L’intervista: Geremia Forino

27 marzo 2006
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Ho il piacere di presentarvi Xeronimox, un nome non certamente nuovo nel panorama Discus. Moderatore del DiscusFriends forum e grande conoscitore dei mille segreti che fanno del nostro hobby un ppassionante impegno. Scopriamo allora chi c’è dietro questo nickname e speriamo… ci sveli qualche segreto.

Grazie Geremia a nome di tutti lettori.

Chi è Geremia Forino?

Sono nato nel 1964 e ho vissuto prevalentemente all’estero, ho avuto il mio primo contatto con l’acquariofilia all’età di 8 anni, occasione ne fu il tè quotidiano che mia madre consumava a casa di una sua amica, dove in un salone come arredamento Live c’era un un imponente acquario olandese con qualche centinaia di cardinales che animavano quello stupendo mondo sommerso. Quello è stato il momento in cui il contagio è avvenuto, poi il destino ha voluto che fosse ulteriormente marcato con l’amicizia di Axel Tunze, figlio del noto produttore di sistemi di filtraggio in acquariologia. All’epoca il padre conduceva studi direttamente nei luoghi tropicali e non era insolito vederlo tornare con pesci, piante o coralli presi dalla natura, e che coronavano il suo laboratorio sotto casa con migliaia di litri di biotopo di ogni parte del Mondo. Metto su, sotto sugerimenti ed aiuti del signor Tunze, la mia prima serretta di 3000 Litri. Gli anni trascorrono e gli Stati Uniti con la NAVY entrano a far parte della mia vita, sposo una donna meravigliosa che condivide con me sia il mio Hobby ossessivo che due splendidi bambini. Nel 2004 Un biologo di origini Francese, il dott. Lionel Marlier, mi propose di far parte di un suo progetto per la rete. L’idea mi piaque, ma sopratutto il nome mi colpiva “DISCUSFRIENDS”. Da li inizia la mia avventura da Moderatore della sezione Wild, Malattia e terapia del Discus. Il mio Nick Xeronimox: mi chiamava cosi’ Kempf, un vecchio negoziante al quale cedevo le mie covate di Rosso turchese ottenuti da una splendita coppia di Royal Blue; la purezza di sangue di questa coppia produceva esemplari perfetti e simili uno dall’altro, da lì il Nick XEROX, nota fotocopiatrice, per abbellirlo un po’ vi ho integrato il mio secondo Nick, Geronimo, che mi era stato dato nella NAVY.

Perchè hai deciso di allevare proprio il Discus?

Quando hai tre tasselli nella tua vita – quelli un po’ riferiti nella mia presentazione – che messi assieme ti danno esperienza, non puoi fare a meno di entrare in questo mondo !!

Quali sono i tuoi Discus preferiti e perchè?

Senza dubbio il Wild, il Wild nella sua variante – dal Brown al piu’ esigente dei Green o Heckel. Li preferisco per il loro carattere selvatico nel quale si conserva ancora fortemente il loro mezzo di comunicazione, attraverso le barre verticali, e il comportamento, che sto studiando attraverso l’uso di una webcam su una vasca da 1000 litri che riproduce il loro Biotopo.

Il Discus è un pesce facile o difficile da allevare,
ed esistono delle selezioni più facili di altre?

Non credo in una spece che sia piu’ facile da allevare, ho spesso visto in condizioni difficili il piu’ forte dei Brown come l’ibride, il quale vantava l’adattamento in acque piu’ estreme europee. In questo, conta molto l’esperienza dell’acquariofilo, è quella che determina il corso della vita del Discus in un acquario.

Quali sono gli aspetti più importanti nel gestire un allevamento
e quali sono i fattori determinanti?

Avere un impianto dove il punto di forza sia la stabilità dell’acqua, e per raggiungere tale fattore con grosse vasche è d’obligo il cambio continuo e valori stabili; il Discus ama la stabilità, tanto piu’ stabile è stato il suo ambiente in età giovanile tanto piu’sensibile sarà poi alla variazione dei parametri per indurlo a deporre, direi che queto è il fattore principale a determinare la fertilità in un allevamento di Discus.


Quali sono le malattie più comuni che possono presentarsi
e quali medicinali bisogna avere a portata di mano?

Metterei al primo posto lo stress da errato mantenimento, quindi non è il fattore batterico, virale o parassitico a determinarne la causa della malattia, ma parametri chimico biologico non corretti. Al secondo posto, l’introduzione di animali senza quarantena preventiva, fattore determinante se si vuole evitare il propagarsi di infezioni nel proprio impianto o acquario. Sia per il primo caso che per il secondo, uso principalmente dosi di sale doppio non iodato che variano da 1gr/l a un massimo di 5gr/l abbinato alla termoterapia come soluzione permanente per più giorni e dosi da 10-15gr/l per bagni brevi della durata di 20 minuti. Premetto che un uso non corretto del sale puo uccidere un Discus in una frazione di secondi, invito quindi i lettori ad affidarsi a persone esperte, o frequentare il forum http://www.discusfriends.org dove nella sezione malattie vi è una guida passo passo alla quarantena e all’impiego di tale prodotto.Alternativa a un metodo naturale quale il sale è la termoterapia, e qualora non lo si possa impiegare per motivi di folta vegetazione, trovo validi i tre Prodotti della Esha (Esha2000, Exit, Examitiasi), prodotti che dopo una attenta analisi della patologia, possono essere miscelati ottenendo un’azione a largo spettro.

Esistono i presupposti per allevare pesci sani?

Sì, seguendo il principio che l’allevamento si basi sulla selezione della varietà, ottenuta con un regolare rimpiego del Wild, questo per rideterminare e fortificare la linea genetica e caratteriale del Discus. Un lavoro non alla portata di tutti. Questo giustifica che, tra i migliaia di allevatori, i pochi nomi realmente famosi in questo campo!

Quanto è importante per te l’alimentazione?

Oggi è difficile trovare un cibo carente per i Discus, mentre trovo piu’ facile eccedere. Poco e varia, è la regola per un Discus sano. Ho sempre trovato i miei Discus in ottima salute al ritorno delle mie vacanze, non uso mangiatoie, mi sostituisce un amico che ogni due giorni da un pasto tra vivo, secco e pastone semplice. Questo mi ha fatto riflettere su un fattore importante: quanto un discus assimila e quanto riviene fuori, compromettendo l’impianto e la sua vita stessa. Diceva Il mio amico Tunze, quello che dai per bocca ai pesci, te lo ritrovi in acqua al mattino.

Secondo te l’acquario riflette l’acquariofilo, o meglio quanto incide
la personalità dell’acquariofilo sulla personalità… e salute dei pesci?

Sono sempre solito chiedere una fotografia dell’acquario e qualche dettaglio di esso per avvicinarmi quanto piu’ possibile alla diagniosi corretta, cio’ mi porta a conoscere il grado di preparazione del proprietario e di conseguenza, alla riflessione sulla causa del malessere del Discus.

Una domanda difficile: se ti chiedessi di dare un solo consiglio
a chi vuole allevare i Discus, quale daresti?

Avete mai sentito parlare della febbre del Discus? Io la catalogo sotto due forme di contagio, la prima, come sintomo ti spuntano i Dollari negli occhi e son talmente spessi da farti vedere il Discus in una maniera molto velata ma preziosa. In una covata non vedi più l’esemplare interessante ma il complesso, non vedi la qualità ma la quantità. Beh ragazzi, questa è la malattia con degenza breve, finisce subito, presto ti imbatti in delusioni che portano alla fine dell’avventura Discus. Il sintomo del secondo contagio è particolare, la vista ti si aguza sul colore e la livrea, non importa se Green o Brown, ma l’occhio si sofferma sulla circolarità dell’animale, sei alla ricerca dell’occhio che sia quanto piu’ rosso, osservi quale livello di gerarchia lui occupi e come in complesso sia il suo stato psicologico. Il livello della febbre lo si misura dal tempo che ci metti a urtare con il naso sul vetro frontale dell’acquario nel volerlo seguire per non perderti ogni suo movimento, questo è il contagio che dura anni, questa è la febbre che ritorna sempre nella tua vita e non ti lascia più. Ovviamente il mio consiglio è: cercate bene la persona che soffre della seconda sintomatologia e lasciatevi tranquillamente contagiare.

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