Acqua di rubinetto torbata per acquari

24 settembre 2008
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Acqua di rete torbata.

di Marco Mancini 


Ciao a tutti amici di MD, vi rubo un poco del vostro tempo per provare ad analizzare un problema che, a mio modo di vedere, è piuttosto incalzante per il nostro hobby… L’acqua da utilizzare per i cambi.

Quanti di noi non sanno mai come fare a miscelare acqua di rubinetto e d’osmosi nelle giuste proporzioni? Come, quando e se usare osmosi e sali o solo osmosi o acqua d’osmosi tagliata con acqua di rete? Fondamentalmente il problema è che per quanti sforzi si facciano la nostra acqua di rete è generalmente dura e tendente all’alcalino e, anche se tagliata in rapporti elevati con acqua di osmosi tende sempre a tornare verso pH 7 ed oltre, soprattutto in acquari poco o mediamente popolati o con filtri giovani o di piccole dimensioni.

A dirla tutta l’acqua della mia rete idrica ha dei valori stabili lungo tutto l’arco dell’anno:


•    pH:    7.0 – 7.2


•    KH:    16


•    Cond:    660 μs




Come potete facilmente vedere mi è comunque impossibile usarla come unica fonte idrica, nemmeno nelle vasche di comunità e per gli accrescimenti. Primo perché il pH con gli aeratori tende subito a 8.5 e secondo perché decisamente un’acqua così dura non è propriamente fisiologica per i nostri pesci. Solitamente uso, per vasche densamente popolate, tagli di acqua al 30% di acqua di rete e 70 % di acqua d’osmosi il che, combinato con l’effetto acidificante dei filtri, mi consente di mantenere in vasca valori di pH < di 7 e una conducibilità di circa 250 μs, avendo un effetto tampone derivante dal KH più che buono anche per gli accrescimenti.

Resta il fatto che mi è impossibile utilizzare acqua di rubinetto per i cubi da riproduzione. Inoltre ho anche io un acquario in casa e, leggendo in forum quelli che sono spesso i vostri problemi di gestione delle vasche, ho provato ad inventarmi qualcosa per svincolarci il più possibile dalla “dipendenza” da osmosi!

Generalmente il 70% circa dell’acqua che utilizziamo deve essere d’osmosi perché altrimenti non siamo in grado di intenerire la nostra acqua di rete e nemmeno di controllare il pH. Purtroppo trovare l’acqua d’osmosi non è sempre facile… Io, come molti altri, dispongo di un impianto ad osmosi inversa, ma molti hobbisti non ha questa “fortuna” e spesso, vuoi per ignoranza (passatemi il termine, non è inteso in senso offensivo), vuoi per difficoltà di trovare un negoziante con “acqua buona” o vuoi per i costi, si tende a non utilizzare tagli d’acqua e quindi a costringere i nostri pesci in habitat non perfettamente idonei.

Io stesso, trovandomi esattamente come voi nella necessità di avere acqua acida e tenera mi sono quindi rifornito per anni dal mio negoziante di acqua d’osmosi per un costo di 10 centesimi di € al litro (per carità ero pure fortunato che fosse fatta bene). In ogni caso da qui deriva un rapido e pazzesco conto:


•    40 lt a settimana (ovviamente parlando della gestione di una semplice 180 lt netti)


•    10 cent/lt


•    52 settimane in un anno


•    3 anni di approvvigionamento




40 lt/sett * 0.1 €/lt * 52 sett * 3 anni = 624 €




Senza considerare i costi di spostamento (circa 12 km tra andata e ritorno) ed il tempo necessario per andare a prenderla e portarla in casa.

Non me ne vogliamo i commercianti che per un utente medio offrono un ottimo prodotto ad un buon prezzo (per lo meno il mio), ma con 624 € mi facevo abbondantemente l’impianto d’osmosi inversa e una scorta d’acqua per 10 anni… Mannagia a me e alla mia di ignoranza!

Bhè… alla fine è quello che ho fatto! Sono approdato a MD, ho iniziato a capire qualcosa di più e mi sono (ci siamo) comprato l’impianto per l’osmosi inversa.

Perfetto, ora avevo tutto ciò di cui avevo bisogno, ossia acqua a:



•    pH:    5 – 5.5


•    KH:    0


•    Cond:    0 – 10 μs




Peccato che, come vi dicevo, tagliare la mia acqua di rete anche al 90% mi lascia l’acqua decisamente troppo neutra e tendente a pH 7 (problema che per anni avevo un poco sottovalutato) con poca possibilità di lavorare correttamente su conducibilità e tampone.

A questo punto mi sono dovuto inventare un modo per avere acqua acida, tenera e a valori stabili nel tempo e soprattutto che mi permettesse di lavorare liberamente con i tagli d’acqua d’osmosi.

Il periodo di “sperimentazione” è stato decisamente lungo… sono passato attraverso a diverse evoluzioni della mia idea che in ogni caso altro non è che una evoluzione della torfbomb o bomba di torba.

Il primo step è stato molto economico ed efficace ed ora che ho “calibrato” per bene il tutto produco 200 lt di acqua a:



•    pH:    5.7


•    Cond:    250 μs


•    KH    3




Il tutto in circa 10 ore.

Questa è l’acqua che uso come base per i tagli da utilizzare per i cambi nei cubi da riproduzione il che equivale a circa 600 lt di acqua a valori stabili.

Questo risultato è ovviamente ottenuto con la mia acqua di rete, lo stesso risultato va ovviamente calibrato sulle differenti acque; in ogni caso ora vediamo un poco di cosa abbiamo bisogno.

La realizzazione è veramente facile, veloce e alla portata di tutti!

Materiali:



•    Tubo da fognature per l’edilizia da 14 cm di diametro  (x 1)

•    Tappo a vite per il tubo  (x 2)

•    Un pezzo di zanzariera a grana da 1 mm

•    Cartuccia a carbone in linea o un bicchiere con cartuccia Carbon Block (CTO-10)  (x 1)

•    Spugna

•    Un trapano

•    6 fisher dell’8 e relative viti

•    2 fasce per appendere il tutto alla parete

•    2 damigiane di plastica da 5 lt o 2 taniche da 5 lt, o qualunque altra cosa utilizzabile come imbuto

•    Tubo snodato per lo scarico dei lavandini   (x 2)

•    Silicone

•    Tubo da 6 mm

•    Un rubinetto per l’attacco alla rete idrica con uscita da 6 mm

•    2 rubinettini per il tubo da 6 mm

•    Un poco di pazienza!




La realizzazione è veramente semplice!

Io personalmente ho usato 50 cm di tubo, su cui ho inserito il tappo a vite successivamente siliconato per eliminare il rischio di perdite. Il passaggio successivo è quello di forare il tappo per permettere l’uscita dell’acqua. Ho fatto 2 diverse prove nel forare il tappo e ho notato che uno schema simmetrico dei fori migliora di molto la distribuzione dell’acqua all’interno della massa di torba e massimizza il risultato. Ovviamente non dovete fare troppi fori, altrimenti l’acqua passa troppo velocemente, ma nemmeno troppo pochi, se no rischiate che vi esca dal lato superiore.

Dopo aver forato il tappo bisogna posizionare la zanzariera tra il filetto e quest’ultimo, in modo che trattenga la torba che altrimenti verrebbe dilavata dall’acqua. Per evitare che l’attrito strappi il tessuto vi consiglio di sporcare di vasellina il filetto interno del tappo che così scorrerà molto più facilmente e si serrerà ermeticamente, restando comunque svitabile in caso di necessità.

A questo punto non resta che fissarla al muro e ripetere le operazioni per la seconda colonna di torba.

Siccome non si tratta proprio di una torfbomb che, in origine, serve a far ricircolare più volte all’interno della massa di torba la stessa acqua per ottenere l’acidificazione, si ha bisogno di qualcosa che raccolga e convogli l’acqua in caduta dalle colonne di torba al bidone di stoccaggio. Io ho risolto in 2 modi (a causa dello sviluppo della seconda colonna di torba dopo alcune settimane dalla prima) utilizzando prima il collo di una damigiana di plastica e successivamente la metà superiore di una tanica da 5 lt. All’uscita dei due imbuti si collocano poi i tubi necessari per far convogliare l’acqua nel bidone.

L’acqua di rete passa quindi all’interno della cartuccia a carbone, o del bicchiere con la CTO-10, in pressione venendo prefiltata e poi passa lungo le colonne di torba per l’acidificazione. Cosa importante è regolare i rubinetti in uscita sul tubo da 6 mm in modo che facciano uscire poca acqua, ma con un getto uniforme e non schizzando da tutte le parti.

Come potete vedere io metto un pezzo di spugna sopra alla torba con 2 scopi:

•    Trattenere la torba che se no tende a venir sollevata  o scavata dall’acqua in entrata

•    Rompere e distribuire il più possibile il flusso d’acqua



Il tutto quindi lavora per caduta e permette l’acidificazione dell’acqua grazie al passaggio all’interno di una grande massa di torba (per me circa 10 pugni per ogni colonna).

Ovviamente la torba è classicissima torba bionda acida di sphagnum da giardinaggio, io ne ho acquistato un sacco da 250 lt a poco più di 7 € circa 3 mesi fa e credo che ne avrò a sufficienza per i prossimi 12 mesi.

Infatti produco 200 lt circa ogni 3 settimane, con in quali gestisco i cambi di 3 cubi.

Dopo aver visto nel dettaglio i materiali e la realizzazione, una veloce panoramica su come usarla:

•    L’acqua deve passare per la torba molto lentamente in modo che l’intera massa di torba sia imbibita d’acqua che poi cadrà per gravità e attraverserà totalmente il volume della torba

•    La torba deve essere semplicissima torba bionda acida da giardinaggio di puro sphagnum, senza sostanze additivate ed un pH <5

•    Il quantitativo di torba varierà a seconda della qualità dell’acqua da trattare e dei valori che si vuole ottenere. Ovviamente quanta più torba userete, più bassi saranno pH, conducibilità e tampone. Mediamente ho visto che circa 250 – 300 gr sono sufficienti per produrre l’acqua per i cambi settimanali di una vasca con pH attorno a 6.5 e conducibilità di 300 μs, ma questo con la mia acqua.

Credo che non servano altre spiegazioni per la mia Torfbomb, semplice, utile e veloce da fare…

 

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Colonne di torba montate


 

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Particolare dei fori sul tappo di fondo

 

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Particolare delle spugne

 

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Acqua prodotta

 

Ma credevo che questo non fosse ancora il massimo e in effetti, per fabbisogni settimanali di 50 – 60 lt, si può fare di più… Ovviamente per me questa seconda idea non è utile, uso circa 300 litri d’acqua al giorno, ma per una sola vasca è secondo me fantastica…


Il concetto è più o meno lo stesso di prima, si usa sempre la torba da giardinaggio, ma sfruttando la pressione dell’acqua di rete si ottengono piccoli quantitativi di acqua acida e mediamente tenera in poco più di 20 minuti (questo sempre calcolato sulla mia acqua e con la mia pressione d’impianto: 4,5 bar). Con questo metodo infatti oltre alla pressione si permette anche il passaggio dell’acqua dal basso verso l’alto, massimizzando l’efficacia della torba e riducendone drasticamente il consumo.



Quindi, scoppiazzando e pescando a mani basse nell’idea di Luigi: articolo ho fatto qualcosa di più…

Mi sono procurato tutti i materiali di cui avevo bisogno:


•    3 bicchieri porta filtri


•    2 cartucce ricaricabili vuote


•    raccordi


•    tubo da 6 mm


•    e qualche altra cianfrusaglia per completare il tutto…



Montati i bicchieri e fissati su una stecca di legno per tenerli fissati, ho inserito nel primo bicchiere una cartuccia Carbon Block (CTO – 10) per filtrare l’acqua ed eliminare i residui dei disinfettanti e delle sostanze indesiderate e poi inserito le due cartucce caricate con la solita torba da giardinaggio in misura di circa 150 gr circa per cartuccia, pressandola per bene.



I risultati sono i seguenti:


•    20 lt:


•    pH:    4,9


•    KH:    4


•    Cond:    200





•    40 l:


•    pH:    6,0


•    KH:    8


•    Cond:    350





•    60 lt:


•    pH:    6,8


•    KH:    10


•    Cond:    400



Per bisogni personali e anche perché oramai visti i valori non aveva più senso produrre altra acqua, mi sono fermato a 60 lt, ma nulla vieta di andare oltre se i valori della vostra acqua di partenza lo consentono. Il tutto sta nel provare e nel tarare i quantitativi di torba da usare e di acqua prodotta.


Questo sistema fornisce acqua utilizzabile direttamente in acquario (io sono mesi che oramai lo sto facendo), senza bisogno di biocondizionatori e con tutte le qualità dell’uso della torba (ovviamente l’acqua avrà un colore ambrato). A dire la verità non ho ancora provato quest’acqua “pura” senza taglio di osmosi, ma non vedo perché non si dovrebbe fare, il mio era solo un bisogno legato alla necessità di ridurre ulteriormente conducibilità e KH.

 

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bicchieri per torbatore con CTO-10 e 2 cartucce ricaricabili

 

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Bicchieri e cartuccia ricaricabile


 

Posso quindi dirvi che a mio modo di vedere con una spesa di poco superiore ai 60 € ed una spesa mensile di pochi centesimi di torba, si può produrre facilmente acqua acida e tenera senza scarto e con valori costanti.


Inoltre tutto il materiale è stato reperito molto facilmente, in poco tempo ed inizialmente su eBay da un unico venditore (Cippo2004). Successivamente ho personalmente conosciuto la persona che si è dimostrata di grandissima competenza e soprattutto di una disponibilità impressionante (aiutandomi anche a riparare il mio impianto ad osmosi collassato dopo solo 3 mesi di vita). Per comodità, qualora foste interessati a contattarlo per semplici domande o per l’acquisto di materiali o impianti ad osmosi già assemblati, vi lascio direttamente la sua e-mail: giesseacqua@gmail.com. Se avete bisogno di un impianto, di materiali sfusi o volete realizzare anche voi un piccoli impianto per torbare l’acqua di rete io vi consiglio di contattarlo.



Detto questo vi auguro buon lavoro e buona acqua!

 


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