L’intervista: Francesco Penazzi

22 luglio 2008
L'intervista: Francesco Penazzi

L’intervista: Francesco Penazzi su MondoDiscus

a cura di Rosario Curcio

 

L'intervista: Francesco Penazzi

 

 

La prima domanda è d’obbligo: chi è Francesco Penazzi
e come è nata la tua passione per i Discus?

Francesco Penazzi è un quasi ventiseienne, che come tanti acquariofili oggi, si è trovato un acquario in casa fin dalla nascita. Mio padre come me aveva questa passione, anche se a lui poco interessa il discus. E così a quattordici anni, a un pranzo, ho detto che volevo un acquario tutto mio. Da li ho iniziato con scalari & C ma il passo che mi porto al discus, e a spendere i miei primi risparmi, fu breve, infatti dopo neanche un anno di esperienza acquariofila  passando davanti a due bei pigeon pieni di melanofori mi innamorai di questo pesce e per me fu una vera e propria avventura perché allora neanche sapevo cosa fosse un discus.


Da quanti anni ti occupi di Discus in modo serio?


Mi occupo di discus in modo serio da 5 anni, i primi due facendo il possibile accrescendoli e riproducendoli in “vasche da salotto” e negli ultimi tre allevandoli nel mio vecchio impiantino con un po’ più di criterio e facendo incroci e acquisti meno casuali.

Quali specie di Discus preferisci rispetto ad altre
e quali criteri usi nella scelta dei riproduttori?
Sicuramente i leopard sono quelli che attirano di più la mia attenzione, anche se in questo periodo sono molto interessato pure agli albini. I criteri di scelta dei riproduttori sono i soliti, niente segreti. Patrimonio genetico – Forma – Colore e disegno

Per te Francesco, il Discus è un pesce facile o difficile da allevare?
Esistono delle selezioni più facili di altre?
Per me il discus è un pesce facile da allevare, basta seguire poche semplici regole e il gioco è fatto. Il vero problema è che spesso i negozianti non sono preparati a tenere i discus in modo corretto nelle loro vasche e non sono in grado di dare le giuste dritte a chi li compra. Secondo me con le ultime selezioni si hanno un po’ di problemi indipendentemente dalla varietà, perché spesso i pesci non diventano grandissimi e fanno poche uova.

L'intervista: Francesco Penazzi
Hai mai allevato Selvatici? Se sì, hai trovato delle differenze
sulle varie fasi dell’allevamento?
Da un anno e mezzo sto crescendo un gruppo di Heckel, fortunatamente ho avuto la fortuna, scusate il gioco dei parole,  di conoscere un buon importatore dal quale ultimamente ho acquistato molti pesci, che li ha quarantenati in maniera ottimale e mi ha venduto pesci in uno stato di salute buono, questo ha agevolato di molto tutto il resto. Le uniche vere differenze che ho trovato sono nella fase di ambientamento, non puoi spostarli da una vasca all’altra che subito sembra che sia la prima volta che stanno in un acquario.

So che stai allestendo un tuo impianto e che ci lavori da tempo,
hai voglia di descrivercelo?
Sto allestendo un impianto nuovo, ci lavoro materialmente dall’inizio dell’anno, lo progetto da quando avevo finito i lavori del vecchio. È un impianto molto semplice, con una automazione molto elementare  e di facile manutenzione.

Di quanti litri si compongono le varie parti dell’impianto: Filtraggio (se è centralizzato), riproduzione, accrescimento e allevamento vero e proprio?
L’impianto è composto per ora da 24 vasche di allevamento e accrescimento, 12cubi, 20vaschette per l’avanotteria, e in un secondo momento, spero entro la fine dell’anno, di riuscire ad aggiungere le altre 15 vasche mancanti. Il volume complessivo della serra sarà di più di 10000 litri. A questi vanno aggiunti quasi 6500 litri ci cisterne per la stabulazione dell’acqua. Ogni vasca è munita di un suo filtro separato, solo i cubi avranno un doppio sistema di filtraggio centralizzato e indipendente. In modo tale da poter ricavare da entrambi i migliori risultati.

Hai seguito delle regole precise nella progettazione dell’impianto?
Ti sei confrontato con qualcuno?

L’unica regola precisa che ho utilizzato per progettare l’impianto è quella di effettuare i cambi prima togliendo e poi rabboccando, perché ritengo i cambi per troppo pieno uno spreco. Mi sono confrontato un po’ con altri allevatori e amici che hanno vasche e che si trovano nel settore acquariofilo da anni.

Nella progettazione, esiste una regola dalla quale non si può fare a meno se vuoi allevare Discus?

Per me ci sono due regole importanti per progettare un impianto: La prima è che bisogna stoccare acqua almeno per il 50% del volume totale dell’impianto per avere la possibilità di avere acqua per un cambio in più o totale su più vasche per qualsiasi necessita.
La seconda  è quella di avere per ogni cubo almeno 3 vasche per il primo accrescimento e poi numero di vasche (più sono meglio è) per l’accrescimento, questo per sfruttare il potenziale di una buona coppia. Ma questa è più una regola per chi come me è stato definito un moltiplicatore di discus.
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Quali sono gli aspetti più importanti nel gestire un allevamento come il tuo?
E in linea generale?
Gli aspetti più importanti sono l’osservazione dei pesci che deve essere giornaliera, per più volte al giorno e tutti i giorni, e possibilmente l’aiuto di qualcuno in modo da poterti concedere almeno un giorno di “ferie” ogni tanto. E per questo io devo ringraziare pubblicamente due persone, mia madre che in anni di convivenza forzata con me e miei pesci mi sopporta e mi sostituisce in tutto e per tutto, dalla somministrazione delle aremie allo svezzamento dei piccoli e mio nonno che scrupolosamente ingrassa i miei pesci più volte al giorno.

Quanto ti impegnerà in termini di tempo, risorse umane e tecnologiche?
E non dimentichiamoci il termine più importane quello economico?
In termini di tempo  questo impianto penso che mi impegnerà almeno 5 ore al giorno, ma per essere sicuri della mia previsione ne dovremmo riparlare verso fine anno quando spero l’impianto sarà a pieno regime. In termine economico e di risorse c’è sicuramente un notevole investimento da fare, anche perché per aiutare le varie operazioni giornaliere un minimo di automazione è d’obbligo. E soprattutto bisogna mettere in conto che l’investimento iniziale andrà totalmente perso e che se si avrà fortuna dopo si riuscirà a recuperare solo qualche spesa

Come si può conciliare una passione come la tua con la famiglia e il lavoro?
Purtroppo conciliare la gestione di un impianto del genere con il resto della tua vita non è proprio semplicissimo,  ma non impossibile, bisogna sicuramente avere intorno delle persone, dai tuoi genitori alla tua morosa che ti capiscano davvero a fondo. Considera che io lavoro come tanti dalle 8:00 a 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00 e passo almeno un ora al mattino in serra prima di recarmi al lavoro, un’ora  nella pausa pranzo e le altre alla sera. Nel week end ci sono volte che ci passo anche giornate intere.
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Quale fase dell’allevamento ti entusiasma di più: la riproduzione,
lo svezzamento o l’accrescimento?

 

Una cosa che mi entusiasma sempre come la prima volta è sicuramente la fase riproduttiva, vedere i pesci che si corteggiano, puliscono il cono, depongono e come accudiscono le larve. Ma quella che mi entusiasma di più è l’accrescimento, secondo me la vera sfida nell’allevamento del discus, è qui che ti devi prodigare per sfruttare al massimo il potenziale dei pesci.

Secondo la tua esperienza, quale è il problema più importante che si può presentare nella fase pre-larvale e quale invece in quella larvale?
Sicuramente a livello pre-larvale il problema più grosso da affrontare è lo sbalzo dei valori, soprattutto del pH che con acque tenere tende ad essere molto instabile, a livello larvale penso che i problemi più comuni si abbiano quando i piccoli vengono a contatto con i genitori, nel momento in cui oltre al nutrimento del “muco” entrano a contatto una serie di parassiti fino ad allora sconosciuti.

Fino a che età si può dire che un avannotto è fuori pericolo
da problemi legati alla gestione?

Sicuramente i problemi di gestione influiscono negativamente, a volte irrimediabilmente, fino al 4/5 mese di vita. Da li in avanti certi piccole carenze di gestione sono più facilmente recuperabili o meno visibili.
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I tuoi valori ottimali in riproduzione, accrescimento e allevamento?
Le ultime riproduzioni le ho ottenute con acque sui 100-150microsimens e ph tra il 5,5-6 e penso siano valori che permettono buone schiuse e buoni risultati col 90% delle coppie. Per l’accrescimento e allevamento uso un acqua sui 500-550microsimes, con ph intorno al 6-6,5.

Se dovessi rinunciare ad uno di questi valori: pH, Temperatura, Nitrati e Conducibilità. A quale rinunceresti e perché? E di questi qual’è il più importante?
Sicuramente i nitrati, infatti non li misuro da più di due anni se non nelle vasche di riproduzione, penso che basse concentrazioni di nitrati favoriscano sicuramente la crescita dei pesci ma penso anche che discus in salute riscano tranquillamente a sopportate anche alte concentrazioni di nitrati.
Esistono i presupposti per allevare pesci sani e Quali sono i problemi
o le malattie più comuni che possono presentarsi?
I presupposti ci sono, anche se non credo siano i pesci privi di parassiti, pesci che da una parte forse ti possono risparmiare qualche rogna, ma che dall’altra devono “vivere sotto una campana di vetro” senza poter entrare in contatto con nessun altro pesce che può essere veicolo di parassiti. Penso che basti comprare pesci in un buon stato di salute e trattarli nelle dovute maniere, in fondo basta un così piccolo sforzo. Le malattie più comuni sono legate all’intestino, vermi e flagellati, che innescano un meccanismo di strees e abbassamento delle difese immunitarie e rendono il pesce più vulnerabile.

La tua valigetta del pronto soccorso?
Per ora, e facciamo i dovuti scongiuri, non ho un grande armadietto del pronto soccorso, anche perché molte cose le riesco a reperire tramite amici allevatori o negozianti in breve tempo.
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Dovendo stilare una vademecum del bravo acquariofilo,
quali aspetti importanti metteresti ai primi tre posti?
a.    Osservazione dei pesci e della vasca
b.    Regolarita nei cambi
c.    Corretta alimentazione

Cosa pensi della cultura acquariologica italiana in generale e in particolare sui Discus?
Penso che stia crescendo, anche se l’euro la frena non poco. Per quello che riguarda il discus, siamo ancora molto lontani dalla cultura tedesca o asiatica, ma non so neanche se ci arriveremo mai, anche perché sono culture e tradizione con una lunga storia alle spalle che noi italiani non abbiamo.

I tuoi allevatori di riferimento italiani e stranieri?
Non ho dei veri e propri allevatori di riferimento, perché penso che ognuno si distingua per qualcosa.

Vedo che partecipi alle varie manifestazioni internazionali del settore,
che idea ti sei fatto degli allevatori d’oltralpe?
Penso che godano ancora della fama di grandi selezionatori di rosso turchesi, ma che si siano fermati  a quello, e che oggi non ci siano più i grandi nomi ma che i bei pesci li abbiano anche e soprattutto gli “allevatori amatoriali”.

Degli allevatori italiani in generale cosa pensi? Come si definisce un allevatore?
Per me allevare e selezionare significa porsi un obbiettivo e cercare di raggiungerlo, facendo delle scelte mirate. Degli allevatori italiani penso che si stiano perdendo troppo in prove tecniche, esperimenti, idee e cose scentifiche, che leggano troppo e non vivano più semplicemente questo hobby. Del resto ultimamente molti di noi vengono eticchettati moltiplicatori perché compriamo pesci di altri e li riproduciamo ma in fondo è quello che fanno tutti i oggi. Secondo me è finita l’era delle vere e proprie nuove selezioni come i pigeon, i diamond, dove si crea qualcosa di nuovo. Si può solo perfezionare e stabilizzare il lavoro di altri personalizzandolo. Io in questi ultimi due anni ho stretto amicizia con allevatori professionisti, amatoriali e importatori, con i quali acquisto e scambio pesci e penso che sia questo il giusto modo di lavorare per riuscire ad ottenere qualcosa.
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Due chiacchiere sui progetti web. Sei uno dello staff di DiscusPortal pertanto conosci bene le realtà… cosa salveresti del panorama italiano del Web di settore?
Credo che da salvare ci sia il progetto in se che vuole essere un opportunità di incontro tra appassionati. Per avere l’opportunità di scambiare idee e chiedere consigli. E perché in questo vedo l’unico modo per accrescere la “cultura del discus”, anche se qui il grosso lo deve fare chi legge e non chi propone argomenti o eventi.

Cosa pensi di MD?

Di Mondo Discus penso che sia un buon progetto che ti da la possibilità di espandere un po’ le tue vedute fuori dall’italia con interviste e foto fuori dagli schemi.
Se ti chiedessi di dare un solo consiglio a chi vuole allevare i Discus, quale gli daresti?


Di spendere due soldi in più per ogni pesce che devono acquistare. Purtroppo il mercato italiano del discus è ancora legato allo spendo poco e mi accontento, però spesso questi pesci sono le “rimanenze” o covate poco seguite e da qui iniziano poi i problemi per i futuri acquisti.


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Giappone Discus Contest 2008 Germany Discus Breeders: Sascha Stein
Giappone Discus Contest 2008
Germany Discus Breeders: Sascha Stein


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