Acquari italiani: Il caridinaio di Paolo Cardoni

27 ottobre 2008

Il caridinaio di Paolo Cardoni


Il Caridinaio di Paolo Cardoni

di Paolo Cardoni

 

 

vasca di paolo cardoni

 

 

Vasca: La vasca è un “cubo” della ottavi cm 40X40X40 per un totale di circa 60 litri, originariamente scoperta ma da me chiusa con una lastra di vetro per ovviare all’evaporazione.

Filtraggio: Al filtraggio provvede un filtro esterno Hydor prime 10, la pompa è da 300 lt/h, mentre i materiali filtranti sono nell’ordine: lana sintetica per un primo filtraggio meccanico, poi per quello biologico una spugna “media” e cannolicchi di materiale ultraporoso, le manutenzioni le faccio solo quando vedo che il flusso dell’acqua è molto ridotto, l’ingresso e l’uscita dei flussi sono posizionati agli angoli posteriori opposti, l’ingresso in basso, l’uscita in alto sopra l’atomizzatore del CO2.

Illuminazione: L’illuminazione è data da una PL da 11w, 6500K, montata su una plafoniera originariamente per acquari scoperti ma ora appoggiata sul vetro superiore che funge da coperchio, il fotoperio impostato è di 10 ore comandato da timer.

Allestimento: La vasca è osservabile su tre lati, l’arredamento è composto da una radice “credo di mangrovia ma non sono sicuro” le cui ramificazioni arrivano in quasi tutte le parti della vasca e sulla quale sono fissate le varie piante, sul retro quelle più alte che ricoprono il fondo quasi per intero, nella parte anteriore ho messo anche una brocchetta di terracotta , per dare un nascondiglio ulteriore alle timide caridine, sulla quale è fissata una una pianta di anubias.

Fondo:  Il fondo è composto da ghiaietto di quarzo nero non calcareo di media granulometria, non è fertilizzato in quanto la quasi totalità delle piante prende i nutrimenti direttamente dall’acqua.

Piante: Microsorium pteropus, Anubias nana, Hydrocotyle leucocephala, una piccola Echinodorus ozelot rubra che come si dice dalle mie parti (non cresce e non crepa)

Fertilizzazione e CO2: Praticamente non fertilizzo, solo ai cambi parziali dell’acqua aggiungo un pò di fertilizzante liquido, per il resto le piante prendono i nutrimenti dalla decomposizione dei vari residui della catena alimentare e delle piante stesse, mentre per quanto riguarda la CO2 utilizzo il metodo “fai da te” quindi zucchero e gelatina con lievito di birra, una “carica mi dura da un mese a uno e mezzo circa, la CO2 prodotta è mandata in acquario da un micronizzatore della dupla posto sotto flusso d’ingresso della pompa del filtro.

 


caridinaio

caridinaio
caridine red cherry

 

 

 

Acqua, valori e cambi: L’acqua che uso è 50% osmosi 50% rubinetto, i valori medi sono: Gh 12 — Kh  8 — Ph 7 — NO2 assenti — NO3 15, la temperatura è quella “ambiente” in quanto la vasca non è riscaldata, oscilla dai 17/18 in inverno ai 27/28 in estate, cambio circa 1/3 dell’acqua una volta al mese, metto poi sul fondo della vasca foglie di quercia che sostituisco in occasione dei cambi dell’acqua.

Alimentazione: L’alimentazione è composta principalmente da pastiglie per pesci da fondo e varie verdure “scottate”, zucchine, peperoni, carote, piselli ecc. bisogna comunque dire che le caridine trovano sempre qualcosa da mangiare in vasca, alghe, resti di piante, residui delle loro mute ecc, quindi anche se stiamo via qualche giorno non bisogna preoccuparsi.

Popolazione: La popolazione è composta esclusivamente da  Neocaridina Heteropoda var. “Red Cherry”.


caridina red cherry

 

caridinaio
Image



Gli acquari italiani Acquari italiani: la vasca di Luca Bosetti
Gli acquari italiani
Acquari italiani: la vasca di Luca Bosetti

Mondo Discus
© 2013