il boom dell’importazione dei pesci amazzonici, c’erano più specie sul mercato di quante erano conosciute nel mondo scientifico. Così dalla rivista tedesca DATZ vengono ssegnati i numeri alle specie non ancora descritte. Prima ai Locaridi per esempio il Panaque nigrolineatus iene chiamato L-190) e poi a partire al 1993 anche ai Corydoras (che fino ad oggi arrivano al numero 158).

 

Nonostante l’impegno della DATZ di dare i numeri alle nuove specie, il mercato era pieno di altre specie dei Corydoras ai quali non sono stati assegnati nuovi numeri. Così un certo inglese di nome Ian Fuller (un grande appassionato dei Corydoras, che tra l’altro ha creato un sito dedicato ai Corydoras – www.corydorasworld.com, che ha già riprodotto più di 100 specie dei Corydoras e ha pubblicato due libri: uno sulla descrizione delle diverse specie e l’altro sulla riproduzione di alcuni di queste specie) decide di dare i numeri alle altre specie dei Corydoras. Questa volta i Corydoras vengono chiamati con CW (Corydoras World) e il numero. I più famosi importatori dei Corydoras elencano i loro pesci con questi numeri (C e CW). Piano piano però vengono anche a questi dati i nomi scientifici. Così per esempio il C64 diventa Corydoras Tukano, il C111 diventa Corydoras Nijsseni, ecc. Allora visto che ci sono così tante specie dei Corydoras perché scegliere proprio il Corydoras Sterbai? Per me è una domanda legata al fascino e alla praticità.

 

Certo che si possono trovare tante specie belle dei Corydoras, ma non tutte queste specie sono adatte a convivere con i Discus a causa delle alte temperature. Allora se vogliamo un Corydoras che è facilmente raggiungibile sul mercato, che contribuisce all’eleganza del nostro acquario e che riesce a sopportare le alte temperature, direi di scegliere il Corydoras Sterbai – un compagno per eccellenza dei Discus.

 

Corydoras sterbai

 

L’acquisto

 

Ho provato diverse volte di riprodurre gli Sterbai. Secondo me, l’errore più grave che ho fatto – che non mi ha permesso di riprodurli prima – era proprio all’ora dell’acquisto. Ci sono quattro regole importanti per seguire nell’acquisto degli Sterbai:

 

1.) Non bisogna mai comprare i pesci appena arrivati. Più aspettate meglio è. I miei ultimi Sterbai – quelli che sono riuscito a riprodurre – stavano nel negozio 2 mesi ed erano gli ultimi 5 esemplari. Di solito quando si vede l’acquario pieno dei Corydoras che nuotano da una parte all’altra ad uno viene voglia subito di comprarli. Io invece direi di aspettare. Quelli miei, dopo 2 mesi, stavano tranquilli e quasi non si muovevano.

 

2.) Bisogna osservare bene la forma e i colori. Tutti gli esemplari (spiego più tardi perché tutti) devono avere bella forma e bei colori. Le pinne e i baffi non devono essere in alcun modo consumati, i pesci devono essere belli cicci e il colore delle pinne deve essere giallo. Gli occhi devono leggermente fuoriuscire dalla testa. Invece i Corydoras che hanno gli occhi caduti dentro muoiono in poche ore.

 

3.) Se li volete riprodurre, compratevi un branco. Più ci sono, meglio è!

 

4.) Bisogna insistere che nel sacchetto con il quale portiamo i Corydoras viene aggiunto il carbone attivo. La maggior parte dei Corydoras ha un veleno all’interno delle loro pinne per proteggersi dai nemici. Se per caso toccate un Corydoras e vi taglia un po’ con le pinna sentirete una specie di piccolo dolore causato dal veleno. Il veleno non è forte per noi, ma in un sacchetto di un litro d’acqua, dove vengono trasportati 6 Corydoras il livello a causa dello stress può essere fatale. A me così una volta sono morti 14 Corydoras (sempre Sterbai)!

 

riproduzione Corydoras sterbai

 

Riproduzione

 

Una volta che i nostri Sterbai stanno nell’acquario bisogna lasciare di fare tutto alla natura. Noi dovremmo soltanto assicurare la buona qualità dell’acqua e dell’alimentazione. Due cose che per gli amanti dei Discus non dovrebbero essere alcun problema. I valori della mia acqua erano i “classici” per i pesci dell’Amazzonia: NH3/NH4 e NO2 assenti, NO3 sotto 50, pH intorno a 6,5; kH 3 e gH 7 Se leggiamo gli articoli sulla riproduzione dei Corydoras in generale, impareremo che per fare riprodurre i Corydoras bisogna:

 

1.) essere sicuri che abbiamo almeno un maschio e una femmina. La femmina e molto più grossa del maschio, perché porta le uova;

 

2.) fare i cambi settimanali con abbassamento delle temperature di 2-3 gradi e vedere il giorno dopo, se i Corydoras non hanno deposto le uova.

 

Purtroppo, nessuna di queste due regole vale per gli Sterbai! Nel mio caso avevo 5 Corydoras Sterbai di tre dimensioni diverse: 2 molto grandi, uno di taglia media e due di taglia “piccola”. I due più grandi erano i maschi e la “taglia media” era la femmina. Invece dei due piccoli non ho mai saputo il sesso.

 

Lo stesso vale per i cambi d’acqua. Una volta non avevo tempo e per 3 settimane non cambiavo l’acqua, ma i cari Sterbai si riproducevano ogni 7-8 giorni senza problemi.

 

uova di Corydoras sterbai

 

Allora cosa ci serve per riprodurre gli Sterbai?

 

1.) La coppia alfa. Non basta avere un maschio e una femmina degli Sterbai. Bisogna avere un maschio alfa ed una femmina alfa. Ho chiesto ad alcuni miei amici che hanno riprodotto gli Sterbai e tutti mi dicevano la stessa cosa. Soltanto una coppia si riproduceva, nonostante che nell’acquario c’erano presenti altri Sterbai. Allora per avere la coppia bisogna avere più pesci nel branco e fargli fare la gerarchia tra di loro. Mentre la mia coppia si riproduceva, c’era sempre un altro maschio che cercava di riprodursi, ma non gli è stato permesso dal maschio più potente. Qua rientra il mio discorsi di prima sull’importanza che tutti i pesci devono avere bella forma e belli colori. Non si può avere una gerarchia tra i pesci malati!

 

2.) Il periodo più adatto per farli riprodurre è un lungo periodo delle piogge (a causa della pressione bassa) che in Italia coincide con l’inverno. Infatti i miei Sterbai hanno cominciato a riprodursi all’inizio di febbraio, dopo lunghissime settimane di pioggia. Il cambio lo facevo con l’acqua che aveva la stessa temperatura, allora non c’entrava niente l’abbassamento della temperatura, ma sono convinto che un lungo abbassamento della pressione atmosferica aiuta almeno a dare la prima spinta per incominciare il processo della riproduzione.

 

L’accoppiamento avviene in modo classico dei Corydoras. Il maschio dopo aver “ballato” per ore davanti alla femmina si ferma davanti a lei prendendo con le sue pinna pettorali i “baffi” della femmina. A questo punto la femmina spinge verso il maschio e rilascia le uova (2-3) che finiscono tra le sue pinne ventrali. Dopo l’accoppiamento la femmina cerca il posto giusto per porre le uova, che può essere il vetro dell’acquario, il foglio di una pianta oppure un termometro. Questo va avanti per ore e la coppia può rilasciare intorno a 80 uova. Per la riproduzione sarebbe ideale di avere un acquario proprio per i Corydoras. Altrimenti gli altri pesci devono essere allontanati, e nel caso che le uova verrebbero mangiate dagli Sterbai che non partecipano alla riproduzione… bisogna allontanare anche questi.

 

Una volta che è finita la riproduzione si aspetta per 2-3 ore, così che le uova diventano più dure e si raccolgono. Io li prendevo in modo che passavo molto attentamente per alcuni secondi sopra la superficie delle uova e loro si sono attaccati alle mie dita. Poi cercavo di Lasciarli con lo stesso metodo di cadere nella vasca preparata per le uova. Dopo alcuni minuti, che le mie mani erano completamente bagnate il lavoro era più semplice. Le uova si attaccavano e staccavano più velocemente.

 

uova di Corydoras sterbai

 

La cura delle uova

Il primo giorno Il secondo giorno Il terzo giorno. La mia vaschetta per le uova consiste semplicemente da una vaschetta per l’insalata facilmente reperibile nei supermercati. All’interno della vasca inserisco l’acqua dell’acquario. Per mantenere la stessa temperatura, posiziono la vaschetta sulla superficie dellʼacqua dello stesso acquario. A questo punto aggiungo una goccia (non di più!!!) di Blu di metilene e collego la vaschetta con un aeratore. Trovo importante di lasciare accesa la luce dellʼacquario per almeno 8 ore (io le tengo accese per 12 ore) al giorno per aiutare il sano sviluppo delle uova. Con la temperatura di 28 gradi le uova cominciano a schiudersi dopo 72 ore. Quando le uova vengono deposte hanno un colore opaco, nebbioso. Dopo circa due ore diventano o trasparenti (quelli fertili) o bianchi (non fertili). Dopo 24 ore il centro delle uova diventa un puntino scuro, che piano piano crescerà e dopo altre 24 ore prende una forma della C. Durante questo periodo se qualsiasi uovo dovesse diventare bianco, viene gettato per non fare ammuffire le altre uova. Lʼacqua non viene cambiata. Il terzo giorno dopo la deposizione del primo uovo (cioè dopo 72 ore) possiamo assistere alla schiusa che durerà anche più di 12 ore tra il primo e lʼultimo uovo schiuso.

 

La sera dello stesso giorno gli avannotti vengono trasferiti in una nuova vaschetta. Prelevo un poʼ di acqua dalla loro vecchia vaschetta e con lʼaiuto di un tubicino per la CO2 (vedi lʼarticolo di Rosario Curcio) trasporto gli avannotti nella nuova vasca. In questo modo li separo dai resti delle uova e dalle uova non schiuse, che vengono gettate via.

 

avannotti di Corydoras sterbai

 

La cura degli avannotti

 

Una volta schiuse le uova comincia il nostro lavoro. I primi 2-3 giorni non bisogna preoccuparsi tanto di loro tranne che fare cambi d’acqua 1-2 volte al giorno utilizzando sempre l’acqua dell’acquario. Dopo che viene consumato il loro sacco vitellino comincio a somministrare i naupli di Artemia. Cerco di usare il meno possibile il mangime commerciale, perché mi ha creato vari problemi, invece con i naupli gli avannotti crescono e sono in buona salute. Questo per il primo mese. Dopo un mese gli avannotti raggiungono la grandezza di un centimetro e li trasferisco in un piccolo acquario con il proprio filtro, cercando di coprire il filtro in modo tale che non vengono aspirati i piccoli Corydoras. Una volta che il filtro è presente comincio ad utilizzare anche il mangime commerciale. Dopo altri 3 mesi i pesci possono essere inseriti nell’acquario con gli Sterbai adulti.

 

Se siete arrivati fino a questo nel leggere questo articolo, vi ringrazio per la vostra attenzione e vi auguro un in bocca al lupo nella riproduzione dei Corydoras Sterbai.

 


 

 

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