Piante acquario Discus: Mangrovie… filtratori naturali

16 ottobre 2006

Chi è appassionato di acquariologia, è in generale un amante della natura, scopre ogni giorno nuove meraviglie del nostro pianeta: pesci dai disegni geometrici e perfetti, colonie di coralli che si fondono tra loro, colori fluorescenti,  alberi che si sollevano sulle radici sfidando la forza di gravità.  Ma oltre all’incanto che proviamo di fronte alla bellezza che la natura riesce a creare, avvertiamo un senso di stupore legato alla misteriosa capacità del nostro pianeta di far combaciare tutti gli elementi in un preciso equilibrio, come in un mosaico in cui ogni tassello, se preso singolarmente, contribuisce a rendere stabile il disegno nel suo insieme, ovverosia l’armonia e l’equilibrio che sono alla base dell’esistenza di tutte le specie.Le attuali conoscenze e la moderna tecnologia ci fanno acquistare costosi skimmer, controllori di ph, diffusori di co2 e altri svariati accessori per i nostri acquari. In realtà come tutti sappiamo non è che il tentativo umano di riprodurre in una scala infinitamente più piccola ciò che in natura vediamo come qualcosa di normale. La schiuma delle onde, le correnti marine, la luce del sole ecc.

Se ci trovassimo in viaggio in Africa o in America centrale, passeggiando vicino ai fiumi o al mare, potremmo vedere intere distese di alberi “galleggiare” su paludi interne o sulla costa, con grandi foglie verdi o rossastre e strane radici che spesso fuoriescono dall’acqua formando come dei ragni che camminano sulla superficie. Stiamo parlando della rhizophora mangle (comunemente detta mangrovia). A prima vista si presenta come un’affascinante pianta esotica, ma a ben vedere è anche un piccolissimo tassello della natura in questo gioco di equilibri di cui noi acquariofili, in scala microscopica, ci occupiamo ogni giorno.

La mangrovia appartiene alla famiglia delle “Rhizophoraceae”, classe delle c.d “angiosperme”, ovverosia le piante più diffuse sulla terra per la loro capacità di adattarsi a differenti tipi di ambiente. Secondo l’etimologia della parola “angiosperme” deriva dal greco “aengeion” (involucro) e “sperma”  (seme), e sta a significare che il seme della pianta è protetto da un “guscio” e non nudo come i semi delle gimnosperme.

Mangrovie
Mangrovie
figura 1

Ma la mangrovia ha qualcosa in più dei comuni alberi. Si trova nei paesi tropicali ad una temperatura medio-alta, tra i 20 e i 30 gradi, forma delle colonie di radici e rami intrecciati che sono stati soprannominati da qualcuno “le nursery della natura” (fig. 1), ed è diventata “famosa” tra gli acquariofili, soprattutto negli ultimi anni, per le sue riconosciute e dimostrate proprietà filtranti. Spesso si trova in quelle zone in cui l’acqua dei fiumi si incontra con l’acqua del mare formando delle aree salmastre, e risulta sorprendente come i semi non si scoraggino a piantare le radici anche nei punti più alti in cui l’acqua è praticamente dolce. Infatti la Rhizophora cresce bene in acqua dolce, salata o salmastra. Presenta una notevole resistenza anche alle condizioni più avverse, ma a volte, anche in condizioni perfette, muore apparentemente senza spiegazioni.

MangrovieFig. 2.

I semi della mangrovia appaiono come dei piccoli tronchetti verdi (fig. 2) che hanno all’estremità una punta di colore più intenso che somiglia ad una foglia attorcigliata su se stessa.  In natura la mangrovia adulta produce questi semi e li lascia cadere nel terreno o nell’acqua sottostante. I semi che cadono sulla terra si piantano vicino alla madre grazie alla forza di gravità, come dei grandi “chiodi” che cadono dall’alto (fig 3 – fonte: www.toptropicals.com). Quelli che invece cadono nell’acqua vengono trasportati dalla corrente e si allontanano dalla madre viaggiando con l’estremità superiore (più leggera) leggermente fuori dall’acqua, per fermarsi non appena incontrano un substrato adatto.

Mangrovia
figura 3

Ciò che queste piante fanno in natura, e in piccolo in acquario, è strabiliante. In alcuni paesi del mondo è stato addirittura proibito il disboscamento delle foreste di mangrovia, sia per evitare l’erosione delle coste che per avvantaggiarsi della caratteristiche di vegetale filtratore. La mangrovia infatti si nutre di tutti i residui delle creature che vivono nel suo habitat. Si può dire che mangi letteralmente il carico organico prodotto dal metabolismo dei pesci che gli nuotano attorno, depurando l’acqua da agenti inquinanti quali nitrati, fosfati ecc. Ovviamente le mangrovie assorbono anche altre sostanze, non nocive ma anzi benefiche per l’ecosistema generale, come sale e magnesio, il ché le ha fatte guardare per un certo periodo con diffidenza dagli acquarofli.

Passiamo allora a trattare delle proprietà filtranti di questa pianta e degli utilizzi positivi che si possono avere in acquario.  Come già accennato la mangrovia, insieme ad una notevole quantità di fosfati, nitrati e altre sostanze nocive, assorbe anche una buona quantità di magnesio e sale. Per questo motivo secondo qualcuno sarebbe sconsigliabile l’inserimento in acquari che ospitano coralli. Tuttavia l’esperienza pratica di coloro che ci hanno provato smentisce questa tesi. E’ vero infatti che la mangrovia nella sua crescita necessita di modeste quantità di magnesio e assorbe in piccola parte del sale che poi espelle dalle foglie, è pur vero però che ciò risulta alquanto ininfluente rispetto agli apporti benefici che la pianta da in un acquario sia dolce che marino.

A puro scopo di studio abbiamo condotto dei piccoli esperimenti empirici che riportiamo qui di seguito
Abbiamo piantato complessivamente 30 talee di mangrovie in tre ambienti separati  e abbiamo testato i valori dell’acqua  a distanza di circa un mese.
– 10 mangrovie in un acquario marino con filtro biologico, popolato esclusivamente da pesci, con livelli critici di nitrati e fosfati.
Il giorno 1 i nitrati misuravano oltre 100 mg/l e i fosfati 1.0 mg/l.
– 10 mangrovie in un acquario tropicale popolato di coralli duri e invertebrati, che utilizza il metodo di filtraggio berlinese (rocce vive e schiumatoio).
In questa vasca i valori  al giorno 1 erano: nitrati circa 40 mg/l e fosfati circa 0.3 mg/l.
– 10 mangrovie, infine, sono state inserite in un ambiente neutro appositamente creato, con acqua salmastra con valori di nitrati e fosfati pari a zero, temperatura di 24° circa e illuminazione diretta (hqi 150 W) per 8 ore al giorno.
Questi i risultati dopo 30 giorni:

Acquario marino con filtro biologico*
Nitrati: 1° giorno oltre 100 mg/l – 30° giorno 0 mg/l
Fosfati: 1° giorno 1.0 mg/l – 30° giorno 0,2 mg/l
Salinità: 1° giorno 0,28 – 30° giorno 0,25 (con normale rabbocco di acqua dolce)

Acquario marino con metodo berlinese*

Nitrati: 1° giorno circa 40 mg/l – 30° giorno 0 mg/l
Fosfati: 1° giorno circa 0,3 mg/l – 30° giorno 0 mg/l
Salinità: 1° giorno 0,25 – 30° giorno 0,23 (con normale rabbocco di acqua dolce)

* i valori sono approssimativi ma con un basso margine di errore –

N.B.: le talee avevano identica “età” e origine. Test marca Salifert.
Oltre agli strabilianti risultati di filtraggio abbiamo notato una particolarità molto significativa: nell’acquario più “carico” di sostanze nocive le mangrovie hanno avuto una crescita più rapida e rigogliosa, 8 talee su 10 sono diventate piccole piantine con 2 o 4 foglie. Due sono morte per motivi che non abbiamo compreso.
Nell’acquario meno “carico” di sostanze nocive la crescita è stata buona ma meno rigogliosa. In alcune talee potevano infatti vedersi le prime 2 foglie, in altre solo un principio di fogliame. In quest’ultima vasca l’ultima talea viva ha estratto le foglie dopo circa 45 giorni. Solo una talea su dieci è morta.

In merito al consumo di sale i risultati ci hanno dimostrato che il problema (se così si può chiamare) è semplicemente risolvibile. Basta infatti provvedere ad aggiungere una modesta quantità di acqua con una salinità maggiore quando si effettua l’ordinario ricambio. Le proporzioni ovviamente dipenderanno dalla quantità dell’acqua aggiunta e dalle dimensioni dell’acquario. Si tratta tuttavia di un fastidio irrilevante rispetto ai disagi e al dispendio di denaro connessi al problema nitrati/fosfati.

Nel prossimo intervento ci occuperemo dell’impianto dei semi di mangrovia in acquario, le tecniche di coltivazione e l’habitat necessario.

Per saperne di più www.mangrovie.it

 


L’acquario fai da te Hi Body si nasce
L’acquario fai da te
Hi Body si nasce

Mondo Discus
© 2013