L’intervista: Claudio Bruno su MondoDiscus

11 febbraio 2008
L'intervista: Claudio Bruno su MondoDiscus

L'intervista: Claudio Bruno su MondoDiscus

L’intervista: Claudio Bruno su MondoDiscus

di Rosario Curcio

Innanzitutto grazie della tua disponibilità e per aver accettato questa intervista.


Per chi ancora non ti conoscesse… chi è Claudio Bruno e perché ha scelto
il Discus come passione acquariofila?

Me lo stavo chiedendo anche io…chi è Claudio Bruno? Credo che la presentazione sia addirittura esagerata!
È un semplice appassionato che ha dovuto subire l’acquario del padre da piccolo, subire nel vero senso della parola perchè non era siliconato a dovere, poggiava su un mobile letto e di tanto in tanto cominciava a gocciolare! (spiegazione scientifica all’acqua che ho nella testa… e in quella zona di Torino è molto dura). Ho sempre desiderato i Discus, ma a quel tempo ricordo che li potevo solo guardare, i loro costi erano spaventosi non solo per un ragazzino… per fortuna le cose sono un po’ cambiate. Tornato dal militare mi impossessai dell’acquario di mio padre, dedicandomi principalmente alle piante in tutte le forme di coltura, sia idroponica che sommersa, con qualche esperienza nella propagazione per meristemi…riproducevo inoltre in particolare piccoli caracidi, neon, cardinali, rasbore e tutto quanto di “piccolo” trovavo. Continuavo a documentarmi sul Discus, nella mia città non c’erano molti appassionati per avere confronti fino a fare il grande passo.

Da li a breve con la prima riproduzione cominciarono a moltiplicarsi le vasche e fu necessario andarsene via di casa! Circa 4 anni fa decisi di comprare l’odiato pc, conobbi Andrea Crestani e Stefano Tocchi che mi “tirarono” dentro, direi a tempo pieno col Discus virtuale. Fino ad arrivare ad oggi con 40 anni (suonati soprattutto nella testa) a gestire con Andrea Crestani e Livia Giovannoli il portale Discus Portal.

Quali specie di Discus preferisci rispetto ad altre e quali criteri usi
nella scelta dei riproduttori?
Il tuo nickname Snake67 forse è un’indicazione?

Ma in realtà è che ho anche allevato serpenti! Che gli snake nelle loro varianti mi piacciano è scontato. Li trovo fondamentali per alcune…si può dire? Selezioni (scusami ma ultimamente questo termine è stato parecchio svalutato su internet… è una parola che comincia a uscire di default dalle tastiere di molti)… In realtà il mio preferito è il Blu Diamond, anche se non ne hanno ancora “costruito” uno che possa definire il mio ideale. Non disprezzo comunque nessun discus purché sia o ROTONDO o particolarmente alto. Criteri di scelta nei riproduttori: Soprattutto di forma, su un colore è facile lavorare, ma sulla forma è meglio partire col piede giusto se vogliamo un’uniformità qualitativa elevata nelle covate. Naturalmente non incrocio pesci a casaccio (tipo TRx Marlboro) perché lo trovo del tutto insensato. Le coppie nel 99% dei casi sono sempre state forzate da me, anche quando compro una coppia spesso viene divisa con altri riproduttori.

Secondo la tua esperienza Claudio, il Discus è un pesce facile o difficile da allevare?

Non è facile rispondere a questo… potrebbe essere semplice allevare discus, seguendo rigoosamente alcuni principi come alimentazione varia, acqua curata, insomma le solite cose stradette per anni. Ma spesso il discus finisce nelle mani sbagliate, in acquari da pochi litri acquistato al supermercato. Credo che il neofita debba documentarsi il più possibile su questo pesce e sarebbe meglio che ci arrivasse per gradi dopo essere passato per un’acquariofilia più semplice. I problemi bussano sempre alla porta se mentre hai una vasca di Discus ti stai chiedendo cosa sono i nitriti.
Esistono delle selezioni più facili di altre?

Sicuramente le forme di turchesi di vecchio stampo (cobalt, turchesi e rosso turchesi) e gli immancabili pigeon.

L'intervista: Claudio Bruno su MondoDiscus


Hai mai allevato Selvatici o meglio secondo gli anglosassoni… Wild?
Se sì, hai trovato delle differenze sulle varie fasi dell’allevamento?

Dopo i rosso turchesi e i cobalt (molti anni fa ormai) riproducevo Brown (alenquer) e Green (allora era impensabile vedere in Italia un puntino…almeno nella mia zona). Differenze: con l’acqua di cui godiamo in molte zone del Piemonte grossi problemi di allevamento non c’erano, anche se ovvio l’acclimatazione di un pesce che fino a ieri viveva in un fiume spesso richiede anche un anno perché sia al top della forma (intendo anche pronto per la riproduzione). Trovo che i Wild siano più esigenti come valori e stabilità dell’acqua ma al tempo stesso molto più propensi ad accudire la prole (non ci sono mai piccoli in giro spaesati per la vasca ad esempio, se non per colpa nostra o per qualche patologia che avevamo trascurato).


So che stai allestendo un impianto di medie dimensioni
e che ci stai lavorando da diverso tempo hai voglia di descrivercelo?

Descriverlo nei particolari sarebbe troppo lungo, prometto di farlo in seguito (ma i miei tempi li conosci!). Ho sfruttato un vecchio box (davvero disastrato) e una cantina. In cantina il locale contiene le cisterne e il trattamento dell’acqua oltre una fetta che separerò per la zona microscopia e la quarantena. In serra ci sono da 40 a 50 vasche (sai che non le ho ancora contate?) di cui 12 cubi. I cambi per ovvi motivi sono automatizzati tramite plc. Tutta la serra è filtrata ad aria. Se lo spazio lo permetterà qui troveranno posto anche le colture di cibo vivo. Il riscaldamento è tramite un termoconvettore a metano, in seguito (in questi giorni) verrà aggiunto uno scaldaacqua sempre a metano.

Qual è la prima cosa che hai tenuto conto nella progettazione?
Quella dalla quale non si può fare a meno se vuoi allevare Discus?

Nella progettazione non bisogna sottovalutare due punti fondamentali secondo me: la quarantena: portare patogeni in serra significa in un modo o nell’altro combatterci per sempre… e se questo esaurisce molti con una vasca sola… puoi capire con 50 o più vasche. Tenendo conto di questo anche i filtraggi sono stati tenuti separati nella maggior parte dei casi. Più che altro per far fronte ad eventuali esplosioni di flagellati. La zona laboratorio ha proprio la funzione di tenere un monitoraggio costante dell’andamento delle singole vasche. Oltre l’igiene che è fondamentale, ho tenuto conto di avere una buona quantità d’acqua in stabulazione, i cambi saranno piccoli e frequenti governabili sia tramite il plc che manualmente per quantità e durata. Oltre questo credo che l’automazione almeno dei cambi sia d’obbligo se non è il nostro lavoro principale e soprattutto per godersi le gioie di un hobby. Altro cosa serve? Io i lavori me li son fatti in pratica da solo, quindi serve voglia di lavorare ed un certo budget di spesa su cui dovremmo orientarci.

NB non trascurare mai il dopo…i costi di mantenimento.


E poi, quali sono gli aspetti più importanti nel gestire
un allevamento come il tuo?

Per me l’aspetto più importante è che avere più acqua mi permetterà di seguire una covata al meglio e di fare confronti, personalmente ho un gran bisogno per natura di progettare, autocostruirmi le cose cercandone un miglioramento, insomma fuggo qualsiasi cosa mi faccia appiattire o il sentirsi arrivati, se un giorno mi considerassi un esperto significherebbe o che ho i primi sintomi di qualche patologia mentale o che in quell’istante ho finito con i Discus…per fortuna mi sento uno che deve ancora iniziare! Se invece ti riferisci sempre alla gestione dell’impianto la nostra base è una, l’acqua. Ho la fortuna di avere una buona acqua di rubinetto e una ancor migliore acqua di falda (che è gratis), non è casuale (compro casa col conduttivimetro nel taschino!), quindi direi: facilitarsi i cambi con un’acqua di qualità e ben invecchiata.


Quanto ti impegnerà in termini di tempo, risorse umane e tecnologiche?
E non dimentichiamoci il termine più importane, quello economico?

Tempo…tanto, perchè mi conosco, andrò in giro per la serra progettando eventuali migliorie. A livello di gestione il tempo delle somministrazioni, delle sifonature quando c’è bisogno… e il tempo da non trascurare mai: guardare i pesci, il fattore più importante. I discus con i loro atteggiamenti ti “sussurrano” ogni stato d’animo, ogni malessere, stà a te riuscire a comprenderli e deve essere un dovere. Risorse umane…ci sono solo io, la mia compagna mi darà una mano nelle somministrazioni durante il giorno.
Impegnarmi in termini economici, non bisogna contare il costo iniziale che almeno per le mie tasche è stato notevole, evito di dar cifre del totale che danno sempre adito a cose sgradevoli (tra l’altro già divulgate dagli stolti del settore). In futuro bisognerà trovare riproduttori di qualità, pagare il cibo e le relative bollette, in particolare del riscaldamento locale…questo è il male dell’allevamento italiano, quello che non ci fa decollare.


Come si può conciliare una passione/professionale
(nel senso che la ritengo già una scelta precisa) con la famiglia e il lavoro?

La mia professione è un’altra, lavoro costantemente di notte e quindi spesso la passione porta via tempo al riposo. Conciliare con la famiglia…aiaiaiaiai… devi essere un genio, un incantatore! pochi uomini tornano a casa con un pesce da 500/1000 euro e riescono a convincere chi li aspetta che è stato un ottimo affare! Altrimenti ci rimane la seconda opzione: rendere in qualche modo chi ci sta pazientemente vicino partecipe il più possibile.


Credo comunque che alla base di certe scelte ci sia una profonda passione
vera e concreta altrimenti non si farebbero questi sacrifici. O sbaglio?

Questo lo spero anche io, altrimenti sarei decisamente da ricovero! Sempre riferendomi alla passione, quella molla che porta un uomo a fare cose che altri difficilmente riuscirebbero a comprendere. Di concreto…difficile definire una passione concreta, non riesco a sposare questi due termini assieme per natura, le passioni c’è chi le vive un attimo, chi una vita, l’importante e che interiormente ci lascino qualcosa e a volte ci facciano anche migliorare come individui. Chi cerca il concreto è sicuramente più intelligente e lungimirante, forse fossi un commerciante…ma non lo sono, voto per la passione che se non minata o condizionata da fattori esterni sicuramente sarà duratura (con i discus a volte funziona!).

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Esistono i presupposti per allevare pesci sani e quali sono i problemi
o le malattie più comuni che possono presentarsi?

Il Discus è un pesce estremamente robusto e resistente, se lo trattiamo a “regola d’arte” le malattie nella quasi totalità dei casi (con una quarantena seria, come và fatta) non si presentano. Il parassita da eliminare secondo me in assoluto è quello delle branchie, non trovo sensato portare alla riproduzione coppie che non siano state ripulite da questi, assurdo che i piccoli nati da pochi giorni debbano nuotare in soluzioni chimiche! Purtroppo la “bibbia” di Untergasser è come tutti i libri di culto letta in troppi modi diversi, si legge : “un adulto può vivere con centinaia di questi parassiti “ …ma cosa significa? Un uomo adulto non muore con centinaia di pidocchi….ma non è detto che se la goda! Credo comunque che questi parassiti e i parassiti intestinali siano le patologie che possono colpire anche i pesci degli allevatori più seri e impegnati. Nel caso dei neofiti solitamente invece ci imbattiamo nelle malattie dei deboli, dovute a errate gestioni (tutti ci siamo passati!) o sovente malattie gravi dovute alla scarsa igiene.


La tua valigetta del pronto soccorso?

Pensare di avere un numero di discus che comincia a essere considerevole soprattutto in termini economici deve per forza col tempo portare all’acquisto di un microscopio e di alcune letture, o quanto ci serve per utilizzarlo al meglio. Non ho una valigetta… ho un arsenale! È da molto che spesso mi trovo in giro ad aiutare amici e conoscenti. Anche se per principio ritengo comunque sbagliato ricorrere ai medicinali

Dovendo stilare una vademecum del bravo acquariofilo,
quali aspetti importanti metteresti ai primi tre posti?

– Disponibilità di tempo e indipendenza economica
– Imparare a conoscere questi meravigliosi animali documentandosi il più possibile.
– Valutare sempre bene ogni azione ed effettuare qualsiasi intervento nel proprio acquario (sopratutto se è arredato) gradatamente, la fretta è la principale nemica di quel piccolo delicato  ecositema che abbiamo in casa.


Cosa pensi della cultura acquariologica italiana in generale
e in particolare… ovviamente sui Discus?

Sorrido sfogliando vecchi libri o vecchi numeri di riviste, pensando 20 anni fa come eravamo. L’acquariofilia in questo ventennio ha davvero corso, rischiamo ora un punto di stasi, sembra che tutto sia stato inventato e il mercato comincia a riempirsi di accessori ridicoli che servono a nulla. Anche il discus è migliorato notevolmente, forse si è esagerato con troppi incroci (ma si sa quando gli asiatici ci mettono lo zampino cosa siano in grado di fare), ma come non dire che le forme tondeggianti che vediamo erano un utopia qualche anno fa?


I tuoi allevatori di riferimento italiani e stranieri?

Uno per continente: Wattley, Focke, Wayne. Riferimenti italiani…al momento non ne ho davvero, nel senso stretto della parola, cioè come esempio da seguire.


Vedo che partecipi alle varie manifestazioni internazionali del settore,
che idea ti sei fatto degli allevatori d’oltralpe?

Ti do un parere davvero personale e capisco che non sia condivisibile da molti che apprezzano questa varietà. Li trovo noiosamente ancorati al turchese rosso, che se è ancora di qualità elevata in Germania lo è fondamentalmente grazie ai vecchi allevatori (ormai pietre miliari), perché nel cimentarsi con nuove varietà non ci hanno fatto vedere nessun risultato eclatante ad eccezione delle dimensioni dei pesci di stendker, dal mio punto di vista neanche eccezionali come forma… e soprattutto discutibili come stabilità genetica, per me selezionare significa: pesce spottato + pesce spottato = pesce spottato… e non righine, mezze righe o addirittura tutt’altra varietà e mille colori. Sicuramente nel caso di questo allevatore si può trovare un buon pesce da salotto, non un pesce per incroci mirati. Al momento se penso alla massima espressione d’oltralpe credo che Piwowarski sia il migliore,sempre sul TR. Non trascuriamo però i paesi dell’est, sembra che la Polonia abbia il vento in poppa ultimamente.

Degli allevatori italiani in generale cosa pensi?
Che sono strani, spesso detengono il segreto di pulcinella e si chiudono ermeticamente, poi borbottano perchè non sono considerati e nessuno di loro si espone mai alle manifestazioni internazionali, quando sono Italiani solitamente sono importatori, un peccato perchè le capacità, i pesci e i mezzi per far “rumore” in Europa secondo me ci sono tutti. Cito comunque qualcuno affermato: Fabio Cassano, ora stà lavorando su linee mirate e sicuramente le indiscutibili doti di quell’uomo d’acqua verranno fuori.
E secondo (se lo mettevo prima passava per campanilismo), ho trovato “dietro” un importante importatore italiano oltre che un amico anche un eccellente allevatore, non mostra troppo le sue doti ma in mezzo a tanti bla bla bla e i piccoli non si attaccano ai genitori… e non hanno l’istinto e bla bla bla…Cristian Roncato ti fa vedere gli spotted con tutti i piccoli attaccati…le uova senza un velo di muffa e dei valori dell’acqua che stordirebbero molti! Ma non ci perdiamo dietro questi guru che non devono più dimostrare nulla….pensiamo agli Italiani emergenti…le mie fiches le punto su due giovani che conosco per il futuro: Francesco Penazzi ed Ernesto Militi, ottime forme quasi standardizzate, davvero bravi tutti e due.
Due chiacchiere sui progetti web. Sei uno degli amministratori
di DiscusPortal pertanto conosci bene le realtà… cosa salveresti
del panorama italiano del Web di settore?

Lascerei questa risposta al tempo…i portali muoiono di suicidio per eccessivo protagonismo, spesso avere un nick colorato viene messo al pari di una laurea sul caminetto. Storicamente doveva essere il DCI… sparito l’amministratore o comunque con una eterea presenza non si manda avanti un portale. Noi per primi dobbiamo far qualcosa per movimentare il settore, partecipare agli eventi, crearne di nuovi… questo sappiamo bene che costa, in termini di tempo, di impegni personali e di spese aggiunte (alle già presenti per mantenere un portale), non è da tutti, nel nostro piccolo con Discus Portal abbiamo organizzato convegni con grandi nomi del settore, non ci tiriamo indietro nel prendere un aereo per andare alle manifestazioni Europee più importanti, con l’unico scopo di riportare ai nostri utenti le informazioni più aggiornate con le cose belle che abbiamo visto ma soprattutto senza trascurare quello che non funziona. Tu lo sai bene Ross, facciamo occhio e croce gli stessi itinerari.

Oltre il Web c’è solo il Gruppo Acquariofilo Salentino che organizza l’ormai storico “Mediterranea Discus”, è al Sud, per gente come me più lontano e laborioso di Duisburg arrivarci, ma è un bene che sia al Sud perché ha comunque contribuito ad avere un numero sempre crescente di appassionati del Discus, cosa impensabile 20 anni fa. Naturalmente quella è una manifestazione diversa, oltre Mediterranea Discus sono state associate molte realtà per coinvolgere dai bambini delle elementari agli acquariofili impegnati. Noi abbiamo organizzato convegni a tema, mirati, non possiamo ancora pensare o meglio agire così in grande. Qualcosina comunque lo abbiamo fatto. 

Direi quindi – scelti in questo momento e non perchè son qui a rispondere – rimarranno MD e Discus Portal. Poi dipende da te… tu sei dispotico con i tuoi collaboratori? Il gruppo fa la differenza, nel nostro Staff il clima è di una perenne risata e se un portale si sorregge sulle amicizie interne e le sinergie tra gli elementi. Io…sono in una colata di acciaio.
Finalmente stanno “chiudendo” tutti coloro che si occupavano di cronaca rosa badando più al privato di altri che a quanto fare per un portale. Per fortuna questi elementi non sono tanti…sondaggio alla mano convenivo col mio staff che all’allontanamento di uno di questi corrispondevano 50 utenti attivi in più… Questa risposta te l’avevo già data… poi mi è andato in tilt il pc e son qua oggi a ri-rispondere… come vedi non credo di aver cambiato troppo.


MondoDiscus all’inizio come tu ben sai è stato osteggiato da molte persone.
Alla luce dei primi 17 mesi di vita, cosa pensi di MD?

Credo che tu abbia fatto un gran bel lavoro, graficamente la mano di Ross&Thomas si vede eccome… poi hai quelle foto da documentari invidiabili davvero!

Se ti chiedessi di dare un solo consiglio a chi vuole allevare i Discus,
quale gli daresti?

Di sfogliare molti libri e questi portali… cercare costruzioni di serre di uno o dell’altro e dirgli: ”Vedi come ti potresti ridurre? Sicuro?” se è sì: Impegnati, documentati e se lo fai tramite internet “filtra” bene le informazioni.

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