Le orchidee

27 aprile 2007

Tropicalizziamo la casa con le Orchidee

 

di Serena Pucci

Per le cose particolari ed eleganti le orchidee sono le piante d’appartamento ideali, fioriscono per quasi tutto l’anno e danno un tocco esotico alla casa. Contrariamente a quello che si pensa tutti possono avere dei buoni risultati di coltivazione e fioritura, spingendosi poi fino alla creazione di nuove varietà ibride.

Le orchidee che si trovano in vendita ormai sono tutti ibridi, incroci tra varie specie eseguiti per far si di ottenere fioriture particolari, lunghe e con colori piu belli e vivaci, oltre ovviamente (non per ultimo) avere piante economicamente accettabili.

Quelle piu economiche e facilmente reperibili sono tutti i giorni sotto i nostri occhi, visto che molti supermarket le espongono sui banconi, tra queste citiamo il Dendrobium, il Cymbidium, l’Odontoglossum, l’Oncidium e le famose Phalaenopsis, altre sono altrettanto belle anche se piu difficili da coltivare come le Vanda (indonesiane) o i Paphiopedillum (scarpette di ballerina). Le orchidee ovviamente provenendo in gran parte da zone tropicali (ne esistono anche specie in Italia!) hanno bisogno di qualche accortezza in piu, diciamo piu o meno come per i discus.

 

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orchidea spontanea italiana (protetta)
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Vanda coltivata appesa

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particolare di fiore di vanda

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Phaleanopsis
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Dondrobium

Avendo a che fare con un mondo immenso analizzerò solo la specie piu comune e facile da coltivare ovvero le Phalaenopsis che deriva il suo nome dal fiore somigliante una falena notturna. E’ una pianta che ama il caldo con temperature che devono oscillare dai 17/18° di minima fino ai 26/28° di massima quindi come si vede sono temperature che si trovano comunemente in ogni casa, inoltre è amante delle finestre esposte a sud visto che la luce (non diretta) è estremamente importante se si vuol avere una corretta fioritura, infatti un’illuminazione scarsa è la prima causa di mancata fioritura. E’ una pianta che vuole avere un normale ritmo di annaffiature ovvero circa 1 volta a settimana in estate un po’ meno in inverno, tenete però sempre sotto controllo il compost (nelle orchidee è chiamato Bark), non deve mai essere troppo secco ma nemmeno inzuppato d’acqua, se non siete sicuri è meglio aspettare qualche giorno in piu che annaffiare troppo spesso, in quanto il marciume radicale dovuto ad eccesso d’irrigazione è la maggior causa di morte.

 

Per l’irrigazione sarebbe bene usare acqua piovana in quanto non contiene calcare e visto che le orchidee in natura vivono appese agli alberi ed assorbono solo acqua piovana, un’altra soluzione, visto che questo sito è visitato fondamentalmente da persone che come mio marito hanno la passione per gli acquari, usare comune acqua di osmosi . Fondamentale per una corretta vita delle regine delle foreste è anche la nebulizzazione fogliare (non sui fiori), da effettuarsi possibilmente 2 volte al giorno (mai la notte) con uno spruzzatore caricato con acqua di osmosi che creerà un ambiente piu umido sulle foglie, importante specialmente in inverno quando i termosifoni seccano l’ambiente.

 

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particolare del fiore di un Oncidium

 

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vanda coltivata appesa

 

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Paphiopedillum pianta

 

Per creare un ambiente piu umido nelle vicinanze della nostra pianta è utile porre nel sottovaso dell’argilla espansa e riempire il sottovaso di acqua del rubinetto, che verrà assorbita dai sassolini di argilla e rilasciata gradatamente nel tempo creando un microclima umido molto gradito all’orchidea, assicuratevi però che non ci sia contatto tra radici ed acqua del rubinetto per evitare i marciumi precedentemente detti.

La concimazione deve anch’essa avere una cadenza fissa settimanale per tutto l’anno, la si effettua sciogliendo un grammo di concime per orchidee ogni litro d’acqua di osmosi, di solito si ottiene una conduttività di 200/400 ms, usando un concime 18/18/18 NPK.

Nel periodo di ripresa vegetativa sarà bene usare un concime ad alto contenuto di azoto 30/10/10 per stimolare la pianta a produrre nuove foglie e nuovi fiori, spesso è possibile usare anche l’acqua dell’acquario visto che abbiamo conduttività similare a quella utile per le orchidee Phalaenopsis.

 

Bisogna rinvasare le piante ogni 2 anni tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate ovvero nel periodo in cui la pianta perde i fiori, non toccate nulla finche i fiori sono ancora sui rami, il compost detto Bark è un substrato inerte che serve alle orchidee solo per ancorarsi, infatti è fatto da corteccia di pino, torba di sfagno, polistirolo, sughero, carbone di faggio ecc… deve essere leggermente acido e ben drenante. Non appena ci si accorge che la corteccia di pino comincia a sfaldarsi ed a compattarsi vuol dire che diventa meno drenante e piu asfittica ed è ora di cambiarla, questo avviene ogni 2 anni, inoltre i vasi per Phalaenopsis sono di plastica trasparente visto che sono piante Epifite e le radici appese agli alberi amano fotosintetizzare anche loro!

 

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particolare di Paphiopedillum (scarpette di ballerina)

 

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fiori di Phaleanopsis

 

La principale causa di morte delle orchidee come precedentemente detto è l’eccessiva irrigazione quindi dovrete porre attenzione nel non eccedere con l’acqua aiutandovi con un calendario sul quale segnerete i giorni in cui irrigate.

Sono inoltre soggette come tutte le altre piante ad infezioni fungine, batteriosi e svariati parassiti animali quali le lumache che aggrediscono di notte i giovani germogli fiorali, i pidocchi, le formiche ed i ragnetti rossi, tuttavia le orchidee hanno una normale resistenza ai trattamenti chimici per cui non esistono infestazioni incurabili.

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particolare del substrato di coltura detto BARK

 

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particalare di ramo fiorale di orchidea nato quest’anno che allunga.

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pianta di phaleanopsis

Con questo breve articolo spero di aver acceso in voi la curiosità di conoscere meglio queste meravigliose piante, per cui pur rimanendo a vostra disposizione per eventuali domande vi consiglio di acquistare un manuale specifico, visto che parliamo di 750 generi e da 10.000 a 30.000 specie diverse tra loro senza contare gli ibridi.

 

Pucci Serena

 

COME RINVASARE LE ORCHIDEE 

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MondoDiscus © Serena Pucci – Alberto Buccianti

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