L’intervista: Lorenzo Vecchio

24 agosto 2006
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Innanzitutto grazie Lorenzo per la tua disponibilità.

Per chi ancora non ti conoscesse… chi è Lorenzo vecchio

e perché hai dato un nome come Business Fish alla tua azienda?

Io, Lorenzo Vecchio, Perito Agrario, lavoro nel settore dell’acquariologia dal 1987. Ho dato il nome di BUSINESS FISH alla mia società perché l’ho creata con lo scopo di procurare pesci tropicali dai migliori allevamenti del Mondo e importarli per i grossisti italiani, ottenendo prezzi al di sotto del loro costo. Devo essere sincero, all’estero spesso quando mi presentavo con il nome della mia ditta mi guardavano in un modo strano, ora dopo quasi 20 anni di attività la mia Business Fish è stimata in tutto il Mondo.


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Lorenzo con uno dei suoi collaboratori in Brasile


Inizialmente allevavi e riproducevi ibridi, poi piano piano sei passato ai selvatici,

quale è stata la molla?

In realtà ho incominciato proprio con i selvatici, con frequenti importazioni dal Brasile anche di coridoras, loricaridi, potamotrigon, cardinali…

Ricordo che in quegli anni arrivavano degli esemplari quasi sempre adulti e belli, senza doversi raccomandare a persone specifiche per ottenere il meglio; il mercato acquariofilo in quei tempi andava nella direzione opposta, solo pesci di allevamento asiatico, Singapore, Bangcok, Penang, pertanto per diversi anni mi sono dedicato agli ibridi con grandissime soddisfazioni professionali. Quasi per caso un giorno è arrivato in serra un allevatore di discus Italiano che vive in Brasile, acquistò dei discus per ibridarli con i suoi selvatici. Da quel giorno è ritornata la passione per il selvatico, sono andato in Brasile, a casa del mio amico, abbiamo selezionato delle imprese di pesca serie, ed ecco le prime importazioni di WILD nel 2005.

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Lorenzo con le vasche di stabulazione del pescato… non necessiariamente Discus

È vero che hai una stazione di pesca in Brasile?

In Brasile le licenze di pesca sono concesse da un organo che si chiama IBAMA, ed è già un miracolo se le concede a un brasiliano! Io collaboro attivamente con due stazioni di pesca, una a Salvador De Bahia e la seconda, specializzata nella pesca dei discus, a Manaus.

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Royal Blue dalla striatura non completamente sviluppata su tutto il corpo


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Spotted green japura


Come si gestisce una stazione di pesca in Brasile dall'italia,
evidentemente ci vogliono persone fidate sul luogo?

Nonostante le due imprese (stazioni), così come le chiamano in Brasile, non siano di mia proprietà, ho stretto da circa due anni un ottimo rapporto di amicizia e anche di lavoro con i proprietari e pescatori. Con le persone che lavorano presso queste stazioni mi sento telefonicamente almeno 4/5 volte al mese e quando ci sono momenti caldi, durante la pesca, anche due volte al giorno. Il mio compito è quello di vendere il prodotto migliore, garantire un fatturato, indirizzare i pescatori a procurare il pesce più ricercato, farli lavorare di più rispetto alla loro voglia di non fare quasi niente. Gestire il pescato dall’Italia non è cosa da poco, per fortuna tramite e-mail posso realmente vedere gli esemplari migliori selezionati appositamente per me, e selezionare così una parte di discus che mi verranno spediti durante l’anno. Sul posto sono aiutato, per quanto riguarda la lingua portoghese, da un mio carissimo amico e appassionato, che mi spiega anche usi e costumi del Brasile.

Spesso cerco di rendermi utile fornendo anche del materiale di consumo, retini, reti da pesca, sacchetti da trasporto, elastici, e anche suggerimenti di imballaggio, stoccaggio, ecc…

Il mio obbiettivo per i prossimi anni è quello di diventare a tutti gli effetti socio di una di queste imprese, e passare qualche mese all’anno “purtroppo” in Brasile, ma prima devo creare un mercato in Europa e in Oriente.

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Green tefé


Quali specie di Discus selvatici preferisci rispetto ad altre
e quali criteri usi nella scelta
 degli esemplari di cattura?

Se devo essere sincero non c’è una varietà che preferisco in particolare, in quanto la selezione è molto rigida, e i soggetti, pur appartenendo a varietà differenti, sono comunque tutti belli. La scelta degli esemplari di cattura incomincia con la pesca, appena catturati si cerca di dividere immediatamente i wild che hanno la forma migliore, e non presentano morsicature, rotture di pinne, occhi mancanti, ecc.

I wild dopo la pesca vengono portati a Manaus in bacinelle, e suddivisi per varietà e dimensione. Nello stesso momento si dividono i soggetti che meritano un occhio di riguardo. La scelta dei migliori è molto difficile, ma con molta calma e professionalità, conoscendo le caratteristiche di ogni varietà,  si arriva a selezionare in modo corretto tutto il pescato.

Attualmente ci sono molti incrusado, discus wild di due varietà che si sono ibridati tra loro spontaneamente, ed è molto difficile la classificazione, ad esempio un heckel per royal blu; immaginatevi quante varianti di colore. In ogni caso forma, colore, dimensioni e colpo d’occhio, mi portano a dare fiducia a un wild piuttosto che a un altro.


Secondo te Lorenzo, il Wild è un pesce facile o difficile da allevare
e poi esistono delle selezioni più facili di altre?

Secondo il mio punto di vista tutti gli animali sono difficili da mantenere in vita e nello stesso tempo non lo è nessuno. Mi spiego meglio: prima di acquistare un discus di cattura bisogna conoscere a fondo il suo ambiente, alimentazione, riproduzione, tutte le esigenze primarie che un essere vivente ha bisogno per poter vivere, questo è già difficile nel suo ambiente naturale (Amazzonia), figuriamoci in un acquario di 150/250 litri.

Nonostante tutto, il discus wild è un pesce che si adatta abbastanza bene alla vita in acquario di medie grosse dimensioni e in gruppo.

Non dimentichiamo che le condizioni dell’acqua  perfette devono avere un PH 6/6,7, NO2 assenti, NO3 (nitrati il valore più basso possibile), un parametro che spesso non si misura è il grado di ammoniaca NH3/NH4+, questo valore a volte provoca morie inspiegabili. I cambi d’acqua devono essere frequenti, con aggiunta di biocondizionatore, batteri, sostanze umiche, la temperatura non deve mai scendere sotto i 28°C. Detto questo non trovo varietà più difficili delle altre.

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Eccovi un ibrido di selvatici

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Green Blue face

Quali sono gli aspetti più importanti nel gestire un allevamento professionale
e un’attività imprenditoriale come Business Fish?

Gli aspetti più importanti per gestire la mia società sono la trasparenza su tutti i fronti, serietà e professionalità, l’altissima qualità dei discus. Questa è la formula che mi ha portato in circa 20 anni ai massimi livelli internazionali.


Quali impegni comporta in termini di tempo, risorse umane e tecnologiche?

In termini di tempo non ci sono orari che tengano, se non fosse per la grandissima passione che mi lega a questo lavoro, non ci sarebbe BUSINESS FISH. La tecnologia non basta mai, cambi continui, coibentazione della struttura non fanno un gran che se non ci sono persone che sifonano quotidianamente, sfamano, in modo appropriato, vasca per vasca a seconda delle esigenze ogni singolo pesce; e anche quando pensi di aver fatto tutto bene l’imprevisto può sempre succedere quando si lavora con il vivo. A questo punto ringrazio i miei collaboratori, che si impegnano in questo lavoro con passione e dedizione 365 giorni l’anno.


Cosa pensi della cultura acquariologica italiana in generale,
e ovviamente sui Discus e sul selvatico in particolare?

In generale la cultura aquariologica italiana è mediocre, mentre sul singolo vero appassionato di wild siamo su buoni livelli ma bisogna ancora lavorarci per ottenere risultati soddisfacenti come nei vari stati esteri, Germania Olanda Belgio, sud est Asiatco.


Vedo che partecipi alle varie manifestazioni internazionali del settore
e soprattutto ai concorsi internazionali di Discus, che idea ti sei fatto degli allevatori
degli altri paesi internazionali?

Partecipando ai vari concorsi Internazionali ho notato una grande professionalità, e uno spirito nazionale che porta tutti i concorrenti di ogni singolo paese a fare squadra, quello che in Italia non credo possa in breve avvenire.

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Un bellissimo Panaque Golden Nugget… un'altra grande passione di Lorenzo


Esistono i presupposti per allevare pesci sani
e quali sono i problemi o le malattie più comuni che possono presentarsi?

I presupposti per allevare pesci sani sono la pulizia dentro e fuori dalle vasche, corretta alimentazione, profilassi sanitaria. Le malattie più comuni sono blocchi intestinali, vermi, flagellati e infezioni alle branchie e alla mucosa.


Dovendo stilare un vademecum del bravo acquariofilo,
quali aspetti importanti metteresti ai primi tre posti?

Cultura personale in acquariofilia, passione, umiltà.


Quest'ultima domanda è ormai un must per tutti gli intervistati.
Se ti chiedessi di dare un solo consiglio a chi vuole allevare i Discus, quale gli daresti?

Rivolgersi sempre a persone altamente qualificate.


Grazie Lorenzo a nome mio e dello staff MondoDiscus.

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Comments to “L’intervista: Lorenzo Vecchio”


  1. […] L’intervista a Lorenzo Vecchio di Rosario Curcio […]


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