sistemi di filtraggio comuni

27 marzo 2006
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È sufficiente far circolare l’acqua dal 50 al 150% all’ora dell’intero volume della vasca. La percentuale del 50% si può attuare in acquari con molta vegetazione (l’intensa produzione di ossigeno aumenta la possibilità della formazione algale sui vetri, sulle decorazioni e sulle piante), la percentuale superiore per quelli che ne sono privi. Le dimesioni della vasca incindono relativamente. Ovvio che più il rapporto acqua/pesce è a favore dell’acqua, più è facile mantenerla “biologicamente pulita”.

 

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Filtri meccanici: la funzione principale dei filtri meccanici è l’asportazione dei detriti in sospensione, sono dotati di una pompa centrifuga di diversa potenza (in funzione della capacità dell’acquario) e sono caricati di fibra sintetica (lana di perlon o spugna). Esistono anche dei sistemi di filtraggio azionati ad aria (collegati ad un aeratore). Ideali per piccoli acquari ma, essendo il volume della massa filtrante limitato, e in presenza di molto sporco, necessitano di pulizia frequente.

Filtri biologici: depurano biologicamente le sostanze tossiche derivate dai processi catabolici dei pesci, dalla decomposizione delle foglie morte o dell’eccesso di mangime non consumato. Sono dotati anch’essi di pompe centrifughe ma di potenza inferiore e sono caricati di materiale inerte che facilita l’insediamento (soprattutto) di batteri quali: Nitrobacter e Nitosomonas. tutti i materiali devono essere chimicamente neutri e devono avere un alto grado di porosità per favorire la colonizzazione batterica. Sono indicati i cannolicchi in ceramica, granulati di argilla, graniglia di lava, resine espanse e strutture di plastica liscia di forma sferica e lamellare che forniscono all’acqua una superficie enorme di contatto. Per la manutenzione è sufficiente risciacquare appena, magari con la stessa acqua dell’acquario, oppure sostituirne una piccola quantità ogni tanto.

 

 

 

 

Filtri esterni: a recipienti chiusi sono di norma a forma di “bombolotto” (facile da celare accanto o sotto la vasca) o appesi di lato “a zaino”. Sono di facile manutenzione ma più costosi dei filtri interni. Sono grandi consumatori di ossigeno. Ci sono anche i filtri esterni aperti a più scomparti da collocare dietro, di lato o sotto la vasca (s’è munita di camera di tracimazione adatta allo scopo). Quest’ultimi sono di più facile manutenzione.

Filtri interni: sono posti all’interno della vasca; sono tra i più usati in assoluto. Sono formati da camere provviste di divisori che delimitano più scomparti, ognuno dei quali può contenere materiali diversi. Possono essere a caricamento “verticale” o “orizzontale”. Sono entrambi di facilissima manutenzione e adattabili a qualsiasi esigenza. Possono essere mascherati alla vista con opportuni rivestimenti di scisti, ardesia o ltre rocce non calcaree.

Filtri percolatori: ottimi depuratori, garantiscono un buon filtraggio biologico. Devono essere necessariamente di grandi dimensioni e dotati di pompe centrifughe potenti. Per via delle dimensioni la cassa filtro va posta sotto l’acquario. Sviluppa una elevata evaporazione per una maggiore potenza di riscaldamento. Il costo è di molto superiore rispetto agli altri. Esiste la possibilità di dotare le vasche di filtri a percolazione interni, più piccoli e meno cari. Come l’esempio illustrato sottostante.

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