Camaleonti

14 maggio 2007
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Il Sauro campione nell'arte del mimetismo

 di Michele Mosca


Dopo più di 15 anni di “esperimenti” con i Discus da qualche tempo mi sono avvicinato all’affascinante mondo dei rettili, in particolare in questo breve articolo cercherò di far conoscere il più possibile riguardo i camaleonti. Non mi considero certo un esperto e quindi mi limiterò a fare una panoramica generale senza entrare nei particolari, sperò sarà sufficiente per farvi appassionare a questi curiosi animali che alla fine scoprirete non essere così diversi dai nostri amati Discus.  

Il regno dei camaleonti (letteralmente “leone di terra) è indiscutibilmente il Madagascar dove si possono trovare infatti la maggior parte delle specie fino ad oggi conosciute, in realtà la loro origine è legata alle regioni dell’est Africa da dove si sono diffusi in India e nell’area mediterranea. Fa un po’ impressione ma parliamo di animali che popolano la terra da oltre 100 milioni di anni.

Nell’immaginario collettivo il camaleonte credo si presenti più o meno come il “fantoccio” dei sofficini che dice “Tu non hai fame?”, potenza della pubblicità! Tuttavia la varietà di questi rettili è sorprendente ed ogni specie necessita di cure e parametri ambientali molto differenti se non opposti.

 

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I camaleonti in base alla specie, il sesso e l’età presentano una diversa livrea o forma degli ornamenti (casco occipitale, rostri paranasali, plica cutanea sottogolare, corna, cresta dorsale) in certi casi riconoscere a quale specie appartiene un giovane esemplare non è facile. Creste, corna, rostri ecc… hanno spesso per i camaleonti una valenza sessuale e vengono impiegati dai maschi nelle parate di minaccia e nei loro combattimenti. In genere le femmine sono dotate di ornamenti meno appariscenti e raggiungono taglie minori rispetto ai maschi della loro specie.

Per quanto riguarda la morfologia le caratteristiche che solitamente colpiscono di più sono gli occhi (che si muovono indipendentemente l’uno dall’altro), la lingua (lunghissima che serve per predare gli insetti ma non solo) e le zampe (vere e proprie “tenaglie”).


OCCHI – I camaleonti sono animali assolutamente particolari, possiedono palpebre che contornano l’occhio in una struttura unica a forma di “mezza sfera” . Gli occhi si muovono indipendentemente tra loro consentendo uno spostamento di 180° sul piano orizzontale e 80° su quello verticale. La retina di questi rettili è composta solo da coni (non ci sono i famosi bastoncelli tanto studiati a scuola), questo consente ai camaleonti di avere un’ottima visione nelle ore diurne mentre diventano quasi ciechi in assenza di luce (di notte, infatti, tendenzialmente dormono ben riparati dai possibili nemici). Vi starete domandando come fa un camaleonte e vedere se gli occhi non “collaborano” tra loro… semplice, questi animali sono in grado di elaborare due immagini contemporaneamente ottenendo in pratica una visione a 360°, si tratta di uno dei sistemi di focalizzazione più precisi e complessi del regno animale. Solo nel momento di dover prendere le misure per predare il camaleonte ha la necessità di sincronizzare gli occhi.

  

LINGUA – Altra caratteristica peculiare dei camaleonti è la lingua, capace di estroflettersi alla velocità di 20 km all’ora. Nella zona della bocca dei camaleonti sono presenti ghiandole in grado di produrre un secreto odoroso che attira gli insetti, altre ghiandole vicino all’intenro della bocca hanno il compito di produrre la “colla” che fa aderire gli insetti alla lingua, alla base di quest’ultima si trova un osso ioide che in collaborazione con speciali muscoli e tendini permette il lancio della lingua.

 

ZAMPE – I camaleonti si sono eccezionali arrampicatori e la gran maggioranza di essi sono perfettamente adattati alla vita arboricola, per questo sono dotati di zampe le cui dita sono fuse in due "ganasce", le zampe anteriori portano due dita esterne e tre interne mentre le zampe posteriori sono l’esatto contrario.

 

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CODA – La coda prensile risulta molto utile ed è utilizzata come un quinto arto (non è in grado di rigenerarsi). Per non rischiare cadere i camaleonti solitamente si spostano attaccando le zampe posteriori nello stesso punto dove quelle anteriori hanno già trovato un appiglio.

 

I camaleonti sono maestri di mimetismo, non si tratta in realtà solo una questione di mutazione di colore ma svolge un ruolo ugualmente importante la loro capacità di assumere forme e posizioni incredibilemnte varie.

Va sfatato la comune credenza che i camaleonti assumano il colore dell’ambiente che li circonda, infatti il cambio di livrea è determinato da impulsi nervosi (un po’ come per il Discus che mostra il proprio stato d’animo attraverso la colorazione del corpo). Stress, paura, eccitazione sessuale, gravidanza, eventuali patologie ecc… condizionano quindi il colore dell’animale. Per riassumere in modo molto schematico è come se il camaleonte avesse vari strati di cellule colorate che è in grado di portare avanti o indietro mostrando quindi una tonalità piuttosto che un’altra. Specifico che non tutti i camaleonti sono in grado di mostrare colori sgargianti o sono in grado di variare notevolmente la loro colorazione. Come tutti i rettili anche i camaleonti in seguito al loro accrescimento cambiano pelle, spesso viene mangiata dall’animale stesso. La muta si verifica con cadenze ravvicinate in soggetti giovani mentre si dirada una volta che l’animale ha raggiunto la sua stazza definitiva.

 

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Ora vediamo in linea di massima come si possono allevare I camaleonti.

Uno degli aspetti che vanno tenuti in maggiore considerazione è l’aspetto climatico, ovvero la temperatura e l’umidità. si tratta di parametri importantissimi per far vivere al meglio questi rettili. A seconda della specie e della provenienza dei singoli soggetti (in genere si possono distinguere I camaleonti di monntagna e quelli di pianura) sarà necessario ricreare condizioni climatiche idonee, per esempio, per un camaleonte originario delle montagne della Tanzania sarà necessario prevedere forti escursioni termiche tra il giorno (24°-26°) e la notte (12°-16°) e una umidità tra il 70% e il 100%.

Altri camaleonti originari di zone più aride come la parte meridionale dell’Arabia Sudita dovremo avranno necessità di temperature un po’ più alte (26°-28° di giorno e 18°-21° di notte) e umidità comperese tra il 50% e il 90%. Naturalmente il consiglio che posso dare è quello di informarsi prima di acquistare un qualsiasi animale e in particolare un camaleonte che sono rettili abbastanza delicati ed esigenti.

La maggior parte dei camaleonti ha la necessità di vivere in speciali terrari che prevedano almeno un paio di pareti costituite da rete in modo da favorire al massimo il ricircolo d’aria, esistono addirittura speciali gabbie interamente realizzate in rete. L’attrezzatura tecnica dei terrari destinati a questi rettili è molto semplice, avremo bisogno di una lampada riscaldante (che non deve essere raggiungubile dall’animale perché potrebbe ustionarsi) e di una lampada UVA-UVB di potenza variabile a seconda delle necessità (tali raggi sono utili all’animale per sintetizzare la vitamina D e per rendere disponibile il calico all’organismo).

 

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Nella stagione calda alcuni camaleonti amano vivere all’aperto e se vogliamo potremo posizionare la loro gabbia in giardino o sul terrazzo badando di controllare sempre temperatura e umidità. Un rudimentale sistema goccia, goccia simile a quello che adoperiamo anche per i discus potrà essere utile per permettere al camaleonte bere. L’arredo sarà costituito nella maggior parte dei casi da rami (vanno bene I rami degli alberi da frutta) e piante resistenti a umidità e caldo (Photos) ma si può ricorrere anche a vegetazione sintetica.

Per mantenere tassi d’umidità idonei avremo poi bisogno di un nebulizzatore, un semplice spruzzino di quelli che si usano al mare può fare al caso nostro.

I camaleonti si nutrono di insetti e di tanto in tanto, le specie di taglia maggiore, possono predare uccelli e piccoli mammiferi. In ambito domestico la dieta sarà costituita da insetti quali grilli, cavallette, mosche, moscerini della frutta, ben accette sono anche le tarme della farina, le tarme del miele e I kaimani (non sono coccodrilli ovviamente ma larve di particolari coleotteri). In estate ci si può anche divertire a catturare il “plankton dei prati” (ovvero tutti gli insetti che brulicano d’estate nell’erba ma attenzione perché ci sono raramente anche insetti “velenosi” come api, cimici lucciole ecc..) magari in una zona poco contaminata.

Alcune specie di camaleonti accettano anche frutta e verdura. Per bilanciare la dieta dei camaleonti di tanto in tanto sarà necessario spolverare gli insetti da pasto con del calcio carbonato o calcio gluconato.

 

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I camaleonti non sono animali che amano il contatto con l’uomo, alcune specie mostrano anche un comportamento aggressivo e si stressano facilmente se andremo a disturbarli con frequenza, nonostante tutto con pazienza potremo anche insegnare a questi animali a venire a prendere il cibo dalle mani o a fidarsi al punto di salire sulla spalla del padrone per farsi un bel giretto per la casa.

L’obiettivo di ogni appassionato di animali è quello, un giorno, di riprodurre i propri amichetti, nel caso dei camaleonti sono già diverse le specie che si riproducono con regolarità anche in cattività. I sistemi di riproduzione sono quello oviparo con un periodo di incubazione variabile tra i 5 e i 24 mesi (a seconda della specie) e quello ovoviviparo (la gestazione è più o meno di 9 mesi), naturalmente ogni specie è ovovivipara o ovipara.

 

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Le uova devono essere prelevate senza essere girate e poste in speciali incubatrici che garantiscono un determinato tasso d’umidità e una temperatura costante, lavorando su quest’ultima si può determinare il più delle volte il sesso dei nascituri. Il numero di uova deposte varia notevolmente (fino a 80-90 uova) a seconda della specie e della dimensione del camaleonte, femmine molto giovani non vanno mai fatte accoppiare per evitare problemi di distocite.

Come tutti gli animali anche i camaleonti sono soggetti a diverse malattie che sono spesso individuabili eseguendo esami specifici. La colorazione e il comportamento di questi rettili sarà un chiaro segnale di malessere.

Le malattie principali sono la MOM (malattia ossea metabolica che comporta una mancata calcificazione delle ossa in caso di carenza di calcio, vitamina D3 e fosforo),

 

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l’ipervitaminosi (eccessiva integrazione di vitamine), le malattie parassitarie (molte delle quali conosciute anche dai discofili… flagellati, nematodi, trematodi, coccidi, criptosporidi…), ustioni, costipazioni gastrointestinali ecc…

Quasi tutti i camaleonti sono compresi nella lista degli animali protetti da CITES, sono previste sanzioni pesanti per chi non fosse munito di tale documento, in molti paesi esotici, gli abitanti del luogo nei pressi dell’aeroporto, propongono piccoli camaleonti a prezzi ridicoli ma chiaramente incorrereste in multe salatissime una volta arrivati in Italia (senza contare che probabilmente l’animale sarebbe destinato a morte certa). Nelle zone più a sud d’Italia potreste invece imbattervi in un camaleonte, non catturatelo, anche questi animali sono compresi nella lista della convenzione di Washington ed è in ogni caso illegale catturare la fauna autoctona.

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Avere un camaleonte in casa è sicuramente un impegno notevole sia in termini di tempo che di responsabilità morale ma sarà di certo un piccolo angolo di natura che potrà ripagare la vostra pazienza offrendo uno spettacolo quotidiano sempre nuovo e avvincente. Ribadisco che l’articolo ha unicamente carattere informativo, mi scuso anticipatamente per non essere magari stato chiaro in ogni aspetto e per le eventuali inesattezze che posso aver riportato, io stesso sono assolutamente all’inizio di questa nuova avventura e mi sono avvicinato da poco al mondo dei rettili, per eventuali ulteriori curiosità o domande sono a disposizione nel limite delle mie conoscenze.

 

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